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| Ok. Grazie a tutti del contributo. E scusate per il titolo un pò "allarmistico". Francesco |
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| "mrnatural" <mrnatural[at]mac.com> ha scritto nel messaggio news:1163100147.473296.36980[at]m73g2000cwd.googlegroups.com... - Citazione - > 1) - Come fanno gli studiosi in questione a dire che se ripeto
Premesso che non sono statistico, cercherò di mettere in comune il minimo> l'esperimento con 100 popolazioni diverse mi devo attendere di trovare > nel 95% casi un valore di OR oscillante fra 0,1 e 1? Lo sapevo che non dovevo impelagarmi in una discussione di questo tipo! che mi sono sforzato di capire per poter "maneggiare" argomenti così astrusi. Quando leggi articoli del genere bisogna partire dall'assunto che i risultati riportati, in questo caso OR 0,3 ecc. sono validi SOLO e SOLTANTO per quella popolazione studiata dagli autori. NON sono riportabili automaticamente a tutta la popolazione del mondo.Questo per la ben nota variabilità degli individui. Se voglio cercare di replicare lo studio in un altra popolazione (o se gli autori volessero ripetere lo studio nella stessa popolazione che è la stessa cosa) dovrei cercare di riprodurre tutte le stesse identiche condizioni nei due gruppi di individui studiati inizialmente: stessi individui, stesse abitudini di lavoro, stessa esposizione ai fattori protettivi (consumo di frutta) facendo mangiare a tutti la stessa quantità di frutta negli stessi giorni con la stessa sequenza ecc del primo studio; ldovrei ricrere anche la stessa esposizione agli eventuali fattori che provocano il cancro gastrico ai quali furon esposti i due gruppi di controllo. E mi fermo qui, sperando di aver fatto comprendere che ini biologia, quando si tratta di condurre esperimenti su esseri viventi, non è possibile ricreare le stesse condizioni sperimentali come è possibile, invece, per gli esperimenti in vitro. Quindi devo accettare che ci sia una certa variabilità negli esperimenti che faccio. E devo fare in modo che la variabilità sia dovuta solo al caso (inevitabile), variabilità che può essere ragionevolemnte ridotta al minimo se scelgo un campione rappresentativo dell'intera popolazione. Se nella scelta del campione facio errori sistematici (per esempio scelgo individui tutti della stessa età o dello stesso sesso) tutti i miei discorsi fanno a farsi benedire, poichè ho fatto degli errori SISTEMATICI e non dovuti al caso. L'intervallo di confidenza o di fiducia, assieme ad altri parametri statistici, mi indicano in pratica, quando metto a confronto gli studi che si occupano dello stesso argomento, quanto della variabilità sia dovuta al caso (e quindi accettabile) e quanto sia dovuto ad errori sistematici in tutte le fasi dello studio. Per tornare all'esempio, se io faccio lo studio è ottengo un OR di 0,15, significa che la popolazione da me osservata è stata più protetta di quella dello studio iniziale: i motivi possono essere sicuramente correlati con l'introduzione della frutta nella dieta ma forse perchè ne hanno mangiato un pò di più rispetto a quelli dello studio iniziale, o sono stati espsoti a fattori nocivi diversi, o hanno dei sistemi di metabolismi di questi fattori nocivi più efficienti. Se tu ripeti lo studio su una popolazione analoga e ottieni un OR di 0,99 (effetto quasi nullo rispetto al gruppo di controllo) non è per questo che si possa dire che l'ipotesi di partenza non sia corretta: può essere ancora valida ma no nella TUA popolazione che forse, ha mangiato meno frutta di quella prevista, o è stata esposta afattori nocivi diversi o di quantità maggiore. QUindi le differenze di OR osservate nei tre studi posono essere dovuti al caso e l'ipotesi di partenza ancora valida. L'intervallo di confidenza o di fiducia ti indica l'intervallo nell'ambito del quale tu puoi aver fiducia che la variabilità dei risultati che hai osservato ripetendo lo studio sono dovuti al caso (che tu non puoi controllare più di tanto) e non ad errori sistematici. Spero di non averti complicato le cose. COmunque penso che puoi trovare informazioni utili nei link che sono stati suggeriti -- http://www.emopatie.it |
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| On 9 Nov 2006 06:37:08 -0800, Francesco wrote: | Re: C'è un medico in ascolto? Da questo Subject, si poteva pensare a un infarto in corso ![]() -- |
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#2
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| Francesco wrote: - Citazione - > Questa cosa dell'Intervallo di Confidenza non mi è molto chiaro.
prova a vedere qua:> 1) - Come fanno gli studiosi in questione a dire che se ripeto > l'esperimento con 100 popolazioni diverse mi devo attendere di trovare > nel 95% casi un valore di OR oscillante fra 0,1 e 1? > 2) - e poi dire al 95% fra 0,1 ed 1 è quasi come dire al 100% fra 0 > ed 1... che è una banalità. > Oppure... c'è qualcosa che non ho capito. > Francesco http://it.wikipedia.org/wiki/Intervallo_di_confidenza oppure se hai excel, cerca "confidenza" nella guida in linea.... l'esperimento si fa o si ripete con campioni della medesima popolazione... si tratta di applicazioni della disciplina denominata "statistica medica"... in rete trovi tutto, ma se vuoi approfondire forse è più pratico un manuale specifico. |
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| - Citazione - > IC sta per intervallo di confidenza. è una misura statistica che indicala
Questa cosa dell'Intervallo di Confidenza non mi è molto chiaro.> variabilità che mi devo attenrdere se ripeto l'esperimento degli autoriin > un'altra popolazione, se ripeto l'esperimento con 100 popolazioni diversemi > devo attendere di trovare nel 95% casi un valore di OR oscillante fra 0,1e > 1. Se il rapporto è 1 vuol dire che non c'è differenza nei due gruppi. > Pertanto se ripeto l'epsrimento 100 volte perchè voglio controlalre se i > risultati degli studiosi sono riproducibili e non mi stanno racontando una > balla, devo aspettarmi che non potrò avere sempre lo stesso risultato e, > soprattutto non è detto che avrò un OR di 0,3. > Qiuesto perchè è diversa la popolazine usata per lo studio, diverse saranne > le pere o le melanzane che faremo mangiare agli sventurati che si > sottopongono allo studio, divrsi saranno gli operatori ecc.ecc. 1) - Come fanno gli studiosi in questione a dire che se ripeto l'esperimento con 100 popolazioni diverse mi devo attendere di trovare nel 95% casi un valore di OR oscillante fra 0,1 e 1? 2) - e poi dire al 95% fra 0,1 ed 1 è quasi come dire al 100% fra 0 ed 1... che è una banalità. Oppure... c'è qualcosa che non ho capito. Francesco |
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| "Francesco" <nonola2[at]hotmail.com> ha scritto nel messaggio news:1163083028.889461.281640[at]f16g2000cwb.googlegroups.com... Quello che vorrei capire, e qui mi rivolgo ai Medici, è il significato di OR 0.3 oppure di "95% CI 0.1-1.0" In questo tipo di studio si calcola in genre il rischio relativo cioè il rischio che una popolazione sottoposta al trattamento sperimentale i(n questo caso il consumo di frutta e vegetali) ha in rapporto (o relazione, onde il nome di rischio relativo) al gruppo di controllo (in questo caso che non mangia frutta o ne mangia di meno o di più, bisognerebbe vedere qulae era l'ipotesi che gliautori volevano testare. Si valuta quindi il numero di cancri nei due gruppi e si fa il rapporto che in pratica è il rischio relativo o RR oppure odds ratio OR, che in pratica sono la stessa cosa (anche se non è proprio proprio così ma se c'è qualche statistico mi perdonerà o mi correggerà se vuole). Quindi in questi casi dire che c'è un OR di 0,3 significa che nel gruppo che ha mangiato frutta ci sono stati meno casi di cancri e che se facciamo 1 il rischio dell'altro gruppo nel primo il rishio è solo dello 0,3 cioè apri ad un terzo circa. IC sta per intervallo di confidenza. è una misura statistica che indica la variabilità che mi devo attenrdere se ripeto l'esperimento degli autori in un'altra popolazione, se ripeto l'esperimento con 100 popolazioni diverse mi devo attendere di trovare nel 95% casi un valore di OR oscillante fra 0,1 e 1. Se il rapporto è 1 vuol dire che non c'è differenza nei due gruppi. Pertanto se ripeto l'epsrimento 100 volte perchè voglio controlalre se i risultati degli studiosi sono riproducibili e non mi stanno racontando una balla, devo aspettarmi che non potrò avere sempre lo stesso risultato e, soprattutto non è detto che avrò un OR di 0,3. Qiuesto perchè è diversa la popolazine usata per lo studio, diverse saranne le pere o le melanzane che faremo mangiare agli sventurati che si sottopongono allo studio, divrsi saranno gli operatori ecc.ecc. Spero di non essermi svergognato. -- http://www.emopatie.it |
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| Ogni tanto sui risultati di un studio, trovo informazioni del genere (l'esempio è tratto da uno studio sui fattori di rischio per il cancro gastrico): "Frequent consumptions of fruits (OR 0.3; 95% CI 0.1-1.0) and vegetables (OR 0.3; 95% CI 0.1-1.0) were related to decreased GC risks.". Quello che vorrei capire, e qui mi rivolgo ai Medici, è il significato di OR 0.3 oppure di "95% CI 0.1-1.0". Qualcuno è in grado di darmi una spiegazione? Vi ringrazio. Francesco |