|
#10
| |||
| |||
| may ha scritto: - Citazione - > Luigi D. schrieb:
Condivido, purtroppo spesso mi trovo ad osservare dei genitori come si> > All'asilo gli insegnanti non notano niente di diverso dagi altri > > bambini. > quoto quello che ti hanno risposto gli altri ed aggiungo che la maggior > parte delle volte, se le maestre non riscontrano particolaritá significa > che davvero il problema emerge *solo* in famiglia per qualcosa legato > alle dinamiche familiari e non al carattere problematico del bambino comportano con i piccoli acasa loro o fuori, in giro... ho i brividi davvero solo a pensarci, sono molto attenti solo a loro stessi, soddisfatti, orgogliosi come se avessero comprato una macchina nuova.. un bell'oggetto da mostrare e raccontare e mentre si vantano dimenticano il piccolo che intanto sta gia giocando sulla strada o in posti pericolosi... per tenerli buoni e non faticare a stargli dietro ancora li spaventano con "il lupo, Il mostro cattivo" e altre stronzate diverse.. mamma mia che orrore.... quanta insensibilita' ancora c'é... - Citazione - > Vorrei conoscere un genitore di bimbo treenne che non arriva a sera > distrutto :-). appunto.. :-D Ciao M[at]rc |
| | |||
| |||
| |
|
#9
| |||
| |||
| Luigi D. ha scritto: [***] - Citazione - > Qualcuno capisce e se tutto ciò è normale?
certo, in linea di massima si, e' normale ma nel tuo racconto ci sonotroppi abissi e molta inconsapevolezza... forse ci vorrebbe un corso rapido per come si allevano dei piccoli spece quando ne arriva un secondo che rappresenta il passaggio peggiore e tenere conto che i piccoli non sono stupidi e sordi ne ciechi, loro ascoltano e vedeno tutto anche quando a noi appaiono distratti o concentrati nei loro giochi - Citazione - > Esiste un sistema per ammansire il bambino e fargli capire che dei no
sinceramente.. nulla di personale... detta cosi e davvero sconcertante> a ripetizione non sono indice di personalità ma di cattiveria? la cosa.... ma, provare magari prima a spiegare a se stessi il significato della parola *cattiveria* e poi pensando a una mente piccina, inesperta delle cose di vita adulta ma che assimila-assorbe tutto come una spugna, una mente vergine come un disco fisso che ancora da formattare, prova a infilarci dentro questo bel virus della cattiveria... non so se mi spiego.... a me questa appare gia una gran violenza che gli viene fatto... Vedi, non e' il piccolo che deve salire da noi... ma siamo noi che dobbiamo scendere al loro livello, se il piccolo ha questi atteggiamenti non e' un caso ma solo una verita reale e spetta a noi cercare di trasmettere qualcosa con il loro stesso linguaggio, rassicurarli, rafforzare quakcosa che lui sente gia distante e venir meno, si sente gia insicuro e non si aiuta con imposizzioni incomprensibili per loro.. giudizi e punizioni.. cosi facendo sbagliamo gia in partenza... spero di non aver esagerato e che mi son spiegato..per quel che vale naturalmente... ciao M[at]rc |
|
#8
| |||
| |||
| Lady ha scritto: - Citazione - > On 17 Ott, 18:36, "Luigi D." <sa...[at]libero.it> wrote: > > All'asilo gli insegnanti non notano niente di diverso dagi altri > > bambini. > appunto, spesso il problema è nella coppia che mette al mondo dei > figli per tanti motivi tranne quello di essere genitori. > E secondo me, se non c'è buona armonia sul materasso non ci sarà [***] Io invece credo che il piccolo all'asilo si senta come tutti gli altri e nessuna competizione, nessuno che gli rubi qualcosa, si sente come tutti perche non appare una figura mirata quale genitore che preferisce (secondo la percezione del piccolo) uno all'altro. e forse li si sente piu' sereno perche ha un posto sicuro... si sente protetto. - Citazione - > Ciao > .. > Lady |
|
#7
| |||
| |||
| Luigi D. schrieb: - Citazione - > Un bambino di 3 anni e 7 mesi, regolarmente nato e allevato in una
Un bambino di 3 anni e mezzo non sa fare ordine ed esporre le sue> famiglia del ceto medio e a cui non è stato fatto mancare nulla, che > ha anche un fratellino di 2 anni, diventa sempre più capriccioso. emozioni (gli adulti invece, bravissimi in questo ;-)) e dunque chiama aiuto come meglio riesce. - Citazione - > All'asilo gli insegnanti non notano niente di diverso dagi altri
quoto quello che ti hanno risposto gli altri ed aggiungo che la maggior> bambini. parte delle volte, se le maestre non riscontrano particolaritá significa che davvero il problema emerge *solo* in famiglia per qualcosa legato alle dinamiche familiari e non al carattere problematico del bambino - Citazione - > Ha una nonna (che vede abbastanza frequentemente) che gliele passa
Vorrei conoscere un genitore di bimbo treenne che non arriva a sera> tutte ma non penso abbia particolare rilevo perchè è uan figura > comunque secondaria rispetto ai genitori. > Ogni tanto quando la madre è fuori comincia a piangere e gridare > "voglio mamma" e a nulla valgono i tentavi del padre di coccolarlo > spiegandogli che la mamma è fuori e tornerà a breve. > Qualche altro genitore, interpellato in maniera generica, dice che > qualche capriccio è normale. > Sarà, ma in questo modo i genitori, tra lavoro in casa, fuori casa, e > resistenze del bambino su ogni minima cosa, arrivano alla sera > distrutti. distrutto :-). - Citazione - > Qualcuno capisce e se tutto ciò è normale?
E' normale e ci sono svariate soluzioni.Comincerei con una bella terapia di Tempo ed Amore coronata da Coccole e Lodi per ogni piccolezza. Proseguirei con un "Io e te oggi pomeriggio andiamo insieme a nuotare, tuo fratellino é troppo piccolo ed io ho voglia di stare sola con te" da parte della mamma. Per finire occorre prepararsi delle frasi da tenere sempre a portata e da utilizzare per tutta la vita, della serie: "Ma tu sei il mio primo bambino, sai che con te sono diventata mamma per la Prima volta?? Ora ti racconto cosa ho provato....." oppure "Certo che tuo fratello impara tantissime cose da te, per fortuna ci sei tu!" e via dicendo... Per ulteriori tecniche ti consiglio il ng it-alt.discussioni.infanzia - Citazione - > Esiste un sistema per ammansire il bambino e fargli capire che dei no
I bambini non fanno capricci e non sono cattivi. I bambini non vanno> a ripetizione non sono indice di personalità ma di cattiveria? ammansiti ma vanno amati e va loro dedicato tanto tempo. E grazie al cielo che sanno dire almeno NO, per insegnarci tutto ció. |
|
#6
| |||
| |||
| Luigi D. wrote: - Citazione - > Qualcuno capisce e se tutto ciò è normale?
Se ha un fratellino nato da poco è normale che si senta "spodestato" e> Esiste un sistema per ammansire il bambino e fargli capire che dei no > a ripetizione non sono indice di personalità ma di cattiveria? che faccia i capricci per richiedere attenzione... insomma non mi pare una situazione strana, direi che rientra nell'ordine delle cose. Col tempo accetterà la situazione... magari potete rassicurarlo un pò per diminuire le sue ansie, mentre si adatta al fratellino. |
|
#5
| |||
| |||
| On 17 Ott, 18:36, "Luigi D." <sa...[at]libero.it> wrote: - Citazione - > All'asilo gli insegnanti non notano niente di diverso dagi altri
figli per tanti motivi tranne quello di essere genitori.> bambini. appunto, spesso il problema è nella coppia che mette al mondo dei E secondo me, se non c'è buona armonia sul materasso non ci sarà nemmeno in salotto, e ciò indica che una coppia anzitutto deve essere sessualmente compatibile. Ma, a parte la compatibilità sessuale o no, ciascun genitore ha una personalità che, se nella coppia armonica si articolano a vicenda costituendo così la personalità di coppia, nel rapporto con i figli, prima o poi, si pone in primo piano. Ciao ... Lady |
|
#4
| |||
| |||
| "Luigi D." <sabbb[at]libero.it> ha scritto nel messaggio: - Citazione - > Un bambino di 3 anni e 7 mesi, regolarmente nato e allevato in una > famiglia del ceto medio e a cui non è stato fatto mancare nulla, che > ha anche un fratellino di 2 anni, diventa sempre più capriccioso. > Qualunque cosa gli si dica di fare (coese del tutto normali: laviamoci > le mani, vestiti con questa maglietta, non ti strofinare a terra, > andiamo a mangiare, giochiamo col tale gioco) 8 volte su 10 risponde > con un "no". (cut) - Citazione - > Qualcuno capisce e se tutto ciò è normale? > Esiste un sistema per ammansire il bambino e fargli capire che dei no > a ripetizione non sono indice di personalità ma di cattiveria? Un parere da non addetta ai lavori ma... - I NO a ripetizione non sono indice di cattiveria, ihmo (e secondo varie scuole pedagogiche... :-))! Questo è il punto. Il bambino sta comunicando che c'è qualcosa che non gli sta bene e che non va bene rispetto a come viene trattato. - Le finalità di un genitore dovrebbero essere non quelli di "ammansire" il bambino (non è una belva feroce... per quanto difficile sia! ;-))) ma di EDUCARE. Educarlo significa ihmo renderlo autonomo (etimologicamente: capace di porsi da solo i propri limiti). Probabilemente non è qualcosa di materiale che gli manca... Non si può ovviamente fare una analisi di una complessa situazione famgliare sulla base di pochi dati, tuttavia partendo sa quello che scrivi emergono alcuni punti. La situazione della nonna innanzitutto: sarà pure una figura secondaria ma se è la persona che sta insieme al piccolo per la maggior parte del tempo allora non è poi tanto così secondaria... Non c'è nulla di più destabilizzante per il bambino che venire trattato da DUE modi diversi dalle persone che lo accudiscono! E' evidente che se la nonna gli lascia fare sempre ciò che vuole e la mamma e il papà no lui sarà confuso e si ribellerà a questa situazione. Anche un adulto sarebbe confuso... l'esempio più banale che mi viene in mente: pensare ad avere due capiufficio diversi che ti danno indicazioni diverse su come comportarti, alla fine non sai più a quale dare retta e dai retta a quello che ti dà maggiori libertà! Quando hai preso l'abitudine ad essere libero di fare alcune cose è tremendamente difficile tornare ad una situazione più restrittiva. Questo in linea generale. Un'altra cosa che (ihmo sempre) si ricollega a questa regola generale: dici che gli stessi genitori qualche volta gliela danno vinta altre volte no... che casino! Come fa questo bambino ad avere una stabilità?? Certo che "ci prova sempre"... fare i capricci gli conviene visto che non si sa mai come andrà a finire! E così le modalità con cui viene trattato dalle figure di riferimento (caregiver, secondo la terminologia degli addetti ai lavori...) diventano non più due ma TRE! Fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, soprattutto se si tratta del mestiere dei genitori... però Io farei così: con il bambino cercherei di essere più tenera e comprensiva possibile, di fargli sentire l'affetto di cui ha bisogno e che forse richiede maggiormente in questo periodo (vedi gli sfoghi occasionali in cui chiama la mamma). Sempre in questo clima di dolcezza e di comprensione verso di lui però stabilirei alcune regole ben precise e le farei rispettare da tutti quelli che stanno con il bambino, inderogabilmente. In bocca al lupo. Ciao -- Solvejg |
|
#3
| |||
| |||
| "Luigi D." <sabbb[at]libero.it> ha scritto: - Citazione - > a cui non è stato fatto mancare nulla
In che senso?Quando sento queste frasi mi sanno tanto di "disclaimer" :-| ...del tipo "ha avuto "tutto"... di che si lamenta??" - Citazione - > Alcune volte la sensazione netta è che dica di no o faccia il
Tipico, è un bambino :-)> contrario di quello che gli si chiede prprio per puntiglio e non > perchè quello che gli chiediamo gli dispiaccia. - Citazione - > Ogni tanto quando la madre è fuori comincia a piangere e gridare
Bisognerebbe capire se vuole veramente la mamma, se vuole attenzione, o> "voglio mamma" e a nulla valgono i tentavi del padre di coccolarlo > spiegandogli che la mamma è fuori e tornerà a breve che altro - Citazione - > Qualche altro genitore, interpellato in maniera generica, dice che
I "capricci" -soprattutto se reiterati- spesso non sono capricci per> qualche capriccio è normale come gli intendiamo noi; più spesso sono vere e proprio richieste di attenzione o espressione di un disagio/conflitto interiore o esteriore - Citazione - > Qualcuno capisce e se tutto ciò è normale?
Dal di qua non è semplice capirlo... ma direi che sia normale- Citazione - > Esiste un sistema per ammansire il bambino e fargli capire che dei no
Buona questa.> a ripetizione non sono indice di personalità ma di cattiveria? Secondo te (su usenet ci si da del "tu" di solito, anche se non ci conosciamo :-) il bimbo è nato "cattivo"? Cos'è un "gangster"?? :-)) Magari è nato "vivace", d'accordo... ma tra vivace e cattivo, ce n'è della differenza... Non è che per caso tra tutte le cose che non gli sono mancate... in realtà gli sia mancata -seppur in buona fede- un po' di presenza dei genitori, magari anche a causa del fisiologico maggior impegno per il fratellino o per il lavoro? Vi suggerisco di guardare una serie completa di SOS Tata (La7 o Sky Foxlife) e anche chiedere consiglio su it-alt.discussioni.infanzia ... vedrete che imparerete molte cose utili :-) Ciao! --- Fabio from China |
|
#2
| |||
| |||
| "Luigi D." <sabbb[at]libero.it> ha scritto nel messaggio news:26306c8d-a349-4e22-86e1-90478a981c05[at]t2g2000yqn.googlegroups.com... - Citazione - > Un bambino di 3 anni e 7 mesi, regolarmente nato e allevato in una
E' standard.> famiglia del ceto medio e a cui non è stato fatto mancare nulla, che > ha anche un fratellino di 2 anni, diventa sempre più capriccioso. IMHO, ci sarebbe addirittura da preccuparsi se le cose non andassero così. A quel bimbo è successo che (senza sapere a cosa fosse dovuto) il suo mondo sia stato invao da un antagonista (che ha attirato l'attenzione su di sè) nel bel mezzo dell'aver appena comincito a *credere* di aver capito cosa e come fare per ottenere attenzioni (obiettivamente necessarie). C'è da dire "anche" che (giusto giusto) all'età di un anno e mezzo, quel bimbo "si è accorto di esserci" (ha cioè preso coscienza di sè) ed ha "quindi" cominciato a pensare che ci fosse un IO (il suo IO) che determinava l'andamento delle cose nel suo ambiente, operando cognitivamente e comportamentalmente in modo opportuno a non far acccadere nulla di imprevisto e sgradito ... e INVECE. Questa *disconferma* delle proprie categorie cognitive (e dei propri comportamenti) che avrebbero dovuto rassicurarlo circa le attenzioni (a lui obiettivamente necessarie) non può non averlo disorientato (ed è un eufemismo!), imponendogli la auto-percezione di sè come di uno che ... non sa cosa e come fare per non far acccadere nulla di imprevisto e sgradito. .... Questa che ho appena ora esposta ... è la realtà intrapsichica del bimbo, che è del tutto autonoma da "la realtà reale", ed è altresì indipendente da gli (indubitabilmente buoni) intenti degli Educatori. Nè -sempre dal punto di vista del lavorìo intra-psichico del bimbo- ci si può fare illusioni circa l'efficacia delle usuali rassicurazioni date al bimbo circa la "ininfluenza" dell'irruzione sulla scena di un *altro*: quel tipo di "rassicurazioni" non possono eludere "cosucce di dettaglio" (assolutamente *reali*) quali il fatto di perdere una proria esclusiva; di risultare personalmente "non bastante" ai genitori (che si sono procurati anche l'altro!); di dove prendere atto di vivere in un Mondo comunque arbitrario, imprevedibile, precariamente "invadibile" da chissà quante e quali "altre" novità sgradevoli. Messa così la cosa (e non saprei come la si potrebbe "mettere" alternativamente dal punto di vista inra-psichico del bimbo) ... la reazione "capricciosa" (?) del bimbo è -non solo standard!- ma rassicurante per gli Educatori che -proprio dal fatto che il bimbo abbia RE-agito chiedendo (a modo suo) più attenzioni e il ripristino di una *sua* centralità- possono escludere che il bimbo abbia "scelto" di assumere una posizione subalterna (non re-agendo al "Fato"). Si può escludere che il bimbo abbia identificato il suo SE' come oggetto di scarso valore (e sia stato quindi "giustamente" privato di attenzioni precedentemente esclusive); si può escludere che il bimbo abbia identificato il suo IO come incapace di inventarsi comunque qualcosa per opporsi a un andamento delle cose caratterizzato da accadimenti imprevisti e sgraditi. [ Solo "incidentalmente" voglio osservare che le conseguenze (gravi) di "scelte" precoci di subordinzione al Fato; di individuazioni di IO e SE' come enti di scarso valore; e cose analoghe ... risultano "poi da grandi" prendere la forma di depressioni e/o di "recriminazioni" manifestanti intenti tardivamente *predatori*: se "i capricci" in età precoce sono prova che non si sta imboccando quel sentiero ... ben vengano! ] In poche parole ... il bimbo "capriccioso" NON CI STA a pensare di non essere meritevole e in grado di "rimettere le cose a posto"! Il bimbo NON CI STA a pensare che il suo IO non sia "quella cosa pensante" in grado di capire-e-fare ciò che *gli* serve. Ed è per questo che -imho?- si può valutare che la risposta "capricciosa" del bimbo sia la cosa meno peggio (dal punto di vista degli sbocchi potenziali del suo processo intra-psichico), anche se quel tipo di risposta appare inadatta (e fastidiosa?) agli Educatori. CHE FARE, "allora"? IMHO ... bisogna innanzitutto non svalutare a livello di "capriccio" la reazione difensiva del bimbo; la svalutazione, infatti, disconferma (nel senso che "non risponde" o addirittura reprime!) la conferma che il bimbo cerca *necessariamente*. La svalutazione ... rende necessaria da parte del bimbo una intensificazione quantitativa della risposta "capricciosa" (ossia il bimbo potrebbe "fare sempre peggio"); inoltre, la svalutazione espone -assai pericolosamente!- il bimbo alla possibilità che la risposta cambi *qualitativamente* ... e che anzichè al "capriccio" (del quale si sarebbe dimostrata la inefficacia) il bimbo "scelga di ricorrere" ad altro .... che non si può mai prevedere di che tipo possa essere. Peraltro (peraltro, però! non come priorità!), *bisogna* (di)mostrare al bmbo che la reazione ("capricciosa") non è quella giusta; che le sue *giuste* richieste di rassucurazione (relativamente al valore del suo SE' e alla capacità di risposta del suo IO) non sono disattese o svalutate, MA non sono funzionali ai fini che -... gli Educatori bisogna che lo sappiano!- EGLI NON PUO' individuare preventivamente per conto suo.. Bisogna, quindi, RI-orientare la domanda ... senza eluderla: bisogna rispondere RE-indirizzando (proprio tramite il contenuto della risposta) l'attenzione del bimb-orichiedente verso un obiettivo efficace a -diciamo così ...- "fargli fare le domande (richeste di conferma) giuste" al fine che .... EGLI POSSA progressivamente individuare per conto suo quali sono i parametri empirici sui/dai quali misurare il valore del suo SE' (che deve risultare buono e di valore) e le capacità reattive del suo IO (che deve essere confermato nella sua esistenza efficace). Ciò -sia detto senza alcun riferimento alla situazione specifica qui proposta in discussione- significa (dover) escludere dal linguaggio (e dal suo retroterra cognitivo) il concetto di "capriccio"; significa sostituire quel *malintendimento* con il concetto di "richiesta" ... rispetto alla quale non c'è da "accontentare", ma da *rispondere nel merito*. Rispondere nel merito; punto a punto; svalutando la _richiesta_nel_merito_ , MA NON il "retropensiero" causativo ... che gli Educatori debbono tenere in considerazione, senza eluderlo "derubricandolo" alla sostanza di "capriccio". Inoltre ... è sempre bene verificare se esistono àmbiti di vita e frequentazione nei quali "i capricci" non si manifestano, e "putacaso" perchè no. Ciò potrebbe essere di grande aiuto agli Educatori, perchè ci sarebbe da chiedersi quale "risposta" efficace il bimbo riceve in quegli ambiti di vita e frequentazione. IMHO ... _è_così_ che si può individuare da parte degli Educatori qual è la domanda che il bimbo non può sapere fare (perchè non la conosce!) ... e rispondere _a_ quella_ e non ai suoi (inefficaci) sostituti manifestantisi in forma di "capriccio". - Citazione - > Esiste un sistema per ammansire il bambino e fargli capire che dei no
.... ??? Sempre solo sul piano del metodo generale ...> a ripetizione non sono indice di personalità ma di cattiveria? Queste parole ... significano che si dovrebbe "ammansire" senza entrare nel merito? Significano "anche" che la risposta ai "capricci" dovrebbe essere tale da farli apparire dovuti a una non-personalità? a una sostanziale "assenza dell'IO"? Significano "accessoriamente" che si dovrebbe far accettare a un ipotetico bimbo che il suo SE' sia "cattivo"? -- Vincenzo |
|
#1
| |||
| |||
| Luigi D. wrote: - Citazione - > Un bambino di 3 anni e 7 mesi ..... che
eccotela li' la causa, ha quel cattivone di due anni che gli ha rubato> ha anche un fratellino di 2 anni la mamma ... che vuoi che faccia se non attirare l'attenzione? ciao luh |
| Tags |
| bambino, capriccioso |
Discussioni simili | ||||
| Discussione | Forum | Risposte | Ultimo messaggio | |
| bambino nato senza reni Maurizio Bonfanti: La notizia del bambino nato senza reni, oggi i genitori lo riavranno con loro. Mi sorge spontaneo un interrogativo: dal punto di vista tecnico-medico, come sarà la vita di questa persona? ... | Salute | 27 | 02-06-2008 23.52.50 | |
| bambino con fisse broddina@hotmail.com: Buona sera, da diverso tempo mio figlio di 8 anni presenta comportamenti bizzarri... il tutto è iniziato con la "fissa" di portare tuttti i telecomandi della casa sul divano.. a questo si sono... | Psicologia | 7 | 26-12-2007 11.58.51 | |
| far girare il bambino Stefania: oggi al corso preparto mi hanno parlato di un procedimento con agopuntura per far girare un bimbo podalico, ne sapete qualcosa? Stefania | Gravidanza | 4 | 28-06-2007 11.42.42 | |
| non sono mai stato bambino.. stanco: Credo di non essere stai mai bambino.. e cosa più strana ricordo la mia vita da un momento in poi. Prima non mi viene in mente quasi nulla. Come se una parte della mia vita fosse stata cancellata... | Psicologia | 11 | 13-08-2004 10.56.25 | |
| bambino difficile baby: Vorrei consigli per il figlio del mio compagno. Ha 11 anni, vive a 350 km da noi, lo vediamo, ora è stato con noi 5 settimane....so che è seguito da un volontario del servizio sociale del suo... | Psicologia | 9 | 12-08-2003 23.10.51 | |
| Strumenti discussione | |
| Modalità visualizzazione | |
| |