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Mononucleosi

La mononucleosi è una malattia infettiva trasmissibile attraverso la saliva. Proprio per questo motivo, è detta anche “malattia del bacio“. L’infezione può essere trasmessa per effetto dei droplets di saliva emessi tramite starnuti e colpi di tosse, oppure condividendo bicchieri e posate con un soggetto infetto. La mononucleosi è una conseguenza dell’infezione da Epstein Barr Virus (EBV), appartenente alla famiglia degli Herpes Virus. Colpisce soprattutto gli adolescenti e i bambini, anche se gli adulti non ne sono completamente esenti. È più facile contrarre l’infezione quando il sistema immunitario risulta indebolito (ad esempio, durante un periodo di stress o dopo una malattia debilitante).

I sintomi

Nella maggior parte dei casi, la mononucleosi decorre in maniera asintomatica; altre volte, invece, si manifesta attraverso sintomi lievi e transitori, tra cui:

  • astenia (forte stanchezza)
  • mal di gola (faringite)
  • mal di testa
  • inappetenza
  • dolori muscolari
  • febbre
  • ingrossamento dei linfonodi
  • rash cutaneo
  • ingrossamento della milza

L’unico disturbo che tende a persistere, anche per diversi mesi dopo il termine dell’infezione, è una sensazione di stanchezza generalizzata. Nonostante la scarsa pericolosità della patologia in sé, le complicanze legate alla mononucleosi, anche se abbastanza rare, possono essere più gravi della malattia stessa. Tra queste vale la pena citare l’encefalite, la meningite, l’epatite, la sindrome di Guillain-Barré, la miocardite, la trombocitopenia, l’anemia emolitica e la splenomegalia (un ingrossamento della milza che, sebbene asintomatico, può condurre alla rottura dell’organo in seguito a sforzi o traumi).

La diagnosi

La diagnosi di mononucleosi deve essere effettuata dal medico, attraverso il riconoscimento dei sintomi e dei segni tipici della malattia. Oltre a mal di testa, febbre e spossatezza, il medico può riconoscere anche la presenza di faringite, che si manifesta attraverso mal di gola e tonsille ricoperte da una patina biancastra. Per confermare la diagnosi, il medico può consigliare alcuni esami, tra cui le analisi del sangue, che consentono di individuare la presenza degli anticorpi anti EBV, sia del tipo IgG che IgM. Entrambi le classi di anticorpi compaiono in seguito all’infezione (in particolar modo le IgM, che indicano lo stato di attività del virus). Quando le IgM calano e lasciano campo libero alle IgG, ciò vuol dire che l’infezione è stata definitivamente superata.

Trattamento e prevenzione

Non esiste alcun trattamento specifico contro la mononucleosi. In ogni caso, può rivelarsi utile l’uso di antipiretici e antinfiammatori. Qualora il medico dovesse individuare un interessamento della milza, allora sarà necessario evitare il rischio che la stessa si rompa, limitando il più possibile gli sforzi fisici. Per quel che riguarda la prevenzione della malattia, invece, è fondamentale evitare qualsiasi contatto con la saliva o le secrezioni degli individui infetti. È importante anche ricordare che il virus resta nella saliva per diversi mesi dopo il termine dell’infezione.

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