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| Gentile Enrico, hai descritto perfettamente la situazione. Di fronte a genitori anziani, abituati a far affidamento solo sul figlio e non disposti nè a riconoscere di aver bisogno di aiuto, nè ad acccettare una persona estranea come può essere una badante o anche solo una signora delle pulizie, ci si sente frustrati ed impotenti, se non addirittura colpevoli. Enrico C ha scritto: - Citazione - > Agatha wrote: > > Sono splendidi davvero i commenti di perosne che non hanno mai > > lontanamente vissuto situazioni del genere e si permettono pure di > > giudicare. Davvero...uno splendore! > Ti capisco, ho vissuto una situazione simile. Ci sono mille problemi > pratici da affrontare, se la persona anziana chiude gli occhi e si > tappa le orecchie perché non vuole saperne e si chiude nel suo > crepuscololo, ma tutte le beghe ricadono prima o poi in un modo o > nell'altro su figli e nipoti, senza che però abbiano i mezzi per > poterli affrontare. > Da quel che si è capito, questa anziana coppia avrebbe bisogno di una > badante che pulisca, si prenda cura, aiuti, anche per prevenire > incidenti e per tutte le incombenze, ma se il conto non è cointestato, > e se non è ricco di proprio, il figlio non può provvedere al posto dei > genitori. > Facile dire che "non vogliono aiuto", "chiamate i servizi sociali", ma > spesso succede che non vogliono aiuti esterni perché abituati a fare > da soli, ma non si rendono conto di non essere più in grado, e a volte > sul presupposto che figli e nuore debbano fare tutto loro, perché mai > chiamare una badante? ;D > Comunque ci si sente responsabili, di fronte a genitori e nonni che > tornano come bambini piccoli e sono debili ed esposti. > Forse esiste qualche strumento giuridico che permetta al figlio di > amministrare e gestire la situazione senza arrivare alla dichiarazione > di incapicità, che peraltro non pare neanche il caso. Ma credo che i > tuoi dubbi troverebbero più risposte in un NG di diritto. |
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| Agatha wrote: - Citazione - > Sono splendidi davvero i commenti di perosne che non hanno mai
Ti capisco, ho vissuto una situazione simile. Ci sono mille problemi> lontanamente vissuto situazioni del genere e si permettono pure di > giudicare. Davvero...uno splendore! pratici da affrontare, se la persona anziana chiude gli occhi e si tappa le orecchie perché non vuole saperne e si chiude nel suo crepuscololo, ma tutte le beghe ricadono prima o poi in un modo o nell'altro su figli e nipoti, senza che però abbiano i mezzi per poterli affrontare. Da quel che si è capito, questa anziana coppia avrebbe bisogno di una badante che pulisca, si prenda cura, aiuti, anche per prevenire incidenti e per tutte le incombenze, ma se il conto non è cointestato, e se non è ricco di proprio, il figlio non può provvedere al posto dei genitori. Facile dire che "non vogliono aiuto", "chiamate i servizi sociali", ma spesso succede che non vogliono aiuti esterni perché abituati a fare da soli, ma non si rendono conto di non essere più in grado, e a volte sul presupposto che figli e nuore debbano fare tutto loro, perché mai chiamare una badante? ;D Comunque ci si sente responsabili, di fronte a genitori e nonni che tornano come bambini piccoli e sono debili ed esposti. Forse esiste qualche strumento giuridico che permetta al figlio di amministrare e gestire la situazione senza arrivare alla dichiarazione di incapicità, che peraltro non pare neanche il caso. Ma credo che i tuoi dubbi troverebbero più risposte in un NG di diritto. -- |
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| Sono splendidi davvero i commenti di perosne che non hanno mai lontanamente vissuto situazioni del genere e si permettono pure di giudicare. Davvero...uno splendore! roy ha scritto: - Citazione - > Il Sat, 22 Sep 2007 13:31:45 +0200, Agatha > <agatha[at]TOGLIMAIUSCOLOlibero.it> ha scritto: > > Problema: figlio unico di genitori anziani -ottantenne la madre, > > novantenne il padre- e dal carattere "orrendo", abita con la sua > > famiglia a poca distanza dai suoi. I genitori sono molto benestanti ma > > non gli hanno mai cointenstato il conto corrente nè alcuna proprietà. > Nel soggetto si parla di "interdizione". > In seconda riga di carattere "orrendo", > cui segue il crimine che "non gli hanno_mai_ cointenstato il conto > corrente né_alcuna_proprietà." > Ma com'e' che a me 'sti genitori mi so' diventati subito cosi' > simpatici. ;-) > roy |
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#11
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| Il Sat, 22 Sep 2007 13:31:45 +0200, Agatha <agatha[at]TOGLIMAIUSCOLOlibero.it> ha scritto: - Citazione - > Problema: figlio unico di genitori anziani -ottantenne la madre,
Nel soggetto si parla di "interdizione".> novantenne il padre- e dal carattere "orrendo", abita con la sua > famiglia a poca distanza dai suoi. I genitori sono molto benestanti ma > non gli hanno mai cointenstato il conto corrente nè alcuna proprietà. In seconda riga di carattere "orrendo", cui segue il crimine che "non gli hanno_mai_ cointenstato il conto corrente né_alcuna_proprietà." Ma com'e' che a me 'sti genitori mi so' diventati subito cosi' simpatici. ;-) roy |
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| Agatha wrote: - Citazione - > A chi rivolgersi pr dimostrare la loro incapacità?
Un medico legale. Se il medico legale attesta l'incapacità, poi credoci sia una trafila da percorrere in tribunale. Almeno AFAIK. Comunque verifica anche da altre fonti, magari su un NG di diritto. Però (mio parere personalissimo) da quello che descrivi non mi pare ci siano gli estremi dell'incapacità di intendere e di volere, anche se forse potrebbero essere avviati su quella strada. -- |
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| Agatha <agatha[at]TOGLIMAIUSCOLOlibero.it> wrote: - Citazione - > Ma l'ufficio igiene può costringerli a lavarsi? La signora è
Da quel che ho capito, anche dalla risposta che hai dato ad [at]ndre[at], i> incontinente, ma nega l'evidenza.... due coniugi si sono messi in un'atteggiamento che di fatto non è altro che rassegnarsi ad aspettare la morte - che loro per qualche ragione si aspettano da un momento all'altro. L'incuria verso se stessa da parte della signora propende molto in questo senso e, mi sembra di capire, non solo si aspetta la morte del marito da un momento all'altro ma ha già deciso di seguirlo a ruota. La sua incuria verso se stessa deriva anche da questo. Cosa potete fare? Rispetto alla scelta della signora nulla. E' una scelta che, per quanto sconcertante, va rispettata. Quello che potete fare è convincerla che, per tenere fede a questa scelta non è in alcun modo necessario mancare di rispetto a se stessi prima che agli altri. Dei tanti modi possibili di rassegnarsi alla morte, ne esistono comunque di quelli che non intaccano la dignità della persona. Questo, con un po' di pazienza, potere farglielo capire. Non potete però fare molto altro. Potete farglielo capire... e rimettervi alle loro decisioni, quali che siano. - Citazione - > oMi hai aiutata molto e ti ringrazio. Sono situazioni assai dolorose che
Per legge, se una persona non è autosufficiente, ne viene fatto carico> non tutti capiscono. Grazie. Un'ultima cosa: ma se il figlio decidesse, > pur con dolore e gran senso di colpa -benchè siano persone "impossibili" > i due anziani sono sempre i suoi genitori, e lui è una gran brava > persona- di lasciarli al loro destino e disinteressarsene, potrebbe > farlo? Oltre che da vincoli morali, è obbligato per legge a prendersene > cura? d'ufficio il parente più prossimo. Può accadere persino per un parente relativamente lontano (non so fino a che grado però) e in condizioni ben meno gravi di quelle che versano i due anziani genitori. Tuttavia il figlio non è tenuto a prendersene cura oltre i suoi mezzi. Dopotutto, dato che i suoi genitori sono ancora relativamente in grado di comprendere la situazione, ne sono anche responsabili. In particolare, se dispongono di risorse finanziarie, tipo i conti in banca su cui presumo vengono bonificate le pensioni, loro sono tenuti a utilizzarle per far fronte ai propri problemi, senza pesare su chi gli sta intorno. Quindi, se non concedono l'accesso ai conti (eventualmente con modalità e limiti definite da un magistrato), il figlio, che ha pure famiglia di suo, non è tenuto a fornire aiuto e risorse che esorbitino dalle sue possibilità. Per il resto, se ogni aiuto possibile (la badante ne è un esempio) è stato respinto, allora l'unica risposta che rimane è un bel "cavoli vostri" - non detto così, ovvio, ma la sostanza è questa. Se, come nel caso descritto, i due anziani hanno deciso di aspettare più o meno passivamente la morte, oltre a fargli presente che possono benissimo aspettarla in mille altri modi meno autolesionisti, il figlio non è certo tenuto anche lui a fargli la veglia funebre a tempo indeterminato. Ogni cosa al tempo che gli spetta. Per loro come per tutti. Un abbraccio Piercarlo |
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| "Agatha" <agatha[at]TOGLIMAIUSCOLOlibero.it> ha scritto nel messaggio news:46f5203c$0$16033$5fc30a8[at]news.tiscali.it... - Citazione - > Il padre è senza dubbio incapace di intendere e di volere, la madre, che è
Ribadisco, questa non mi sembra una condizione sufficiente per far interdire> la leader a cui il marito ormai si affida totalmente, forse è un pò più > lucida, ma è arrivata ad un punto di assoluto "auto abbandono" senza > ritorno. Per dirtene una, la signora è incontinente ma rifiuta l'uso di > assorbenti nè vuole essere lavata. una persona. andrea |
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| - Citazione - > E, dal suo punto di vista, ha ragione. Vi è però la possibilità, per
Ma l'ufficio igiene può costringerli a lavarsi? La signora è> l'aspetto igienico, di far intervenire l'ufficio d'igiene, soprattutto > se vivono in condominio. Ma deve essere chiaro che possono risolvere > soltanto il problema contingente (cioè costringerli, almeno una tantum, > a fare pulizia) ma non altri problemi. E qui sono proprio gli "altri > problemi" i veri problemi. incontinente, ma nega l'evidenza.... - Citazione - > Sugli altri aspetti occorre che la situazione venga valutata da uno
Temo sia assai difficile perchè i due anziani semplicemente non fanno> psicologo o forse anche uno psichiatra che valuti se ci sono gli estremi > legali per richiedere la loro interdizione. Ma questa non è una > prestazione fornita "d'ufficio" dal servzio sanitario: dovete cercare > voi uno psichiatra e poi, sulla base del parere di questo, chiedere al > tribunale di intervenire al riguardo. entrare le persone in casa... - Citazione - > La vedo, oltre che come situazione moralmente ed emotivamente logorante,
non tutti capiscono. Grazie. Un'ultima cosa: ma se il figlio decidesse,> anche potenzialmente molto dispendiosa. In ogni caso, per quello che è > la mia esperienza con un parente psichiatrico (schizofrenia) so che le > strutture socio-sanitarie pubbliche intervengono d'ufficio soltanto nei > casi in cui il comportamento di queste persone possa dimostratamente > nuocere alla loro o all'altrui incolumità fisica. Altrimenti non c'è > niente da fare: tutte le altre vie, legali, cliniche ecc. sono in ogni > caso *a proprie spese* e di esito tutt'altro che certo. > Mi spiace di non potervi aiutare di più. oMi hai aiutata molto e ti ringrazio. Sono situazioni assai dolorose che pur con dolore e gran senso di colpa -benchè siano persone "impossibili" i due anziani sono sempre i suoi genitori, e lui è una gran brava persona- di lasciarli al loro destino e disinteressarsene, potrebbe farlo? Oltre che da vincoli morali, è obbligato per legge a prendersene cura? Grazie e ciao. A. |
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| Il padre è senza dubbio incapace di intendere e di volere, la madre, che è la leader a cui il marito ormai si affida totalmente, forse è un pò più lucida, ma è arrivata ad un punto di assoluto "auto abbandono" senza ritorno. Per dirtene una, la signora è incontinente ma rifiuta l'uso di assorbenti nè vuole essere lavata. I servizi solciali cosa possono fare? Come farli entrare poi in casa dei due anziani? [at]ndre[at] ha scritto> "Agatha" <agatha[at]TOGLIMAIUSCOLOlibero.it> ha scritto nel messaggio - Citazione - > news:46f4ffaa$0$21196$5fc30a8[at]news.tiscali.it... > > A chi rivolgersi pr dimostrare la loro incapacità? Il medico di base non > > ne vuole sapere nulla...dice che sono "problemi interni alla famiglia". > Credo che il medico di base non voglia immischiarsi perche' da quanto dici i > due non sono per nulla incapaci di intendere e volere. Saranno strambi, > avranno un carattere infame e saranno socialmente impresentabili, ma essere > in condizioni da essere interdetti e' ben altro e implica gesti veramente > eclatanti tipo cercare di accoppare il prossimo ( postini, lattai) o tentare > ripetutamente il suicidio. > Una cosa che comunque il tuo amico potrebbe fare e' contattare i servizi > sociali del suo comune per vedere se si puo' fare qualche cosa. > andrea |
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| Agatha <agatha[at]TOGLIMAIUSCOLOlibero.it> wrote: - Citazione - > A chi rivolgersi pr dimostrare la loro incapacità? Il medico di base
E, dal suo punto di vista, ha ragione. Vi è però la possibilità, per> non ne vuole sapere nulla...dice che sono "problemi interni alla famiglia". l'aspetto igienico, di far intervenire l'ufficio d'igiene, soprattutto se vivono in condominio. Ma deve essere chiaro che possono risolvere soltanto il problema contingente (cioè costringerli, almeno una tantum, a fare pulizia) ma non altri problemi. E qui sono proprio gli "altri problemi" i veri problemi. Sugli altri aspetti occorre che la situazione venga valutata da uno psicologo o forse anche uno psichiatra che valuti se ci sono gli estremi legali per richiedere la loro interdizione. Ma questa non è una prestazione fornita "d'ufficio" dal servzio sanitario: dovete cercare voi uno psichiatra e poi, sulla base del parere di questo, chiedere al tribunale di intervenire al riguardo. La vedo, oltre che come situazione moralmente ed emotivamente logorante, anche potenzialmente molto dispendiosa. In ogni caso, per quello che è la mia esperienza con un parente psichiatrico (schizofrenia) so che le strutture socio-sanitarie pubbliche intervengono d'ufficio soltanto nei casi in cui il comportamento di queste persone possa dimostratamente nuocere alla loro o all'altrui incolumità fisica. Altrimenti non c'è niente da fare: tutte le altre vie, legali, cliniche ecc. sono in ogni caso *a proprie spese* e di esito tutt'altro che certo. Mi spiace di non potervi aiutare di più. Piercarlo |
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