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Vecchio 07-11-2007, 17.50.14
Franco
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Predefinito Re: Moneta e Debito

<d-two[at]libero.it> ha scritto nel messaggio
news:1194388497.623951.159580[at]57g2000hsv.googlegroups.com...

- Citazione -

> Accipicchia sei peggio di quello che immaginavo. C. Viola a proposito
> della
> moneta ha sostenuto che:


Ah, be', io ti cito Keynes e tu mi rispondi con il Sig. Viola, vediamo
cosa dice:

- Citazione -

> A) la ricchezza (beni e servizi utili prodotti con il lavoro) la si può
> produrre in misura sufficiente atta a soddisfare i bisogni economici della
> popolazione;


Una perfetta banalita', tra l'altro vera soltanto nell'era moderna e
nel mondo industrializzato...

- Citazione -

> B) la moneta (che allo stato attuale è sopratutto sotto forma di cifre
> sullo
> schermo dei computer) la si può gestire in maniera "elastica", (a piacere)
> al fine di permettere sia la produzione che la distribuzione della
> ricchezza
> allo scopo di assicurare alla popolazione di soddisfare i suoi bisogni
> economici. E questo è appunto quanto propone di fare Keynes esponendo la
> sua
> teoria su come secondo lui dovrebbe essere gestita la moneta allo scopo di
> assicurare il buon funzionamento dell'economia.


Altra banalità. Un modo complicato di definire la politica monetaria.
Tra l'altro Keynes definisce il ruolo della moneta in modo molto piu'
articolato, altro che queste quattro caxxate da centro sociale.

- Citazione -

> C) In conclusione tenendo conto di A) e B) non ci sono motivi particolari
> affinché si verificano condizioni di povertà fra vasti strati della
> popolazione accanto a minoranza di ricchi che invece si ritrovano con
> immense ricchezze.


Questa invece e' veramente comica, una conclusione che salta fuori dal
nulla, senza uno straccio di spiegazione, quando invece tutte le
maggiori teorie economiche negano invece questo fatto.


Con "comico" hai parafrasato C. Viola: egli ha sostenuto che se non fosse
tragica, l'attuale situazione del mondo moderno: la povertà in mezzo
all'abbondanza, sarebbe comica... (vedi i link per capire a cosa mi
riferisco):

In Italia 7 milioni e mezzo di poveri
http://www.corriere.it/cronache/07_o...ta_istat.shtml

Gli Stati Uniti ignorano la poverta' in aumento
http://www.zmag.org/Italy/vulliamy-povertaumento.htm

USA, 61 milioni senza assicurazione sanitaria
http://it.health.yahoo.net/p_news.asp?id=11438

Secondo te questa situazione è "merito" degli economisti che hanno elaborato
le "maggiori teorie economiche" le quali vengono applicate come se fossero
oro colato? Non ti pare che dovresti piuttosto arrivare da solo alla
conclusione che questi economisti sono incompetenti, invece di pretendere
che te lo venga spiegato con tanto di prove allegate?
Economisti, che incompetenti
http://it.altermedia.info/politica/e...enti_1983.html


Ora, eliminato per carità di patria il pistolotto sulla moneta
autogestita del paesello austriaco (che dal punto di vista scientifico
conta meno di zero),


E senti chi parla: di tuo chi hai messo solo "dal punto di vista scintifico
conta meno di zero". Tuttavia questo genere di politica economica è stata a
più ripresa sostenuta per esempio negli USA da A. Hamilton e A. Lincoln, con
risultati lusigneri (vedi il link):
http://www.movisol.org/amsys.htm


ti chiedo se c'era la necessità di sputare fuori
altre 100 e passa righe di copiaincolla selvaggio, quando mi bastava
una spiegazione concisa, ma chiara e soprattutto farina del tuo sacco?


Ho allegato l'esempio di Woergl proprio perché è conciso, breve, facile da
capire. Eppure tu li trovi molto difficile da studiare... quindi beccati
quest'altro copia incolla...

GUERNSEY EXPERIMENT

Questa è la straordinaria storia di Guernsey, un Isola nella Manica
inglese, che agli inizi del 1800 fu il primo Stato ad adottare la
moneta locale.
Per chi si recasse a Guernsey, saranno immediatamente evidenti lo
straordinario benessere, i bassi prezzi e le quasi inesistenti tasse
di questa piccola isola. Questo "miracolo economico" ha origine in un
esperimento che portò in pochi anni una terra povera ed abbandonata
al benessere. Tratto da "Guemsey experiment", libro ripubblicato nel
1992 da Distributist Books questo testo racconta come, lontani dai
riflettori, gli isolani inaugurarono la stagione del "buon senso".

All'inizio dei diciannovesimo secolo, dopo le Guerre Napoleoniche,
l'isola di Guernsey si trovava in condizioni disastrose. A parte le
bellezze naturali e il clima mite c'era poco o niente che potesse
attrarre i visitatori o solamente trattenerne gli abitanti
dall'emigrare verso la terraferma. Le strade erano sentieri per carri
larghe appena tre metri che, durante l'inverno, diventavano fiumi di
fango fiancheggiati da ripide banchine di roccia. La città era
malamente pavimentata e poco attraente e non c'era possibilità, in
tutta l'isola, di affittare un veicolo di alcun tipo.

Non esistevano commerci, attività o speranze di impiego per i poveri.
Ancor più grave, però, era il fatto che il mare stesse corrodendo in
maniera progressiva vaste zone di terra a causa del terribile stato
del sistema di dighe. Il debito pubblico, che ammontava a 19.137
sterline, era gravato di un interesse annuale pari a 2.390 sterline;
il bilancio annuale dell'amministrazione era solamente di 3.000
sterline. Questo significava che, mentre vaste somme di denaro erano
necessarie per salvare l'isola dall'erosione marina e renderla adatta
ad essere abitata, gli incassi pubblici netti (da tutte le fonti)
ammontavano solamente a 600 sterline annuali; mentre il solo progetto
per le dighe era stimato intorno alle 10.000 sterline. Nel 1815 si
cominciò a sentire il bisogno di incrementare il bilancio pubblico
che in quel momento non provvedeva né appoggio né riparo per i
cittadini e fu organizzato un comitato per studiare il problema.

Risultò subito evidente che ulteriori tasse sulla popolazione isolana
già troppo impoverita erano completamente fuori discussione.
L'alternativa di prendere in prestito denaro dalle banche avrebbe
comportato interessi sul debito ad un alto tasso, che le casse non
sarebbero state in grado di affrontare. Era ovvio, altresì, che la
cifra ottenuta in prestito, quantunque fossero stati pagati interessi
per anni, non sarebbe mai stata restituita. Infine, dopo lunga
disamina, il Comitato presentò, nel 1816, i suoi risultati con la
storica raccomandazione: "che vengano acquisite proprietà e che venga
eretto un mercato coperto; le spese saranno coperte mediante
l'emissione di Banconote di Stato per un valore di 6.000 sterline".

Gli argomenti portati nell'occasione a favore dell'emissione di Stato
valgono la pena di essere riportati: "il Comitato raccomanda che le
spese siano sostenute mediante l'emissione di Titoli di Stato da una
sterlina per un valore totale di 6.000 sterline (...). E che questi
Titoli siano a disposizione non solamente per il pagamento del nuovo
mercato, ma anche per la Chiesa di Torteval, per le strade da
costruire e per le altre spese pubbliche (...). "Considerando che le
banche hanno già in circolazione denaro per un valore di 50.000
sterline, si propone qui di emettere Banconote di Stato per il solo
valore di 6.000 sterline". Si aggiungeva inoltre che l'emissione
avrebbe costituito un attivo permanente per il bilancio dello Stato
sufficiente non solo a costruire il nuovo mercato, ma anche a
costituire un fondo di ammortamento per estinguere il debito di
Stato. Queste proposte non vennero messe in pratica fino alla fine di
quell'anno quando fu autorizzata l'emissione di Titoli di Stato per
un valore di 4.000 sterline per lavori di promozione costiera, Chiesa
di Torteval e Monumento di Jerbourg.

I Titoli vennero emessi soggetti ad un riscatto in tre fasi: aprile
1817, ottobre 1817 e aprile 1818 e ne era esclusa la riemissione. La
relazione del Comitato che raccomandava l'emissione così
recitava: "in questa maniera, senza incrementare il debito pubblico,
sarà possibile portare a termine i tre lavori, lasciando denaro
sufficiente nelle casse dello Stato per altre necessità". Si dovette
aspettare, comunque, fino al 1820, dopo un altro tentativo abortito
nel 1819, perché il Comitato riuscisse nei suoi tentativi volti a
finanziare l'erezione del nuovo mercato e fosse finalmente
autorizzata l'emissione di Titoli di Stato, destinati a questo scopo,
per un valore di 4.500 sterline ripagabili in 10 anni tramite gli
incassi dalle tasse di importazione e dalla tassa sulle macellerie.
L'emissione fu rapidamente seguita da altre simili e, nel 1821, il
numero di Titoli in circolazione fu aumentato, su raccomandazione del
Comitato, a 10.000 sterline, essendo questo il metodo più vantaggioso
di affrontare i debiti sia dal punto di vista delle finanze di Stato
sia dal punto di vista del pubblico. Certamente i cittadini
sembrarono subito rendersi conto del fatto e, invece di essere restii
ad accettare i Titoli, li andarono cercando con passione.

I nuovi mercati vennero finalmente inaugurati nell'ottobre 1822. Nel
1824 un'ulteriore emissione di 5.000 sterline fu autorizzata per i
mercati, e, nel 1826, l'emissione fu incrementata a 20.000 sterline
per la costruzione dell'Elizabeth College e di alcune scuole
parrocchiali. Fu nello stesso anno che apparvero le prime banconote
da 5 sterline degli Stati di Guernsey. Entro il 1829 i Titoli di
Stato in circolazione superavano la cifra di 48.000 sterline, nel
1837 le 55.000 sterline. I Bilanci dello Stato erano frequente
oggetto di congratulazioni; e fu dichiarato più e più volte da
eminenti personalità dell'epoca che senza l'emissione di Titoli di
Stato importanti lavori pubblici, come strade ed edifici, non
avrebbero potuto essere realizzate. Attraverso questa emissione, non
solo questi lavori furono compiuti, ma l'isola non era più povera di
un penny per i costi di tassi d'interesse. I miglioramenti
stimolarono il flusso dei visitatori nell'isola, e grazie
all'incrementarsi del commercio l'isola poté avvantaggiarsi di una
notevole prosperità.

Impedimenti temporanei

È risaputo che non si può accontentare tutti e sempre ciò é vero
anche per quanto riguarda la questione delle banconote di Guernsey.
Di certo durante i primi dieci anni di questo grande esperimento non
ci fu opposizione, tuttavia nel 1826, alcune persone fecero un
rapporto al "Privy Council" facendo notare che gli Stati non avevano
alcun diritto di eccedere le loro entrate annue senza il consenso
Reale. Alla richiesta di spiegazione dei "Privy Council" il comitato
rispose in maniera così esauriente che la faccenda fu chiusa. Copie
fotostatiche di tale documento storico sono state gentilmente fornite
dal Signor Guillemette.

Il vero pericolo per questo esperimento venne proprio dal settore da
cui ce lo si poteva aspettare e cioè dalle banche dell'isola, la "Old
Bank" e la "Commercial Bank", fondate rispettivamente nel 1827 e nel
1830. Queste istituzioni private inondarono letteralmente l'isola di
numerose banconote. Gli Stati temendo che la continua emissione di
proprie banconote potesse venire pregiudicata, nominarono un comitato
per conferire con le banche. La verità é più strana della finzione. È
difficile capire ciò che successe allora, ma il punto fu che proprio
gli Stati e non le banche alla fine ritirarono dalla circolazione
banconote del valore di £15.000 (Sterline); in aggiunta gli Stati
dovettero concordare di limitare la loro emissione futura di
banconote a £ 40.000 (Sterline).

Non si capisce il perché di questa misteriosa decisione, non
esistendo documenti a proposito, ma soli fatti. Tuttavia
quest'accordo rimase in vigore fino al 1914 quando le banconote di
Stato in circolazione furono valutate £ 41.206 (Sterline). Durante
tutto questo periodo ci fu solo un tentativo di falsificazione, ma il
fatto venne immediatamente scoperto. Di conseguenza fu necessario
ritirare tutte le banconote, che furono rimpiazzate da una nuova
emissione di "Green Backs".

A gonfie vele

Per 70 anni la situazione a Guernsey rimase invariata con un limite
di emissione di £ 40.000 (Sterline), ma nel 1914 gli Stati di
Guernsey riuscirono a ribaltare la situazione nei confronti delle
banche ed emettere di nuovo denaro a seconda delle proprie esigenze.
Questo fu dovuto ad una situazione imposta alle banche durante la
prima guerra mondiale.

La domanda di denaro era enorme, ma fu proibito alle banche di
emettere denaro in una somma maggiore a quella già in circolazione.
Gli Stati tuttavia non erano sotto tale obbligazione e fecero buon
uso di questa opportunità ed alla fine della guerra, nel 1918,
l'emissione si elevò a £ 142.000 (Sterline). Dal quel momento in poi
l'emissione di banconote a Guernsey si elevò pari alla sua prosperità
e nel 1958 c'erano £ 542.765 (Sterline) in circolazione. Ora che le
banche locali sono amalgamate con gli interessi delle banche
Britanniche non ci sono più banconote private sull'isola, ma
solamente banconote di Stato a fianco delle banconote della Cassa del
Tesoro Britannica.

Ovviamente c'e una grande domanda di banconote di Stato. Nessun
cittadino di Guernsey che sia sensato desidera vedere le proprie
tasse aumentate per coprire i costi di interesse sul debito! Per
approfondire ulteriormente, nel 1937 le banconote di Stato, circa
£175.000 (Sterline), costarono solo £450 (Sterline) agli Stati per la
stampa e l'emissione. Un prestito delle stesse dimensioni sarebbe
costato circa £11.333 (Sterline) all'anno. Possiamo quindi noi
biasimare i contribuenti di Guernsey nel preferire il proprio denaro,
considerando che sotto questo benevole sistema finanziario non pagano
quasi alcuna tassa? Durante tutta la durata di questo esperimento,
dal 1817 fino ad oggi non c'é mai stata alcuna minaccia di inflazione
dovuta all'emissione di danaro. Gli Stati sono stati sempre molto
cauti nell'emettere e nell'annullare banconote a seconda delle loro
capacità e richieste.

Chiunque visiti l'isola rimane subito impresso dalla grande
differenza di prezzi tra l'isola e il resto del Regno Unito. Grazie
al basso sistema di tassazione, e ai bassi dazi, Guernsey beneficia
di bassi prezzi, abbondanza di denaro ed un elevato tenore di vita.
Difatti può permettersi di ignorare i problemi di inflazione
esistenti nel già molto indebitato Regno Unito.

Contrasti e conclusioni

Con riluttanza lasciamo l'isola del buon senso e ritorniamo al Regno
Unito e visto che questa é una storia con una morale e una lezione da
imparare, il paragone deve essere fatto. Che contrasto esiste! Quale
ammontare di debito deve essere pagato dal cittadino Britannico! Ogni
anno enormi tasse e contributi vengono imposti per pagare gli
interessi su debiti che non saranno mai ripagati. Il debito nazionale
odierno s'aggira all'incirca a 28.000 milioni di Sterline e il tasso
d'interesse, nel 1960, é non meno di 640 milioni di sterline, il
doppio di quello che noi (inglesi) spendiamo per l'assistenza
sanitaria.

Bisogna tenere presente che della somma raccolta dai contribuenti
solo 1\5 viene restituito sotto forma di interesse al risparmiatore
privato. Il resto va alle banche, Britanniche o straniere. È facile
capire, anche se non si ha alcuna predisposizione alla matematica, il
perché stiamo ancora pagando per la battaglia di Waterloo. Al tasso
d'interesse dei 5% annuo, l'interesse pagato sul debito nazionale é
pari, dopo 20 anni, alla somma presa in prestito all'origine. Se il
nostro Parlamento (britannico) fosse arrivato alle stesse
conclusioni, degli Stati di Guernsey nel 1816, e come foro avessero
emesso il proprio denaro, ci troveremmo ora in una posizione ben
differente Il nostro debito nazionale semplicemente non esisterebbe,
e come a Guernsey le nostre tasse sarebbero trascurabili. Grazie alla
politica del Governo Britannico, le nostre autorità locali si trovano
di fronte a problemi finanziari che sono insolubili usando metodi
ortodossi. Sono obbligati a chiedere in prestito ingenti somme di
denaro ad alto tasso d'interesse, che possono essere ripagate
solamente aumentando di continuo i contributi.

Uno dei peggiori esempi di comunità altamente indebitate é Glasgow,
dove il debito ammonta a 167 milioni di Sterline. Ogni anno interessi
sul debito devono essere pagati direttamente dalle tasche dei
contribuenti; nel 1960 la cifra é di 9.412.665 Sterline (quasi la
metà del totale dei contributi raccolti). È interessante comparare
alcuni dati in relazione al mercato della frutta di Glasgow con
quelli di Guernsey. Il mercato di Candleriggs a Glasgow venne
costruito nel 1817 e costò 60.000 Sterline. Questa somma fu raccolta
in modo convenzionale, cioè con un prestito su cui si pagano gli
interessi. Al contrario dei mercati di Guernsey, che furono ripagati
dopo dieci anni dalla loro costruzione, i mercati di Glasgow non
furono ripagati fino al 1956 - 139 anni più tardi! Ci é stato
impossibile ottenere informazioni precise sul totale degli interessi
pagati in 139 anni, tuttavia é registrato che tra il 1919 e il 1956
l'interesse pagato non fu meno di 267.886 Sterline. Appena il debito
fu ripagato si presentò la necessità di eliminare questo mercato
troppo costoso e oramai obsoleto.

Nel prossimo progetto di sviluppo di Glasgow il mercato della frutta
verrà spostato in un altro posto per far fronte a problemi di
traffico. È ancora quasi impossibile prevedere il costo di questo
progetto, ma tra il costo d'acquisto del terreno, costruzione e
rimborsi, si può benissimo considerare che l'intero mercato costerà
diversi milioni di Sterline. Se questa somma di denaro viene raccolta
alla solita maniera, le conseguenze per i contribuenti di Glasgow
saranno doppiamente disastrose. I costi d'affitto del mercato
aumenteranno notevolmente, probabilmente triplicheranno, costringendo
molti rivenditori all'ingrosso a cessare l'attività. I rimanenti
saranno obbligati ad alzare i prezzi della merce venduta per
ammortizzare le spese addizionali, fattore che a sua volta provocherà
un rialzo dei prezzi al dettaglio a Glasgow. Inoltre c'è il costo del
prestito stesso. Non occorre far notare che se per ripagare un
prestito di 60.000 Sterline ci sono voluti 139 anni, un debito di
diversi milioni di sterline sarà un peso per i cittadini di Glasgow
che incomberà su numerose generazioni a venire.

Possiamo senza ombra di dubbio presumere che lavori pubblici
finanziati per mezzo di prestiti con tasso d'interesse, costeranno al
contribuente quasi tre volte tanto il suo costo originale. Ad esempio
una casa il cui costo di costruzione é di 2.000 Sterline, costerà
alla fine 5.500 Sterline. Tutte le autorità locali in Gran Bretagna,
non solo Glasgow si trovano di fronte allo stesso dilemma. Per fare
un altro esempio, il mercato di Spittafield a Londra propose di
spendere 700.000 Sterline per ristrutturazioni varie. I locatari si
sono accordati ad un aumento degli affitti per raccogliere un totale
di 30.000 Sterline, ma al tasso d'interesse dei 5% perfino il costo
degli interessi dei primo anno su 35.000 Sterline lascerebbe un
deficit di 5.000 Sterline, che va ad aggiungersi al capitale
inizialmente prestato. Di anno in anno il debito aumenta, invece di
essere ripagato come a Guernsey.

Il nuovo progetto per Covent Garden, mercato di Londra e maggior
centro di distribuzione del paese costerà 20 milioni di Sterline.
Quando questo nuovo mercato sarà operativo gli affitti praticamente
triplicheranno per far fronte agli alti costi d'interesse sul
prestito. Vale a dire che i costi di distribuzione aumenteranno in
tutto il Paese per pareggiare gli alti affitti che i venditori devono
pagare per il loro spazio sul mercato. Le entrate annue dei mercati
di Guernsey aiutarono nella costruzione di strade, porti, scuole,
case etc... e per migliorare l'isola in generale. Le perdite annue
del mercato di Glasgow dovute interamente agli oneri sul prestito,
sono state interamente a spese del contribuente. È da notare inoltre
che durante i periodi peggiori della depressione, negli anni venti e
trenta, Glasgow pagò i più alti tassi d'interesse. Il debito, privato
o pubblico, é il cancro che si alimenta sull'essenza della
civilizzazione, non solo in Gran Bretagna, ma in tutto il mondo.
Molti dei nostri più grandi pensatori si sono resi conto di questo
fatto. Sir Mortimer Wheeler e Sir Compton Mackenzie, in un recente
programma televisivo sulla civilizzazione Romana e Greca hanno
denunciato l'alta tassazione e l'usura come la causa principale della
caduta di Roma e della Grecia.

Dobbiamo stare ad aspettare che la nostra grande civilizzazione segua
i suoi predecessori nel limbo, o possiamo imparare la lezione in
tempo per prevenire il disastro? Il contrasto tra la bancarotta e la
prosperità, tra tassazione in misura accettabile e pura rapina
legalizzata, in una parola, tra Guernsey e la Gran Bretagna, ci fa
notare la lezione da imparare. Il difetto é nella creazione del
denaro. Guernsey crea il suo proprio denaro come un Credito, la
cosiddetta nazionalizzata "Bank of England" crea il nostro denaro
come Debito. 130 anni fa Guernsey scoprì il sistema per liberarsi dai
debiti e ne raccoglie i frutti tutt'oggi. Guernsey é all'avanguardia
nel mondo per quanto riguarda il buonsenso finanziario. Possiamo noi
seguirli o dobbiamo continuare a dimenarci nella melma sempre più
profonda del debito e delle tasse e fino all'esaurimento finale? La
decisione é vostra.




Alt 07-11-2007, 17.50.14
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  #12  
Vecchio 06-11-2007, 23.34.57
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Predefinito Re: Moneta e Debito

On 6 Nov, 17:51, "Franco" <fra...[at]timx.it> wrote:

- Citazione -

> Accipicchia sei peggio di quello che immaginavo. C. Viola a proposito della
> moneta ha sostenuto che:


Ah, be', io ti cito Keynes e tu mi rispondi con il Sig. Viola, vediamo
cosa dice:

- Citazione -

> A) la ricchezza (beni e servizi utili prodotti con il lavoro) la si può
> produrre in misura sufficiente atta a soddisfare i bisogni economici della
> popolazione;


Una perfetta banalita', tra l'altro vera soltanto nell'era moderna e
nel mondo industrializzato...

- Citazione -

> B) la moneta (che allo stato attuale è sopratutto sotto forma di cifre sullo
> schermo dei computer) la si può gestire in maniera "elastica", (a piacere)
> al fine di permettere sia la produzione che la distribuzione della ricchezza
> allo scopo di assicurare alla popolazione di soddisfare i suoi bisogni
> economici. E questo è appunto quanto propone di fare Keynes esponendo la sua
> teoria su come secondo lui dovrebbe essere gestita la moneta allo scopo di
> assicurare il buon funzionamento dell'economia.


Altra banalità. Un modo complicato di definire la politica monetaria.
Tra l'altro Keynes definisce il ruolo della moneta in modo molto piu'
articolato, altro che queste quattro caxxate da centro sociale.

- Citazione -

> C) In conclusione tenendo conto di A) e B) non ci sono motivi particolari
> affinché si verificano condizioni di povertà fra vasti strati della
> popolazione accanto a minoranza di ricchi che invece si ritrovano con
> immense ricchezze.


Questa invece e' veramente comica, una conclusione che salta fuori dal
nulla, senza uno straccio di spiegazione, quando invece tutte le
maggiori teorie economiche negano invece questo fatto.

Ora, eliminato per carità di patria il pistolotto sulla moneta
autogestita del paesello austriaco (che dal punto di vista scientifico
conta meno di zero), ti chiedo se c'era la necessità di sputare fuori
altre 100 e passa righe di copiaincolla selvaggio, quando mi bastava
una spiegazione concisa, ma chiara e soprattutto farina del tuo sacco?

  #11  
Vecchio 06-11-2007, 17.51.07
Franco
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Moneta e Debito

<d-two[at]libero.it> ha scritto nel messaggio
news:1194336430.904581.186770[at]50g2000hsm.googlegroups.com...

Inoltre il fatto che tu pensi che la moneta sia un argomento
"pedestre", cioe' banale, dimostra senza ombra di dubbio che non hai
la minima idea di cosa si stia parlando.

Comunque, visto che non ti conosco, ti concedo il beneficio del
dubbio, per cui ritengo che tu non abbia difficoltà a speigarmi il
significato di questa frase che tu hai scritto:

"Una moneta vera e propria, cioè solo strumentale e quindi passiva,
eliminerebbe i ricchi e la pretesa legittimazione giuridica della
ricchezza come potere di acquisto parassitario ed anche quella del
bisogno e della povertà."

A me sembra una eminente cazzata, ma visto che secondo te io sono
ottuso, ti prego di illuminarmi.

Infine, visto che siamo in tema di moneta, anziche' smarronarti con
siti internet di dubbia origine, ti consiglio la lettura di un'opera
veramente formativa, scritta da un premio Nobel e IMHO il piu' grande
economista di tutti i tempi:
http://www.internetbookshop.it/code/...rale-dell.html



Accipicchia sei peggio di quello che immaginavo. C. Viola a proposito della
moneta ha sostenuto che:

A) la ricchezza (beni e servizi utili prodotti con il lavoro) la si può
produrre in misura sufficiente atta a soddisfare i bisogni economici della
popolazione;

B) la moneta (che allo stato attuale è sopratutto sotto forma di cifre sullo
schermo dei computer) la si può gestire in maniera "elastica", (a piacere)
al fine di permettere sia la produzione che la distribuzione della ricchezza
allo scopo di assicurare alla popolazione di soddisfare i suoi bisogni
economici. E questo è appunto quanto propone di fare Keynes esponendo la sua
teoria su come secondo lui dovrebbe essere gestita la moneta allo scopo di
assicurare il buon funzionamento dell'economia.

C) In conclusione tenendo conto di A) e B) non ci sono motivi particolari
affinché si verificano condizioni di povertà fra vasti strati della
popolazione accanto a minoranza di ricchi che invece si ritrovano con
immense ricchezze.

Per comprendere i punti A,B,C, occorre avere familiarità con le esperienze
di moneta locale http://it.wikipedia.org/wiki/Valuta_locale (allo stato
attuale la moneta viene emessa dalle banche le quali la mettono in
circolazione addebitandola con gli interessi). La moneta locale può essere
emessa da qualunque ente che rappresenti una comunità (ad es. il comune) il
quale la può mettere in circolazione e gestire nei modi che si ritengono più
opportuni. In questo caso la moneta diventa uno strumento passivo nella
gestione dell'economia e la politica economica viene a trovarsi nella
condizione di dovere assicurare i punti A), B), C). Mentre al contrario
attualmente la politica economica ha come obbiettivo soprattutto assicurare
che i ricchi diventino sempre più ricchi, a costo di causare crisi
economiche a ripetizione.

Ecco un esempio di gestione di moneta locale:

Nel 1931, Woergl - una cittadina del Tirolo - contava 4500 abitanti; e, fra
i 2 mila adulti, 1500 disoccupati.
Infuriava la grande «depressione», con il suo gelido corollario: la
deflazione.
Le aziende avevano chiuso, fallite.
Il denaro non circolava; anzi era sparito, la crisi suggerendo a chi ne
aveva di tenerlo sotto il materasso (nella deflazione, i tassi d'interesse
sono troppo bassi per invogliare anche i depositi bancari).
Insomma l'economia era congelata.
Il paesello affondava nella miseria.
Il Comune era formalmente in bancarotta, perché non riceveva più le imposte
e i tributi locali e non era in grado di pagare i suoi impiegati.
Fu allora che il sindaco - si introduce qui il nome di questo eroe
qualunque: Michael Unterguggenberger - decise di battere la sua propria
moneta.
Era stato un sindacalista, socialdemocratico e anti-marxista.
Voleva aiutare i suoi disoccupati, voleva mettere dei soldi nelle tasche dei
suoi cittadini, perché costoro ricominciassero a pagare le tasse.
Era una moneta del tutto speciale: moneta deperibile.
Per tenerla in corso, chi possedeva una di quelle banconote doveva apporvi
ogni mese un bollo, che costava l'I % del valore facciale della moneta.
Il taglio da 10 scellini (ma l'emissione comprendeva tagli da 1 a 5
scellini) esigeva un bollo mensile di 0,1 scellini.
Di fatto quella moneta perdeva ogni anno il 12% del suo valore.
Herr Unterguggenberger la chiamò «banconota del lavoro».

L'ammontare della nuova emissione era pari a 32 mila scellini dell'epoca,
pari a circa 4500 dollari di allora.
Una cifra ragguardevole per un piccolo paese, e infatti risultò presto in
eccesso in proporzione alle necessità di Woergl.
Saggiamente, il sindaco scongiurò l'inflazione che avrebbe potuto seguire
l'eccesso di emissione, ritirando parte delle banconote; gradatamente, solo
un terzo delle monete deperibili rimase in circolazione.
L'emissione era «coperta» alla pari: una somma uguale di veri scellini era
depositata dal Comune nella locale banca di risparmio.
In ogni momento, ogni detentore di «banconote del lavoro» (moneta
deperibile) avrebbe potuto presentarle all'incasso e riscuotere scellini.
Ma fu stabilito che, per questa operazione, la banca avrebbe riscosso un
«aggio di servizio» del 2 %. Poiché il costo di detenzione della moneta
deperibile, 1%, era solo la metà del costo del suo cambio in scellini, di
fatto nessuno portò mai all'incasso la nuova moneta.
Tutti gli impiegati del Comune, compreso il sindaco, dal luglio 1932
cominciarono a ricevere metà del loro stipendio in moneta deperibile.
Gli operai che lavoravano per il locale «Comitato di soccorso disoccupati»
(ed erano impiegati dal Comune in piccole opere pubbliche) ricevevano invece
integralmente il loro salario nel denaro comunale.
A tutta prima, i bottegai locali si rifiutarono di accettare quello strano
surrogato di moneta, che per di più perdeva - come in un'inflazione
pre-programmata - ogni anno il 12 % del valore.
Ma il - sindaco, abilmente ruppe il fronte dei commercianti, convincendone
alcuni ad accettare la nuova moneta, promettendo agevolazioni a chi lo
faceva.

Anche i riluttanti alla fine saltarono su quel treno: del resto, era
praticamente il solo denaro in circolazione.
Presto tutti la accettarono senza esitare, per il solo fatto che chiunque
altro l'accettava.
Con due sole eccezioni: l'ufficio postale e la stazione ferroviaria -
istituzioni dello Stato - rifiutarono le «note del lavoro» e continuarono a
pretendere scellini.
La presenza di quella moneta deperibile, che nessuno aveva interesse ad
accumulare, fece rinascere vivacemente - a livello locale - la circolazione
monetaria, e dunque risorgere l'economia.
La gente si affrettava a spendere quei soldi, e riprese a comprare merci
(uno dei danni terribili della deflazione è che ognuno ritarda gli acquisti,
perché si aspetta che i prezzi calino ulteriormente domani); ci fu chi pagò
in anticipo le tasse comunali, per non dovere comprare i bolli dell'1%
necessari a tenere in valore la moneta (il Comune, ovviamente, accettava le
sue note in pagamento dei tributi).
Era dal 1926 che il Comune non vedeva tanti introiti.
Le tasse arretrate e non pagate fino all'introduzione della moneta
deperibile ammontavano a 118 mila scellini, ossia al quadruplo
dell'emissione di «banconote del lavoro».
Nel primo mese della nuova emissione, già 4542 scellini erano stati pagati.
Il Comune non solo potè cominciare a far fronte ai suoi creditori, ma presto
occupare parte di quei 1500 disoccupati in opere pubbliche.
Furono asfaltate sette strade di Woergl per un totale di 6 chilometri;
migliorate le fognature; piantati nuovi alberi nelle foreste; nel 1933 era
in costruzione un trampolino da sci per i turisti (Woergl è una località
alpina).
Le opere pubbliche attivate dalla moneta deperibile ammontarono al triplo
dell'emissione, 100 mila scellini.

Persino la sola banca del paese (filiale locale della Reifeisen Bank) ne
ebbe vantaggio.
Qui, per tutto l'anno precedente l'introduzione della banconota deperibile,
i prelievi avevano superato i depositi.
Ma già nell'agosto 1932, dopo un solo mese di vita della nuova banconota, i
depositi tornarono a crescere, superando i prelievi di 6591 scellini.
Il microscopico esperimento di «moneta di popolo», insomma, funzionò.
Al punto che alcune città vicine, compresa Innsbruck, cominciarono a
prendere in considerazione l'idea.
Giornalisti, poi economisti, accorsero a visitare quella cittadina tirolese
che cominciava a prosperare, unica isola nella miseria della «grande
depressione».
Funzionò troppo bene.
Il sindaco, felice, raccontò ai giornalisti quanto segue: che il 12% annuo
estratto dalla bollatura delle banconote, lui, l'aveva reinvestito e speso
per il bene della popolazione.
E che, dato il ritmo della circolazione, ogni mese il Comune vedeva tornare
nelle sue casse «venti volte» l'ammontare dei primi stipendi pagati con le
banconote deperibili.
Il 2000 %.
Incauta rivelazione.
Forse senza nemmeno sospettarlo, Unterguggenberger rivelava due segreti
vietati.
L'enorme profitto che il sistema bancario estraeva dalla circolazione, e
quello immenso e occulto che l'emissione monetaria regala a chi batte la
moneta.
Fino a quel momento, il governo austriaco non aveva mostrato ostilità verso
l'esperimento di Woergl.

Fu la Banca Nazionale d'Austria - la banca privata che emette lo scellino,
la moneta nazionale - a pretendere l'abolizione di quel fastidioso
concorrente, quell'innocente rivelatore della frode fondamentale.
A forza di legge, la moneta deperibile fu bandita nel settembre 1933, come
contraria al monopolio monetario accordato alla Banca Centrale.

http://www.laleva.cc/economia/storiamonetaria.html





Ciao.


  #10  
Vecchio 06-11-2007, 09.07.10
d-two@libero.it
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On 5 Nov, 16:43, "Franco" <fra...[at]timx.it> wrote:
- Citazione -

> <d-...[at]libero.it> ha scritto nel messaggionews:1194249165.197523.76660[at]o38g2000hse.googlegroups.com...
> Ti rendi conto di avere postato un'accozzaglia di parole senza ne'
> capo ne' coda?
> Hai visto? Nonostante che la moneta e la ricchezza rappresentino le
> questioni più pedastri che più pedastri non si può, sei riuscito a


Si dice *pedestri*, non pedastri. Visto che lo hai scritto due volte
escludo sia un errore di battitura.

Inoltre il fatto che tu pensi che la moneta sia un argomento
"pedestre", cioe' banale, dimostra senza ombra di dubbio che non hai
la minima idea di cosa si stia parlando.

Comunque, visto che non ti conosco, ti concedo il beneficio del
dubbio, per cui ritengo che tu non abbia difficoltà a speigarmi il
significato di questa frase che tu hai scritto:

"Una moneta vera e propria, cioè solo strumentale e quindi passiva,
eliminerebbe i ricchi e la pretesa legittimazione giuridica della
ricchezza come potere di acquisto parassitario ed anche quella del
bisogno e della povertà."

A me sembra una eminente cazzata, ma visto che secondo te io sono
ottuso, ti prego di illuminarmi.

Infine, visto che siamo in tema di moneta, anziche' smarronarti con
siti internet di dubbia origine, ti consiglio la lettura di un'opera
veramente formativa, scritta da un premio Nobel e IMHO il piu' grande
economista di tutti i tempi:
http://www.internetbookshop.it/code/...rale-dell.html

Ciao.


  #9  
Vecchio 05-11-2007, 21.23.09
Renaissance
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Franco ha scritto:

- Citazione -

Ma sei proprio innamorato di 'sti link...
Di' la verita': ti ci specchi.

bye G.L.

--
Renaissance, aka Gian Luca Sole
"E' assolutamente evidente che l'arte del cinema si ispira
alla vita, mentre la vita si ispira alla TV" - Woody Allen
  #8  
Vecchio 05-11-2007, 19.49.51
Franco
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"manzo" <deseptis[at]gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:1194280872.026334.121560[at]57g2000hsv.googlegroups.com...
- Citazione -

Quel link che consigli è la tua autobiografia ?


Veramente mi pare che reciti come un attore lo stereotipo definito nel link,
visto come scrivi:

"manzo" <deseptis[at]gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:1194280671.445291.130990[at]y42g2000hsy.googlegroups.com...

Ma ora assume un altro volto, un volto sgradevole, proprio
come il volto delle altre guerre: quella contro il terrore e quella
contro
il riscaldamento globale causato dall'uomo.

Dunque prima cazzata : Il riscaldamento globale come è già stato
dimostrato non è causato dall'uomo.Tanto è vero che la Terra subì un
riscaldamento maggiore nel 1700 quando l'industrializzazione non
esisteva e ovviamente non c'era l'inquinamento che c'é ora.

Seconda cazzata:Se non hai mai visto uno affetto da AIDS ti porto io
in qualche posticino e ti rendi conto che prima di scrivere certe
stronzate devi collegare le tue sinapsi se ce le hai.
Con l'elenco delle cazzate mi fermo qua ma ci sarebbe ancora da
scrivere assai


  #7  
Vecchio 05-11-2007, 17.41.12
manzo
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On 5 Nov, 16:44, "Franco" <fra...[at]timx.it> wrote:
- Citazione -

> "manzo" <desep...[at]gmail.com> ha scritto nel messaggionews:1194250582.850060.306100[at]50g2000hsm.googlegroups.com...
> > (DA: LE *****I DELLA RICCHEZZA E DELLA MONETA)

> Non sai quello che dici!!!
> Hai visto? Nonostante che la moneta e la ricchezza rappresentino le
> questioni più pedastri che più pedastri non si può, sei riuscito a
> dimostrare di non averci capito niente. Complimenti. se un giorno mi
> avessero predetto che avrei saputo di un ottuso come te, non ci avrei
> creduto. Non mi sorprende che ti consideri in dovere di fare sapere a tutti
> quanto sei tonto: su questi link c'è la spiegazione:
> http://www.comedonchisciotte.org/sit...News&file=arti....
> http://digilander.libero.it/nereovil...ul_cretino.htm


Quel link che consigli è la tua autobiografia ?

  #6  
Vecchio 05-11-2007, 16.44.50
Franco
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"manzo" <deseptis[at]gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:1194250582.850060.306100[at]50g2000hsm.googlegroups.com...
- Citazione -

> (DA: LE *****I DELLA RICCHEZZA E DELLA MONETA)

Non sai quello che dici!!!


Hai visto? Nonostante che la moneta e la ricchezza rappresentino le
questioni più pedastri che più pedastri non si può, sei riuscito a
dimostrare di non averci capito niente. Complimenti. se un giorno mi
avessero predetto che avrei saputo di un ottuso come te, non ci avrei
creduto. Non mi sorprende che ti consideri in dovere di fare sapere a tutti
quanto sei tonto: su questi link c'è la spiegazione:

http://www.comedonchisciotte.org/sit...ticle&sid=3910

http://digilander.libero.it/nereovil...ul_cretino.htm



  #5  
Vecchio 05-11-2007, 16.43.02
Franco
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<d-two[at]libero.it> ha scritto nel messaggio
news:1194249165.197523.76660[at]o38g2000hse.googlegroups.com...

Ti rendi conto di avere postato un'accozzaglia di parole senza ne'
capo ne' coda?


Hai visto? Nonostante che la moneta e la ricchezza rappresentino le
questioni più pedastri che più pedastri non si può, sei riuscito a
dimostrare di non averci capito niente. Complimenti. se un giorno mi
avessero predetto che avrei saputo di un ottuso come te, non ci avrei
creduto. Non mi sorprende che ti consideri in dovere di fare sapere a tutti
quanto sei tonto: su questi link c'è la spiegazione:

http://www.comedonchisciotte.org/sit...ticle&sid=3910

http://digilander.libero.it/nereovil...ul_cretino.htm




  #4  
Vecchio 05-11-2007, 09.16.22
manzo
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On 5 Nov, 00:04, "Franco" <fra...[at]timx.it> wrote:
- Citazione -

> "manzo" <desep...[at]gmail.com> ha scritto nel messaggionews:1194207610.769531.302700[at]o3g2000hsb.googlegroups.com...
> Ma lo sai che qui si parla di salute? per i soldi devi andare su
> un'altro gruppo.Sveglia !!!
> La società capitalista (predonomica) diventa tragico-comica quando raccoglie
> sottoscrizioni per la ricerca (per es. sul cancro) dal momento che i
> ricercatori potrebbero lavorare a tempo pieno e a tutto vapore senza
> ricorrere alla carità pubblica, e quando non può costruire un ospedale o
> illuminare una strada (di strade buie supertrafficate ce ne sono non poche!)
> "per mancanza di fondi". Nel primo caso i sottoscrittori hanno un modo
> specifico ("squisitamente borghese") per tacitare la propria coscienza di
> "predatori" (almeno potenziali); nel secondo caso, la gente viene messa
> davanti a sua maestà la moneta!
> Difficilmente si pensa che la moneta è un bene di scambio naturalmente
> elastico quando non è "predonomicamente" legato ai parametri di una società
> ad usum domini. Una moneta vera e propria, cioè solo strumentale e quindi
> passiva, eliminerebbe i ricchi e la pretesa legittimazione giuridica della
> ricchezza come potere di acquisto parassitario ed anche quella del bisogno e
> della povertà. In una società adulta non ci sono poveri.
> (DA: LE *****I DELLA RICCHEZZA E DELLA MONETA)


Non sai quello che dici!!!

 

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