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  #5  
Vecchio 12-10-2009, 18.38.30
Neva
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Predefinito Re: DNA E APPRENDIMENTO


- Citazione -

> "Neva" <enne.eva[at]alice.it> ha scritto nel messaggio:
> > Potrebbe avere qualche affinità con le tre Anime di Platone
> > sulle quali la filosofia occidentale, contrariamente a quanto ha fatto per
> > altri
> > contenuti del suo pensiero, ha sempre sorvolato?


"Solvejg" ha scritto nel messaggio

- Citazione -

> Secondo me no...
> Platone aveva una idea tutt'altro che unificante dell'attività mentale.
> La concezione delle tre anime (cuncupiscente, irascibile e razionale) mi
> sembra proprio che vada nella direzione opposta a quella tendenza che
> invece è propria dell'oriente e che si apre all'idea di una mente che non
> "si trova" solo nel cervello.
> Platone a mio avviso voleva solo escludere dall'attività mentale superiore
> quelle facoltà inferiori che erano istinti e sentimenti.
> Infatti con la prima si arriva al mondo delle Idee, con le seconde si
> continua ad essere schiavi dei sensi.


Neva scrive:

Sì, è vero, le tre Anime platoniche così ben definite, specializzate, direi,
ed escludentesi a vicenda, non hanno proprio nulla a che vedere con il
pensiero orientale che, come tu dici, "si apre all'idea di una mente che non
"si trova" solo nel cervello ma anche nella psiche.
Ho fatto superficialmente questo accostamento alle tre Anime di Platone non
tenendo conto della loro rigida separazione gerarchica e della loro
destinazione a produrre cittadini di serie A, B e C.
e ho pensato che avessero potuto rappresentare, anche topologicamente, la
metafora di un' intuizione, in Platone, della preziosa e indissolubile
natura psichica ( conscia ed incoscia) e razionale dell' essere umano.
E invece, l' accostamento da fare era con "Ritorno al mondo nuovo"...

Un saluto. Neva


- Citazione -

> > > Forse è per questo "sentire" la presenza di un secondo cervello in una
> > > parte
> > > del corpo così vitale e misteriosa, che il filosofo orientale ha saputo
> > > stabilire un rapporto più simpatico e profondo con se stesso e con l'
> > > Universo?

> Mah... non dimentichiamo che Freud l'abbiamo avuto qui in occidente... e
> cosa c'è di più profondo della "scoperta" dell'inconscio?? :-)


E' vero, ma chissà, l' inconscio potrebbe trovarsi proprio
- Citazione -

> --
> Solvejg




Alt 12-10-2009, 18.38.30
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  #4  
Vecchio 09-10-2009, 21.44.44
Solvejg
Guest
 
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Predefinito Re: DNA E APPRENDIMENTO

"Neva" <enne.eva[at]alice.it> ha scritto nel messaggio:

- Citazione -

> Potrebbe avere qualche affinità con le tre Anime di Platone
> sulle quali la filosofia occidentale, contrariamente a quanto ha fatto per
> altri
> contenuti del suo pensiero, ha sempre sorvolato?


Secondo me no...
Platone aveva una idea tutt'altro che unificante dell'attività mentale.
La concezione delle tre anime (cuncupiscente, irascibile e razionale) mi
sembra proprio che vada nella direzione opposta a quella tendenza che invece
è propria dell'oriente e che si apre all'idea di una mente che non "si
trova" solo nel cervello.
Platone a mio avviso voleva solo escludere dall'attività mentale superiore
quelle facoltà inferiori che erano istinti e sentimenti.
Infatti con la prima si arriva al mondo delle Idee, con le seconde si
continua ad essere schiavi dei sensi.

- Citazione -

> > Forse è per questo "sentire" la presenza di un secondo cervello in una
> > parte
> > del corpo così vitale e misteriosa, che il filosofo orientale ha saputo
> > stabilire un rapporto più simpatico e profondo con se stesso e con l'
> > Universo?


Mah... non dimentichiamo che Freud l'abbiamo avuto qui in occidente... e
cosa c'è di più profondo della "scoperta" dell'inconscio?? :-)

--
Solvejg
  #3  
Vecchio 07-10-2009, 08.46.49
MrAlfa - Fernando Bellizzi
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Predefinito Re: DNA E APPRENDIMENTO

Il Tue, 6 Oct 2009 10:24:39 +0200, "Neva" <enne.eva[at]alice.it> hai
scritto:

- Citazione -

> E gli attribuiscono una influenza precisa e diversa sul pensiero da quella
> del cervello "occidentale"?


Gli attribuiscn, per quel poco che ne so, la sede delle emozioni,
quindi il pensiero emotivo.

- Citazione -

> Potrebbe avere qualche affinità con le tre Anime di Platone
> sulle quali la filosofia occidentale, contrariamente a quanto ha fatto per
> altri
> contenuti del suo pensiero, ha sempre sorvolato?


Mi chiedi troppo....

- Citazione -

> Forse è per questo "sentire" la presenza di un secondo cervello in una parte
> del corpo così vitale e misteriosa, che il filosofo orientale ha saputo
> stabilire un rapporto più simpatico e profondo con se stesso e con l'
> Universo?


Anche qui vai oltre: però, considera che molti dei nostri problemi
emotivi e di stress si manifestano con "semplici" patologie allo
stomaco: ulcera, diarrea, difficoltà di digestione... etc etc

--
Fernando Bellizzi
L'uomo dice che il tempo passa; il tempo dice che l'uomo passa
Non guardare al passato con rabbia o al futuro con ansia,
ma guardati intorno con attenzione
  #2  
Vecchio 06-10-2009, 10.24.39
Neva
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Predefinito Re: DNA E APPRENDIMENTO


""Neva" ha scritto:
- Citazione -

> > In una recente conversazione sul rapporto eredità / ambiente e
> > apprendimento, il mio interlocutore ha sostenuto che il DNA determina,
> > oltre
> > che quelle fisiche, anche le caratteristiche intellettuali e psichiche
> > e identifica anche la razza
> > Il discorso è corretto?



- Citazione -

> "MrAlfa - Fernando Bellizzi" ha scritto :
> Teoricamente si.
> In pratica ni.
> Che c'è una base biologica è innegabile e che aree del cervello si
> attivano quando pensiamo, pure.
> Che la configurazione del cervello sia data dal DNA, probabilmente, ma
> non solo dal DNA.
> Mettendo insieme quanto sopra, indubbiamente il mio pensiero dipenderà
> dalla configurazione del mio cervello.
> Però ci sono anche altri fattori che influenzano lo sviluppo, ma non
> siamo a conoscenza di tutti i fattori e di tutti gli effetti che
> possono avere sul corpo e quindi sul ragionare.
> Poi, noi (occidentali) diamo per scontato che sia solo il cervello ad
> influire sul pensiero, mentre gli orientali parlano anche di un
> cervello nella pancia\stomaco.


Neva scrive:

E gli attribuiscono una influenza precisa e diversa sul pensiero da quella
del cervello "occidentale"?
Potrebbe avere qualche affinità con le tre Anime di Platone
sulle quali la filosofia occidentale, contrariamente a quanto ha fatto per
altri
contenuti del suo pensiero, ha sempre sorvolato?

Forse è per questo "sentire" la presenza di un secondo cervello in una parte
del corpo così vitale e misteriosa, che il filosofo orientale ha saputo
stabilire un rapporto più simpatico e profondo con se stesso e con l'
Universo?

- Citazione -

> Anche la psicoterapia, ad esempio, modifica le aree del cervello, per
> cui è un fattore che in qualche modo va ad interferire con la base
> genetica.


e allora non anche qualcosa di ciò che l' ha resa necessaria e utile?

- Citazione -

> C'era un esempio molto bello, imho, per raffigurare gli effetti della
> genetica: la genetica è come se fosse il palcoscenico di un teatro, ma
> quali rappresentazioni si facciano su quel palco non è geneticamente
> determinato.


Suggestiva davvero questa metafora e anche molto efficace.

- Citazione -

> Fernando Bellizzi
> L'uomo dice che il tempo passa; il tempo dice che l'uomo passa
> Non guardare al passato con rabbia o al futuro con ansia,
> ma guardati intorno con attenzione


Molto bella anche questa frase: di una bellezza anche orientale......


Un saluto. Neva



  #1  
Vecchio 03-10-2009, 07.00.31
MrAlfa - Fernando Bellizzi
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Predefinito Re: DNA E APPRENDIMENTO

Il Tue, 29 Sep 2009 20:23:01 +0200, "Neva" <enne.eva[at]alice.it> hai
scritto:

- Citazione -

> In una recente conversazione sul rapporto eredità / ambiente e
> apprendimento, il mio interlocutore ha sostenuto che il DNA determina, oltre
> che quelle fisiche, anche le caratteristiche intellettuali e psichiche
> peculiari di ciascun individuo e che se è vero che tutti si possono educare

[...]
> Il DNA, in sostanza, mi assicura, "identifica l' individuo in modo univoco"
> e identifica anche la razza perché, se si trovano, per esempio, segni di
> drepanocitosi o di talassemia si sa subito che origine ha il soggetto.
> Il discorso è corretto?


Teoricamente si.
In pratica ni.
Che c'è una base biologica è innegabile e che aree del cervello si
attivano quando pensiamo, pure.
Che la configurazione del cervello sia data dal DNA, probabilmente, ma
non solo dal DNA.
Mettendo insieme quanto sopra, indubbiamente il mio pensiero dipenderà
dalla configurazione del mio cervello.
Però ci sono anche altri fattori che influenzano lo sviluppo, ma non
siamo a conoscenza di tutti i fattori e di tutti gli effetti che
possono avere sul corpo e quindi sul ragionare.
Poi, noi (occidentali) diamo per scontato che sia solo il cervello ad
influire sul pensiero, mentre gli orientali parlano anche di un
cervello nella pancia\stomaco.
Prendiamo l'esempio dello sport: le persone di colore sono più
avvantaggiate nella corsa mentre i bianchi lo sono di più nel nuoto
per questioni legate al corpo, tra cui masse adipose e peso specifico.
Per cui, difficilmente un bianco riuscirà ad eccellere nella corsa ed
uno di colore riuscirà ad eccellere nelle gare di nuoto.

Anche la psicoterapia, ad esempio, modifica le aree del cervello, per
cui è un fattore che in qualche modo va ad interferire con la base
genetica.

C'era un esempio molto bello, imho, per raffigurare gli effetti della
genetica: la genetica è come se fosse il palcoscenico di un teatro, ma
quali rappresentazioni si facciano su quel palco non è geneticamente
determinato.
--
Fernando Bellizzi
L'uomo dice che il tempo passa; il tempo dice che l'uomo passa
Non guardare al passato con rabbia o al futuro con ansia,
ma guardati intorno con attenzione
 
Vecchio 01-10-2009, 01.18.27
Desdemona
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Predefinito Re: DNA E APPRENDIMENTO


Salve Neva

- Citazione -

> In una recente conversazione sul rapporto eredità / ambiente e
> apprendimento



conversazione leggerina, via
;-p

- Citazione -

> , il mio interlocutore

che è... medico?
psichiatra?
psiocologo?
ricercatore?

sono curiosa.


- Citazione -

> a ciascuno andrebbe dato il tipo
> e il grado di educazione che gli consenta di fare bene quello che può fare
> in base, mi sembra di capire, ad una specie di QI scritto nel suo DNA.



io credo che sia corretto.
é pacifico che ognuno ha una propria "vocazione",indipendentemente
dall'ambiente.
Penso ad un Mozart che a 5 anni mi compone un'opera.

Sicuramente ciò che prima chiamavamo appunto "vocazione", oggi puo'
essere definitao meglio dalla genetica.
Anche alle elementari sentivo la maestra che, discutendo con i
genitori, sosteneva che "tizio è proprio portato per la matematica"...



- Citazione -

> Il DNA, in sostanza, mi assicura, "identifica l' individuo in modo univoco"
> e identifica anche la razza



io so che non è corretto parlare di "razza" riferendosi all'essere
umano.
Proprio da un punto di vista genetico.


Saluti
  #-1  
Vecchio 29-09-2009, 20.23.01
Neva
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Predefinito DNA E APPRENDIMENTO

In una recente conversazione sul rapporto eredità / ambiente e
apprendimento, il mio interlocutore ha sostenuto che il DNA determina, oltre
che quelle fisiche, anche le caratteristiche intellettuali e psichiche
peculiari di ciascun individuo e che se è vero che tutti si possono educare
nessuno però
può diventare intellettualmente quello che non è perché i "fondamenti" delle
sue future possibilità e prestazioni intellettuali e psichiche sono tutti
già scritti nel DNA e che, di conseguenza, a ciascuno andrebbe dato il tipo
e il grado di educazione che gli consenta di fare bene quello che può fare
in base, mi sembra di capire, ad una specie di QI scritto nel suo DNA.
Il DNA, in sostanza, mi assicura, "identifica l' individuo in modo univoco"
e identifica anche la razza perché, se si trovano, per esempio, segni di
drepanocitosi o di talassemia si sa subito che origine ha il soggetto.

Il discorso è corretto?
Grazie per la risposta.

Un saluto. Neva








 

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apprendimento
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