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#66
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| "Marco" <nospam[at]nospam.com> ha scritto nel messaggio news:qd9yl.721$VA5.202[at]tornado.fastwebnet.it... - Citazione - > Il paragone con la terapia medica non è corretto.
aggiungerei solo che se vado da un fisiatra (o da un fisioterapista) e mi> Se vado dal medico perchè ho un braccio rotto o sono malato, mi metto > nelle mani del professionista e il mio ruolo è totalmente passivo. Il > medico opera la sua "magia" e io guarisco anche se non ho idea di cosa ha > fatto il medico. rifiuto di "collaborare", anche solo smettendo di fare sforzi e/o non facendo cio' che mi viene suggerito (chesso' ... smettere di scaricare sacchi di farina da 30 kg, tutto il giorno tutti i giorni) il medico *non* potra' fare magie, me-nolente. o collaboro e allora ... *forse*... guarisco. o non collaboro, e allora *e' sicuro* che *non* guarisco. Amelia |
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#65
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| La domanda ovvia diventa: in - Citazione - > base a cosa, dunque, il paziente dovrebbe "credere" nell'efficacia della
Mi permetto di intervenire...> terapia? secondo me se una persona decide autonomamente di iniziare una psicoterapia, significa che in qualche misura crede nella sua efficacia. se un paziente inizia una psicoterapia con il presupposto che non sarà efficacie, sta solo compiendo un'operazione del tipo "ecco! in questo modo ho finalmente dimostrato che è impossibile per me cambiare!" Mi pare che si sta niente di meno chiedendo di credere in una - Citazione - > pratica taumaturgica, dove lo sciamano viene sostituito dalla più
Il paragone con la terapia medica non è corretto.> "moderna" figura dello psicoterapeuta iscritto all'albo! Non solo: tale > presupposto si presta ad essere abusato con estrema facilità, riversando > la responsabilità dell'eventuale assenza di miglioramenti in una > presunta mancanza di fiducia (o di fede?)del paziente. > Nella generalità dei casi, una terapia *medica* non richiede che il > paziente *creda* nella sua efficacia, in quanto è efficace o meno a > prescindere dal sistema di credenze del paziente. Se vado dal medico perchè ho un braccio rotto o sono malato, mi metto nelle mani del professionista e il mio ruolo è totalmente passivo. Il medico opera la sua "magia" e io guarisco anche se non ho idea di cosa ha fatto il medico. Il cambiamento della propria personalità è un lavoro totalmente differente che *NON PUO* essere fatto da nessuno tranne che dal soggetto stesso. La psicoterapia è quindi uno strumento di cui il soggetto si deve servire *attivamente*. Il setting è l'ambiente protetto dove l'individuo ha la possibilità di trovare ed esprimere il proprio essere, superando infine le vecchie modalità relazionali e la sofferenza che implicano. Il terapeuta sufficientemente buono *non deve* colludere con il paziente, e questo da una parte può causare dubbi e frustrazioni, ma in questo modo fornisce la condizione necessaria perchè il paziente possa risolvere i suoi problemi. Ovviamente modificare importanti aspetti del proprio funzionamento psichico, consolidati in decenni e lustri di esperienza, non è un lavoro possibile nel giro di 2 mesi. |
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#64
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| "Nick Raider" <nick.raider[at]gawab.com> ha scritto nel messaggio news:49c7de66$0$1121$4fafbaef[at]reader1.news.tin.it... - Citazione - > Vincenzo Del Piano ha scritto:
E' proprio così.> > Forse può apparirti improbabile o incredibile ... ma la eventuale > > esigenza di "darsi torto" produce *classiche* resistenze; ossia > > un involontario (ed inconsapevole) auto-sabotaggio della Psicoterapia, > > "finalizzato" a potersi dare ragione su "i presupposti". > Questa onesta risposta è francamente disarmante, in quanto > l'implicazione logica è che il paziente debba *credere* nell'efficacia > della psicoterapia (e del terapeuta) affinché la terapia stessa possa > *eventualmente* portargli dei benefici. Voglio/"debbo" essere ulteriormente onesto ... e forse disarmante. - Citazione - > La domanda ovvia diventa: in base a cosa, dunque,
.... "in base al fatto che" ci è andato, dallo Psicoterapeuta.> il paziente dovrebbe "credere" nell'efficacia della terapia? Visto che ci è andato ... diventa necessario che "ci creda": se non ci crede .... vuol dire che ci è andato solo per "darsi ragione". .... .... peraltro -e al solo scopo di non apparire protervo- osservo che mi "limit(av)o" a rispondere a una domanda intorno a <<cosa si deve fare per trarre vantaggio da una Psicoterapia> > . Ciò che "si deve fare" ... è *credere* che possa essere efficace; con l'aggiunta che -nella scontata ipotesi che "le certezze vacillino" (per effetto di scontate resistenze)- "si deve fare" di parlarne con lo psicoterapeuta; egli - sapendo che è tutto scontato ...- non se ne dimostrerà contrariato nemmeno un po'. - Citazione - > Mi pare che si sta niente di meno chiedendo di credere in una
Niente affatto; se qualcosa "non funziona" può dipendere anche dallo> pratica taumaturgica, dove lo sciamano viene sostituito dalla più > "moderna" figura dello psicoterapeuta iscritto all'albo! Non solo: tale > presupposto si presta ad essere abusato con estrema facilità, riversando > la responsabilità dell'eventuale assenza di miglioramenti in una > presunta mancanza di fiducia (o di fede?)del paziente. Psicoterapeuta. In nessun caso, "però", potrà funzionare se il Paziente "si dà ragione" nelle sue resistenze: in questi casi ... lo stesso Psicoterapeuta -per nulla contrariato dalle scontate resistenze ...- "inviterà" il Paziente a lasciar perdere. - Citazione - > Nella generalità dei casi, una terapia *medica* non richiede che il
E questo cosa c'entra?> paziente *creda* nella sua efficacia, in quanto è efficace o meno a > prescindere dal sistema di credenze del paziente. Uno Psicoterapeuta non può mica intervenire chirurgicamente su un Paziente anestetizzato. Se vuoi "argomentare" che le cure mediche sono meno-coinvolgenti il Paziente che una Psicoterapia ... mi sento legittimato a "contro-argomentare" che una Psicoterapia "si fa così": non si usa il bisturi, ma la mente stessa del Paziente, che "deve" coinvolgersi per forza. - Citazione - > Non mi spingo certo ad affermare che la psicoterapia sia perciò inutile
Infatti ... -stante questo tuo dubbio preliminare- sarà assai meglio che tu> o faccia presa solo su persone "superstiziose" ma non so se io, dati > tali presupposti, pagherei per una psicoterapia. non ci vada mai, in una Psicoterapia. Tu -come chiunque, beninteso ...- che andasse a chiedere che "GLI si facesse succedere" di guarire da una nevrosi senza nè credere nel metodo psicoterapico, nè essendo disposto a convolgerSI nel processo psicoterpico (che convolge il mondo intra-psichico SUO) ... sarebbe immediatamente "invitato" a lasciar perdere. Non si può trarre alcun vantaggio da una Psicoterapia nella quale ci SI pone con quei presupposti. Saluti ... aut-aut -- Vincenzo |
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#63
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| Vincenzo Del Piano ha scritto: - Citazione - > Forse può apparirti improbabile o incredibile ... ma la eventuale esigenza
Questa onesta risposta è francamente disarmante, in quanto> di "darsi torto" produce *classiche* resistenze; ossia un involontario (ed > inconsapevole) auto-sabotaggio della Psicoterapia, "finalizzato" a potersi > dare ragione su "i presupposti". l'implicazione logica è che il paziente debba *credere* nell'efficacia della psicoterapia (e del terapeuta) affinché la terapia stessa possa *eventualmente* portargli dei benefici. La domanda ovvia diventa: in base a cosa, dunque, il paziente dovrebbe "credere" nell'efficacia della terapia? Mi pare che si sta niente di meno chiedendo di credere in una pratica taumaturgica, dove lo sciamano viene sostituito dalla più "moderna" figura dello psicoterapeuta iscritto all'albo! Non solo: tale presupposto si presta ad essere abusato con estrema facilità, riversando la responsabilità dell'eventuale assenza di miglioramenti in una presunta mancanza di fiducia (o di fede?)del paziente. Nella generalità dei casi, una terapia *medica* non richiede che il paziente *creda* nella sua efficacia, in quanto è efficace o meno a prescindere dal sistema di credenze del paziente. Non mi spingo certo ad affermare che la psicoterapia sia perciò inutile o faccia presa solo su persone "superstiziose" ma non so se io, dati tali presupposti, pagherei per una psicoterapia. |
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#62
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| LoveHateHero wrote: - Citazione - > Di fronte alla psicoterapeuta sono spesso imbarazzato dall'idea di
1) Bisogna basarsi sul comunicare (in specie con il terapeuta), e non> dirle tutto. > Altre volte ho poco fiducia nella capacità di una ragazza qualsiasi > laureata in psicologia di curarmi attraverso la parola e l'ascolto. > Altre volte ancora mi piacerebbe affrontarla e trovare il coraggio di > chiederle come mai in questi mesi non sono migliorato, sì perché in > tutti questi mesi lei lo stipendio l'ha preso, conduce una vita > felice, io invece sono rimasto triste e disoccupato. > Cosa dovrei fare e, più in generale, cosa si dovrebbe fare e non fare > per trarre il massimo vantaggio da una psicoterapia? > N.B. La mia psicologa è specializzata in psicoterapia psicodinamica. giocare a nascondino. 2) Verificare che il feedback, ossia ciò che ci ritorna, sia plausibile, poiché l'ultima parola spetta alla persona che si fa assistere. 3) Se non sei convinto che sono soldi ben spesi c'è un problema di fiducia che va risolto, per esempio verificando che -lasciandoti guidare dal terapeuta- effettivamente ne rimani soddisfatto/insoddisfatto, ma per evidenza, e non per pregiudizio positivo o negativo che sia. Per il resto non conoscendo che problemi state affrontando non posso darti suggerimenti su cosa potresti fare autonomamente(*), poiché lo studio della psicologia -ad esempio nella gamma delle attività autonome- è una difficoltà che -> non sempre migliora la soluzione dei problemi per tutte le tipologie di "carattere". (*) né è possibile affrontare sul ng problemi personali, ma solo temi genarali. Saluti, L |
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#61
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| "LoveHateHero" <nick88[at]simail.it> ha scritto nel messaggio news:19a8b9b8-aeb7-4965-801f-bcf88da822d9[at]o11g2000yql.googlegroups.com... - Citazione - > Cosa dovrei fare e, più in generale, cosa si dovrebbe fare e non fare
Credo che -indipendentemente da quale tipo di Psicoterapia *egli* pratichi-> per trarre il massimo vantaggio da una psicoterapia? > N.B. La mia psicologa è specializzata in psicoterapia psicodinamica. un Paziente "non dovrebbe" partire da questi (tuoi ...) presupposti: - Citazione - > Di fronte alla psicoterapeuta sono spesso imbarazzato dall'idea di
Credo "infatti" che -per quanto forse possa apparirti improbabile o> dirle tutto. > Altre volte ho poco fiducia nella capacità di una ragazza qualsiasi > laureata in psicologia di curarmi attraverso la parola e l'ascolto. incredibile- se la tua Psicoterapia "funzionasse" tu saresti costretto a "darti torto" relativamente a quei tuoi presupposti ... o pregiudizi; o semplice incredulità; o sfiducia. Forse può apparirti improbabile o incredibile ... ma la eventuale esigenza di "darsi torto" produce *classiche* resistenze; ossia un involontario (ed inconsapevole) auto-sabotaggio della Psicoterapia, "finalizzato" a potersi dare ragione su "i presupposti". - Citazione - > Altre volte ancora mi piacerebbe affrontarla e trovare il coraggio di
Beh ... ; stanti le cose come te le vivi tu, perlomeno puoi cavarti il gusto> chiederle come mai in questi mesi non sono migliorato, sì perché in > tutti questi mesi lei lo stipendio l'ha preso, conduce una vita > felice, io invece sono rimasto triste e disoccupato. di addossare alla Psicoterapeuta persino la responsabilità della tua disoccupazione. Poco non è, se tu pensi -legittimamente, beninteso!- che sia meglio che "darti torto". -- Vincenzo |
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| "LoveHateHero" <nick88[at]simail.it> ha scritto nel messaggio news:19a8b9b8-aeb7-4965-801f-bcf88da822d9[at]o11g2000yql.googlegroups.com... - Citazione - > Di fronte alla psicoterapeuta sono spesso imbarazzato dall'idea di
E' naturale...> dirle tutto. - Citazione - > Altre volte ho poco fiducia nella capacità di una ragazza qualsiasi
"Ragazza qualsiasi" in effetti mi sembra un po' squalificante nei suoi> laureata in psicologia di curarmi attraverso la parola e l'ascolto. confronti...hai forse motivo per sminuirne la professionalità? E' un motivo inerente te, o inerente lei? - Citazione - > Altre volte ancora mi piacerebbe affrontarla e trovare il coraggio di
Sono le volte in cui puoi fare davvero qualcosa per la tua terapia...perché> chiederle come mai in questi mesi non sono migliorato, sì perché in > tutti questi mesi lei lo stipendio l'ha preso, conduce una vita > felice, io invece sono rimasto triste e disoccupato. non lo fai? - Citazione - > Cosa dovrei fare e, più in generale, cosa si dovrebbe fare e non fare
Forse si dovrebbe trovare coraggio, provare a fidarsi, affrontare le> per trarre il massimo vantaggio da una psicoterapia? conseguenze, impegnarsi, crederci, valutare (le ipotesi, se stessi, la propria motivazione, il terapeuta, la terapia, il momento, i risultati...) ecc. - Citazione - > N.B. La mia psicologa è specializzata in psicoterapia psicodinamica.
Allora non è una ragazza qualsiasi laureata in psicologia, è anchepsicoterapeuta. ;-) CIAO |
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#59
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| Di fronte alla psicoterapeuta sono spesso imbarazzato dall'idea di dirle tutto. Altre volte ho poco fiducia nella capacità di una ragazza qualsiasi laureata in psicologia di curarmi attraverso la parola e l'ascolto. Altre volte ancora mi piacerebbe affrontarla e trovare il coraggio di chiederle come mai in questi mesi non sono migliorato, sì perché in tutti questi mesi lei lo stipendio l'ha preso, conduce una vita felice, io invece sono rimasto triste e disoccupato. Cosa dovrei fare e, più in generale, cosa si dovrebbe fare e non fare per trarre il massimo vantaggio da una psicoterapia? N.B. La mia psicologa è specializzata in psicoterapia psicodinamica. |
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