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#27
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| may ha scritto: - Citazione - > L'Ape M[at]rc schrieb:
E io non so spiegartelo, non so risponderti. E' vero che con le molte[***] > probabilmente il miscuglio ha creato una via di mezzo tra le varie > culture ma molto piú probabilmente credo che quello che fa scegliere una > terra alle persone é la possibilitá di vivere con dignitá e non tanto i > sorrisi piú o meno espansivi. culture qualcosa si ammorbidisce, cambia ma, credo che oltre la dignita' ci siano dei valori molto preziosi e importanti da valutare e quei sorrisi che *non* sono solo espansivi.... hanno un loro grande valore... importanza.... Ciao M[at]rc |
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#26
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| may ha scritto: - Citazione - > "L'Ape M[at]rc" <lunikxen[at]web.de[****]
Parlo di calore culturale ma che l'atmosfera arricchisce poi il tutto> si ma stiamo parlando di calore atmosferico o culturale? come una cigliegina.... anvhe se nel periodo estivo tutta la natura appare vuota, bruciata dal sole con pochissimo verde... Credo che sia l'atmasfera a creare tutto questo, infatti si nota come nei paesi freddi dove si e' costretti per diversi mesi l'anno a coprirsi bene e uscire di casa solo se indispensabile, ci si chiude e ci si isoli di piu' restando a spiare cosa accade fuori da dietro una finastra e ancora la tristezza di giornate cortissime, semibuie e spesso grige cupe, nebbiose, abbassi notevolmente l'umore della gente che si isola. E' davvero un effetto questo che noi del sud europa notiamo in mod tosto quando rientrando dalle ferie, appena si varca il confine ci si addentrava sotto una cappa grigia, triste e fredda di una temperatura e paesaggi senza colori nonostante si e' circondati da boschi ma, neppere quel verde appare vero che tutto intorno e' deserto, privo vita, come un desolante deserto. - Citazione - > > Guarda, per quel che io posso dire di certo e' che molti nordici appena in
Gia, vero ma a sentir loro pare che sia anche lo spirito che ne benefici> > pensione si trasferiscono letteralmente per 3/4 dell'anno in paesi caldi, > > qualche anno fa la scelta era orientata anche in spagna... ora i prezzi > > sono anche li lievitati ma ancora e' una meta ambita per molti. > vabbè, quando si è in pensione la vita ha tutt'altro punto di vista ed il > caldo fa bene ai reumatismi :-) per la facile comunicativita' dei posti dove anche se non ci si conosce un saluto cordiale e scambio di parole avvengono con molta spontaneta'... forse non rendo l'idea di cio che puo' significare questo e cosa rappresenti questo desiderio e bisogno di sentirsi tra la gente.... Ciao M[at]rc |
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#25
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| L'Ape M[at]rc schrieb: - Citazione - > Non sono banalita' o qualcosa che ho letto o raccontatemi.. sono anni
non so: io sono nata e cresciuta in Alto Adige e forse non ho esperienza> che faccio visita in questi paesi insieme a gente di qui e ne incotriamo > di persone che risiedono in questi paesi per i periodi invernali, > periodi abbastanza lunghi. di quella cultura meno espansiva della gente del nord di cui parli tu: perché questa terra é stata scelta e viene scelta tutt'oggi da campani, pugliesi, siciliani, abbruzzesi, calabresi, germanici, veneti, trentini... probabilmente il miscuglio ha creato una via di mezzo tra le varie culture ma molto piú probabilmente credo che quello che fa scegliere una terra alle persone é la possibilitá di vivere con dignitá e non tanto i sorrisi piú o meno espansivi. |
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#24
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| may ha scritto: - Citazione - > Amelia schrieb:
ciao- Citazione - > peró aspetta: per amore potrei trasferirmi anche io; si parlava, con
Si appunto... qualcosa che si sente forte dentro quando conosci le> ApeMarc, di trasferirsi per il solo piacere "di calore culturale". diversita di ambienti e culture. Io vivo da anni ormai in terra straniera dove la cultura anche se cambia leggermente per le multiculture, ormai che si amalgano o forse per quel cambiamento normale di modernismo ma, rimane qualcosa di questo popolo che neppure noi abbiamo mai cercato ne provato a modificare ma accettato cosi come sono e solo il nostro modo di fare tra noi che a loro piace a volte.. a volte unpo'meno:-P si sono avvicinati forse di+ e non il contrario... ma questa e' solo una mia visione del luogo dove vivo. Io sono Abruzzese.. si.. lo dico solo perche gia la nostra di cultura e' abbastanza solare e aperta lo spirito che ci anima e molto diverso da culture del nord nel modo di rapportarci con gli altri e scendendo giu nello stivale tutto si amplifica, vivo insieme a gente della Puglia, basilicata, Campania, sicilia ma anche Spagnoli, Portoghesi, Polacchi, Russi, Cechi, Turchi, Americani.. insomma di tutto di+ e nostri figli sono cresciuti insieme gia dall'asilo nido, giocani a calcio insieme e altri sport, lavorano gomito a gomito e si frequentano tutti i giorni. Paesi sul mediterraneo.... non a caso indico la Turchia che supera tutti per la loro capacita di cordialita e ospitalita' verso il prossimo. Non sono banalita' o qualcosa che ho letto o raccontatemi.. sono anni che faccio visita in questi paesi insieme a gente di qui e ne incotriamo di persone che risiedono in questi paesi per i periodi invernali, periodi abbastanza lunghi. ciao M[at]rc - Un pensiero d'amore sempre alla mia gente e' rivolto con tutto l'affetto e calore... |
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#23
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| On 2 Apr, 13:37, "Vincenzo Del Piano" <vince...[at]hyle.it> wrote: - Citazione - > > [cut] nessuno mi ha risposto al mio quesito............ ma studia
quello che intendevo dire è che la cultura locale varia anche da> > queste cose chi vuole fare lo psicologo clinico? > Avevi domandato: > <<il linguaggio è frutto del > pensiero legato anche alla cultura del luogo. Ora considerando che è > legato alla psicologia, perchè certi adetti del mestiere non lo > considerano? Per caso negli studi per psicologia clinica esiste questo > studio?> > Ciò che (ti) si può rispondere è che la cultura del luogo "condiziona e > produce" un linguaggio "locale". regione a regione. Noi friulani siamo diversi dai nostri vicini veneti. E termini che si usano nella norma in realtà hanno significati diversi. Come ho fatto l'esempio del mettere in discussione o meglio la parola discussione , che è stato un ostacolo per la terapia nel mio rapporto con lo psicologo. Sono sempre più convinta che l'intoppo è stata sul significato di questa parola, che non ha trovato l'intesa. - Citazione - > Nel merito della tua domanda c'è da dire "anche" che l'attenzione al
Però penso che ci voglia anche un minimo di conoscenza della cultura> linguaggio (e alle specifiche parole utilizzate) fa parte della <<tecnica di > ascolto> > che -credo di poter dire ...- è strumento comune a *ogni* tipo di > Psicoterapia, e a ogni tipo di Consultazione Psicologica. > Si tratta di uno "strumento" per utilizzare al meglio il quale è necessario > conoscere *bene* il linguaggio; sennò ... si rischia di non poter rendersi > conto della "sfumatura" esistente tra termini che *sembrano sinonimi* ... ma > non lo sono affatto. Infatti ... è insospettabilmente efficace -in corso di > dialogo clinico- porre l'accento sulla *apparente sinonimia* di termini che > l'interlocutore utilizza (al posto di quello ipoteticamente "più giusto"). > Per poter fare questo, "però" bisogna conoscere bene la lingua > dell'interlocutore ... ed è *per questo* che ogni tipo di Psicoterapia "è > bene" che sia condotta nella lingua del Cliente/Paziente, con una persona > della stessa lingua. per capire certi ragionamenti. Volvo però sottolineare un'altro particolare, letto oggi sul manuale della filosofia del linguaggio dove dice appunto che ci sono varie discipline che studiano il linguaggio ma ognunosegue un percorso diverso. Quello che sto facendo io serve per la facoltà di lingue e anche ciò che potrebbe servire a me. Il capire quando due persone devono fare un percorso anche di lavoro, per comprendersi. Trovare i punti di incontro nel linguaggio per superare i problemi. - Citazione - > Tutto ciò "esposto" ... ha tuttavia ragione Massimo quando dice che non gli
Come dicevo sopra sto comprendendo proprio dal manuale e dalle lezioni> risulta che nella facoltà di Psicologia si faccia uno studio approfondito > del tipo che intendi tu: nemmeno se si fa EtnoPsicologia o Psicologia del > Linguaggio: si tratta di altre cose. che sto seguendo. - Citazione - > Ciao! :-)
Ciao e grazie> -- > Vincenzo laila |
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#22
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| Amelia schrieb: - Citazione - > la mia opinione, nonche' la mia esperienza e' diversa:
beh, erano proprio controcorrente peró per quegli anni!!> i miei nonni, "polentoni", si trasferirono in sicilia alla fine degli anni > '50, al seguito di mia mamma (venuta a vivere qui x amore). gli anni 50 sono proprio gli anni del popolamento italiano della provincia di Bolzano e c'era una corrente d'aria pazzesca che portava tutti verso nord. - Citazione - > tanto si sono innamorati di questa terra (pur con tutti i suoi profondi
peró aspetta: per amore potrei trasferirmi anche io; si parlava, con> difetti) che hanno scelto di rimanere qui anche da morti. > li ho conosciuti (nonche' amati molto), e non ho mai avuto motivo di > dubitare delle loro capacita' intellettuali, ne' della loro capacita' di > intendere e volere ;-) ApeMarc, di trasferirsi per il solo piacere "di calore culturale". Se le mie figlie (o mio marito, o la mia famiglia) un giorno si trasferissero al sud e mi chiedessero di seguirle molto probabilmente lo farei con cuor leggero e felice. quando c'é l'amore é diverso: si ha una forza interiore che fa superare tutto se non quasi: mia suocera ad esempio ha vissuto 10 anni a Caserta e ci si trovava pure bene, mai sentito lamentarsi, anzi: poi finito l'amore ecco che pure l'ambiente cominciava a stare stretto.... - Citazione - > che poi vivere a Bolzano offra, per certi aspetti, una qualita' della vita
questa me la sono persa; perdila anche tu!> diversa e un po' invidiabile ... lo condivido anche io (che amo molto il > Trentino e l'Alto Adige), ma arrivare a dire che chiunque decide di venire a > vivere al sud sia un po' demente ... daiiii ....ce ne corre. |
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#21
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| "Boston" <karersee[at]libero.it> ha scritto nel messaggio news:gr2rdi$fj0$1[at]news.newsland.it... - Citazione - > L'Ape M[at]rc ha scritto:
bah.> > Ancora, non inteso come "Vivere" o "Viverci" ma *_vivere la vacanza_* > > "godersela" questo intendo perche E' questo che in genere fanno.... > Questo puo´ avvenire , mentre per me risulta molto difficile > da credere che persone dotate di intelletto decidano di viverci > stabilmente. Persone capaci di intendere e di volere , insomma. opinioni personali, probabilmente dettate da esperienze personali. la mia opinione, nonche' la mia esperienza e' diversa: i miei nonni, "polentoni", si trasferirono in sicilia alla fine degli anni '50, al seguito di mia mamma (venuta a vivere qui x amore). tanto si sono innamorati di questa terra (pur con tutti i suoi profondi difetti) che hanno scelto di rimanere qui anche da morti. li ho conosciuti (nonche' amati molto), e non ho mai avuto motivo di dubitare delle loro capacita' intellettuali, ne' della loro capacita' di intendere e volere ;-) che poi vivere a Bolzano offra, per certi aspetti, una qualita' della vita diversa e un po' invidiabile ... lo condivido anche io (che amo molto il Trentino e l'Alto Adige), ma arrivare a dire che chiunque decide di venire a vivere al sud sia un po' demente ... daiiii ....ce ne corre. Amelia |
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#20
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| L'Ape M[at]rc ha scritto: - Citazione - > Boston ha scritto:
Questo puo´ avvenire , mentre per me risulta molto difficile> > L'Ape M[at]rc ha scritto: > > > > > Questo spiega anche perche i nordici amano il sud, il vivere del sud con > > > la cordialita' e la rumorosita' della gente, viverlo allo stesso modo come > > > una prelibatezza e scelgono in gran numero i paesi con queste tipologie. > > > Secondo me confondi l´andare in vacanza al Sud con il vivere al > > Sud. > > Sono due comportamenti diversi. > > > Forse facciamo una leggera confusione indicativa sul riferimento "SUD" > che credevo indicare i paesi sul mediterraneo e non inteso come *sud > Italia*. > Ancora, non inteso come "Vivere" o "Viverci" ma *_vivere la vacanza_* > "godersela" questo intendo perche E' questo che in genere fanno.... da credere che persone dotate di intelletto decidano di viverci stabilmente. Persone capaci di intendere e di volere , insomma. Per capire meglio quello che intendo ti prego di prendere in considerazione un mio post di tempo fa. - Citazione - > Ma se vogliamo dattagliare un po' questo argomento anche in senso di
Se si parla di motivi climatici ha una giustificazione,> "viverci" ebbene, molti del nord europa, gante comune, pensionati, > scelgono di vivere parte dell'anno che va da 3 a 10 mesi, nei periodi > invernali,in paesi di clima mite ma limitata a quella IMHO. Poi a proposito dei paesi meditarranei avrei da ridire qualcosa a proposito delle estati maltesi . Il caldo e´ insopportabile ! Anche il Sud e´capace di dare problemi . -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse[at]newsland.it |
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#19
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| <laila_960[at]yahoo.it> ha scritto nel messaggio news:af0eb8f6-ee4b-4187-88b6-f9c82d7cd4ef[at]u8g2000yqn.googlegroups.com... - Citazione - > [cut] nessuno mi ha risposto al mio quesito............ ma studia
Avevi domandato:> queste cose chi vuole fare lo psicologo clinico? <<il linguaggio è frutto del pensiero legato anche alla cultura del luogo. Ora considerando che è legato alla psicologia, perchè certi adetti del mestiere non lo considerano? Per caso negli studi per psicologia clinica esiste questo studio?> Ciò che (ti) si può rispondere è che la cultura del luogo "condiziona e produce" un linguaggio "locale". Per es. ... il termine <<ferita> > in italiano è sostanzialmente l'unico disponibile per indicare una <<lesione non mortale> > ; nella lingua di una popolazione dell'Oceania (che non ricordo quale sia ...), <<ferita> > si dice in oltre *cento* maniere diverse; ciò, perchè in quella località (e cultura) è assai più importante che "qui da noi" definire con precisione di quale tipo di lesione pur non mortale si tratta. Un ulteriore "esempio" del condizionamento locale-e-culturale sul linguaggio imho potrebbe essere quello per il quale -nella Cultura Occidentale, e segnatamente in quella cristiana ...- i termini riferiti alla "esperienza del dolore" sono moltissimi; puoi fare la prova ... :-)). Per converso, se provi ad elencare i termini riferiti alla "esperienza di piacere" ... lo finisci subito, l'elenco! :-) Ciò"dipende dal fatto che la Cultura Occidentale (cristiana ...) "incentra" sul dolore molta parte di sè. Questo non è illegittimo nè "male", naturalmente ... e tuttavia -così come in Oceania è bene essere precisi sulle ferite- in Europa pare essere necessario distinguere tra <<tormento> > , <<patimento> > , <<passione> > , eccetera ... e si è più che abbondato sulla *creazione di parole* specifiche. Nel merito della tua domanda c'è da dire "anche" che l'attenzione al linguaggio (e alle specifiche parole utilizzate) fa parte della <<tecnica di ascolto> > che -credo di poter dire ...- è strumento comune a *ogni* tipo di Psicoterapia, e a ogni tipo di Consultazione Psicologica. Si tratta di uno "strumento" per utilizzare al meglio il quale è necessario conoscere *bene* il linguaggio; sennò ... si rischia di non poter rendersi conto della "sfumatura" esistente tra termini che *sembrano sinonimi* ... ma non lo sono affatto. Infatti ... è insospettabilmente efficace -in corso di dialogo clinico- porre l'accento sulla *apparente sinonimia* di termini che l'interlocutore utilizza (al posto di quello ipoteticamente "più giusto"). Per poter fare questo, "però" bisogna conoscere bene la lingua dell'interlocutore ... ed è *per questo* che ogni tipo di Psicoterapia "è bene" che sia condotta nella lingua del Cliente/Paziente, con una persona della stessa lingua. Tutto ciò "esposto" ... ha tuttavia ragione Massimo quando dice che non gli risulta che nella facoltà di Psicologia si faccia uno studio approfondito del tipo che intendi tu: nemmeno se si fa EtnoPsicologia o Psicologia del Linguaggio: si tratta di altre cose. Ciao! :-) -- Vincenzo |
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#18
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| Boston ha scritto: - Citazione - > L'Ape M[at]rc ha scritto:
che credevo indicare i paesi sul mediterraneo e non inteso come *sud> > Questo spiega anche perche i nordici amano il sud, il vivere del sud con > > la cordialita' e la rumorosita' della gente, viverlo allo stesso modo come > > una prelibatezza e scelgono in gran numero i paesi con queste tipologie. > Secondo me confondi l´andare in vacanza al Sud con il vivere al > Sud. > Sono due comportamenti diversi. Forse facciamo una leggera confusione indicativa sul riferimento "SUD" Italia*. Ancora, non inteso come "Vivere" o "Viverci" ma *_vivere la vacanza_* "godersela" questo intendo perche E' questo che in genere fanno.... Ma se vogliamo dattagliare un po' questo argomento anche in senso di "viverci" ebbene, molti del nord europa, gante comune, pensionati, scelgono di vivere parte dell'anno che va da 3 a 10 mesi, nei periodi invernali,in paesi di clima mite dove il caro vita e' molto abbordabile come appunto le isole di Teneriffe, sud spagna, Turchia sul golfo di Antalhia e anche l'Eggitto. Ciao M[at]rc |
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