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| "Vincenzo Del Piano" <vincenzo[at]hyle.it> ha scritto - Citazione - > Qui non si possono fare "battute psicoterapiche" (più di tanto :-)) ... ma
Grazie mille per la risposta che ho tagliato, avevo più o meno gli stessi> ... perchè mai credi tu di avere bisogno di "una guida strong"? > Perchè mai ... se si partisse dal presupposto che "ognuno è ok", tu > riterresti di partire con il piede sbagliato? pensieri. Essendo la mia prima esperienza terapeutica ho cercato su siti internet gli elenchi regionali degli iscritti al'albo, per poi cercare di fare una scrematura anche se non c'era molto da scremare.. La maggiorparte degli psicoterapeuti si occupano (come indicato da loro) prevalentemente di bambini, sessuologia, o anziani... escludendo anche (per il mio caso) un paio di "terapie brevi comportamentali" [che tra l'altro non capisco come possano essere associate all'ipnosi...o meglio, capisco che la persona in questione abbia studiato e sappia mettere in pratica sia l'ipnosi che una terapia breve, ma per arrivare all'ipnosi non ci vuole un'analisi abbastanza prolungata che permetta una conoscenza del paziente e fiducia reciproche?], rimangono un paio di persone che ho deciso di contattare, le uniche poi che indicavano l'indirizzo di specializzazione, che è appunto analisi transazionale con modello umanistico. Conosco gli elementi generali della scuola di Berne, ho deciso di provare, credo conti molto più la persona che veicola la terapia verso di te che il modello di terapia. Però il primo incontro con la prima psicologa mi ha messo ancora di più nel dubbio, perché innanzitutto non mi ha spiegato di fatto questo "modello umanistico interpersonale integrato con focalizzazione su analisi transazionale" se non nel gioco dei ruoli nelle relazioni che sinceramente credo sia un po' riduttivo, poi perché era ancora più titubante di me nel porsi e nel parlare, e credo di aver bisogno di qualcuno che usi un po' più di polso nell'indirizzarmi per una strada piuttosto che un'altra, beninteso che debba essere io e non il terapeuta a fare il lavoro su me stessa, e poi ho bisogno di confronto, di essere messa di fronte alla realtà cruda dei miei difetti e non aggirarli. Il fatto che ognuno sia ok o che io pensi che non lo sia nessuno o che non lo sia io... ci sta ma è come se fosse una superficie e io avessi bisogno di partire da uno strato più basso. Ma sto solo facendo supposizioni sulla base della mia auto-conoscenza/consapevolezza e probabilmente sbaglio del tutto io e devo solo farmi guidare, infatti ho preso il secondo appuntamento per vedere se c'è feeling Scusate il postchilometrico ma non ho risorse economiche tali da permettermi una terapia tanto per, sto facendo un azzardo, però non vorrei esser recidiva e abbandonare anche il solo provarci (per poi starci male ovviamente). Grazie ![]() |
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| "eva" <hitomi_kanzaki[at]tin.it> ha scritto nel messaggio news:4ac38608$0$1107$4fafbaef[at]reader1.news.tin.it... - Citazione - > potreste darmi un parere su l'approccio terapeutico del "modello
Per sapere di che si tratta ... dovrebbe bastare il mettere insieme il> umanistico interpersonale integrato con focalizzazione su analisi > transazionale" significato delle parole; fare, cioè, né più né meno di ciò che ha fatto chi le ha già messe insieme, PIU' cercare di dare loro un significato. Dunque ... - "Modello Umanistico" dovrebbe sigificare che si fa riferimento a un concetto di Uomo che "non si riduce" al fatto meccanicistico-evoluzionistico-biologico, né è organicizzabile-medicalizzabile, né è storicizzabile; un Uomo che è solo "umano" ... - "Interpersonale" dovrebbe significare che *entrambi* i contraenti della relazione inter-agiscono; - "Integrato" ... bisognerebbe sapere _con_cosa_ eventualmente "altro"; - "Focalizzazione su Analisi Transazionale" dovrebbe significare che -tra le "altre cose" con cui si intergra l'approccio- viene quantomeno privilegiato il Modello Transazionale, che è quello che parte dall'assunto che si è ciò che le circostanze relazionali (per come le si è interpretate) hanno fatto diventare. Messa così la cosa -e senza alcuna malevolenza!- "mi pare" che si tratti di un modello di relazione "molto aperto". Innanzitutto perchè -per quanto possa apparire ininfluente- è preliminarmente importante che un Terapeuta abbia un'idea precisa (e la comunichi al Paziente, seppur "tra le righe") relativamente alla natura e sostanza dello "Uomo"; il termine _Umanesimo_ va benissimo per designare un periodo storico e un divenire culturale, ma -imho?- non basta affatto (per un eccesso di "genericità") se c'è un Uomo come oggetto della attenzione contingente; su qual tipo di "oggetto generico" potrebbe fattivamente convergere l'attenzione? su quale contenuto (sostanziale? metafisico? "altro"?) si ritiene che si possa "operare"? [ Peraltro ... se si afferma che l'Uomo non è interpretabile meccanicisticamente-evoluzionisticamente-biologicamente, né è organicizzabile-medicalizzabile, né è storicizzabile ... CHI E' ?] Il modello del quale tu dici ... *mi* appare un po'sbilanciato per quanto riguarda "anche" CHI decide i contenuti (le cosidddette "integrazioni" ...); non si tratta -imho?- di un dettaglio ... tanto più che il modello prevede la *inter-azione* tra le persone. Che in un modello inter-attivo ci sia *uno* che prevale ... forse non va bene. Inoltre ... se il fatto di prilegiare l'Analisi Transazionale significa che si ritiene che le circostanze relazionali siano determinanti ... come si ritiene - SE lo si ritiene opportuno!!!- di non far diventare determinante "anche" la relazione terapeutica? E "se" essa è destinata a diventare determinante, COSA si ritiene opportuno che "chi decide i contenuti" possa-o-debba farci entrare? Quale ruolo assume *unilateralmente* ... uno che può (o deve!) decidere i contenuti di una relazione interpersonale che dovrebbe *invece* avere come obiettivo la "uscita" della persona da posizioni subordinate? - Citazione - > Va bene per chi non ha un preciso disturbo ma diversi problemi sparsi di
Se posso essere creduto (anche se lo so da me che è difficile) confermo che> attaccamento, motivazione, autostima, forse depressione e non so quanto > reale fobia sociale...e vorrebbe cominciare (da zero) benché piuttosto > tardi, a costruirsi una vita un minimo decente? parlo senza malevolenza. Non pregiudiziale, almeno! :-) Allora ... "mi chiedo" come si ritiene che una relazione quale quella che è descritta con le parole di chi la propone (le SUE, quindi, e NON le MIE!), possa aiutare ad uscire da "problemi di attaccamento, motivazione, autostima" ... se la relazione proposta promuove un atteggiamento subordinato. La stessa osservazione -imho?- può essere fatta in riferimento a dinamiche di depressione o fobie-sociali ... che hanno bisogno di tutto, tranne che di conferme (manco tanto surrettizie!) della "insufficienza" personale della persona depressa. Per "il resto" ... poichè una relazione con una persona esperta, è potenzialmente sempre meglio di "nessuna relazione" ... potrebbe andar bene. - Citazione - > So che qualsiasi terapia è già un buon inizio, ma credo di aver bisogno di
Qui non si possono fare "battute psicoterapiche" (più di tanto :-)) ... ma> una guida più "strong" e meno "ognuno è ok". .... perchè mai credi tu di avere bisogno di "una guida strong"? Perchè mai ... se si partisse dal presupposto che "ognuno è ok", tu riterresti di partire con il piede sbagliato? Saluti ... ed *auguri*! :-)) -- Vincenzo |
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| Salve a tutti, potreste darmi un parere su l'approccio terapeutico del "modello umanistico interpersonale integrato con focalizzazione su analisi transazionale" oltre a quello che trovo già scritto in internet? Va bene per chi non ha un preciso disturbo ma diversi problemi sparsi di attaccamento, motivazione, autostima, forse depressione e non so quanto reale fobia sociale...e vorrebbe cominciare (da zero) benché piuttosto tardi, a costruirsi una vita un minimo decente? So che qualsiasi terapia è già un buon inizio, ma credo di aver bisogno di una guida più "strong" e meno "ognuno è ok". Grazie |
| Tags |
| interpersonale, modello, umanistico |
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