Categorie
Salute

Birulina Alta

Il ruolo della bile

La bile è un liquido giallo dorato prodotto dalle cellule epatiche che attraverso i canali biliari viene raccolta nella colecisti per poi essere immessa nel duodeno e entrare a far parte del processo digestivo.

Il ruolo della bile è quello di “emulsionare” le sostanze grasse degli alimenti ingeriti in modo che in un secondo momento la secrezione del succo pancreatico possa svolgere la sua azione digestiva sui grassi.

La bile raccolta nella colecisti che entra nel processo digestivo, in parte – mediamente il 10% – viene espulsa con gli escreti (feci) mentre per la rimanente parte i suoi componenti vengono riassorbiti dalle pareti intestinali e riportate al fegato dal quale vengono successivamente rielaborati per formare nuova bile stabilendo così un circolo chiuso tra intestino e fegato (circolo entero-epatico).

Metabolismo della bilirubina

Ora che per grandi linee si conosce il ruolo della bile nella dinamica digestiva ci si può concentrare su uno dei suoi costituenti; la bilirubina, un componente di colore bruno arancio costituente principale della bile che le conferisce un tipico colore giallo scuro.

La bilirubina è un prodotto di scarto per il nostro organismo principalmente generata per circa l’80% dalla fine del ciclo vitale del globulo rosso per lisi (disgregazione) della molecola proteica non enzimatica emoglobina il più importante costituente del globulo rosso – vita media 120 giorni – che conferisce al sangue il suo colore caratteristico.

È utile sapere che il derivato parziale della trasformazione dell’emoglobina è la biliverdina che in una successiva reazione ne determina la riduzione in bilirubina.

Il rimanente 20% di produzione giornaliera di bilirubina è generata dalla disgregazione di altre emoproteine (proteine del sangue, e.g. citocromi e mioglobina) così come dalla eritropoiesi inefficace naturali anomalie nella produzione di eritroblasti – le cellule progenitrici dei globuli rossi – che per tale motivo vengono scartati.

Tale processo di disgregazione continua fa si che ci sia una concentrazione di bilirubina insolubile in circolo nel sangue che raggiunto il fegato – attraverso il vettore albumina prodotto dal fegato e al quale la bilirubina si lega – subirà un ulteriore processo di trasformazione che la renderà idrosolubile.

In base a quanto riportato è evidente come sia possibile classificare la bilirubina in due tipi:

  • Bilirubina indiretta o non coniugata, che non ha ancora subito processi di trasformazione nel fegato, non è ancora passata nei canali biliari e si trova nel sangue;
  • Bilirubina diretta o coniugata, che si forma nelle cellule epatiche per coniugazione della bilirubina indiretta con l’acido glicuronico, rendendosi così idrosolubile e potendo passare nella bile. In minima quantità si trova anche nel sangue.

Misurare la concentrazione di bilirubina

La produzione media di bilirubina varia tra i 250 e i 350mg nell’arco delle 24 ore e la bilirubinemia è l’esame di laboratorio – nella pratica è un prelievo di sangue – che ne misura la concentrazione. I valori di riferimento normali oscillano nei range:

  • Bilirubina totale 0,3-1,0 mg/dl;
  • Bilirubina diretta: 0,0-0,4 mg/dl;
  • Bilirubina indiretta: 0,1-1,0 mg/dl;

In minima parte – pochi mg al giorno, mediamente intorno al 2% del totale – la bilirubina che non passa la captazione epatica viene escreta con le urine previa captazione dei reni.

NOTA: I valori riportati sono valori medi e possono differire leggermente da laboratorio a laboratorio.

Valori anomali

Quando, a causa di alcuni stati patogeni, la concentrazione di bilirubina aumenta in maniera importante, essa passa nei tessuti conferendo loro una caratteristica colorazione giallognola detta ittero.

Ciò avviene perché i processi di escrezione della bilirubina in qualche modo non funzionano più ingenerandone un accumulo detto iperbilirubinemia.

Nel ripercorre l’itinerario fisiologico descritto risulta evidente che un suo aumento nel sangue può essere dovuto ad alterazioni a diversi livelli. Le forme più importanti si verificano:

  • Per una aumentata distruzione dei globuli rossi (riduzione della vita media);
  • Per una disfunzione epatica;
  • Per un difetto di escrezione attraverso le vie biliari.

– Il primo scenario induce una iperbilirubinemia indiretta dovuto alla incapacità del fegato di smaltire quella prodotta. In questi casi si parla di ittero emolitico tipico di alcune patologie quali:

  • Talassemia (o anemia mediterranea);
  • Ipersplenismo;
  • Emolisi extravascolare;
  • Leucemie;
  • Anemia perniciosa;
  • Anemia emolitica (e.g. dovuta ad infezioni).

– Le disfunzioni del fegato portano generalmente ad una iperbilirubinemia diretta le cui cause, generalmente genetico-ereditarie, vedono:

  • Sindrome di Gilbert, disfunzione delle cellule epatiche deputate. In questo caso può essere misurato anche un lieve eccesso di bilirubina indiretta e/o totale.
  • Sindroem di Criggler-Najar, difetto di coniugazione della bilirubina con l’acido glicuronico.
  • Sindrome di Dubin-Johnson, incapacità della cellula epatica di riversare la bilirubina coniugata nei condotti biliari.

– L’ultimo scenario vede un ittero da stasi (ristagno o rallentamento) nel quale la bilirubina diretta ha un valore maggiore di quella indiretta. In queste condizioni il metabolismo della bilirubina è regolare in tutte le sue fasi ma c’è un difetto di escrezione che non permette la sua eliminazione attraverso il duodeno. Alcune cause vedono:

  • Cirrosi biliari;
  • Infiltrati leucemici;
  • Calcolosi delle vie biliari;
  • Stenosi cicatriziali;
  • Pseudocisti;
  • Tumori pancreatici.

Da quanto detto emerge chiaramente come sia tutt’altro che facile porre una diagnosi esatta di iperbilirubinemia e di come siano laboriose le ricerche di laboratorio e strumentali atte a identificarne la natura. Molte cause in essere per un sintomo di un’alterazione precisa e localizzata.

NOTA: Non si avanzano pretese in ambito medico-scientifico e i fatti vengono riportati così come sono nella realtà. Quanto letto non sostituisce e non intende sostituire nel modo più assoluto una rigorosa visita medica a partire dal proprio medico curante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *