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#16
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| fuzzy wrote: - Citazione - > On 19 Ago, 19:31, "max(L)" <likelihoo...[at]gmail.com> wrote:
che hai mangiato, scorpioni a colazione ?> > Personalmente resto convinto di due cose: > > 1. che la regolarità statistica di cui sopra > > non sia dovuta al caso (e per prevenire l'eventuale dubbio > > non sto tirando in ballo le idiozie sul disegno intelligente) > > e cosa allora? il dio cristiano? un'altra idiozia. I miti religiosi > sono tutte idiozie. Non vedo perche l'una dovrebbe essere migliore > delle altre, sono storie inventate, pure male per altro. sei tu che stai parlando di religioni, non io. Ad ogni modo se certa regolarità statistica che fa si che un albero sia sempre simile ad un albero è dovuta al caso è un altro atto (tuo) di fede. A meno che tu non sia in grado di dimostrarlo. > - Citazione - > > 2. che la forma specifica di quello che determina > > tale regolarità statistica sia rappresentabile con forme > > diverse in diversi insiemi simbolici diversi. > > certo, le storie di fantasia si possono rappresentare in tutte le > culture umane. > Sto parlando di matematica. Ma questa è un'altra storia, sicuramente di fantasia ma per me più convincente di certi oziosi giri di parole. |
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#15
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| fuzzy wrote: - Citazione - > On 19 Ago, 19:31, "max(L)" <likelihoo...[at]gmail.com> wrote:
siamo tornati ab ovo: dato che neanche tu puoi dimostrare> > leggi naturali, NON scientifiche. > > E' solo per essere chiari: con leggi naturali io intendo qualcosa > > la cui esistenza dimostrabile o no è al di fuori di qualsiasi > > sistema di rappresentazione > > Chiarissimo: cosi espresso "leggi naturali" è un concetto metafisico, > esattamente come credere all'esistenza di "dio", "pippo pluto > paperino, o i "fantastici 4", o "gli dei", "soprannaturale", ecc. ecc. > > Tutte le leggi della natura sono leggi scientifiche, ovvero costruite > dentro un sistema simbolico. Per farle diventare "leggi naturali" nel > tuo senso, oltre che del tutto inutile alla scienza, ci vuole solo un > atto di fede. l'inesistenza di leggi fuori da qualsiasi sistema simbolico il tuo resta un atto di fede,sostenuto solo da un inutile sforzo dialettico. - Citazione - > > accordarsi operativamente > > operativamente? basta spiegarsi un attimo, la cosa poi è abbastanza > semplice. > > > sul significato dei termini "conoscitivo" e "scientifico". > > Dovrebbero bastare questi esempi > I giudizi "questa è una mela rossa" o "fa freddo", esprimono una > conoscenza oggettiva NON scientifica. "il pendolo si muove in maniera > periodica secondo una funzione sinusoidale..." è invece una conoscenza > oggettiva scientifica. > direi proprio di no e dovrebbe bastarti questo esempio: la logica degli insiemi fuzzy (che immagino tu conosca bene) "fa freddo" è un'espressione che rappresenta una conoscenza scientifica. |
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#14
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| On 19 Ago, 19:31, "max(L)" <likelihoo...[at]gmail.com> wrote: - Citazione - > Personalmente resto convinto di due cose:
e cosa allora? il dio cristiano? un'altra idiozia. I miti religiosi> 1. che la regolarità statistica di cui sopra > non sia dovuta al caso (e per prevenire l'eventuale dubbio > non sto tirando in ballo le idiozie sul disegno intelligente) sono tutte idiozie. Non vedo perche l'una dovrebbe essere migliore delle altre, sono storie inventate, pure male per altro. - Citazione - > 2. che la forma specifica di quello che determina
certo, le storie di fantasia si possono rappresentare in tutte le> tale regolarità statistica sia rappresentabile con forme > diverse in diversi insiemi simbolici diversi. culture umane. fuzzy |
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#13
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| On 19 Ago, 19:31, "max(L)" <likelihoo...[at]gmail.com> wrote: - Citazione - > leggi naturali, NON scientifiche.
Chiarissimo: cosi espresso "leggi naturali" è un concetto metafisico,> E' solo per essere chiari: con leggi naturali io intendo qualcosa > la cui esistenza dimostrabile o no è al di fuori di qualsiasi sistema > di rappresentazione esattamente come credere all'esistenza di "dio", "pippo pluto paperino, o i "fantastici 4", o "gli dei", "soprannaturale", ecc. ecc. Tutte le leggi della natura sono leggi scientifiche, ovvero costruite dentro un sistema simbolico. Per farle diventare "leggi naturali" nel tuo senso, oltre che del tutto inutile alla scienza, ci vuole solo un atto di fede. - Citazione - > accordarsi operativamente
operativamente? basta spiegarsi un attimo, la cosa poi è abbastanzasemplice. - Citazione - > sul significato dei termini "conoscitivo" e "scientifico".
Dovrebbero bastare questi esempiI giudizi "questa è una mela rossa" o "fa freddo", esprimono una conoscenza oggettiva NON scientifica. "il pendolo si muove in maniera periodica secondo una funzione sinusoidale..." è invece una conoscenza oggettiva scientifica. ciao fuzzy |
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#12
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| fuzzy wrote: - Citazione - > On 19 Ago, 15:57, "max(L)" <likelihoo...[at]gmail.com> wrote:
e quindi dove vuoi arrivare ?> > > Ma se quello che stai dicendo è che l'esistenza delle > > leggi naturali è un'assioma (ovvero che non esistono > > leggi naturali al di fuori di un contesto simbolico > > sviluppato per rappresentarle) > > Non ho detto questo. > Dico che la tua affermazione (o il suo contrario) non è dimostrabile, > si basa pertanto su un assunto metafisico. I fatti dicono solo > che > ogni teoria e legge è costruita dentro un sistema simbolico,ma non > puoi dimostrare scientificamente che la legge che hai scoperto > esisterebbe senza l'umanità (Oltre al fatto che a poco senso dirlo). A dimostrare che non posso dimostrare usando un qualsiasi sistema simbolico che esistono delle leggi naturali che fanno si che gli alberi siano statisticamente uguali tra di loro e distinguibili da un filosofo ? Personalmente resto convinto di due cose: 1. che la regolarità statistica di cui sopra non sia dovuta al caso (e per prevenire l'eventuale dubbio non sto tirando in ballo le idiozie sul disegno intelligente) 2. che la forma specifica di quello che determina tale regolarità statistica sia rappresentabile con forme diverse in diversi insiemi simbolici diversi. E anche se nessuna di due forme diverse in insiemi simbolici diversi e indipendenti potrà mai essere considerata quella vera, ma una delle due costituisce un'approssimazione migliore (in senso da definire)...who cares ? ;-) - Citazione - > e tre: non puoi dimostrare, ne l'esistenza, ne la non-esistenza delle
leggi naturali, NON scientifiche.> leggi scientifiche prescindendo da ogni attività umana. E' solo per essere chiari: con leggi naturali io intendo qualcosa la cui esistenza dimostrabile o no è al di fuori di qualsiasi sistema di rappresentazione, con leggi scientifiche io intendo qualcosa che esiste solo all'interno di un sistema simbolico. E l'esistenza di leggi (scientifiche) all'interno di un sistema simobolico è ovviamente dimostrabile. - Citazione - > Quindi aunto
di che scusa ?> TU sostieni non è dimostrabile. Se lo è, aspetto una dimostrazione. Una dimostrazione del fatto che non posso dimostrare che si può dimostrare l'esistenza di A o di non-A ? Fatalmente se è così non sono neppure interessato. :-) Non dico che non sia interessante di per sè ma rientra in quel genere di elucubrazioni che mi stimolano l'appetito ma non mi saziano. - Citazione - > > Ma la loro scarsa prevedibilità non è la prova necessaria e
No, intendevo in altro senso o forse ho interpretato male> > sufficiente di un'assenza > > di leggi naturali soggiacenti > > Ma che c'entra, non confondiamo le cose per favore. > la "predittività" non c'entra con l'esistenza di leggi, dicevo solo > che non è l'unico e neanche necessario critierio per definire > un'attività conoscitiva come "scientifica". quello che hai scritto. Ad ogni modo prima di parlare di attività conoscitive scientifiche o non scientifiche sarebbe opportuno accordarsi operativamente sul significato dei termini "conoscitivo" e "scientifico". Ma credo più opportunamente in un altro ng. ;-) |
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#11
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| On 19 Ago, 15:57, "max(L)" <likelihoo...[at]gmail.com> wrote: - Citazione - > Ma se quello che stai dicendo è che l'esistenza delle
Non ho detto questo.> leggi naturali è un'assioma (ovvero che non esistono > leggi naturali al di fuori di un contesto simbolico > sviluppato per rappresentarle) Dico che la tua affermazione (o il suo contrario) non è dimostrabile, si basa pertanto su un assunto metafisico. I fatti dicono solo che ogni teoria e legge è costruita dentro un sistema simbolico, ma non puoi dimostrare scientificamente che la legge che hai scoperto esisterebbe senza l'umanità (Oltre al fatto che a poco senso dirlo). - Citazione - > In altre aprole: se la scienza in quanto attività umana
e tre: non puoi dimostrare, ne l'esistenza, ne la non-esistenza delle> si basa su presupposti indimostrabili > e non può quindi dimostrare l'esistenza di leggi naturali > non vedo come tu possa dimostrare la loro non-esistenza. leggi scientifiche prescindendo da ogni attività umana. Quindi aunto TU sostieni non è dimostrabile. Se lo è, aspetto una dimostrazione. Se non lo è, abbiamo almeno un assunto della scienza (che poi per altro non serve a niente in ambito scientifico) che non è dimostrato. Che è pura metafisica. - Citazione - > Ma la loro scarsa prevedibilità non è la prova necessaria e
Ma che c'entra, non confondiamo le cose per favore.> sufficiente di un'assenza > di leggi naturali soggiacenti la "predittività" non c'entra con l'esistenza di leggi, dicevo solo che non è l'unico e neanche necessario critierio per definire un'attività conoscitiva come "scientifica". fuzzy |
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#10
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| On 18 Ago, 15:29, ramukr...[at]yahoo.it (Piercarlo) wrote: nessun problema per gli errori, a me interessano i concetti. - Citazione - > > Tuttavia ai tuoi ragionamenti, da un punto di vista razionale
in un altro 3d> > ineccepibili, manca qualcosina. > > Mi piacerebbe sapere cosa, tanto per capire. Nessuno è perfetto e io > meno di altri, questo è sicuro. Parla e ti ascolto. - Citazione - > che finché vi sarà in giro un atteggiamento verso la scienza come un
forse. Cmq in posti blindati e moderati, puoi discutere di scienza> qualcosa con cui *scontrarsi* a prescindere da quel che viene detto, > continuerà ad essere impossibile discutere di scienza (o di suoi settori > specifici) in posti non blindati, non moderati ecc. E mi riferisco a > questioni ben più terra a terra dell'ereditarietà! solo perche chi partecipa la pensa di base già come te, e quindi in realtà non discuti affatto con altri che non siano già fondamentalmente in accordo. Il che da una parvenza di discussione seria e pacata, ma solo perche i partecipanti sono tutti filtrati secondo regole prestabilite (da pochi, e sempre opinabili). E cosi è molto facile essere seri e pacati. - Citazione - > Quasi tutti i non addetti, sulla scienza, in generale equivocano
>"giudice"> pensando che, siccome è prodotta da esseri umani con tutti i difetti > acrivibili a questi, allora non solo la scienza è un qualcosa di > "difettoso" (e può anche essere, visto che è un processo in perenne > evoluzione) ma addirittura *arbitrario* (cosa che è invece esclusa di > proposito dalle regole che la scienza si è data a bella posta per > distinguersi dalla vecchia filosofia di cui era "appendice": - Citazione - > della validità della scienza non è il parere di questo o di quel
essendo un rappresentate della filosofia (contemporanea),> luminare ma i fatti nudi e crudi forniti dalla natura posso evidenziare già qui un errore: "i fatti nudi e crudi" è una ingenuità epistemologica, riconosciuta ormai universalmente. Basterebbe ricordare il positivismo logico per capire che questa idea non è piu perseguibile. I fatti non giudicano, ne sono nudi e crudi. Il giudice è sempre e solo la comunità. - Citazione - > I non addetti, per non compromettere la loro "fede" in questa credenza,
Anche che esistano fatti "nudi e crudi" è una credenza, non è infattidimostrabile. Per dimostrare che un fatto è nudo e crudo, infatti dobbiamo usare un sistema simbolico, che pero in quanto tale è arbitrario e contingente (è per esempio legato alla particolare biologia di chi lo crea), e soprattutto rende il dato non piu nudo e crudo, ma lo carica già di significati precostituiti. Ma queste son cose ormai note da 100 anni. - Citazione - > di solito si guardano bene dal fare una piccola ma ovvia considerazione:
Non sono solo opinioni, certamente, ma neanche fatti nudi e crudi.> e cioè che se fossero solo opinioni Sono costruzioni simboliche in cui ogni piu piccolo passo è concordato da una comunità (prima di specialisti, ma non solo). E infatti per molti problemi nella comunità scientifica ancora non c'e' accordo. - Citazione - > macchine e fighe") allora *sono* preti e la scienza è semplicemente
A volte hanno ragione.> un'altra "religione" da combattere a suon di credo più o meno > "alternativi"? to be continued. fuzzy |
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#9
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| On 18 Ago, 09:22, b...[at]bum.bam (Delfino Errante) wrote: - Citazione - > fuzzy ha scritto:
Non sono medico, per cui dico solo qualche mia impressione.> > > > Sono figlio di una persona (mia madre) malata di cancro da moltissimi > > > anni, > > per curiosità: quanti anni? e che tipo di tumore ha? > > 55 anni. > Primo episodio nel 1989 (a seguito, va detto, di un fortissimo stress > emotivo dovuto alla perdita di una figlia), tumore alla tiroide, risoltosi > con un intervento. > Poi la ricomparsa c'è stata nel 1999, con un tumore maligno che è partito > dal rene e successivamente è andato diffondendosi un po' ovunque con > metastasi varie. 10 anni mi sembrano troppi per parlare di un collegamento tra il primo e il secondo tumore. Altri 7 anni abbondanti dal 99 ad oggi, mi fanno pensare quanto di questo male oscuro sappiamo poco. Ma la cosa interessante è "Il fortissimo stress", di cui parli. Anche mia madre quando gli fu diagnosticato un adenocarcinoma all'ovaio, si trovava all'acme di un periodo di forte stress (grande dispiacere) non improvviso ma incrementatosi nel tempo. Penso che questo è un campo che dovrà essere molto approfondito. Mi riferisco a un campo di ricerca giovane, che oggi viene chiamato (con un nome bruttino) "psiconeuroimmunologia" (mi pare). ....to be continued fuzzy |
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#8
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| Piercarlo <ramukreip[at]yahoo.it> wrote: (...) Chiedo venia per l'oceano di errori di battitura con avverbi dimenticati, tolti, rimessi, lasciati in mezzo alla strada... e chi più ne ha, più ne metta! La fretta non è amica di nessuno! :-(. Spero che sia comunque tutto abbastanza chiaro. Ciao Piercarlo |
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#7
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| fuzzy <fharlok[at]yahoo.it> wrote: - Citazione - > On 17 Ago, 22:46, fuzzy <fhar...[at]yahoo.it> wrote:
Mi piacerebbe sapere cosa, tanto per capire. Nessuno è perfetto e io> > On 17 Ago, 11:34, ramukr...[at]yahoo.it (Piercarlo) wrote: > Se ti va di esporle senza intenti bellici, mi farebbe piacere sentire > > altre campane. > > > > fuzzy > > anzi... a dirla tutta mi sono letto alcuni tuoi interessanti post che > hai scritto ad Alberto affetto da glioma. Molto interessanti, anche se > non originali, in quanto ci sono trad. culturali che hanno elaborato > molto i concetti di cui parli. Ma questo poco importa, se poi i > contenuti sono buoni. > Tuttavia ai tuoi ragionamenti, da un punto di vista razionale > ineccepibili, manca qualcosina. meno di altri, questo è sicuro. Parla e ti ascolto. Quanto alla mia "campana" è presto "suonata" e la "partitura" vale non solo per questo NG ma anche per altri (it.scienza soprattutto, che di fatto è da sempre un cesso in cui si parla di tutto fuorché di scienza): che finché vi sarà in giro un atteggiamento verso la scienza come un qualcosa con cui *scontrarsi* a prescindere da quel che viene detto, continuerà ad essere impossibile discutere di scienza (o di suoi settori specifici) in posti non blindati, non moderati ecc. E mi riferisco a questioni ben più terra a terra dell'ereditarietà! Quasi tutti i non addetti, sulla scienza, in generale equivocano pensando che, siccome è prodotta da esseri umani con tutti i difetti acrivibili a questi, allora non solo la scienza è un qualcosa di "difettoso" (e può anche essere, visto che è un processo in perenne evoluzione) ma addirittura *arbitrario* (cosa che è invece esclusa di proposito dalle regole che la scienza si è data a bella posta per distinguersi dalla vecchia filosofia di cui era "appendice": "giudice" della validità della scienza non è il parere di questo o di quel luminare ma i fatti nudi e crudi forniti dalla natura; sia libera sia replicata e studiata in laboratorio - tutto il resto, se non confermato da questi fatti, sono chiacchiere pure e semplici: magari estremamente belle ed eleganti ma che il cui valore, se ne hanno, è giusto quello di un romanzo). I non addetti, per non compromettere la loro "fede" in questa credenza, di solito si guardano bene dal fare una piccola ma ovvia considerazione: e cioè che se fossero solo opinioni semplicemente la gente eviterebbe di sprecari anne all'università a studiarsi le "chiacchiere" di altri che, oltre a essere spesso difficili, complesse e alcune sicuramente oscure, sono pure di un palloso incredibile quando *devi* sorbirtele non perché vuoi toglierti una curiosità ma perché altrimenti gli esami non li passi neppure a piangere. Un certo tipo di gente "non di scienza" - in genere tanto brillante quanto superficiale e portata ad altisonanti quanto inconsistenti "militanze alternative" o sedicenti "controistituzionali" - prendendo spunto da alcune somiglianze esteriori tra preti e scienziati, ha "decretato" che siccome gli scienziati somigliano un po' ai preti (fanno, per esigenze professionali, una vita un po' a parte, diversa, e magari pure un po' diversa da chi non va oltre l'orizzonte "calcio, macchine e fighe") allora *sono* preti e la scienza è semplicemente un'altra "religione" da combattere a suon di credo più o meno "alternativi"? I membri di questi "credo alternativi", guarda caso, in un modo o nell'altro alla fine della fiera non fanno altro che cercare di farsi passare per migliori degli altri... gratis e a scrocco, a differenza di chi si occupa di scienza che, se davvero lo fa, lo fa comunque dopo aver lavorato sodo ed essersi spaccato la testa per anni su cose sì interessanti (perché altrimenti non se ne esce!) ma sicuramente socialmente meno prestigiose e appaganti del "calcio, macchine e fighe" di cui sopra. In questo conflitto si tace (perché, essendo un po' sputtanante oltreché incontrovertibile non sta bene parlarne evidentemente...) del piccolo particolare che, mentre il "club" degli scienziati ha creato una "religione" in grado di produrre risultati tangibili, evidenti e alle volte pure utili, constatabili e sfruttabili da chiunque *indipendentemente* dal fatto di "crederci" o meno a questa "religione". E ciò mentre gli altri "club religiosi" (New Age in primisn che altro non è che l'insieme di superstizioni "riciclate e rivedute" per i tempi moderni, che si cerca di contrabbandare per scienza "alternativa" quando di quella ufficiale ne viene a malapena scimmiottato il linguaggio - senza neppure comprenderne il senso peraltro!) hanno prodotto solo un mucchio di chiacchiere che, se all'inizio paiono "profonde" perché rubacchiano briciole di spiritualismo a destra e a manca, alla fine risultano semplicemente stucchevoli e presuntuose. Perché questo sono: stucchi decorativi di immensi saloni pieni di ignoranza - e di una presunzione di "saperla più lunga" priva di ogni verifica (e, soprattutto, di ogni *volontà* di verifica) che, quando invade aree di conoscenza delicate e ancora in costruzione come quello della medicina, diviene semplicemente criminale. Se non nell'intenzione (forse), certamente nei risultati. Tutto questo, per quel che riguarda questo NG, avviene anche facendo un uso senza scrupoli e fuorviante di problematiche gravissime e reali come quella inerente al fatto che, essendo l'industria farmaceutica un'industria capitalistica che al pari delle altre sta in piedi solo se produce profitti, può (e alle volte fa) degenerare nei suoi comportamenti fino a sforare in manifestazioni criminali senza scusanti, soprattutto se chi deve sorvegliare che questo non succeda si volta a guardare dall'altra parte. Ma, nella misura in cui questo esiste concretamente, non è certo un problema risolvibile "sostituendo" la *possibilità* di truffe criminalità farmaceutica su grande scala, con la *certezza* di truffe su scala più piccola (ma anche più diffusa) da parte di venditori di acqua sporca più o meno fresca (il frigo costa...), bicarbonato e simili che si contrabbandano per "medici naturali", "naturopati" e non so che altro ancora. L'omeopatia non ha mai curato un granché ma sicuramente non curerà ne preverrà mai le distorsioni e i pericoli di un sistema produttivo basato su profitto e mercati! :-) Ci vuol ben altro... il cui approfondimento esula dai temi di questo NG (e ormai anche dai contenuti di tante "teste politiche" che un tempo poco mancava che si vantassero di avere, per certi problemi, soluzioni "chiavi in mano"). In ogni caso, è tutto un'altro discorso Ritornando a noi, certe discussioni, possibili per principio, non sono sviluppabili con profitto in sedi e newsgroup non moderati (e, imho, neppure in quelli attualmente moderati: sono già inadeguati soprattutto come concezione, non fosse che per la loro eccessiva dipendenza dalle qualità personali dei moderatori, qualità che non si trovano certo a volontà o dietro l'angolo) perché da quando internet è diventato un "luogo di massa" tutti i suoi ritrovi comuni sono diventati praticamente dei bar in cui viene affermato tutto e il contrario di tutto e in cui, dove non vengono presi provvedimenti ad hoc, è la massa a "governare" con i risultati che si possono facilmente immaginare. Per far sì che un sistema mutuamente "auto-organizzante" (in realtà anarchico) come è stato internet finora funzioni bene, occorre che sia frequentato da persone *tutte* capaci di autodisciplina; e una massa questa capacità non ce l'ha, punto. Se l'avesse saremmo un'altra specie. Forse migliore, forse peggiore ma sicuramente altra da quella che siamo e saremo ancora per un bel pezzo. Al momento Usenet è come un mercatone di strada in cui tutti gridano cose diverse, altre attraenti e altre orripilanti, ma comunque gridano... mentre per discutere bene di certi argomenti occorre un bel locale, con aria fresca, tranquillità, bibite, sedie e tavolini... ;-). Una usenet "café de Paris" ;-) Non so se sono stato completamente chiaro ma spero di essere riuscito a far capire almeno come suona la *mia* campana.! :-) Ciao Piercarlo |
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