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  #56  
Vecchio 25-03-2009, 15.13.01
Amelia
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Predefinito Re: cosa si deve fare x trarre il massimo vantaggio da una psicoterapia?


"Nick Raider" <nick.raider[at]bonelli.it> ha scritto nel messaggio
news:49ca1144$0$845$4fafbaef[at]reader5.news.tin.it...

- Citazione -

> Del tutto fuori tema. Non si discute sulla necessità di collaborare alla
> terapia ma dell'assunta necessità a "credere" fideisticamente
> nell'efficacia del metodo. E, ripeto, il non credere *non implica*
> necessariamente la mancanza di collaborazione.


conosci qualcuno che, convinto di venir buggerato, si affida 100% e
collabora con la buggerazione?

conosci ben strana gente, se e' cosi'.

Amelia


Alt 25-03-2009, 15.13.01
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  #55  
Vecchio 25-03-2009, 15.05.34
Marco
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Predefinito Re: cosa si deve fare x trarre il massimo vantaggio da una psicoterapia?

Nick Raider ha scritto:
- Citazione -

> Marco ha scritto:
> > La domanda ovvia diventa: in
> > > base a cosa, dunque, il paziente dovrebbe "credere" nell'efficacia
> > > della terapia?
> > > Mi permetto di intervenire...

> > secondo me se una persona decide autonomamente di iniziare una
> > psicoterapia, significa che in qualche misura crede nella sua efficacia.

> O che semplicemente ci spera*, cosa ben diversa.


se ci spera, non esclude a priori la possibilità che sia efficace,
quindi, in qualche misura ci crede... e nel corso della terapia avrà
modo di valutare se crederci di più o di meno.



- Citazione -

> > se un paziente inizia una psicoterapia con il presupposto che non sarà
> > efficacie, sta solo compiendo un'operazione del tipo "ecco! in questo
> > modo ho finalmente dimostrato che è impossibile per me cambiare!"

> E' solo una delle possibilità. C'è la possibilità che nel corso della
> terapia venga persuaso della sua efficacia.


Sì, è possibile.



- Citazione -

> Come ho risposto a Vincenzo del Piano, il mio paragone (fuorviante)
> voleva mettere in luce che necessità di credere nell'efficacia della
> terapia è propria di una metafisica e non di un discorso scientifico.


Ti sbagli.
Credere di poter cambiare utilizzando lo strumento della terapia fa
parte di un discorso scientifico che attiene alla psicologia, una
scienza che riguarda il soggettivo.
E' questa la sua specificità.
Ignorarlo e cercare di uniformarla a una qualunque scienza naturale è un
errore, perchè l'oggetto è di tutt'altra qualità.


- Citazione -

> Per questo provocatoriamente rilevavo che una cura medica può guarirmi
> al di là della mia fede/fiducia nella terapia. Il discorso sulla
> collaborazione del paziente è stato impropriamente infilato da Vincenzo
> e si tratta di una questione logicamente distinta.


Anche nella medicina classica la fiducia del paziente gioca il suo
ruolo... anche se secondo me rimane comunque abbastanza marginale.
Il problema è paragonare discipline scientifiche con oggetti e scopi
totalmente differenti.
Adattare il metodo all'oggetto di studio è scienza, non metafisica.
Forse è metafisica il contrario.

Se tu invece ritieni che la psicoterapia non possa andare oltre ai
condizionamenti pavloviani del positivismo senza cadere nella
metafisica, esiste la psicoterapia comportamentale, che nega il concetto
di mente e rinuncia a *comprendere* l'uomo accontentandosi di
*spiegarlo* con un modello che soddisfa i criteri di un epistemologia
adatta a studiare i minerali.

Ce n'è per tutti i gusti quindi!
  #54  
Vecchio 25-03-2009, 14.14.37
elledi
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Predefinito Re: cosa si deve fare x trarre il massimo vantaggio da una psicoterapia?

Nick Raider in <49ca10a5$0$845$4fafbaef[at]reader5.news.tin.it> wrote:


- Citazione -

> Il tema (vastissimo) è se la psicologia sia scienza o metafisica:

http://www.stillpoint.it/idpsi/index.php?p=idpsi_faq
punto 2.
--
Ciao
elledi
  #53  
Vecchio 25-03-2009, 14.05.58
elledi
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Predefinito Re: cosa si deve fare x trarre il massimo vantaggio da una psicoterapia?

Nick Raider in <49ca139e$0$845$4fafbaef[at]reader5.news.tin.it> wrote:

- Citazione -

> Per questo provocatoriamente rilevavo che una cura
> medica può guarirmi
> al di là della mia fede/fiducia nella terapia.


Eh...qualche volta forse ma se non sei convinto di quello che fai, se
non c'è fiducia, af-fidamento, se dubiti del medico col cavolo che
la terapia funziona. Funzionerà quella strettamente meccanicistica:
gamba rotta-> gesso ma con questi presupposti la persona è
sicuramente capace di farsi andare male anche quello. Si chiama
resistenza. E la resistenza funziona benissimo: con le anestesie per
es. Funziona egregiamente con chi crede ciecamente nel medico e
segue tutto alla lettera con l'intento inconsapevole di poter
dire "non ha funzionato, neanche lui è stato capace". Funziona con
chi segue alla lettera e ciecamente il medico...sbagliato.
No, se c'è un settore dove malgrado il meccanicismo sia sbandierato
ma i risultati poi lo inficiano per via di quella robetta che si
chiama psiche, beh quelle son proprio le terapie :-) Non siamo
macchine dal meccanico anche se a qualcuno piacerebbe.
--
Ciao
elledi
  #52  
Vecchio 25-03-2009, 13.27.09
LoveHateHero
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Predefinito Re: cosa si deve fare x trarre il massimo vantaggio da unapsicoterapia?

On 24 Mar, 19:00, Marco <nos...[at]nospam.com> wrote:

- Citazione -

> Mi permetto di intervenire...
> secondo me se una persona decide autonomamente di iniziare una
> psicoterapia, significa che in qualche misura crede nella sua efficacia.
> se un paziente inizia una psicoterapia con il presupposto che non sarà
> efficacie, sta solo compiendo un'operazione del tipo "ecco! in questo
> modo ho finalmente dimostrato che è impossibile per me cambiare!"


Non è sempre così', io non vado dalla terapeuta per darmi ragione sul
fatto che la psicoterapia sia una pratica inutile.
Non lo faccio semplicemente perché non penso ( per ora...) che la
psicoterapia sia una pratica inutile.
Io ci vado perché *vorrei stare meglio*. Ci vado con la speranza di
migliorare, quindi in parte credo che il terapeuta sia in grado di
portarmi a questo miglioramento.
Ma visto che sono una persona con un cervello posso avere dei dubbi
ogni tanto, sia sulla professionalità del singolo terapeuta, sia sulla
disciplina in genere.
Non mi si può chiedere di non avere dei dubbi, perché io non sono un
automa, sono un essere pensante.
Non ho mai detto che il pensiero di Freud sia una scemenza, ma è anche
vero che crederò fortemente nella efficacia della pratica
psicoterapeutica sono quando la stessa mi avrà portato a cambiatre e a
stare meglio, per il semplice fatto che il mio cambiamento sarebbe la
prova tangibile dell'efficacia della psicoterapia.
Nel frattempo io dalla terapeuta ci vado con tutte le mie speranze e
con tutta la buona fede del mondo, quindi non me la sento di
abbandonare come mi ha consigliato Vincenzo Del Piano.

  #51  
Vecchio 25-03-2009, 12.45.02
Marco
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Predefinito Re: cosa si deve fare x trarre il massimo vantaggio da una psicoterapia?


- Citazione -

> aggiungerei solo che se vado da un fisiatra (o da un fisioterapista) e mi
> rifiuto di "collaborare", anche solo smettendo di fare sforzi e/o non
> facendo cio' che mi viene suggerito (chesso' ... smettere di scaricare
> sacchi di farina da 30 kg, tutto il giorno tutti i giorni) il medico *non*
> potra' fare magie, me-nolente.
> o collaboro e allora ... *forse*... guarisco.
> o non collaboro, e allora *e' sicuro* che *non* guarisco.


vero... se io non ho fiducia nel fisioterapista e ritengo che la sua
idea di farmi smettere di caricare sacchi sulla schiena si basi su una
teoria in cui non credo, probabilmente mi farò male... e magari potrò
dire che la "fisioterapia non funziona!".
  #50  
Vecchio 25-03-2009, 12.20.57
Nick Raider
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Predefinito Re: cosa si deve fare x trarre il massimo vantaggio da una psicoterapia?

Marco ha scritto:
- Citazione -

> La domanda ovvia diventa: in
> > base a cosa, dunque, il paziente dovrebbe "credere" nell'efficacia
> > della terapia?

> Mi permetto di intervenire...
> secondo me se una persona decide autonomamente di iniziare una
> psicoterapia, significa che in qualche misura crede nella sua efficacia.


O che semplicemente ci spera*, cosa ben diversa.

- Citazione -

> se un paziente inizia una psicoterapia con il presupposto che non sarà
> efficacie, sta solo compiendo un'operazione del tipo "ecco! in questo
> modo ho finalmente dimostrato che è impossibile per me cambiare!"


E' solo una delle possibilità. C'è la possibilità che nel corso della
terapia venga persuaso della sua efficacia.

- Citazione -

> Il paragone con la terapia medica non è corretto.
> Se vado dal medico perchè ho un braccio rotto o sono malato, mi metto
> nelle mani del professionista e il mio ruolo è totalmente passivo. Il
> medico opera la sua "magia" e io guarisco anche se non ho idea di cosa
> ha fatto il medico.
> Il cambiamento della propria personalità è un lavoro totalmente
> differente che *NON PUO* essere fatto da nessuno tranne che dal soggetto
> stesso. La psicoterapia è quindi uno strumento di cui il soggetto si
> deve servire *attivamente*. Il setting è l'ambiente protetto dove
> l'individuo ha la possibilità di trovare ed esprimere il proprio essere,
> superando infine le vecchie modalità relazionali e la sofferenza che
> implicano.
> Il terapeuta sufficientemente buono *non deve* colludere con il
> paziente, e questo da una parte può causare dubbi e frustrazioni, ma in
> questo modo fornisce la condizione necessaria perchè il paziente possa
> risolvere i suoi problemi.
> Ovviamente modificare importanti aspetti del proprio funzionamento
> psichico, consolidati in decenni e lustri di esperienza, non è un lavoro
> possibile nel giro di 2 mesi.



Come ho risposto a Vincenzo del Piano, il mio paragone (fuorviante)
voleva mettere in luce che necessità di credere nell'efficacia della
terapia è propria di una metafisica e non di un discorso scientifico.
Per questo provocatoriamente rilevavo che una cura medica può guarirmi
al di là della mia fede/fiducia nella terapia. Il discorso sulla
collaborazione del paziente è stato impropriamente infilato da Vincenzo
e si tratta di una questione logicamente distinta.
  #49  
Vecchio 25-03-2009, 12.10.56
Nick Raider
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Predefinito Re: cosa si deve fare x trarre il massimo vantaggio da una psicoterapia?

Amelia ha scritto:

- Citazione -

> aggiungerei solo che se vado da un fisiatra (o da un fisioterapista) e mi
> rifiuto di "collaborare", anche solo smettendo di fare sforzi e/o non
> facendo cio' che mi viene suggerito (chesso' ... smettere di scaricare
> sacchi di farina da 30 kg, tutto il giorno tutti i giorni) il medico *non*
> potra' fare magie, me-nolente.
> o collaboro e allora ... *forse*... guarisco.
> o non collaboro, e allora *e' sicuro* che *non* guarisco.
> Amelia


Del tutto fuori tema. Non si discute sulla necessità di collaborare alla
terapia ma dell'assunta necessità a "credere" fideisticamente
nell'efficacia del metodo. E, ripeto, il non credere *non implica*
necessariamente la mancanza di collaborazione.
  #48  
Vecchio 25-03-2009, 12.08.17
Nick Raider
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Predefinito Re: cosa si deve fare x trarre il massimo vantaggio da una psicoterapia?

Vincenzo Del Piano ha scritto:
- Citazione -

> "Nick Raider" <nick.raider[at]gawab.com> ha scritto nel messaggio

> > La domanda ovvia diventa: in base a cosa, dunque,
> > il paziente dovrebbe "credere" nell'efficacia della terapia?

> ... "in base al fatto che" ci è andato, dallo Psicoterapeuta.


Tautologia: il paziente deve credere alla terapia perché va da un
terapeuta che applica una terapia alla quale deve credere.


- Citazione -

> Visto che ci è andato ... diventa necessario che "ci creda": se non ci crede
> ... vuol dire che ci è andato solo per "darsi ragione".


Non sequitur: si può non credere alla psicoterapia e andarci *comunque*
per mille altre ragioni. La più importante delle quali (IMHO) è il fatto
che il paziente *voglia davvero* persuadersi della sua efficacia perché,
disperato, individua nella psicoterapia l'unica possibile via d'uscita.

Altri, mossi dalle stesse necessità, potrebbero rivolgersi al mago o
alla cartomante. Non credo che basti la tautologia di prima a orientare
la scelta verso lo psicoterapeuta piuttosto che verso il "maestro di
vita " Do Nascimento.

Ripeto dunque la domanda: perché il paziente ci deve "credere"? Esistono
argomenti *razionali* per considerare la Psicoterapia migliore delle
altre opzioni e che esulino perciò dall'acritica e dogmatica accetazione
*preventiva* della sua efficacia?

- Citazione -

> ...
> ... peraltro -e al solo scopo di non apparire protervo- osservo che mi
> "limit(av)o" a rispondere a una domanda intorno a <<cosa si deve fare per
> trarre vantaggio da una Psicoterapia> > .


Già. Ma la risposta mi pare coinvolgere -come dimostra questo nostro
scambio- la questione generale sui presupposti per l'efficacia di un metodo.

- Citazione -

> Ciò che "si deve fare" ... è *credere* che possa essere efficace;

Qui siamo sempre nell'ambito del dogma e io ho chiesto argomenti razionali.

- Citazione -

> con
> l'aggiunta che -nella scontata ipotesi che "le certezze vacillino" (per
> effetto di scontate resistenze)- "si deve fare" di parlarne con lo
> psicoterapeuta; egli - sapendo che è tutto scontato ...- non se ne
> dimostrerà contrariato nemmeno un po'.


Ma se l'adesione alla terapia avviene per adesione fideistica e non per
convincimento razionale le resistenze diventano ovvie e proprie di
chiunque non sia talmente prostrato da esser disposto a credere a
qualunque cosa! Cosa può dire il terapeuta al paziente la cui fede
(perché di questo sembra trattarsi!) vacilla? Sarà questi in grado di
fornire degli argomenti in favore della terapia che *finalmente*
persuadano il paziente appellandosi alla sua razionalità?

- Citazione -

> > Non solo: tale
> > presupposto si presta ad essere abusato con estrema facilità, riversando
> > la responsabilità dell'eventuale assenza di miglioramenti in una
> > presunta mancanza di fiducia (o di fede?)del paziente.

> Niente affatto; se qualcosa "non funziona" può dipendere anche dallo
> Psicoterapeuta.


Certo, non per niente ho parlato chiaramente di possibile *abuso*
dell'argomento. Tu sei *certo* che *mai* da *nessuno* tale
giustificazione al fallimento di una terapia è stata addotta in modo
*abusivo* ?

- Citazione -

> In nessun caso, "però", potrà funzionare se il Paziente "si dà ragione"
> nelle sue resistenze: in questi casi ... lo stesso Psicoterapeuta -per nulla
> contrariato dalle scontate resistenze ...- "inviterà" il Paziente a lasciar
> perdere.


Insomma, Padre Pio non t'ha fatto la grazia perché sei ateo. Vedi com' è
insidioso questo argomento? Ci devi credere, altrimenti non funziona!
Più che un argomento, questa è una minaccia!

- Citazione -

> > Nella generalità dei casi, una terapia *medica* non richiede che il
> > paziente *creda* nella sua efficacia, in quanto è efficace o meno a
> > prescindere dal sistema di credenze del paziente.

> E questo cosa c'entra?
> Uno Psicoterapeuta non può mica intervenire chirurgicamente su un Paziente
> anestetizzato.
> Se vuoi "argomentare" che le cure mediche sono meno-coinvolgenti il Paziente
> che una Psicoterapia ... mi sento legittimato a "contro-argomentare" che una
> Psicoterapia "si fa così": non si usa il bisturi, ma la mente stessa del
> Paziente, che "deve" coinvolgersi per forza.


Mi rendo conto che il paragone con la medicina può essere fuorviante
rispetto a quello che realmente volevo mettere in luce. Il tema
(vastissimo) è se la psicologia sia scienza o metafisica: senza entrare
nel dibattito epistemologico, è pacifico che molti approcci terapeutici
(ad esempio la psicanalisi) siano pura metafisica in quanto basati su
proposizioni non falsificabili. Era questo il mo rilievo: l'operato del
medico si basa su presupposti scientifici, che il paziente ci *creda* o
meno; lo psicoterapeuta, invece? L'insistere sul "dover credere"
t'imprigiona alla metafisica. Non c'è nulla di male in questo ma è bene
esserne consci.
La mia osservazione perciò nulla aveva a che vedere con il
coinvolgimento/partecipazione del paziente.


- Citazione -

> Infatti ... -stante questo tuo dubbio preliminare- sarà assai meglio che tu
> non ci vada mai, in una Psicoterapia.
> Tu -come chiunque, beninteso ...- che andasse a chiedere che "GLI si facesse
> succedere" di guarire da una nevrosi senza nè credere nel metodo
> psicoterapico, nè essendo disposto a convolgerSI nel processo psicoterpico
> (che convolge il mondo intra-psichico SUO) ... sarebbe immediatamente
> "invitato" a lasciar perdere.


Qui hai del tutto spostato il tema su un altro argomento che nulla
c'entra con il mio rilievo iniziale. Il mio rilievo riguardava l'assunta
necessità di "credere alla terapia" affinché questa possa essere
efficace e non la neccessarietà della collaborazione del paziente alla
terapia stessa; collaborazione che può esserci anche se persuasi della
non scientificità della terapia stessa, magari perchè, parafrasando
Coleridge, si opera una "momentary suspension of disbelief".
  #47  
Vecchio 25-03-2009, 11.26.07
stedi
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Predefinito Re: cosa si deve fare x trarre il massimo vantaggio da una psicoterapia?


"LoveHateHero" <nick88[at]simail.it> ha scritto nel messaggio
news:19a8b9b8-aeb7-4965-801f-bcf88da822d9[at]o11g2000yql.googlegroups.com...
- Citazione -

> Di fronte alla psicoterapeuta sono spesso imbarazzato dall'idea di
> dirle tutto.
> Altre volte ho poco fiducia nella capacità di una ragazza qualsiasi
> laureata in psicologia di curarmi attraverso la parola e l'ascolto.
> Altre volte ancora mi piacerebbe affrontarla e trovare il coraggio di
> chiederle come mai in questi mesi non sono migliorato, sì perché in
> tutti questi mesi lei lo stipendio l'ha preso, conduce una vita
> felice, io invece sono rimasto triste e disoccupato.



il fatto che tu sia rimasto disoccupato... non può dipendere dalla
psicoterapeuta! Casomai è più competente in materia il Centro per l'Impiego
o l'Informagiovani, che appunto si occupano di orientamento lavorativo. Il
fatto che sei ancora triste...quali erano le tue aspettative? Infatti se ti
aspettavi che andando dalla psicoterapeuta "magicamente" diventassi felice e
avresti trovato un buon lavoro, in modo "veloce, semplice e divertente"
(come recitano molti manuali all'americana), questa disillusione e
frustrazione è giustificabile: erano un po' troppo improprie le
aspettative!!!
 

Tags
massimo, psicoterapia, trarre, vantaggio
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