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#6
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| "nessuno" <nessuno[at]tiscalinospam.it> ha scritto nel messaggio news:gqqagm$a8r$1[at]news.albasani.net... - Citazione - > mi sono domandato, per quale motivo vedere un essere umano in
Fa paura perchè -che lo vogliamo o no- ogni cosa percepita "fa> tali condizioni ci "fa paura"? apprendimento", e se "si apprendono" dolore e morte può (persino in buon fede) apparire che si provi <<empatia> > (o pena, o pietà ...) ma il sentimento istintivo è orrore di ciò che si è AD-preso. - Citazione - > E perchè la vista frequente di scene del genere, come
IMHO ... perchè "lo si è già appreso"; è come se non facesse più notizia,> purtroppo accade ad esempio ai soccorritori del 118, ci > "desensibilizza"? intra-psichicamente. E "allora" non fa più orrore; nè paura. .... .... "colgo l'occasione" per osservare che la "desensibilizzazione" alle atrocità della guerra è giunta a tal punto che in un "film in cartoon" sulla guerra in Medio Oriente ... risulta che le scene che fanno più orrore (e implicita paura) sono quelle relative a *cavalli morti*, piuttosto che a *uomini morti*. Peraltro ... come pensare che non "ci si sia desensibilizzati", se -guardando i TG durante ogni pasto- "siamo capaci" di continuare a desinare (in eccesso) imperterriti, nel mentre ci dicono quante persone stanno morendo di fame (!!!) in quegli stessi minuti? - Citazione - > Penso anche a quel cameraman o le tante persone che
.... questo è un *altro* effetto; che colpisce soprattutto i più giovani, e> "desensibilizzate" da scene violente trasmesse sullo schermo quando > hanno davanti qualcosa di simile, è come se non si rendessero conto che > non si tratta di un film e che davanti hanno un essere umano che magari > sta provando dolore e che ha bisogno d'aiuto segnatamente i bambini. Essi sono (inconsapevolmente) indotti a credere che la Realtà sia anch'essa "fiction"; che anche le violenze vere (fino all'eventuale omicidio ...) non siano irreversibili; o che "quantomeno" non siano da prendersi sul serio più di tanto. .... io non ho (avuto) parole quando ho saputo che -in un recente fatto di cronaca, conclusosi con un *omicidio di gruppo*- uno dei "ragazzi" che ha confessato tutto quanto ... ha chiesto di potersene "quindi" tornare a casa, tanto ciò che aveva da dire l'aveva ormai detto. Non si tratta "solo" di desensibilizzazione nei confronti del dolore o della morte; "temo" che in certi casi si debba parlare di perdita di contatto con la Realtà. Ciao ... -- Vincenzo |
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#5
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| ....Incuriosito da tutto ciò anche io ho voluto andare a vedere questo video...ebbene, al di la della crudezza delle immagini (sangue etc..) che effettivamente sono veramente dure..c'è una cosa che personalmente mi fa riflettere.. il fatto di chiedermi "chissà che sofferenza aveva questa persona per compiere un gesto del genere"..è questo che mi angoscia di più a me, che non un ammasso di carne.. forse chiedermi perchè questa persona non è stata capita e compresa (al di la di sbaglio personali o meno).. Tempo fa mi capitò di arrivare in metropolitana dopo un suicidio.. ebbene quello che mi fece più male fu sentire la gente che a parole malediceva quella persona per aver compiuto quel gesto, mentre io, mestamente pensavo a cosa doveva aver passato quella persona (ragazzo, uomo, donna?) per decidere di compiere un gesto come quello.. Al di la di ogni impegno mio personale, come portare "rancore" nei confronti di questa persona, dopo tutto quello che probabilmente deve aver passato? Ebbene da questo punto di vista mi sento come se fossi un pò fuori dal mondo, fuori da ogni logica di pensiero.. Lo stesso è valso per il video del senatore di cui sopra, non mi ha colpito in primis il "corpo dilaniato", ma quanto proprio l'idea della sofferenza che probabilmente c'era dietro a quel "corpo dilaniato", nonchè la sofferenza della famiglia.. Troppo sensibile io? Troppo legato alla vita io? O troppo forse legato alla paura della morte? |
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#4
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| Il Mon, 30 Mar 2009 13:30:30 +0200, nessuno ha scritto: - Citazione - > (è un video abbastanza "pesante",
Purtroppo non ho seguito l'avviso :*(> sappiatelo se deciderete di cercarlo su internet) - Citazione - > Sono due le cose che mi hanno colpito
Secondo me qui ti rispondi da solo (parlo anche per me). C'e' un senso di> - Anzitutto il sentimento di "fastidio" nel vedere la scena (non stiamo > qui a sindacare perchè "mi sono sforzato" di guardarla tutta ;-) colpa nell'assistere ad un atto cosi' intimo di un essere umano. Lo 'sforzarsi' che giustamente virgoletti. - Citazione - > - Il fatto che il cameraman, se la scena ripresa è quella che
Come tutto cio' che ci fa paura, la morte 'affascina'. Un tempo ho fatto> effettivamente è andata in onda, ha indugiato a lungo sul corpo senza > vita dilaniato dal colpo di pistola, con il sangue che fuoriusciva > copiosamente. ----- CUT ------ > Penso anche a quel cameraman o le tante persone che > "desensibilizzate" da scene violente trasmesse sullo schermo quando > hanno davanti qualcosa di simile, è come se non si rendessero conto che > non si tratta di un film e che davanti hanno un essere umano che magari > sta provando dolore e che ha bisogno d'aiuto una scuola cinematografica ('by the way' molto interessante anche dal punto di vista psicologico per i numerosi meccanismi mentali contemplati nel linguaggio cinematografico) e posso dire, ognuno puo' avere riprova, che i film di maggiore successo sono quelli che affrontano le paure (fobie) piu' profonde dell'uomo; a puro titolo di esempio: l'Esorcista (l'aldila'), Shining (pazzia e aldila'), Lo squalo (l'abisso e mangiati vivi), Zombie (L'estraneo e mangiati vivi), Alien e La cosa (mangiati vivi e malattie incurabili) ecc. ecc.. Anche in chiave drammatica funziona nello stesso modo: i "geni" del marketing movie americano esaurito (o quasi) il filone delle paure ancestrali, affrontano paure piu' razionali ma ugualmente profonde, ad es.: Boxing Elena (amputazione), Le onde del destino (paralisi, tradimento), La ricerca della felicità (diventare poveri), Kill Bill (chi non ricorda la scena iniziale in cui Uma Thurman e' sepolta viva) ecc. ecc.. Perche' milioni di persone sono andati e continuano ad andare a vedere questi film? Non lo so...ma e' cosi', nessuno puo' negarlo. In un mondo ideale il cameraman avrebbe dovuto abbandonare la camera e provare a far desistere il poveretto, ma questo e' un mondo dove il meglio e' "portatore sano" di diverse nevrosi o psicopatologie. - Citazione - > Perciò mi sono domandato, per quale motivo vedere un essere umano in
Come e' gia stato scritto in thread fra le nostre "nevrosi" c'e' la> tali condizioni ci "fa paura"? rimozione dell'idea che la vita prima o poi, finisce (anch'io, come vedi, uso con parsimonia la parola piu' appropriata).Tant'e' che nella nostra lingua (le altre stanno un pochino piu' attente, che io sappia) il termine 'sempre' rivolto al futuro e' del tutto forviante ma lo usiamo con assoluta consuetudine, incuranti del fatto che niente e' per sempre. Sai, poi c'e' un altro aspetto che credo faccia paura (attiri) in casi come questo, di suicidio. Oltre alle cose appena dette, c'e' l'aspetto della "macchina guasta" dove macchina e' l'istinto alla sopravvivenza individuale: un 'guasto' che sicuramente abbiamo paura (attrazione) possa capitare anche a noi. E' adatta, in questo post, la citazione che metto in 'sign'. Ciao -- Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza dire nulla. (A.Einstein) |
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#3
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| Il Mon, 30 Mar 2009 13:30:30 +0200, nessuno <nessuno[at]tiscalinospam.ithai scritto: - Citazione - > Oggi ho visto per la prima volta il video del governatore Budd Dwyer
Quando ti sarai fatto lo stomaco, potrai andare su> che con un gesto eclatante ancorchè cruento si tolse la vita in diretta > televisiva con una revolverata (è un video abbastanza "pesante", > sappiatelo se deciderete di cercarlo su internet) http://www.rotten.com/ e prepararti al peggio del peggio, dagli incidenti alle deformazioni naturali... è pesante!!!! - Citazione - > - Anzitutto il sentimento di "fastidio" nel vedere la scena (non stiamo
Hai mai visto un film di Dario Argento?> qui a sindacare perchè "mi sono sforzato" di guardarla tutta ;-) ) Oppure Hostel, andato in onda proprio ieri sera? Tu hai provato fastidio, eppure qualcuno prova piacere... Forse c'è in giro un video di un ufficiale vietnamita che spara in testa ad un prigioniero... i boia sono sempre esistiti, e, senza andare troppo indietro nel tempo, in alcuni paesi le escuzioni sono nella pubblica piazza, come anche in alcuni Stati degli USA le condanne a morte sono eseguite alla presenza di giornalisti e qualche "invitato"! - Citazione - > - Il fatto che il cameraman, se la scena ripresa è quella che
In sala operatoria vedere corpi martoriati è normale...> effettivamente è andata in onda, ha indugiato a lungo sul corpo senza > vita dilaniato dal colpo di pistola, con il sangue che fuoriusciva > copiosamente. In obitorio arrivano anche cadaveri spappolati: pensa alle vittime di un ncidente aereo. Eppure ci sono persone che ci lavorano e con gardi diversi tollerano tranquillamente quello che vedono. - Citazione - > Perciò mi sono domandato, per quale motivo vedere un essere umano in
Anche io penso come dici te più avanti, paura della sofferenza e del> tali condizioni ci "fa paura"? dolore che immaginiamo abbia provato la persona. Paura della morte? A me viene in mente ciò. Però c'è anche curiosità, e dolore e piacere hanno un confine molto sottile. - Citazione - > E perchè la vista frequente di scene del
Perchè si danno una spiegazione e vanno oltre il fatto.> genere, come purtroppo accade ad esempio ai soccorritori del 118, ci > "desensibilizza"? Comunque sappi che varia da persona a persona il grado di tolleranza e qualcuno lo stomaco lo ha. Una mia amica medico non si è fatta problemi ad andare all'ossario del cimitero della sua città per farsi dare un teschio, che ha bollito a casa per renderlo pulito dai resti biologici e poterci studiare: lei tranquilla, gli altri membri della famiglia terrorizzati dal teschio che ha accompagnato per tutti gli studi la ragazza. - Citazione - > Penso anche a quel cameraman o le tante persone che
Ci vuole sensibilità per fare il ragionamento di cui sopra.> "desensibilizzate" da scene violente trasmesse sullo schermo quando > hanno davanti qualcosa di simile, è come se non si rendessero conto che > non si tratta di un film e che davanti hanno un essere umano che magari > sta provando dolore e che ha bisogno d'aiuto Ma forse non tutti la hanno allo stesso modo. Sai, non esisterebbero condanne a morte, torture etc etc. -- Fernando Bellizzi "Nulla è vero o falso, ma è il pensarlo che lo rende tale" [Sheakespeare] "L'uomo dice che il tempo passa; il tempo dice che l'uomo passa" "Difficile non è sapere, ma saper far uso di quello che si sa" [Han Fei Tzu] |
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#2
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| nessuno wrote: - Citazione - > > Perciò mi sono domandato, per quale motivo vedere un essere umano in
Massimo Soricetti wrote:> > tali condizioni ci "fa paura"? - Citazione - > Perchè quello è *la Morte*, il grande convitato di pietra al banchetto
E' vero, secondo me, ma solo in parte.> dell'umanità, quello che in teoria sappiamo che c'è ma non guardiamo > mai, mai, mai... e facciamo come se non ci fosse, e arriviamo a credere > che non c'è, non veramente, non sul serio. > Poi vedi un corpo dilaniato e... VEDI che lei è lì, a un passo da te, > vicinissima sempre. E ti viene la strizza :-) Cosa manca? Manca il fatto che è una cosa possibile anche per noi, per ciascuno, singolarmente (darci la morte). Se, inoltre, il problema della morte si affronta come la cessazione della vita può creare ansia, panico, stress, terrore, etc. Il problema della morte dovrebbe essere affrontato "come un fatto che non riguardasse noi". Non riguardasse noi, perché _a noi_ riguarda il problema della vita, non quello della morte. Perché se c'è la morte -> non ci siamo noi .. : - ) Qualcuno potrebbe obiettare .. un attimo .. ma proprio il caso citato dice che un signore aveva scelto di suicidarsi .. quindi non è un atto esterno alla vita -> scegliere la morte .. Però -dico io- potremmo riformulare la fase così: "un signore può decidere di non volere vivere più". Non serve il concetto della morte, basta esplorare il concetto che si può rinunciare alla vita. Non serve vedere la scena _dopo_ lo sparo poiché da un punto di vista IT-psicologico, basta vedere le dinamiche della mente fino allo sparo attivato sul grilletto, e non interessa come la pallottola impedisce la continuazione di ciò che prima era vivo, poiché -in quel dopo- la psiche non c'è più .. Il meccanismo di equilibrio psicologico non si riforza (di non avere paura della morte) andando a vedere come si suicida la gente che decida di farlo .. un po' come i bambini .. vogliono vedere i films con i mostri .. per verificare che non hanno paura .. : - ) Il meccanismo di equilibrio psicologico si rinforza (di non avere paura della morte) andando a vedere come si vive con gioia .. Se poi prendiamo coscienza che questa gioia .. nostro malgrado .. un giorno potrebbe cessare .. sia per coloro che credono in una vita dopo la morte (in cui l'anima andrebbe a vivere in un altro posto) .. sia per coloro che credono che la vita cessi .. allora è sempre (per entrambe i casi) da mettere in luce *come* abbiamo vissuto (finché la vita c'era) perché lo spazio della vita era l'unico spazio che potevamo gestire .. Saluti, L |
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| On Mon, 30 Mar 2009 13:30:30 +0200, nessuno <nessuno[at]tiscalinospam.itwrote: - Citazione - > - Anzitutto il sentimento di "fastidio" nel vedere la scena (non stiamo
questo è del tutto legittimo> qui a sindacare perchè "mi sono sforzato" di guardarla tutta ;-) ) - Citazione - > - Il fatto che il cameraman, se la scena ripresa è quella che
violenta "colpevole", perchè considerata la conseguenza della> effettivamente è andata in onda, ha indugiato a lungo sul corpo senza > vita dilaniato dal colpo di pistola, con il sangue che fuoriusciva > copiosamente. puo' essere per dovere di cronaca, ma anche considerare la morte trasgressione di una regola divina o umana. "punire" il morto dissociandosi da manifestazioni emotive. lady |
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| nessuno wrote: - Citazione - > Perciò mi sono domandato, per quale motivo vedere un essere umano in
Perchè quello è *la Morte*, il grande convitato di pietra al banchetto> tali condizioni ci "fa paura"? dell'umanità, quello che in teoria sappiamo che c'è ma non guardiamo mai, mai, mai... e facciamo come se non ci fosse, e arriviamo a credere che non c'è, non veramente, non sul serio. Poi vedi un corpo dilaniato e... VEDI che lei è lì, a un passo da te, vicinissima sempre. E ti viene la strizza :-) |
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| Oggi ho visto per la prima volta il video del governatore Budd Dwyer che con un gesto eclatante ancorchè cruento si tolse la vita in diretta televisiva con una revolverata (è un video abbastanza "pesante", sappiatelo se deciderete di cercarlo su internet) Sono due le cose che mi hanno colpito - Anzitutto il sentimento di "fastidio" nel vedere la scena (non stiamo qui a sindacare perchè "mi sono sforzato" di guardarla tutta ;-) ) - Il fatto che il cameraman, se la scena ripresa è quella che effettivamente è andata in onda, ha indugiato a lungo sul corpo senza vita dilaniato dal colpo di pistola, con il sangue che fuoriusciva copiosamente. Inoltre, da poco ho letto un libro nel quale un personaggio, alla vista di una scena parimenti cruenta, perde il controllo e prova forte paura, per poi tranquillizzarsi ripetendosi che "non era il caso perchè non avrebbe potuto farle del male". Perciò mi sono domandato, per quale motivo vedere un essere umano in tali condizioni ci "fa paura"? E perchè la vista frequente di scene del genere, come purtroppo accade ad esempio ai soccorritori del 118, ci "desensibilizza"? Penso anche a quel cameraman o le tante persone che "desensibilizzate" da scene violente trasmesse sullo schermo quando hanno davanti qualcosa di simile, è come se non si rendessero conto che non si tratta di un film e che davanti hanno un essere umano che magari sta provando dolore e che ha bisogno d'aiuto -- Cordiali saluti |
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