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  #10  
Vecchio 20-10-2009, 00.45.42
L'Ape M@rc
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Predefinito Re: Bambino capriccioso

may ha scritto:
- Citazione -

> Luigi D. schrieb:
> > All'asilo gli insegnanti non notano niente di diverso dagi altri
> > bambini.

> quoto quello che ti hanno risposto gli altri ed aggiungo che la maggior
> parte delle volte, se le maestre non riscontrano particolaritá significa
> che davvero il problema emerge *solo* in famiglia per qualcosa legato
> alle dinamiche familiari e non al carattere problematico del bambino


Condivido, purtroppo spesso mi trovo ad osservare dei genitori come si
comportano con i piccoli acasa loro o fuori, in giro... ho i brividi
davvero solo a pensarci, sono molto attenti solo a loro stessi,
soddisfatti, orgogliosi come se avessero comprato una macchina nuova..
un bell'oggetto da mostrare e raccontare e mentre si vantano dimenticano
il piccolo che intanto sta gia giocando sulla strada o in posti
pericolosi... per tenerli buoni e non faticare a stargli dietro ancora
li spaventano con "il lupo, Il mostro cattivo" e altre stronzate
diverse.. mamma mia che orrore.... quanta insensibilita' ancora c'é...
- Citazione -

> Vorrei conoscere un genitore di bimbo treenne che non arriva a sera
> distrutto :-).

appunto.. :-D

Ciao
M[at]rc
Alt 20-10-2009, 00.45.42
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  #9  
Vecchio 20-10-2009, 00.32.42
L'Ape M@rc
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Predefinito Re: Bambino capriccioso

Luigi D. ha scritto:
[***]
- Citazione -

> Qualcuno capisce e se tutto ciò è normale?

certo, in linea di massima si, e' normale ma nel tuo racconto ci sono
troppi abissi e molta inconsapevolezza... forse ci vorrebbe un corso
rapido per come si allevano dei piccoli spece quando ne arriva un
secondo che rappresenta il passaggio peggiore e tenere conto che i
piccoli non sono stupidi e sordi ne ciechi, loro ascoltano e vedeno
tutto anche quando a noi appaiono distratti o concentrati nei loro giochi

- Citazione -

> Esiste un sistema per ammansire il bambino e fargli capire che dei no
> a ripetizione non sono indice di personalità ma di cattiveria?


sinceramente.. nulla di personale... detta cosi e davvero sconcertante
la cosa.... ma, provare magari prima a spiegare a se stessi il
significato della parola *cattiveria* e poi pensando a una mente
piccina, inesperta delle cose di vita adulta ma che assimila-assorbe
tutto come una spugna, una mente vergine come un disco fisso che ancora
da formattare, prova a infilarci dentro questo bel virus della
cattiveria... non so se mi spiego.... a me questa appare gia una gran
violenza che gli viene fatto...

Vedi, non e' il piccolo che deve salire da noi... ma siamo noi che
dobbiamo scendere al loro livello, se il piccolo ha questi atteggiamenti
non e' un caso ma solo una verita reale e spetta a noi cercare di
trasmettere qualcosa con il loro stesso linguaggio, rassicurarli,
rafforzare quakcosa che lui sente gia distante e venir meno, si sente
gia insicuro e non si aiuta con imposizzioni incomprensibili per loro..
giudizi e punizioni.. cosi facendo sbagliamo gia in partenza... spero di
non aver esagerato e che mi son spiegato..per quel che vale naturalmente...

ciao
M[at]rc
  #8  
Vecchio 20-10-2009, 00.13.22
L'Ape M@rc
Guest
 
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Predefinito Re: Bambino capriccioso

Lady ha scritto:
- Citazione -

> On 17 Ott, 18:36, "Luigi D." <sa...[at]libero.it> wrote:
> > All'asilo gli insegnanti non notano niente di diverso dagi altri
> > bambini.

> appunto, spesso il problema è nella coppia che mette al mondo dei
> figli per tanti motivi tranne quello di essere genitori.
> E secondo me, se non c'è buona armonia sul materasso non ci sarà

[***]

Io invece credo che il piccolo all'asilo si senta come tutti gli altri e
nessuna competizione, nessuno che gli rubi qualcosa, si sente come tutti
perche non appare una figura mirata quale genitore che preferisce
(secondo la percezione del piccolo) uno all'altro.

e forse li si sente piu' sereno perche ha un posto sicuro... si sente
protetto.
- Citazione -

> Ciao
> ..
> Lady

  #7  
Vecchio 19-10-2009, 11.05.35
may
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Predefinito Re: Bambino capriccioso

Luigi D. schrieb:

- Citazione -

> Un bambino di 3 anni e 7 mesi, regolarmente nato e allevato in una
> famiglia del ceto medio e a cui non è stato fatto mancare nulla, che
> ha anche un fratellino di 2 anni, diventa sempre più capriccioso.


Un bambino di 3 anni e mezzo non sa fare ordine ed esporre le sue
emozioni (gli adulti invece, bravissimi in questo ;-)) e dunque chiama
aiuto come meglio riesce.

- Citazione -

> All'asilo gli insegnanti non notano niente di diverso dagi altri
> bambini.


quoto quello che ti hanno risposto gli altri ed aggiungo che la maggior
parte delle volte, se le maestre non riscontrano particolaritá significa
che davvero il problema emerge *solo* in famiglia per qualcosa legato
alle dinamiche familiari e non al carattere problematico del bambino

- Citazione -

> Ha una nonna (che vede abbastanza frequentemente) che gliele passa
> tutte ma non penso abbia particolare rilevo perchè è uan figura
> comunque secondaria rispetto ai genitori.
> Ogni tanto quando la madre è fuori comincia a piangere e gridare
> "voglio mamma" e a nulla valgono i tentavi del padre di coccolarlo
> spiegandogli che la mamma è fuori e tornerà a breve.
> Qualche altro genitore, interpellato in maniera generica, dice che
> qualche capriccio è normale.
> Sarà, ma in questo modo i genitori, tra lavoro in casa, fuori casa, e
> resistenze del bambino su ogni minima cosa, arrivano alla sera
> distrutti.


Vorrei conoscere un genitore di bimbo treenne che non arriva a sera
distrutto :-).

- Citazione -

> Qualcuno capisce e se tutto ciò è normale?

E' normale e ci sono svariate soluzioni.
Comincerei con una bella terapia di Tempo ed Amore coronata da Coccole e
Lodi per ogni piccolezza.
Proseguirei con un "Io e te oggi pomeriggio andiamo insieme a nuotare,
tuo fratellino é troppo piccolo ed io ho voglia di stare sola con te" da
parte della mamma.
Per finire occorre prepararsi delle frasi da tenere sempre a portata e
da utilizzare per tutta la vita, della serie: "Ma tu sei il mio primo
bambino, sai che con te sono diventata mamma per la Prima volta?? Ora ti
racconto cosa ho provato....." oppure "Certo che tuo fratello impara
tantissime cose da te, per fortuna ci sei tu!" e via dicendo...

Per ulteriori tecniche ti consiglio il ng it-alt.discussioni.infanzia

- Citazione -

> Esiste un sistema per ammansire il bambino e fargli capire che dei no
> a ripetizione non sono indice di personalità ma di cattiveria?


I bambini non fanno capricci e non sono cattivi. I bambini non vanno
ammansiti ma vanno amati e va loro dedicato tanto tempo. E grazie al
cielo che sanno dire almeno NO, per insegnarci tutto ció.
  #6  
Vecchio 18-10-2009, 18.11.25
Massimo Soricetti
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Predefinito Re: Bambino capriccioso

Luigi D. wrote:
- Citazione -

> Qualcuno capisce e se tutto ciò è normale?
> Esiste un sistema per ammansire il bambino e fargli capire che dei no
> a ripetizione non sono indice di personalità ma di cattiveria?


Se ha un fratellino nato da poco è normale che si senta "spodestato" e
che faccia i capricci per richiedere attenzione... insomma non mi pare
una situazione strana, direi che rientra nell'ordine delle cose.

Col tempo accetterà la situazione... magari potete rassicurarlo un pò
per diminuire le sue ansie, mentre si adatta al fratellino.
  #5  
Vecchio 18-10-2009, 16.45.29
Lady
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Predefinito Re: Bambino capriccioso

On 17 Ott, 18:36, "Luigi D." <sa...[at]libero.it> wrote:

- Citazione -

> All'asilo gli insegnanti non notano niente di diverso dagi altri
> bambini.

appunto, spesso il problema è nella coppia che mette al mondo dei
figli per tanti motivi tranne quello di essere genitori.
E secondo me, se non c'è buona armonia sul materasso non ci sarà
nemmeno in salotto, e ciò indica che una coppia anzitutto deve essere
sessualmente compatibile.
Ma, a parte la compatibilità sessuale o no, ciascun genitore ha una
personalità che, se nella coppia armonica si articolano a vicenda
costituendo così la personalità di coppia, nel rapporto con i figli,
prima o poi, si pone in primo piano.



Ciao
...
Lady

  #4  
Vecchio 18-10-2009, 15.02.52
Solvejg
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Predefinito Re: Bambino capriccioso

"Luigi D." <sabbb[at]libero.it> ha scritto nel messaggio:

- Citazione -

> Un bambino di 3 anni e 7 mesi, regolarmente nato e allevato in una
> famiglia del ceto medio e a cui non è stato fatto mancare nulla, che
> ha anche un fratellino di 2 anni, diventa sempre più capriccioso.
> Qualunque cosa gli si dica di fare (coese del tutto normali: laviamoci
> le mani, vestiti con questa maglietta, non ti strofinare a terra,
> andiamo a mangiare, giochiamo col tale gioco) 8 volte su 10 risponde
> con un "no".

(cut)

- Citazione -

> Qualcuno capisce e se tutto ciò è normale?
> Esiste un sistema per ammansire il bambino e fargli capire che dei no
> a ripetizione non sono indice di personalità ma di cattiveria?



Un parere da non addetta ai lavori ma...

- I NO a ripetizione non sono indice di cattiveria, ihmo (e secondo varie
scuole pedagogiche... :-))!
Questo è il punto. Il bambino sta comunicando che c'è qualcosa che non gli
sta bene e che non va bene rispetto a come viene trattato.

- Le finalità di un genitore dovrebbero essere non quelli di "ammansire" il
bambino (non è una belva feroce... per quanto difficile sia! ;-))) ma di
EDUCARE.
Educarlo significa ihmo renderlo autonomo (etimologicamente: capace di porsi
da solo i propri limiti).

Probabilemente non è qualcosa di materiale che gli manca...

Non si può ovviamente fare una analisi di una complessa situazione famgliare
sulla base di pochi dati, tuttavia partendo sa quello che scrivi emergono
alcuni punti.

La situazione della nonna innanzitutto: sarà pure una figura secondaria ma
se è la persona che sta insieme al piccolo per la maggior parte del tempo
allora non è poi tanto così secondaria...

Non c'è nulla di più destabilizzante per il bambino che venire trattato da
DUE modi diversi dalle persone che lo accudiscono!

E' evidente che se la nonna gli lascia fare sempre ciò che vuole e la mamma
e il papà no lui sarà confuso e si ribellerà a questa situazione.
Anche un adulto sarebbe confuso... l'esempio più banale che mi viene in
mente: pensare ad avere due capiufficio diversi che ti danno indicazioni
diverse su come comportarti, alla fine non sai più a quale dare retta e dai
retta a quello che ti dà maggiori libertà!
Quando hai preso l'abitudine ad essere libero di fare alcune cose è
tremendamente difficile tornare ad una situazione più restrittiva. Questo in
linea generale.

Un'altra cosa che (ihmo sempre) si ricollega a questa regola generale: dici
che gli stessi genitori qualche volta gliela danno vinta altre volte no...
che casino! Come fa questo bambino ad avere una stabilità??
Certo che "ci prova sempre"... fare i capricci gli conviene visto che non si
sa mai come andrà a finire!
E così le modalità con cui viene trattato dalle figure di riferimento
(caregiver, secondo la terminologia degli addetti ai lavori...) diventano
non più due ma TRE!

Fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, soprattutto se si tratta del
mestiere dei genitori... però Io farei così: con il bambino cercherei di
essere più tenera e comprensiva possibile, di fargli sentire l'affetto di
cui ha bisogno e che forse richiede maggiormente in questo periodo (vedi gli
sfoghi occasionali in cui chiama la mamma).
Sempre in questo clima di dolcezza e di comprensione verso di lui però
stabilirei alcune regole ben precise e le farei rispettare da tutti quelli
che stanno con il bambino, inderogabilmente.

In bocca al lupo.
Ciao

--
Solvejg





  #3  
Vecchio 18-10-2009, 14.35.57
Fabio C.
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Predefinito Re: Bambino capriccioso

"Luigi D." <sabbb[at]libero.it> ha scritto:

- Citazione -

> a cui non è stato fatto mancare nulla

In che senso?
Quando sento queste frasi mi sanno tanto di "disclaimer" :-| ...del tipo
"ha avuto "tutto"... di che si lamenta??"

- Citazione -

> Alcune volte la sensazione netta è che dica di no o faccia il
> contrario di quello che gli si chiede prprio per puntiglio e non
> perchè quello che gli chiediamo gli dispiaccia.


Tipico, è un bambino :-)

- Citazione -

> Ogni tanto quando la madre è fuori comincia a piangere e gridare
> "voglio mamma" e a nulla valgono i tentavi del padre di coccolarlo
> spiegandogli che la mamma è fuori e tornerà a breve


Bisognerebbe capire se vuole veramente la mamma, se vuole attenzione, o
che altro

- Citazione -

> Qualche altro genitore, interpellato in maniera generica, dice che
> qualche capriccio è normale


I "capricci" -soprattutto se reiterati- spesso non sono capricci per
come gli intendiamo noi; più spesso sono vere e proprio richieste di
attenzione o espressione di un disagio/conflitto interiore o esteriore

- Citazione -

> Qualcuno capisce e se tutto ciò è normale?

Dal di qua non è semplice capirlo... ma direi che sia normale

- Citazione -

> Esiste un sistema per ammansire il bambino e fargli capire che dei no
> a ripetizione non sono indice di personalità ma di cattiveria?


Buona questa.
Secondo te (su usenet ci si da del "tu" di solito, anche se non ci
conosciamo :-) il bimbo è nato "cattivo"? Cos'è un "gangster"?? :-))
Magari è nato "vivace", d'accordo... ma tra vivace e cattivo, ce n'è
della differenza...
Non è che per caso tra tutte le cose che non gli sono mancate... in
realtà gli sia mancata -seppur in buona fede- un po' di presenza dei
genitori, magari anche a causa del fisiologico maggior impegno per il
fratellino o per il lavoro?

Vi suggerisco di guardare una serie completa di SOS Tata (La7 o Sky
Foxlife) e anche chiedere consiglio su it-alt.discussioni.infanzia ...
vedrete che imparerete molte cose utili :-)

Ciao!
---
Fabio
from China
  #2  
Vecchio 18-10-2009, 13.42.05
Vincenzo Del Piano
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Predefinito Re: Bambino capriccioso


"Luigi D." <sabbb[at]libero.it> ha scritto nel messaggio
news:26306c8d-a349-4e22-86e1-90478a981c05[at]t2g2000yqn.googlegroups.com...
- Citazione -

> Un bambino di 3 anni e 7 mesi, regolarmente nato e allevato in una
> famiglia del ceto medio e a cui non è stato fatto mancare nulla, che
> ha anche un fratellino di 2 anni, diventa sempre più capriccioso.


E' standard.
IMHO, ci sarebbe addirittura da preccuparsi se le cose non andassero così.

A quel bimbo è successo che (senza sapere a cosa fosse dovuto) il suo mondo
sia stato invao da un antagonista (che ha attirato l'attenzione su di sè)
nel bel mezzo dell'aver appena comincito a *credere* di aver capito cosa e
come fare per ottenere attenzioni (obiettivamente necessarie).
C'è da dire "anche" che (giusto giusto) all'età di un anno e mezzo, quel
bimbo "si è accorto di esserci" (ha cioè preso coscienza di sè) ed ha
"quindi" cominciato a pensare che ci fosse un IO (il suo IO) che determinava
l'andamento delle cose nel suo ambiente, operando cognitivamente e
comportamentalmente in modo opportuno a non far acccadere nulla di
imprevisto e sgradito ... e INVECE.
Questa *disconferma* delle proprie categorie cognitive (e dei propri
comportamenti) che avrebbero dovuto rassicurarlo circa le attenzioni (a lui
obiettivamente necessarie) non può non averlo disorientato (ed è un
eufemismo!), imponendogli la auto-percezione di sè come di uno che ... non
sa cosa e come fare per non far acccadere nulla di imprevisto e sgradito.
....
Questa che ho appena ora esposta ... è la realtà intrapsichica del bimbo,
che è del tutto autonoma da "la realtà reale", ed è altresì indipendente da
gli (indubitabilmente buoni) intenti degli Educatori.
Nè -sempre dal punto di vista del lavorìo intra-psichico del bimbo- ci si
può fare illusioni circa l'efficacia delle usuali rassicurazioni date al
bimbo circa la "ininfluenza" dell'irruzione sulla scena di un *altro*: quel
tipo di "rassicurazioni" non possono eludere "cosucce di dettaglio"
(assolutamente *reali*) quali il fatto di perdere una proria esclusiva; di
risultare personalmente "non bastante" ai genitori (che si sono procurati
anche l'altro!); di dove prendere atto di vivere in un Mondo comunque
arbitrario, imprevedibile, precariamente "invadibile" da chissà quante e
quali "altre" novità sgradevoli.

Messa così la cosa (e non saprei come la si potrebbe "mettere"
alternativamente dal punto di vista inra-psichico del bimbo) ... la reazione
"capricciosa" (?) del bimbo è -non solo standard!- ma rassicurante per gli
Educatori che -proprio dal fatto che il bimbo abbia RE-agito chiedendo (a
modo suo) più attenzioni e il ripristino di una *sua* centralità- possono
escludere che il bimbo abbia "scelto" di assumere una posizione subalterna
(non re-agendo al "Fato"). Si può escludere che il bimbo abbia identificato
il suo SE' come oggetto di scarso valore (e sia stato quindi "giustamente"
privato di attenzioni precedentemente esclusive); si può escludere che il
bimbo abbia identificato il suo IO come incapace di inventarsi comunque
qualcosa per opporsi a un andamento delle cose caratterizzato da accadimenti
imprevisti e sgraditi.
[ Solo "incidentalmente" voglio osservare che le conseguenze (gravi) di
"scelte" precoci di subordinzione al Fato; di individuazioni di IO e SE'
come enti di scarso valore; e cose analoghe ... risultano "poi da grandi"
prendere la forma di depressioni e/o di "recriminazioni" manifestanti
intenti tardivamente *predatori*: se "i capricci" in età precoce sono prova
che non si sta imboccando quel sentiero ... ben vengano! ]
In poche parole ... il bimbo "capriccioso" NON CI STA a pensare di non
essere meritevole e in grado di "rimettere le cose a posto"!
Il bimbo NON CI STA a pensare che il suo IO non sia "quella cosa pensante"
in grado di capire-e-fare ciò che *gli* serve.
Ed è per questo che -imho?- si può valutare che la risposta "capricciosa"
del bimbo sia la cosa meno peggio (dal punto di vista degli sbocchi
potenziali del suo processo intra-psichico), anche se quel tipo di risposta
appare inadatta (e fastidiosa?) agli Educatori.

CHE FARE, "allora"?
IMHO ... bisogna innanzitutto non svalutare a livello di "capriccio" la
reazione difensiva del bimbo; la svalutazione, infatti, disconferma (nel
senso che "non risponde" o addirittura reprime!) la conferma che il bimbo
cerca *necessariamente*. La svalutazione ... rende necessaria da parte del
bimbo una intensificazione quantitativa della risposta "capricciosa" (ossia
il bimbo potrebbe "fare sempre peggio"); inoltre, la svalutazione
espone -assai pericolosamente!- il bimbo alla possibilità che la risposta
cambi *qualitativamente* ... e che anzichè al "capriccio" (del quale si
sarebbe dimostrata la inefficacia) il bimbo "scelga di ricorrere" ad altro
.... che non si può mai prevedere di che tipo possa essere.

Peraltro (peraltro, però! non come priorità!), *bisogna* (di)mostrare al
bmbo che la reazione ("capricciosa") non è quella giusta; che le sue
*giuste* richieste di rassucurazione (relativamente al valore del suo SE' e
alla capacità di risposta del suo IO) non sono disattese o svalutate, MA non
sono funzionali ai fini che -... gli Educatori bisogna che lo sappiano!-
EGLI NON PUO' individuare preventivamente per conto suo..
Bisogna, quindi, RI-orientare la domanda ... senza eluderla: bisogna
rispondere RE-indirizzando (proprio tramite il contenuto della risposta)
l'attenzione del bimb-orichiedente verso un obiettivo efficace a -diciamo
così ...- "fargli fare le domande (richeste di conferma) giuste" al fine che
.... EGLI POSSA progressivamente individuare per conto suo quali sono i
parametri empirici sui/dai quali misurare il valore del suo SE' (che deve
risultare buono e di valore) e le capacità reattive del suo IO (che deve
essere confermato nella sua esistenza efficace).
Ciò -sia detto senza alcun riferimento alla situazione specifica qui
proposta in discussione- significa (dover) escludere dal linguaggio (e dal
suo retroterra cognitivo) il concetto di "capriccio"; significa sostituire
quel *malintendimento* con il concetto di "richiesta" ... rispetto alla
quale non c'è da "accontentare", ma da *rispondere nel merito*.
Rispondere nel merito; punto a punto; svalutando la _richiesta_nel_merito_ ,
MA NON il "retropensiero" causativo ... che gli Educatori debbono tenere in
considerazione, senza eluderlo "derubricandolo" alla sostanza di
"capriccio".
Inoltre ... è sempre bene verificare se esistono àmbiti di vita e
frequentazione nei quali "i capricci" non si manifestano, e "putacaso"
perchè no. Ciò potrebbe essere di grande aiuto agli Educatori, perchè ci
sarebbe da chiedersi quale "risposta" efficace il bimbo riceve in quegli
ambiti di vita e frequentazione.
IMHO ... _è_così_ che si può individuare da parte degli Educatori qual è la
domanda che il bimbo non può sapere fare (perchè non la conosce!) ... e
rispondere _a_ quella_ e non ai suoi (inefficaci) sostituti manifestantisi
in forma di "capriccio".

- Citazione -

> Esiste un sistema per ammansire il bambino e fargli capire che dei no
> a ripetizione non sono indice di personalità ma di cattiveria?


.... ??? Sempre solo sul piano del metodo generale ...
Queste parole ... significano che si dovrebbe "ammansire" senza entrare nel
merito?
Significano "anche" che la risposta ai "capricci" dovrebbe essere tale da
farli apparire dovuti a una non-personalità? a una sostanziale "assenza
dell'IO"?
Significano "accessoriamente" che si dovrebbe far accettare a un ipotetico
bimbo che il suo SE' sia "cattivo"?

--
Vincenzo







  #1  
Vecchio 18-10-2009, 13.06.16
luh
Guest
 
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Predefinito Re: Bambino capriccioso

Luigi D. wrote:
- Citazione -

> Un bambino di 3 anni e 7 mesi ..... che
> ha anche un fratellino di 2 anni


eccotela li' la causa, ha quel cattivone di due anni che gli ha rubato
la mamma ... che vuoi che faccia se non attirare l'attenzione?

ciao

luh
 

Tags
bambino, capriccioso
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