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#27
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| - Citazione - > On Fri, 28 Sep 2007 21:42:12 -0700, "Giovanni"
E a quelli come te quaranta vergate...cosi la smettete di approfittarvi dell> <gcosini[at]nospamnocosini.org> > Un medico che prescriva ad un paziente un prodotto omeopatico ( se non lo > fa > > per sfruttare l'effetto placebo ! ) dovrebbe essere immediatamente radiato > > dall'albo...... > Certo, certo.... > *pat pat* credulita' della gente !!! L'omoepatia non e' una scienza e sarebbe gia' scomparsa di mezzo 9 o comunque relegata assieme a magia e similari ) se non vi fossero dietro interessi quantomeno milionari.....vogliamo parlare della nota famiglia francese che spaccia rimedi omeopatici.................Si insomma una multinazionale proprio come quelle che tu e tutti gli altri come te aborrisci tanto............... Almeno le multinazionali del farmaco speculano ma produco farmaci che sevono questi....producono solo acqua fresca che non serve a nulla e distoglie i malati dal curarsi..... ah...tempo perso ho gia' scritto troppo. saluti Giovanni www.cosini.org |
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#26
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| On 29 Sep 2007 13:52:03 GMT, "Enrico C" <use_replyto_address[at]devils.com> wrote: - Citazione - > Beh, mica tutti. Secondo Garattini una bella fetta però ;D
Si, ma tantissimi sono utilissimi, la loro efficacia e' piu' chedimostrata eppure sono in fascia C. -- Ignazio GSS© * More than 100 HiRes images in my home page http://www.ipuddu.it |
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#25
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| IgnazioGSS© wrote: - Citazione - > On 29 Sep 2007 12:20:07 GMT, "Enrico C" > <use_replyto_address[at]devils.com> wrote: > > Non solo il SSN, ma anche i pazienti, che devono pagare di tasca > > propria farmaci in fascia C costosi quanto spesso inutili (vedi > > cosa ne dice Garattini, > Beh, inutili mica tanto, se vuoi un elenco di farmaci in fascia C > utilissimi ma non mutuabili per questione di costi ho una lista da qui > all'eternita'. Beh, mica tutti. Secondo Garattini una bella fetta però ;D http://alessiaguidi.provocation.net/...ni/inutili.htm «Moltissimi farmaci, un buon 50 per cento, sono inutili. Soprattutto non ha senso avere tante copie dello stesso prodotto, anche se il medicinale è attivo, perché significa avere tante aziende che vendono la stessa cosa. È vero che non è positivo il monopolio, ma esistono le vie di mezzo. Inoltre, il bombardamento pubblicitario sullo stesso medicinale non porta che ad un aumento delle prescrizioni». Il professor Silvio Garattini è direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri" di Milano, oltre che membro dell'Emea, l'organismo europeo che approva i nuovi medicinali. Il suo nome è legato soprattutto alla riforma dei farmaci del '94. Durante il periodo in cui fu membro del Comitato unico del farmaco (Cuf), dal '93 al '97, il professor Garattini eliminò dal Prontuario tutti i farmaci inutili (non attivi), che sono passati alla fascia C. In cifre, significò per lo Stato una diminuzione di circa 3.000 miliardi di lire per la spesa sanitaria. Con il famoso farmacologo abbiamo esplorato il "terreno minato" dei medicinali. [...] http://www.marionegri.it/mn/it/press...05/medPre.html Il medico e la prescrizione La Professione - n. 2 ---------------------------------------- -------- 01/01/2005 Ogni giorno si scrivono nel nostro Paese, da parte dei medici italiani, circa 5 milioni di prescrizioni farmaceutiche, una cifra che sembra enorme se confrontata con la popolazione. Una prescrizione dovrebbe essere l'atto conclusivo di un iter anamnestico e diagnostico che rischia invece di essere spesso un atto automatico e ripetitivo. Ciò dipende dal fatto che la formazione universitaria, la informazione dell'industria e la pressione dei pazienti ha creato una mentalità farmacocentrica che non aiuta il medico ad essere critico rispetto all'impiego dei farmaci. La visione che abbiamo del farmaco è enormemente ottimistica rispetto alla realtà e ciò è dovuto a varie ragioni. Anzitutto la mancanza di dati scientifici: i farmaci vengono approvati a livello nazionale o europeo, quando sono ancora “immaturi” perché carenti di molte conoscenze che verranno forse disponibili in tempi futuri; non solo, i farmaci vengono approvati in rapporto a tre caratteristiche: qualità, efficacia e sicurezza, ma senza che vengano eseguiti studi comparativi per capire se sono meglio o peggio rispetto a farmaci già esistenti in commercio. Questa mancanza di confronti e di dimostrato “valore aggiunto” permette all'industria di decantare i suoi prodotti sulla base di proprietà minori o insignificanti che nulla hanno a che fare con una reale utilità clinica per i pazienti. I 30.000 informatori farmaceutici che ogni giorno incontrano medici non hanno una funzione neutra: sono portatori delle informazioni che hanno ricevuto dall'azienda a cui appartengono; l'industria spende notevoli risorse non per beneficenza, ma per aumentare le vendite, il che vuol dire far aumentare le prescrizioni non sempre utilizzando mezzi limpidi. Occorre sapere che le pubblicazioni scientifiche anche quelle più autorevoli, che vengono fatte conoscere al medico sono quelle più favorevoli al prodotto propagandato; spesso gli studi negativi non vengono neppure pubblicati; per cui anche chi vuole essere documentato e legge tutto finisce per avere una visione molto ottimistica dell'azione di un farmaco. I recenti scandali riguardanti i farmaci antidepressivi (SSRI) che agiscono sulla serotonina sono istruttivi da questo punto di vista; i lavori positivi sui farmaci hanno tre volte più probabilità d'essere pubblicati rispetto ai lavori negativi. Se i risultati sull'efficacia vengono enfatizzati, quelli sugli effetti collaterali vengono invece minimizzati. Chi prescrive farmaci deve sempre fare attenzione alla tossicità: basti ricordare che ogni giorno nel nostro Paese, secondo il Ministero della Salute, ben 100 pazienti vengono ricoverati in Ospedale per tossicità dipendenti dall'impiego di farmaci. La farmacovigilanza è ancora allo stato embrionale: i rapporti spontanei sugli effetti tossici sono una piccola frazione del totale; la ricerca attiva degli effetti tossici non fa parte della cultura clinica. Ogni tanto notizie che arrivano in generale dagli Stati Uniti destano sorpresa e sgomento: i morti da cerivastatina per danni muscolari e l'aumento di infarto miocardico indotto dal rofecoxib sono fatti recenti. Qualche volta si enfatizzano invece diminuzioni di tossicità, come nel caso dei Coxib che inducono minore gastro tossicità rispetto ai vecchi FANS. Tuttavia non sempre il vantaggio osservato in studi clinici controllati si traduce in una minore tossicità nella pratica clinica; negli ospedali inglesi con l'avvento dei coxib si è notato un aumento dei ricoveri per sanguinamento gastrico perché probabilmente i medici convinti dalla propaganda sulla loro innocuità gastrica, prescrivono i coxib senza alcuna precauzione. Gli antipsicotici di seconda generazione è vero che danno meno effetti extrapiramidali dei vecchi farmaci, ma si omette di sottolineare che danno luogo ad aumento di peso corporeo con conseguente sequela di effetti cardiovascolari e metabolici, inclusa una maggior frequenza di diabete. Perché di fronte a qualsiasi novità o pseudonovità il medico sposta tutta la sua prescrizione sui nuovi farmaci? Non vi sono esempi a sufficienza per ritenere che si debba esercitare cautela e comunque attendere che il tempo permetta di avere a disposizione maggiori conoscenze? È invalsa ormai nella prescrizione l'uso di utilizzare il nome commerciale, una cattiva abitudine che tende a far ignorare al medico il principio attivo che sta somministrando al suo paziente. Questa abitudine rende difficile la prescrizione dei farmaci generici (meglio chiamarli equivalenti) che possono far risparmiare denaro al paziente soprattutto quando si tratta dei farmaci di fascia C. Ogni giorno gli italiani spendono di tasca propria 17 milioni di euro per farmaci che sono di dubbia utilità e di scarsa documentazione scientifica. I medici dovrebbero fare attenzione perché in molti casi sono farmaci inutili esclusi dal Prontuario Terapeutico Nazionale perché non rilevanti per la salute. Se tutte queste informazioni facessero parte della cultura di ogni medico avremmo l'attuale volume di prescrizioni? Silvio Garattini -- |
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| IgnazioGSS© <ignaziogss[at]gmail.com> wrote: - Citazione - > Beh, Aranciasfigata ha un cervello a tre bit, le combinazioni sono
Che potenza di calcolo ragazzi! :-)))> solo 8 Ciao Piercarlo |
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| On Sat, 29 Sep 2007 15:09:00 +0200, ramukreip[at]yahoo.it (Piercarlo) wrote: - Citazione - > Risposta standard di quando arancino ha finito tutte le combinazioni
Beh, Aranciasfigata ha un cervello a tre bit, le combinazioni sono> possibili di neuroni... solo 8 -- Ignazio GSS© * More than 100 HiRes images in my home page http://www.ipuddu.it |
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#22
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| On 29 Sep 2007 12:20:07 GMT, "Enrico C" <use_replyto_address[at]devils.com> wrote: - Citazione - > Non solo il SSN, ma anche i pazienti, che devono pagare di tasca
Beh, inutili mica tanto, se vuoi un elenco di farmaci in fascia C> propria farmaci in fascia C costosi quanto spesso inutili (vedi cosa ne > dice Garattini, utilissimi ma non mutuabili per questione di costi ho una lista da qui all'eternita'. -- Ignazio GSS© * More than 100 HiRes images in my home page http://www.ipuddu.it |
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#21
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| AranciaMeccanica <aranciamec[at]email.it> wrote: - Citazione - > Certo, certo....
Risposta standard di quando arancino ha finito tutte le combinazioni> *pat pat* possibili di neuroni... Piercarlo PS1 - A proposito: il "tuo" NG esiste almeno da fine luglio... frequentatissimo, è tutto dire! :-)))). PS2 - Complimenti per esserti fatto riconoscere subito come "copiaincollaro" nel (questo sì) nuovo NG it.scienza.medicina.tumori. Continua così, sei lirico! :-) |
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| max(L) wrote: - Citazione - > Paghi 50 euro e ti danno il patentino di Omeopata.
E meno male. Pensa se dovessero anche "studiare" le proprietà> E tutto questo senza dover studiare. terapeutiche dell'acqua fresca ;D -- |
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#19
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| Archeopteryx wrote: - Citazione - > utili perché fanno risparmiare soldi al SSN - che non
Non solo il SSN, ma anche i pazienti, che devono pagare di tasca> passa le "cure" omeopatiche. propria farmaci in fascia C costosi quanto spesso inutili (vedi cosa ne dice Garattini, per es.; peggio ancora in caso di automedicazione indotta da spot pubblicitari). In genere le omeopatacche sono meno costose. L'ideale ovviamente sarebbe che gli ipocondriaci riuscissero a fare a meno del bisogno di pillole purchessia a e spendere i soldi per qualcosa di più piacevole che non in farmacia. ;D -- |
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#18
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| G. Paolo wrote: - Citazione - > Eccone alcuni:
Bene grazie.> Studio medico dott. Gazzola - S. Giuliano mil. (MI) > Dott. L. Proietti - Luserna s. Giovanni (TO) > Dott. M. Montinari - Bari > Dott. Arturo Greco - (Is. d'Elba) > Dott. M.de Veredicis - Roma > Dott. Salvatore Simeone, Centro medico Broussais - Roma > Dott. Vergini Raul - Predappio (FO) > Dott. Iaccarino Francesco - S.ta Maria la Carita' (NA) > Dott. D. Basagni - Avellino > ecc. ecc. Ma l'elenco lo posso leggere da me sul sito della siomi. Ma del resto non ero neanche interessato a leggere di nessun nome in particolare, mi faceva solo ridere la solita sparata: ne conosco centinaia...ah ah... Comunque vedo che oggi sei ben predisposto e ti ringrazio. E quindi visto che hai così gentilmente risposto alla prima domanda, anche se non era diretta a te immagino che la tua gentilezza oggi arriverà sino a dirmi in quale università ti sei laureato. Al massimo se proprio la cosa ti urta perchè non ci dici quali esami hai sostenuto ? Un breve elneco dai. In fondo serve anche a te mostrare di che pasta sei fatto senza ricorrere ai soliti cut & paste o rimandare sempre e solo al tuo sito. ps: posso telefonare a qualcuno di quelli sopra che conosci personalmente e chiedere di te ? -- |
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