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  #5  
Vecchio 19-10-2009, 22.16.10
L'Ape M@rc
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Predefinito Re: Emozioni, emozioni, emozioni

Albert0 ha scritto:
- Citazione -

> On 17 Ott, 13:21, "Vincenzo Del Piano" <vince...[at]hyle.it> wrote:
> > Nelle creature prive di coscienza essa emozione e le strutture psichiche
> > che la producono la fanno da padrone ...

[****]
> Nell'Uomo non acculturato è meno complessa.
> Leggendo di Storia, la capacità di controllare le emozioni mi è
> sembrato


[****]

- Citazione -

> Lo stile freddo-distaccato della nobiltà del 600-700
> Oggi non è più cosi, secondo me perchè non ci sono più masse semi-
> analfabete per cui una notevole capacità di controllo non è più
> elitaria.


Credo che un piccolo fardello da qualche parte (qui da noi) ancora esiste
escludendo paesi confinanti e oltre mare ma, restiamo a casa nostra.

Credo che il tempo, nel tempo ci siano stati radicali cambiamenti
generazionali-culturali... credo sia questa in pratica cio che modifa
effeti e cause. Non credo quindi sia ridotto al essere istruiti o meno,
ma trovo comunque che tutto questo mutamento lo stiamo pagango un prezzo
troppo alto che ancora non abbiamo imparato ad autogestirci o
trasmettere correttamente oltre, non lo sappiamo neppure noi che pesci
pigliare con il nostro prossimo e cari :-p

Effetti collaterali deriventi? = depressioni, suicidi, alcolismo, rimedi
con droghe, anoressie, bulemia, tragedie famigliari..... e chisa quanto
altro...

Behhh... scusatemi, non so perche tutto questo mi porta e tale
conclusione sconcertante..
forse sono troppo pessimista.. -8

ciao :-)

M[at]rc
Alt 19-10-2009, 22.16.10
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  #4  
Vecchio 19-10-2009, 10.08.31
Vincenzo Del Piano
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Predefinito Re: Emozioni, emozioni, emozioni


"Solvejg" <solvejg85NOSPAM[at]libero.it> ha scritto nel messaggio
news:VhICm.82423$9f6.96135[at]twister1.libero.it...
- Citazione -

> "Vincenzo Del Piano" <vincenzo[at]hyle.it> ha scritto nel messaggio:
> > c'è da dire che "tecnicamente" non c'è differenza sostanziale tra
> > emozioni e sentimenti; questi ultimi sono "la presa di coscienza" delle
> > emozioni; vale a dire di ciò che -solo la creatura Uomo! nella sfera
> > cosciente che solo lui ha!- può avere sensazione di "sentire" presenti

in
> > sè.

> ... "tecnicamente" come si sa che non c'è differenza sostanziale?
> Il tecnicamente si riferisca a dati psicologici o a dati neuropsicologici?


Non chiedere all'oste come è il vino! :-))
E non fare a "me" -ruvido riduzionista!- una domanda che sottintenderebbe
una differenza tra quelle due cose!

Una emozione -imho ...- è sostanzialmente un accadimento neurologico.
Un Uomo può percepire nella sfera della coscienza (che egli ha!) che
l'accadimento si è verificato; ciò legittima dire che quell'Uomo "prova un
sentimento" e che ciò -solo formalmente!- è diverso (e più?) dallo "avere
un'emozione".
Una creatura che non ha la (sfera della) coscienza si deve accontentare di
avere un'emozione, e -poichè senza la coscienza non c'è niente altro che
possa eventualmente antagonizzare la spinta comportamentale data
dall'emozione- deve per forza fare ciò e come l'emozione "consiglia".

Ciao ... insidiosa Solvejg! :-)
--
Vincenzo

  #3  
Vecchio 18-10-2009, 18.31.33
Solvejg
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Predefinito Re: Emozioni, emozioni, emozioni

"Vincenzo Del Piano" <vincenzo[at]hyle.it> ha scritto nel messaggio:

- Citazione -

> Invece ... c'è da dire che "tecnicamente" non c'è differenza sostanziale
> tra
> emozioni e sentimenti; questi ultimi sono "la presa di coscienza" delle
> emozioni; vale a dire di ciò che -solo la creatura Uomo! nella sfera
> cosciente che solo lui ha!- può avere sensazione di "sentire" presenti in
> sè.


Bella la parte sulle emozioni... :-)
Volevo chiedere... "tecnicamente" come si sa che non c'è differenza
sostanziale?
Il tecnicamente si riferisca a dati psicologici o a dati neuropsicologici?
Grazie, ciao.

--
Solvejg
  #2  
Vecchio 18-10-2009, 12.12.36
Albert0
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Predefinito Re: Emozioni, emozioni, emozioni

On 17 Ott, 13:21, "Vincenzo Del Piano" <vince...[at]hyle.it> wrote:

- Citazione -

> Nelle creature prive di coscienza essa emozione e le strutture psichiche
> che la producono la fanno da padrone ... imponendo a quelle creature
> l'azione valutata opportuna. Per questo, se in quelle creature si produce
> l'emozione paura, esse non possono non fuggire; oppure, se si produce
> l'emozione rabbia, esse non possono non attaccare.



- Citazione -

> Nella creatura Uomo, invece, la complessità delle strutture nervose che si
> sono prodotte evolutivamente rende assai meno "semplice" l'intera dinamica
> intrapsichica che si conclude con una emozione




Nell'Uomo non acculturato è meno complessa.
Leggendo di Storia, la capacità di controllare le emozioni mi è
sembrato un capitolo di enorme importanza e una costante che marca una
differenza di classe sociale.
Il sapersi trattenere è marchio di fabbrica delle classe alte e mi
sembra di capire che è sempre stato tenuto come un valore alto.

Esempi:
Lo stoicismo diffuso nelle classi alte romane ( caso estremo, un
società in realtà semibarbara con un ideale di rarefatto distacco dai
propri impulsi)
Lo stile freddo-distaccato della nobiltà del 600-700 ( da cui la
nobiltà del duello)
Lo stile trattenuto-ipocrita della borghesia dell' 800 ( da cui il
valore paradigmatico del controllo della sessualità)


Oggi non è più cosi, secondo me perchè non ci sono più masse semi-
analfabete per cui una notevole capacità di controllo non è più
elitaria.


  #1  
Vecchio 17-10-2009, 12.21.00
Vincenzo Del Piano
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Predefinito Re: Emozioni, emozioni, emozioni


"Antonio" <maxwell399[at]hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4ad847df$0$1095$4fafbaef[at]reader3.news.tin.it...
- Citazione -

> [cut] Ma sono cosi' importanti queste emozioni, che, per quanto
> piacevoli, coinvolgono solo la superficie della nostra coscienza?


Le emozioni sono importanti perchè coinvolgono ben più della coscienza, e
anche quella la coinvolgono ben profondamente.
Infatti, un'emozione non è prodotto secondario dell'attività psichica, ma
costituisce una spinta all'azione (a "qualche" azione ...) che risulta
opportuna in base alla elaborazione dei dati dell'esperienza (e ad altro
genetico evolutivo che qui non è necessario o possibile prendere in
considerazione).
Nelle creature prive di coscienza (nelle quali è come se non ci fosse "un
altro" -la coscienza, appunto!- che può decidere se seguire o no la spinta
all'azione proposta dall'emozione), essa emozione e le strutture psichiche
che la producono la fanno da padrone ... imponendo a quelle creature
l'azione valutata opportuna. Per questo, se in quelle creature si produce
l'emozione paura, esse non possono non fuggire; oppure, se si produce
l'emozione rabbia, esse non possono non attaccare. In ogni caso, però, anche
quelle dinamiche intrapsichiche che si concludono in una emozione (e che
appaiono "semplici" perchè non coscienti) investono molta parte
dell'apparato psichico, sia dal punto di vista anatomico, sia da quello
funzionale.
Nella creatura Uomo, invece, la complessità delle strutture nervose che si
sono prodotte evolutivamente rende assai meno "semplice" l'intera dinamica
intrapsichica che si conclude con una emozione; quella dinamica
intrapsichica -per il fatto sostanziale di "doversi" esprimere sia a livello
non cosciente (laddove si propone un'azione), sia a livello cosciente (dove
si sceglie se attuarla o no)- espone ciascun Umano "persino" a un potenziale
conflitto.
In ogni caso (e per ogni tipo di creatura) l'emergenza della emozione palesa
un lavorìo operato da strutture nervose (Sistema Limbico) che "detengono"
(nel senso che vedono localizzate in sè) sia le tracce mnestiche di ciò che
serve per decidere quale azione compiere, sia la capacità di trasformare la
determinazione in spinta emozionale. Tale struttura risulta così
sostanzialmente addetta a una doppia funzione. Ciò potrebbe significare poco
se non fosse che ogni volta che si produce una emozione, nel lavorìo
necessario per generarla viene coinvolta "anche" la componente mnestica
(causativa di quella scelta ...). E viceversa, nel senso che avviene anche
che ogni volta che si evoca un contenuto mnestico non può non essere
prodotta la emozione "conseguente" alla evocazione di quel contenuto
mnestico.

[Per chi volesse "fare la prova" ... che tenti di non sentire una emozione
di "sicurezza e protezione" (o qualcosa di simile) se evoca l'oggetto PANE;
oppure -e per converso- che tenti di non pensare a nessun oggetto (della sua
esperienza) che conosce come "rassicurante e protettivo" se evoca
un'emozione di "sicurezza e protezione". La impossibilità che a una cosa non
segua l'altra dipende dal fatto che sia l'una cosa che l'altra, "sono nello
stesso posto" nervoso: se si attiva quel "posto" ... si attivano (in gergo
si dice "si riverberano") per forza sia il ricordo che l'emozione; e
viceversa.]

Ciò premesso ... imho diventa difficile pensare che le emozioni coinvolgano
solo la superficie della nostra coscienza; le emozioni operano assai
profondamente ... e sono capaci -anche da sole!- addirittura di modificare
la significanza dei dati dell'esperienza; e viceversa, notoriamente! :-)
E ... imho diventa difficile pensare che l'importanza che si attribuisce a
uno spettacolo, o a un'Opera d'Arte o a qualsiasi cosa che risulti capace di
produrre un'emozione, sia una importanza esagerata o impropria,

- Citazione -

> E i sentimenti, che invece vengono dal profondo,
> che fine hanno fatto? Come mai sono passati in secondo piano?


Se fa riferimento al "cinismo" per il quale pare (imho pare!) che i
sentimenti siano oggigiorno trascurati o ignorati ... non so che dire.
Invece ... c'è da dire che "tecnicamente" non c'è differenza sostanziale tra
emozioni e sentimenti; questi ultimi sono "la presa di coscienza" delle
emozioni; vale a dire di ciò che -solo la creatura Uomo! nella sfera
cosciente che solo lui ha!- può avere sensazione di "sentire" presenti in
sè.


Ciao, Antonio! :-)
--
Vincenzo


 
Vecchio 16-10-2009, 14.30.43
L'Ape M@rc
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Predefinito Re: Emozioni, emozioni, emozioni

Antonio ha scritto:
- Citazione -

> Un saluto a tutto il NG.

Ciao Antonio
- Citazione -

> Da almeno due decenni in Italia non si fa altro che parlare di emozioni. La
> parola ricorre continuamente: uno spettacolo e' bello se suscita emozioni;
> nel riferire di un fatto importante si dice che e' stata una grande
> emozione; un cantante e' bravo se fa provare emozioni all'ascoltatore etc.
> Naturalmente qui si parla di emozioni piacevoli: l'aggettivo e' sempre
> sottinteso.
> Ma sono cosi' importanti queste emozioni, che, per quanto piacevoli,
> coinvolgono solo la superficie della nostra coscienza? E i sentimenti, che
> invece vengono dal profondo, che fine hanno fatto? Come mai sono passati in
> secondo piano?



credo che, innanzitutto l'emozione rimane soggettiva a seconda dello
stato d'animo che ogni individuo porta con se e quanto questo influisce
sulla propria percezione momentanea anche, bassa, alta, o in eccesso
in casi estremi di alta sensibilita' e che in se porta-coinvolge e forse
causa principale una gran quantitita' di profondi sentimenti...

credo che la reazione emozione non sia altro che una manifestazione di
sentimenti belli, profondi... almeno io credo sia cosi per come io mi
sento e percepisco..

non so se sono stato chiaro!!

ciao
M[at]rc
  #-1  
Vecchio 16-10-2009, 11.15.58
Antonio
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Messaggi: n/a
Predefinito Emozioni, emozioni, emozioni

Un saluto a tutto il NG.

Da almeno due decenni in Italia non si fa altro che parlare di emozioni. La
parola ricorre continuamente: uno spettacolo e' bello se suscita emozioni;
nel riferire di un fatto importante si dice che e' stata una grande
emozione; un cantante e' bravo se fa provare emozioni all'ascoltatore etc.
Naturalmente qui si parla di emozioni piacevoli: l'aggettivo e' sempre
sottinteso.
Ma sono cosi' importanti queste emozioni, che, per quanto piacevoli,
coinvolgono solo la superficie della nostra coscienza? E i sentimenti, che
invece vengono dal profondo, che fine hanno fatto? Come mai sono passati in
secondo piano?

Antonio

 

Tags
emozioni
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