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#46
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| Nicola123 ha scritto: - Citazione - > Sempre in veste di paziente, aggiungo che trovo estremamente fastidioso
Io non ho affatto squalificato chi si rivolge ad uno psicoanalista e> subire questo tipo di obiezioni. Se quanto elencavo sopra non ti è > sufficiente, evita di rivolgerti ad uno psi in caso di problemi, ma per > favore evita di squalificare chi invece lo fa, dando più o meno per > sottinteso che entrare con fiducia in terapia sia una azione irrazionale > dettata dalla disperazione o da una adesione fideistica a qualcosa di > mistico. > Cordialmente, > Nicola nemmeno negato che sia possibile trarre giovamento da una terapia. Il fatto che tu trovi le mie obiezioni (che non sono rivolte ai pazienti) fastidiose è un tuo problema: esiste una discussione sulla scientificità dalla psicoterapia è non è un offesa a nessuno tenerne conto. Riassumendo grossolanaemnte, io contestavo (e contesto) la risposta data a colui che ha aperto il thread in quanto formulata in modo tale da escludere la possibilità che la terapia sia errata e attribuendo conseguentemente la responsabilità della mancanza di risultati alla sfiducia del paziente (o, in via subordinata, al teraputa). |
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#45
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| Vincenzo Del Piano ha scritto: - Citazione - > "Nick Raider" <nick.raider[at]bonelli.it> ha scritto nel messaggio
Quindi SE "il paziente vuole davvero" (e SE lo psicoteraputa opera> > Non sequitur: si può non credere alla psicoterapia e andarci *comunque* > > per mille altre ragioni. La più importante delle quali (IMHO) è il fatto > > che il paziente *voglia davvero* persuadersi della sua efficacia perché, > > disperato, individua nella psicoterapia l'unica possibile via d'uscita. > Se "vuole davvero" ... FUNZIONERA'. correttamente), la psicoterapia funzionerà. Perfetto, più chiaramente di così non poteva essere esemplificata la non falsificabilità della psicoterapia: prevede ogni possibile risultato [funziona+non funziona] e non c'è quindi spazio per dimostrarla errata. - Citazione - > Certo che esistono "argomenti razionali": che tu possa (legittimamente...)
Sono all'ascolto, ma ,per ora, ho visto solamente una tautologia e non> non vederli, non importa. > Sono in molti a non vederli ... e non importa lo stesso. sequitur. - Citazione - > ... e se "non ci crede(sse)" ... PERCHE' MAI ci andrebbe?
Ripeto da altri posto: perché non è detto che la sua sfiducia siatotale; perché *spera* comunque di trarne un beneficio o perché, non individuando alternative percorribili, decide in favore di un'"apertura di credito" nei confronti della terapia. - Citazione - > > Era questo il mo rilievo: l'operato del
No, lo chiedo a te, visto che sei tu ad affermare questa tesi.> > medico si basa su presupposti scientifici > ... non è vero: la Medicna NON E' una Scienza. > Puoi chiedere in giro ... - Citazione - > > L'insistere sul "dover credere"
Credevo che poiché parlavo di falsicazione fosse chiara la tradizione> > t'imprigiona alla metafisica. Non c'è nulla di male in questo ma è bene > > esserne consci. > Hai una concezione "strana" sia della Metafisica, sia della Psicologia, > della Medicina e della Psichiatria. epistemologica a cui mi rivolgevo: è Popper stesso a chiamare metafisica ciò che non è scienza empirica in quanto non controllabile/falsificabile. Per quanto riguarda la psicoanalisi, ti rimando al suo "The logic and evolution of scientific theory" (ma ne parla anche altrove). Di psichiatria non ho parlato e di medicina, invece, hai parlato tu e attendo che mi spieghi perché non si tratterebbe di scienza empirica. - Citazione - > Allora "va bene": se un Paziente -pur sapendo che nè la Medicina, nè la
Questo atteggiamento mi ricorda Benjamin Rush e la sua pretesa di curare> Psichiatria, nè la Psicologia sono "scientifiche"- collabora (quanto è > necessario!) per la efficacia di un intervento medico, o psichiatrico, o > psicoterapico ... FUNZIONERA'. la febbre gialla col salasso: se il paziente guariva (*nonostante* il salasso, diremmo ora), il merito era della cura; se non guariva, era perché ormai la malattia era ormai a uno stadio troppo avanzato. - Citazione - > Se "invece" ciò che gli preme è soprattutto e sostanzialmente dimostrar(si) > che non funziona ... non funzionerà: il Pazienta avrà avuto ragione ... e si > presume che sarà contento ugualmente per aver ottenuto ciò che gli premeva. |
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#44
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| "Amelia" <amloret[at]tin.it> ha scritto nel messaggio news:gqg6ku$rm2$1[at]nnrp.linuxfan.it... - Citazione - > e tuttavia ritengo che una psicoterapia *ben fatta*, avendo la fortuna > (e **l'accortezza**) di trovare il giusto specialista, puo' essere davvero
E io sono d'accordo con te, come ho già detto.> la chiave per trovare un proprio equilibrio e la propria serenita'. Non capisco solo in che senso dici "l'accortezza"... non dipende dai pazienti questo! Non è mica facile trovare quello giusto se non sai nulla di lui! - Citazione - > tu dici, giustamente, che *la media* ti sembra mediocre.
Scusami Amelia, ma c'è una grossa grossa differenza. Credo che tu non abbia> ma anche la media degli idraulici e' mediocre. > cosi' come la media degli imprenditori, degli scrittori, degli insegnanti, > degli operai, dei medici, delle mamme e dei papa'. capito il centro del mio discorso. Io stavo facendo una considerazione proprio di altro genere. Per curare con la parola, compito difficile e delicato, sono richieste doti umane particolari secondo me. Non basta imparare una serie di cose e poi applicarle. Certo è che per tutti i mestieri l'eccellenza è rara... ma - io credo- per lo psicoterpeuta non lo puù essere! Ci sono lavori e professioni in cui solo chi li svolge davvero bene più ottenere i risultati e la mediocrità non è tollerabile, pena l'insuccesso! Se uno è un cattivo artista non fa l'artista, perché la sua arte non può interessare a nessuno. Se uno è un astronauta mediocre nessuno lo manderà mai nello spazio perché sarebbe troppo pericoloso. Se uno è un cattivo cecchino (pardossalmente) non farà il cecchino! Se ammazza la persona sbagliata potrebbe infatti creare problemi... :-)) Tutto questo per dire che se lo psicologo non è davvero bravo non riscirà davvero a curare nessuno, solo a migliore delle situazioni e a spillare soldi. - Citazione - > io saro' anche un po' sconfortata nel mio realismo, ma non e' che il mondo
Infatti ci sono mille professioni adatte a tutte le persone che non hanno> brilli particolarmente per la presenza sfolgorante e continua di persone > "fuori dalla media". una eccellenza in qualcosa in particolare, e in questo non c'è nulla di male assolutamente! Non mi sembra affatto sconfortante come tu dici. Il mondo va avanti grazie a loro. - Citazione - > ed anche uno psicoterapeuta che, nel suo percorso di vita, ha la capacita'
Non ho mai parlato di beatitudine! :-))> di *aiutarci a risolvere* il nostro problema. > da li' ... a pretendere che sia "Un Santo" ... ce ne corre. Parlo della competenza unita però alle doti umane necessarie ad un lavoro tanto delicato!!! - Citazione - > la mia doctor e' stata una delle persone piu' importanti della mia vita.
Quello che il terapeuta fa nella sua vita privata sono affari suoi.> le sono grata (e credo che le saro' grata per sempre) per il percorso che > abbiamo fatto insieme. > e tuttavia *non* e' Una Santa. > e' una donna. > intelligente (molto!), sensibile, discreta, gioiosa, profondamente > comprensiva. > e tuttavia .. nella sua vita ... ha fatto delle scelte che io non > condivido > (e che spero di non adottare io ... nella vita mia.) > ma questo che significa??? che, dal momento che non condivid(ev)o alcune > sue scelte di vita, dovevo anche mettere in discussione la sua capacita' > di "darmi aiuto"? Il suo valore come terapeuta non è legato per forza alla sua storia personale. E soprattutto non è che il tuo giudizio sulle sue scelte di vita (che peraltro tu non dovresti neppure conoscere!) sia determinante a stabilire la giustezza o meno delle scelte in questione. Tu non le devi condividere... e ripeto, secondo me neppure sapere! - Citazione - > no, credo di non aver mai messo in discussione il fatto che *io sarei
Non sono d'accordo su questo attegiamento fideistico. E' la fiducia quella> stata bene*. > ho accettato fideisticamente questa premessa? > si. > l'ho accettata, fideisticamente. > ho creduto (e non me ne sono mai pentita). > per questo penso che Vincenzo abbia assolutamente ragione: se non si ha > fiducia, se non si crede, e' tutto tempo perso. che serve, non la fede! La fiducia è un sentimento umano che si fonda sulla sensazione positiva di legame instaurato e sulla capacità comunicativa empatica del terapeuta... e deve invece giustamente essere messa in discussione quando non ha più motivo di esserci, sennò è plagio! La fede invece è un sentimento che non a nulla a che fare con i rapporto umani e che se si applica ad essi può solo fare grandi danni perché uccide la coscienza critica degli uomini. Ciao! -- Solvejg |
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#43
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| "Amelia" <amloret[at]tin.it> ha scritto nel messaggio news:gqg6ku$rm2$1[at]nnrp.linuxfan.it... - Citazione - > [cut] ho creduto (e non me ne sono mai pentita).
.... "peraltro" non sono stato io a usare il termine <<credere> > ; non per> per questo penso che Vincenzo abbia assolutamente ragione: se non si ha > fiducia, se non si crede, e' tutto tempo perso. primo "almeno", e l'ho sempre usato virgolettato. Il mio <<credere> > significa(va) <<aver fiducia> > nel <<metodo curativo per via di parola> > (che si chiama psicoterapico), *e* con tutti i distinguo relativi a quale specifica modalità curativa per via di parola sia adatta a sè; *e* dando per scontata la possibilità che -magari anche se il metodo specifico è quello giusto per sè ...- non lo è invece la persona che lo dovrebbe praticare *con noi*; infatti, se la CUM-partecipazione di sè e dell'altro è necessaria ... chi può essere preliminarmente certo che sè-E-l'altro costituiranno una "accoppiata vincente"? Se si discute -come hic-et-nunc...- di <<cosa si deve fare per trarre (il massimo) vantaggio da una psicoterapia> > ... si deve dire *per forza* che è preliminarmente necessario avere fiducia che un metodo curativo per via di parola sia efficace ... pur subordinatamente al verificarsi di *quelle* condizioni relative a *lo* strumento e *la* persona. Nè -a parte l'opportunità di non usare a sproposito il termine <<metafisica> > ...- appare di qualche utilità disconoscere che ciò che si è (in qualità di "auto-presenza-pensante") è costituito dall'insieme dei propri patterns cognitivi, e che "quindi", se ci si pone in una (qualsiasi, "ma" adeguata a sè ...) attività finalizzata a indagare i propri patterns cognitivi ... LI SI PUO' modificare, modificando così "anche" ciò che si è. .... .... "ma" non si può fare nulla in termini di cambiamento se non si ha fiducia che "per sola via di parole" si possano cambiare i propri partners cognitivi; o se "sotto sotto" ciò che si vuole dimostrar(si) è che i propri patterns cognitiuvi "sono tutti giusti" e quindi "si ha ragione" di volerseli tenere così come sono. Non si può fare nulla: neanche della Psicoterapia più adeguata-a-sè, e insieme alla persona più giusta-per sè. .... ciao! :-)) -- Vincenzo |
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#42
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| "Solvejg" <solvejg85NOSPAM[at]libero.it> ha scritto nel messaggio news:%kJyl.201415$Ca.32389[at]twister2.libero.it... - Citazione - > Ahimé però la realtà *media* mi sembra questa.
un mio vicino di casa fa lo psic.personalmente lo ritengo completamente "fuori di testa". non andrei a farmi curare da lui ... neppure se fosse lui a pagare me. e tuttavia ritengo che una psicoterapia *ben fatta*, avendo la fortuna (e **l'accortezza**) di trovare il giusto specialista, puo' essere davvero la chiave per trovare un proprio equilibrio e la propria serenita'. tu dici, giustamente, che *la media* ti sembra mediocre. ma anche la media degli idraulici e' mediocre. cosi' come la media degli imprenditori, degli scrittori, degli insegnanti, degli operai, dei medici, delle mamme e dei papa'. io saro' anche un po' sconfortata nel mio realismo, ma non e' che il mondo brilli particolarmente per la presenza sfolgorante e continua di persone "fuori dalla media". ogni tanto si ha la fortuna (grande!) di trovare qualche persona straordinaria. o meglio, qualche persona che ha la dote, straordinaria, di risolvere un nostro problema, una nostra mancanza. cosi' si trova un tubista eccezionale. un meccanico onesto e preciso. un medico non macellaio. un macellaio non ladro. ed anche uno psicoterapeuta che, nel suo percorso di vita, ha la capacita' di *aiutarci a risolvere* il nostro problema. da li' ... a pretendere che sia "Un Santo" ... ce ne corre. la mia doctor e' stata una delle persone piu' importanti della mia vita. le sono grata (e credo che le saro' grata per sempre) per il percorso che abbiamo fatto insieme. e tuttavia *non* e' Una Santa. e' una donna. intelligente (molto!), sensibile, discreta, gioiosa, profondamente comprensiva. e tuttavia .. nella sua vita ... ha fatto delle scelte che io non condivido (e che spero di non adottare io ... nella vita mia.) ma questo che significa??? che, dal momento che non condivid(ev)o alcune sue scelte di vita, dovevo anche mettere in discussione la sua capacita' di "darmi aiuto"? no, credo di non aver mai messo in discussione il fatto che *io sarei stata bene*. ho accettato fideisticamente questa premessa? si. l'ho accettata, fideisticamente. ho creduto (e non me ne sono mai pentita). per questo penso che Vincenzo abbia assolutamente ragione: se non si ha fiducia, se non si crede, e' tutto tempo perso. Amelia |
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#41
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| "Vincenzo Del Piano" <vincenzo[at]hyle.it> ha scritto nel messaggio news:72viomFr3bssU1[at]mid.individual.net... (Cut) - Citazione - > - non è possibile pensare che tutti gli Psicoterapeuti siano capaci di
Secondo me l'errore di questa discussione è proprio quello che ha appena> avere > a che fare con ciò che è *quello specifico* Paziente; e non si tratta di > capacità professionale, ma di "cose imponderabili" che avvengono tra *i > due* > nella relazione *duale*. evidenziato Vincenzo. Non a senso parlare della validità generica della disciplina e della psicoterapia. Tale validità è stata storicamente già dimostrata da anni e anni di studi e di applicazioni. Io credo che già l'enorme materiale di casi clinici che ci sono pervenuti ci dà la possibilità di capire che non è aria fritta. Detto questo il grande problema della psicoterapia sta proprio nella sua applicazione pratico e in questo senso mi sento solidale con quelli che hanno espresso scetticismo nei contronti della sua validità... è effettivamente molto difficile trovare il professionista giusto e la psicoterapia giusta. Mi capita spesso di discutere con amici non appassionati come me di psicologia su questi temi e quello che spesso loro arrivano a considerare è che non si conoscono (o sono pochissime) persone reali che hanno avuto una storia terapeutica a lieto fine! Sono tantissimi invece i casi in cui i soggetti malati o non hanno risolto nulla oppure si sono imbattutti da professionisti di dubbia moralità o professionalità. Questo poi li porta le persone comuni alla squalifica della disciplina stessa. Mi dispiace dire questo... soprattutto considerando che qui ci sono professionisti che scrivono e che invece mi sembrano intelligenti e preparati! Non è un attacco a voi ... né voglio dire che tutti siano così! Ahimé però la realtà *media* mi sembra questa. Almeno stando alle persone che io stessa ho conosciuto. Sarò ben felice di essere sconfessata e di ritenere invece che la mia limitata esperienza personale rappresenti un caso anomalo. Cosa ne pensate? Saluti da una che nonostante tutto crede nella psicoterapia!!! )-- Solvejg |
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#40
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| "LoveHateHero" <nick88[at]simail.it> ha scritto nel messaggio news:d4b3bc96-3de0-496f-bdf7-308ff0cb3a44[at]p20g2000yqi.googlegroups.com... - Citazione - > [cut]
Non ti ho affatto consigliato di "abbandonare" :-))> Nel frattempo io dalla terapeuta ci vado con tutte le mie speranze e > con tutta la buona fede del mondo, quindi non me la sento di > abbandonare come mi ha consigliato Vincenzo Del Piano. Al contrario ... -a parte il rispondere *nel merito* della tua domanda ...- mi pare d'aver (sommessamente) indicato quali sono gli ostacoli che -certo senza il concorso della tua volontà ... "ma" che si evidenziano da ciò che tu stesso dici- è possibile che tu stia frapponendo al buon andamento (e all'esito positivo) della tua Psicoterapia. Non si tratta di "credere SI'/NO" a fatti "esterni" quali il tipo di Psicoterapia, e/o la persona dello Psicoterapeuta: se ti prendi la briga di verificare, vedrai che ho detto *più volte* che: - non tutte le modalità psicoterapiche vanno bene per tutti, stante che "persino" il <<cosa-e-come si fa> > in una Psicoterapia deve essere congeniale al tipo di persona che il Paziente è; ciò, (imho?) significa che ci sono Pazienti per i quali "non va bene" specificamente la Psicoanalisi (per es.), e Pazienti per i quali "non va bene" la TCC (sempre per es.); - non è possibile pensare che tutti gli Psicoterapeuti siano capaci di avere a che fare con ciò che è *quello specifico* Paziente; e non si tratta di capacità professionale, ma di "cose imponderabili" che avvengono tra *i due* nella relazione *duale*. Ciò (indubitabilmente!) posto ... si capisce che è senz'altro possibile che un Paziente "non si trovi bene" *o* con un certo tipo di Psicoterapia, *o* con uno specifico Psicoterapeuta; in questi casi ... "è meglio" cambiare *o* tipo di Psicoterapia, *o* Psicoterapeuta. Non so (non lo so! ed è per questo che non consiglio *niente*!) se è questo "il caso tuo" ... ma *in nessun caso* è possibile che -tu come chiunque ...- tragga vantaggi da una Psicoterapia "insidiata" dalle premesse che nel primo post da te inviato dicevi di aver posto. Sono contento (per te! io non ne ho alcun vantaggio/svantaggio ...) che tu dica *ora* che vai in Terapia con "speranza e buona fede". COSI' VA BENE ... :-)) ... e andrà ancor meglio se di eventuali altre (inopportune *per te*) "premesse" e/o pregiudizi, tu parlerai con la Psicoterapeuta: non se ne sorprenderà affatto ... nè tanto meno te ne farà colpa. Al contrario ... vedrai che *insieme* troverete come utilizzare a fini *utili* persino "premesse e pregiudizi". Ciao! :-)) -- Vincenzo |
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#39
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| "Nick Raider" <nick.raider[at]bonelli.it> ha scritto nel messaggio news:49ca10a5$0$845$4fafbaef[at]reader5.news.tin.it... - Citazione - > Vincenzo Del Piano ha scritto:
.... "tautologia speculare-e-per negativo": PERCHE' MAI uno dovrebbe fare una> > "Nick Raider" <nick.raider[at]gawab.com> ha scritto nel messaggio > > > La domanda ovvia diventa: in base a cosa, dunque, > > > il paziente dovrebbe "credere" nell'efficacia della terapia? > > > ... "in base al fatto che" ci è andato, dallo Psicoterapeuta. > Tautologia: il paziente deve credere alla terapia perché va da un > terapeuta che applica una terapia alla quale deve credere. cosa che sa (già da prima) che non sarà utile? - Citazione - > > Visto che ci è andato ... diventa necessario che "ci creda": se non ci
Se "vuole davvero" ... FUNZIONERA'.crede > > ... vuol dire che ci è andato solo per "darsi ragione". > Non sequitur: si può non credere alla psicoterapia e andarci *comunque* > per mille altre ragioni. La più importante delle quali (IMHO) è il fatto > che il paziente *voglia davvero* persuadersi della sua efficacia perché, > disperato, individua nella psicoterapia l'unica possibile via d'uscita. - Citazione - > Ripeto dunque la domanda: perché il paziente ci deve "credere"? Esistono
Certo che esistono "argomenti razionali": che tu possa (legittimamente...)> argomenti *razionali* per considerare la Psicoterapia migliore delle > altre opzioni e che esulino perciò dall'acritica e dogmatica accetazione > *preventiva* della sua efficacia? non vederli, non importa. Sono in molti a non vederli ... e non importa lo stesso. - Citazione - > > > Nella generalità dei casi, una terapia *medica* non richiede che il
.... e se "non ci crede(sse)" ... PERCHE' MAI ci andrebbe?> > > paziente *creda* nella sua efficacia, in quanto è efficace o meno a > > > prescindere dal sistema di credenze del paziente. - Citazione - > Il tema
Sono non falsificabili neanche il Cognitivismo, il Comportamentismo,> (vastissimo) è se la psicologia sia scienza o metafisica: senza entrare > nel dibattito epistemologico, è pacifico che molti approcci terapeutici > (ad esempio la psicanalisi) siano pura metafisica in quanto basati su > proposizioni non falsificabili. "eccetera". E' la intera Psicologia che non è falsificabile. Non lo è nemmeno la Psichiatria (medica ...). E se è per questo ... nemmeno la Chirurgia è falsificabile. - Citazione - > Era questo il mo rilievo: l'operato del
.... non è vero: la Medicna NON E' una Scienza.> medico si basa su presupposti scientifici Puoi chiedere in giro ... - Citazione - > L'insistere sul "dover credere"
Hai una concezione "strana" sia della Metafisica, sia della Psicologia,> t'imprigiona alla metafisica. Non c'è nulla di male in questo ma è bene > esserne consci. della Medicina e della Psichiatria. - Citazione - > La mia osservazione perciò nulla aveva a che vedere con il
E' vero; ed è questo "il difetto"; ossia la <<cosa che manca> > al tuo> coinvolgimento/partecipazione del paziente. ragionamento. Se si vuole intervenire sulla mente di qualcuno ... *deve* essere il qualcuno ad intervenire. Se egli stesso *o* non crede di poterlo fare, *o* non vuoe farlo lui (aspettandosi che lo faccia "l'atro") ... non può funzionare. - Citazione - > > Infatti ... -stante questo tuo dubbio preliminare- sarà assai meglio che
Allora "va bene": se un Paziente -pur sapendo che nè la Medicina, nè latu > > non ci vada mai, in una Psicoterapia. > Qui hai del tutto spostato il tema su un altro argomento che nulla > c'entra con il mio rilievo iniziale. Il mio rilievo riguardava l'assunta > necessità di "credere alla terapia" affinché questa possa essere > efficace e non la neccessarietà della collaborazione del paziente alla > terapia stessa; collaborazione che può esserci anche se persuasi della > non scientificità della terapia stessa, magari perchè, parafrasando > Coleridge, si opera una "momentary suspension of disbelief". Psichiatria, nè la Psicologia sono "scientifiche"- collabora (quanto è necessario!) per la efficacia di un intervento medico, o psichiatrico, o psicoterapico ... FUNZIONERA'. Se "invece" ciò che gli preme è soprattutto e sostanzialmente dimostrar(si) che non funziona ... non funzionerà: il Pazienta avrà avuto ragione ... e si presume che sarà contento ugualmente per aver ottenuto ciò che gli premeva. -- Vincenzo |
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#38
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| Nick Raider ha scritto: - Citazione - > Non sequitur: si può non credere alla psicoterapia e andarci *comunque*
Da paziente ti dico che io mi sono rivolto con fiducia ad un terapeuta> per mille altre ragioni. perchè so che ha studiato anni per potersi dire tale, che la sua preparazione è certificata da terzi, che è supervisionato da un tizio che ha studiato e praticato ancor più anni di lui, che può essere chiamato a rispondere delle sue azioni di fronte ad un ordine ed eventualmente di fronte alla giustizia (civile e addirittura penale), che la terapia che pratica è il risultato di studi e perfezionamenti compiuti da una intera comunità scientifica nell'arco di decenni, e, infine, più importante, perchè so che il mio terapeuta e altri come lui hanno già aiutato (guarito) migliaia di persone prima di me. Per questi motivi credo che la psicoterapia funzioni, e che sia stato giusto e *razionale* rivolgermi con fiducia ad uno psicoterapeuta, così come credo che funzioni la cardiologia e che in caso di problemi al cuore sia giusto rivolgersi ad un cardiologo. Il giorno in cui il "maestro di vita" Do Nascimento offrirà le *stesse* *identiche* garanzie, mi rivolgerò a lui con altrettanta fiducia. Sempre in veste di paziente, aggiungo che trovo estremamente fastidioso subire questo tipo di obiezioni. Se quanto elencavo sopra non ti è sufficiente, evita di rivolgerti ad uno psi in caso di problemi, ma per favore evita di squalificare chi invece lo fa, dando più o meno per sottinteso che entrare con fiducia in terapia sia una azione irrazionale dettata dalla disperazione o da una adesione fideistica a qualcosa di mistico. Cordialmente, Nicola -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse[at]newsland.it |
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| Amelia ha scritto: - Citazione - > "Nick Raider" <nick.raider[at]bonelli.it> ha scritto nel messaggio
efficacia) e non credere (essere certi della sua inutilità) esiste un> news:49ca1144$0$845$4fafbaef[at]reader5.news.tin.it... > > Del tutto fuori tema. Non si discute sulla necessità di collaborare alla > > terapia ma dell'assunta necessità a "credere" fideisticamente > > nell'efficacia del metodo. E, ripeto, il non credere *non implica* > > necessariamente la mancanza di collaborazione. > conosci qualcuno che, convinto di venir buggerato, si affida 100% e > collabora con la buggerazione? > conosci ben strana gente, se e' cosi'. > Amelia Tra gli estremi di credere (=essere fermamente convinti della possibile continuum di possibili stati. Chi, pur non convinto del tutto (o quasi per niente) della possibile efficacia di una terapia, può decidere di mettere momentaneamente a tacere i suoi dubbi e collaborare attivamente col terapeuta. Sì, di gente così ne conosco tanta. |
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