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  #9  
Vecchio 26-10-2009, 19.20.45
L
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Predefinito Re: Emozioni, emozioni, emozioni



Antonio wrote:
- Citazione -

> Un saluto a tutto il NG.
> Da almeno due decenni in Italia non si fa altro che parlare di emozioni. La
> parola ricorre continuamente: uno spettacolo e' bello se suscita emozioni;
> nel riferire di un fatto importante si dice che e' stata una grande
> emozione; un cantante e' bravo se fa provare emozioni all'ascoltatore etc.
> Naturalmente qui si parla di emozioni piacevoli: l'aggettivo e' sempre
> sottinteso.
> Ma sono cosi' importanti queste emozioni, che, per quanto piacevoli,
> coinvolgono solo la superficie della nostra coscienza?


Nei media le emozioni sono un mezzo per "acchiappare" il pubblico.
Esistono infatti studi che dimostrano -per esempio- che è più facile
vendere un'auto partendo da un'emozione, più che da una informazione,
almeno in media, ossia per il profilo medio del fruitore degli usuali
mezzi di "informazione".

Inoltre, come sanno bene coloro che per mestiere debbono parlare in
pubblico, necessita sapere creare un rapporto anche emotivo con chi
ascolta, altrimenti cade l'attenzione, ordinariamente.

- Citazione -

> E i sentimenti, che
> invece vengono dal profondo, che fine hanno fatto? Come mai sono passati in
> secondo piano?
> Antonio


Ho letto il 3d e ho visto che molti non considerano vi sia una diversità
rilevante tra emozione & sentimento.

Bene, sarebbe da specificare un attimo cosa si intenda nei due casi:

1) se l'*emozione* è

dal latino ex-movere = muovere da, reagire istintivamente a sensazioni
percettive o ideative

2) se il *sentimento* è

sentire, percepire se stessi o gli altri non solo in modo emotivo, ma
per esempio equilibrando piacere e razionalità, oppure stato associativo
e logica, etc (quindi facendo intervenire una elaborazione non solo
reattiva, ma anche motu proprio)

-allora-

.... anziché

vedere la specie umana solo come una macchina che reagisce a ogni
stimolo ambientale, tranne che al proprio contributo ..
.... quasi che possa essere coartata nell'agire .. facendo leva su
emozioni o anche sentimenti purché si possa comprimere la sfera
elaborativa del _soggetto_ ..

.... bensì

potrebbe darsi che il nostro fare non sia al 100% condizionabile in modo
risolutivo per esempio dalla sola informazione prevalente, quella
acquisita dai mezzi di informazione di massa, ma da una ricerca che non
si arrenda alle prime supposte evidenze.

Naturalmente non è facile non subire l'emozione come un mezzo di
condizionamento risolutivo all'agire.

Però vi sono molte evidenze che è possibile evitare di essere deprivati
della propria autonomia decisionale -> nel proprio fare.

Faccio solo l'esempio di un colloquio di esame per chi si cimenta nello
studio, magari stressante se a livello universitario:

Se io sapevo un argomento cercavo di non reagire mostrandomi troppo
emozionato!

Avrebbe significato che avevo avuto un colpo di fortuna e che altri
argomenti non li conoscevo ugualmente bene!

Il dosare la propria emozione -soprattutto in ambito professionale- è
sempre molto apprezzata.

Perché in una professione "il va dove ti porta il cuore" entra
scegliendo l'ambito elettivo, ma poi va mitigato con la capacità di
gestire le emozioni e le informazioni, al fine di non dire la prima cosa
che ti balza in mente, ma solo se si sono fatte opportune verifiche o
conferme.


Auguro l'emozione della felicità a tutti, e che sia salute per ognuno,


L
Alt 26-10-2009, 19.20.45
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  #8  
Vecchio 26-10-2009, 17.40.47
Solvejg
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Predefinito Re: Emozioni, emozioni, emozioni

"Vincenzo Del Piano" <vincenzo[at]hyle.it> ha scritto nel messaggio
news:7ke572F384looU1[at]mid.individual.net...

- Citazione -

> Ciò -si badi bene! :-)) - non significa che nella mente dei viventi ci sia
> "altro" da una compessità materiale capace di produrre "qualità" delle
> dinamiche psichiche ... "ma" IMHO -almeno fino a quando non si saprà
> *come*
> si producono i QUALIA ...- non si potrà fare a meno di tenere presente che
> tra le funzioni emulabili dal cervellone artefatto e il cervello di tutte
> (!) le creature viventi c'è una (bella) differenza.



Nemmeno io non mi sentirei di attribuire ai "qualia" istanze metafisiche non
meglio identificate... ma certo sarebbe bello saperne di più.
Non resta che aspettare che venga scoperto come si producono questi
"qualia"...
Nel frattempo preferisco seguire il motto spinoziano: "Caute".


- Citazione -

> PERO' ... :-)) ... il fatto che tra emozioni e sentimenti ci sia *solo* la
> differenza (sostanziale) che le seconde sono "la sensazione" cosciente
> delle
> prime, IMHO è difficile da smentire.
> E' proprio l'effetto retroattivo dei QUALIA (che coinvolge Corteccia
> Cerebrale e Sistema Limbico!), che fa la differenza.


Con questa precisazione mi è più chiaro cosa intendi quando dici che sono
uguali. Sono d'accordo.

Ciao! :-)))

--
Solvejg
  #7  
Vecchio 26-10-2009, 10.37.39
elleci
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Predefinito Re: Emozioni, emozioni, emozioni

On 23 Ott, 17:40, "Vincenzo Del Piano" <vince...[at]hyle.it> wrote:

- Citazione -

> Certamente; la differenza sta nel dettaglio che la ipotetica macchina
> pensante (grossa otto Km cubi ...) capace (?) di emulare le funzioni di un
> Cervello umano, non potrebbe (nemmeno nella più presuntuosa ipotesi
> meccanicistica e riduzionistica) riprodurre -per es.- il piacere che un uomo
> qualsiasi prova quando "scopre" qualcosa.


I "qualia" sarebbero, in sostanza, l'esperienza soggettiva? So che
l'ipotesi di una intelligenza artificiale "forte" non gode di grande
considerazione scientifica, in questo momento, ma mi viene da pensare
che qualunque funzione sia il risultato di un processo/meccanismo
fisico possa, in teoria, essere prima o poi riprodotta. Non domani, e
neppure dopodomani, certo :-) ma ... non lo vedo come un limite
invalicabile. Del resto non credo che i sistemi biologici più semplici
- gli insetti, per esempio - siano in grado di esperire il reale
soggettivamente: forse l'esperienza soggettiva potrebbe nascere,
semplicemente, oltre un certo grado di complessità. A meno che non si
considerino i tuoi :-) "qualia" come inconsci ... e allora perchè non
equipararli all'operazione ricorsiva di una macchina?

Elle
  #6  
Vecchio 23-10-2009, 18.40.51
Vincenzo Del Piano
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Predefinito Re: Emozioni, emozioni, emozioni


"Solvejg" <solvejg85NOSPAM[at]libero.it> ha scritto nel messaggio
news:CMiDm.82285$1s6.5994[at]twister2.libero.it...
- Citazione -

> credo che per capire la mente si debba capire il cervello ma che non
> sia sufficiente all'uomo una unica lettura di una cosa così affascinante e
> complessa.
> C'è altro, e lo dimostrano la psicoanalisi, la psicologia, la filosofia...
> che sono ugualmente valide credo.


Certamente; la differenza sta nel dettaglio che la ipotetica macchina
pensante (grossa otto Km cubi ...) capace (?) di emulare le funzioni di un
Cervello umano, non potrebbe (nemmeno nella più presuntuosa ipotesi
meccanicistica e riduzionistica) riprodurre -per es.- il piacere che un uomo
qualsiasi prova quando "scopre" qualcosa.
Non ci sarebbe barba di cortocircuitazione possibile da pre-programmare (nel
cervellone) tale da produrre nulla più di una "conferma" di stare agendo
"psichicamente" per il meglio ... costituendo persino un rinforzo a farlo
ancora. Infatti, questo -che è tecnicamente possibile!- non produrrebbe
nessuno dei particolarissimi QUALIA che ... solo le creature viventi possono
vederSI produrre in sè.
I QUALIA sono "i contenuti qualitativi" delle dinamiche psichiche, che sono
certamente "un di più" rispetto alle dinamiche psichiche in sè e per sè. Per
es. è senz'altro possibile (!) riprodurre nel cervellone artefatto una
dinamica psichica quale la "risposta d'ansia"; basterebbe che -date alcune
condizioni- il cervellone si auto-attivasse intensificando *funzioni* quali
lo input di dati dall'esterno, e una ricorsività nella analisi di quei dati
(chè *questo* è il contenuto della risposta d'ansia). Tuttavia ...
mancherebbe il dolore dello essere in una condizione d'ansia. Allo stesso
modo ... per quanto il cervellone potrebbe essere pre-programmato per
considerare degno di attenzione una "forma", esso cervellone non vedrebbe
mai produrSI in sè l'esperienza estetica ... della quale sono capaci anche i
nostri animali domestici! :-))
Per questo, e infatti ... è sui QUALIA che "naufragano" le ipotesi
riduzioniste e meccaniciste "presuntuose", ossia quelle che pretendono di
equiparare in tutto e per tutto la mente (dei viventi!) a un quantosivoglia
complesso macchinone pensante artefatto.
Ciò -si badi bene! :-)) - non significa che nella mente dei viventi ci sia
"altro" da una compessità materiale capace di produrre "qualità" delle
dinamiche psichiche ... "ma" IMHO -almeno fino a quando non si saprà *come*
si producono i QUALIA ...- non si potrà fare a meno di tenere presente che
tra le funzioni emulabili dal cervellone artefatto e il cervello di tutte
(!) le creature viventi c'è una (bella) differenza.

PERO' ... :-)) ... il fatto che tra emozioni e sentimenti ci sia *solo* la
differenza (sostanziale) che le seconde sono "la sensazione" cosciente delle
prime, IMHO è difficile da smentire.

- Citazione -

> Di più forse... perché ihmo (e ripeto bene: ihmo!) neurologicamente
> potrebbe essere verosimile che nel caso dei sentimenti ci siano patterns
> di attivazione non proprio identici a quelli dell'emozione... magari un
> coinvolgimento di aree più estese rispetto alle pure emozione.
> La complessità della attivazione neurologica potrebbe essere maggiore
> anche perché il solo fatto della aggiunta della sfera della coscienza avrà
> bisogno (immagino) di una attivazione maggiore...


Immagini giusto!
E' proprio l'effetto retroattivo dei QUALIA (che coinvolge Corteccia
Cerebrale e Sistema Limbico!), che fa la differenza.
In effetti ... in una ipotesi rigidamente *funzionalistica* e
meccanicistica, i QUALIA potrebbero essere considerati inutili (o quanto
meno ridondanti) rispetto all'effetto che le emozioni si propongono di
ottenere in termini di comportamento; tuttavia, è esperienza comune che
se -per es.- la risposta d'ansia non fosse accompagnata da un "disagio" ...
essa non acquisterebbe il contenuto *qualitativo* per il quale
l'intensificazione dell'input di dati dall'esterno e la ricorsività della
loro analisi viene "presa molto sul serio".
In qualche modo ... si potrebbe dire che l'esistenza dei QUALIA sia
funzionale a "dare una spinta" a ciò che l'emozione (o il sentimento) già
propongono per conto loro.
Oppure che ... i QUALIA si rendono opportuni per la "imperfezione"degli
organismi viventi rispetto a quelli ipotetici condotti da un ipotetico
cervellone.


- Citazione -

> Un saluto anche te... più "naturalista" che "riduzionista"! :-))

.... mi ci becchi sempre! :-)
--
Vincenzo


  #5  
Vecchio 19-10-2009, 23.16.10
L'Ape M@rc
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Predefinito Re: Emozioni, emozioni, emozioni

Albert0 ha scritto:
- Citazione -

> On 17 Ott, 13:21, "Vincenzo Del Piano" <vince...[at]hyle.it> wrote:
> > Nelle creature prive di coscienza essa emozione e le strutture psichiche
> > che la producono la fanno da padrone ...

[****]
> Nell'Uomo non acculturato è meno complessa.
> Leggendo di Storia, la capacità di controllare le emozioni mi è
> sembrato


[****]

- Citazione -

> Lo stile freddo-distaccato della nobiltà del 600-700
> Oggi non è più cosi, secondo me perchè non ci sono più masse semi-
> analfabete per cui una notevole capacità di controllo non è più
> elitaria.


Credo che un piccolo fardello da qualche parte (qui da noi) ancora esiste
escludendo paesi confinanti e oltre mare ma, restiamo a casa nostra.

Credo che il tempo, nel tempo ci siano stati radicali cambiamenti
generazionali-culturali... credo sia questa in pratica cio che modifa
effeti e cause. Non credo quindi sia ridotto al essere istruiti o meno,
ma trovo comunque che tutto questo mutamento lo stiamo pagango un prezzo
troppo alto che ancora non abbiamo imparato ad autogestirci o
trasmettere correttamente oltre, non lo sappiamo neppure noi che pesci
pigliare con il nostro prossimo e cari :-p

Effetti collaterali deriventi? = depressioni, suicidi, alcolismo, rimedi
con droghe, anoressie, bulemia, tragedie famigliari..... e chisa quanto
altro...

Behhh... scusatemi, non so perche tutto questo mi porta e tale
conclusione sconcertante..
forse sono troppo pessimista.. -8

ciao :-)

M[at]rc
  #4  
Vecchio 19-10-2009, 11.08.31
Vincenzo Del Piano
Guest
 
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Predefinito Re: Emozioni, emozioni, emozioni


"Solvejg" <solvejg85NOSPAM[at]libero.it> ha scritto nel messaggio
news:VhICm.82423$9f6.96135[at]twister1.libero.it...
- Citazione -

> "Vincenzo Del Piano" <vincenzo[at]hyle.it> ha scritto nel messaggio:
> > c'è da dire che "tecnicamente" non c'è differenza sostanziale tra
> > emozioni e sentimenti; questi ultimi sono "la presa di coscienza" delle
> > emozioni; vale a dire di ciò che -solo la creatura Uomo! nella sfera
> > cosciente che solo lui ha!- può avere sensazione di "sentire" presenti

in
> > sè.

> ... "tecnicamente" come si sa che non c'è differenza sostanziale?
> Il tecnicamente si riferisca a dati psicologici o a dati neuropsicologici?


Non chiedere all'oste come è il vino! :-))
E non fare a "me" -ruvido riduzionista!- una domanda che sottintenderebbe
una differenza tra quelle due cose!

Una emozione -imho ...- è sostanzialmente un accadimento neurologico.
Un Uomo può percepire nella sfera della coscienza (che egli ha!) che
l'accadimento si è verificato; ciò legittima dire che quell'Uomo "prova un
sentimento" e che ciò -solo formalmente!- è diverso (e più?) dallo "avere
un'emozione".
Una creatura che non ha la (sfera della) coscienza si deve accontentare di
avere un'emozione, e -poichè senza la coscienza non c'è niente altro che
possa eventualmente antagonizzare la spinta comportamentale data
dall'emozione- deve per forza fare ciò e come l'emozione "consiglia".

Ciao ... insidiosa Solvejg! :-)
--
Vincenzo

  #3  
Vecchio 18-10-2009, 19.31.33
Solvejg
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Predefinito Re: Emozioni, emozioni, emozioni

"Vincenzo Del Piano" <vincenzo[at]hyle.it> ha scritto nel messaggio:

- Citazione -

> Invece ... c'è da dire che "tecnicamente" non c'è differenza sostanziale
> tra
> emozioni e sentimenti; questi ultimi sono "la presa di coscienza" delle
> emozioni; vale a dire di ciò che -solo la creatura Uomo! nella sfera
> cosciente che solo lui ha!- può avere sensazione di "sentire" presenti in
> sè.


Bella la parte sulle emozioni... :-)
Volevo chiedere... "tecnicamente" come si sa che non c'è differenza
sostanziale?
Il tecnicamente si riferisca a dati psicologici o a dati neuropsicologici?
Grazie, ciao.

--
Solvejg
  #2  
Vecchio 18-10-2009, 13.12.36
Albert0
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Predefinito Re: Emozioni, emozioni, emozioni

On 17 Ott, 13:21, "Vincenzo Del Piano" <vince...[at]hyle.it> wrote:

- Citazione -

> Nelle creature prive di coscienza essa emozione e le strutture psichiche
> che la producono la fanno da padrone ... imponendo a quelle creature
> l'azione valutata opportuna. Per questo, se in quelle creature si produce
> l'emozione paura, esse non possono non fuggire; oppure, se si produce
> l'emozione rabbia, esse non possono non attaccare.



- Citazione -

> Nella creatura Uomo, invece, la complessità delle strutture nervose che si
> sono prodotte evolutivamente rende assai meno "semplice" l'intera dinamica
> intrapsichica che si conclude con una emozione




Nell'Uomo non acculturato è meno complessa.
Leggendo di Storia, la capacità di controllare le emozioni mi è
sembrato un capitolo di enorme importanza e una costante che marca una
differenza di classe sociale.
Il sapersi trattenere è marchio di fabbrica delle classe alte e mi
sembra di capire che è sempre stato tenuto come un valore alto.

Esempi:
Lo stoicismo diffuso nelle classi alte romane ( caso estremo, un
società in realtà semibarbara con un ideale di rarefatto distacco dai
propri impulsi)
Lo stile freddo-distaccato della nobiltà del 600-700 ( da cui la
nobiltà del duello)
Lo stile trattenuto-ipocrita della borghesia dell' 800 ( da cui il
valore paradigmatico del controllo della sessualità)


Oggi non è più cosi, secondo me perchè non ci sono più masse semi-
analfabete per cui una notevole capacità di controllo non è più
elitaria.


  #1  
Vecchio 17-10-2009, 13.21.00
Vincenzo Del Piano
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Predefinito Re: Emozioni, emozioni, emozioni


"Antonio" <maxwell399[at]hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4ad847df$0$1095$4fafbaef[at]reader3.news.tin.it...
- Citazione -

> [cut] Ma sono cosi' importanti queste emozioni, che, per quanto
> piacevoli, coinvolgono solo la superficie della nostra coscienza?


Le emozioni sono importanti perchè coinvolgono ben più della coscienza, e
anche quella la coinvolgono ben profondamente.
Infatti, un'emozione non è prodotto secondario dell'attività psichica, ma
costituisce una spinta all'azione (a "qualche" azione ...) che risulta
opportuna in base alla elaborazione dei dati dell'esperienza (e ad altro
genetico evolutivo che qui non è necessario o possibile prendere in
considerazione).
Nelle creature prive di coscienza (nelle quali è come se non ci fosse "un
altro" -la coscienza, appunto!- che può decidere se seguire o no la spinta
all'azione proposta dall'emozione), essa emozione e le strutture psichiche
che la producono la fanno da padrone ... imponendo a quelle creature
l'azione valutata opportuna. Per questo, se in quelle creature si produce
l'emozione paura, esse non possono non fuggire; oppure, se si produce
l'emozione rabbia, esse non possono non attaccare. In ogni caso, però, anche
quelle dinamiche intrapsichiche che si concludono in una emozione (e che
appaiono "semplici" perchè non coscienti) investono molta parte
dell'apparato psichico, sia dal punto di vista anatomico, sia da quello
funzionale.
Nella creatura Uomo, invece, la complessità delle strutture nervose che si
sono prodotte evolutivamente rende assai meno "semplice" l'intera dinamica
intrapsichica che si conclude con una emozione; quella dinamica
intrapsichica -per il fatto sostanziale di "doversi" esprimere sia a livello
non cosciente (laddove si propone un'azione), sia a livello cosciente (dove
si sceglie se attuarla o no)- espone ciascun Umano "persino" a un potenziale
conflitto.
In ogni caso (e per ogni tipo di creatura) l'emergenza della emozione palesa
un lavorìo operato da strutture nervose (Sistema Limbico) che "detengono"
(nel senso che vedono localizzate in sè) sia le tracce mnestiche di ciò che
serve per decidere quale azione compiere, sia la capacità di trasformare la
determinazione in spinta emozionale. Tale struttura risulta così
sostanzialmente addetta a una doppia funzione. Ciò potrebbe significare poco
se non fosse che ogni volta che si produce una emozione, nel lavorìo
necessario per generarla viene coinvolta "anche" la componente mnestica
(causativa di quella scelta ...). E viceversa, nel senso che avviene anche
che ogni volta che si evoca un contenuto mnestico non può non essere
prodotta la emozione "conseguente" alla evocazione di quel contenuto
mnestico.

[Per chi volesse "fare la prova" ... che tenti di non sentire una emozione
di "sicurezza e protezione" (o qualcosa di simile) se evoca l'oggetto PANE;
oppure -e per converso- che tenti di non pensare a nessun oggetto (della sua
esperienza) che conosce come "rassicurante e protettivo" se evoca
un'emozione di "sicurezza e protezione". La impossibilità che a una cosa non
segua l'altra dipende dal fatto che sia l'una cosa che l'altra, "sono nello
stesso posto" nervoso: se si attiva quel "posto" ... si attivano (in gergo
si dice "si riverberano") per forza sia il ricordo che l'emozione; e
viceversa.]

Ciò premesso ... imho diventa difficile pensare che le emozioni coinvolgano
solo la superficie della nostra coscienza; le emozioni operano assai
profondamente ... e sono capaci -anche da sole!- addirittura di modificare
la significanza dei dati dell'esperienza; e viceversa, notoriamente! :-)
E ... imho diventa difficile pensare che l'importanza che si attribuisce a
uno spettacolo, o a un'Opera d'Arte o a qualsiasi cosa che risulti capace di
produrre un'emozione, sia una importanza esagerata o impropria,

- Citazione -

> E i sentimenti, che invece vengono dal profondo,
> che fine hanno fatto? Come mai sono passati in secondo piano?


Se fa riferimento al "cinismo" per il quale pare (imho pare!) che i
sentimenti siano oggigiorno trascurati o ignorati ... non so che dire.
Invece ... c'è da dire che "tecnicamente" non c'è differenza sostanziale tra
emozioni e sentimenti; questi ultimi sono "la presa di coscienza" delle
emozioni; vale a dire di ciò che -solo la creatura Uomo! nella sfera
cosciente che solo lui ha!- può avere sensazione di "sentire" presenti in
sè.


Ciao, Antonio! :-)
--
Vincenzo


 
Vecchio 16-10-2009, 15.30.43
L'Ape M@rc
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Predefinito Re: Emozioni, emozioni, emozioni

Antonio ha scritto:
- Citazione -

> Un saluto a tutto il NG.

Ciao Antonio
- Citazione -

> Da almeno due decenni in Italia non si fa altro che parlare di emozioni. La
> parola ricorre continuamente: uno spettacolo e' bello se suscita emozioni;
> nel riferire di un fatto importante si dice che e' stata una grande
> emozione; un cantante e' bravo se fa provare emozioni all'ascoltatore etc.
> Naturalmente qui si parla di emozioni piacevoli: l'aggettivo e' sempre
> sottinteso.
> Ma sono cosi' importanti queste emozioni, che, per quanto piacevoli,
> coinvolgono solo la superficie della nostra coscienza? E i sentimenti, che
> invece vengono dal profondo, che fine hanno fatto? Come mai sono passati in
> secondo piano?



credo che, innanzitutto l'emozione rimane soggettiva a seconda dello
stato d'animo che ogni individuo porta con se e quanto questo influisce
sulla propria percezione momentanea anche, bassa, alta, o in eccesso
in casi estremi di alta sensibilita' e che in se porta-coinvolge e forse
causa principale una gran quantitita' di profondi sentimenti...

credo che la reazione emozione non sia altro che una manifestazione di
sentimenti belli, profondi... almeno io credo sia cosi per come io mi
sento e percepisco..

non so se sono stato chiaro!!

ciao
M[at]rc
 

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