| |||||||
| | Strumenti discussione | Modalità visualizzazione |
|
#36
| |||
| |||
| "Amelia" <amloret[at]tin.it> ha scritto nel messaggio news:gqtkb2$tac$1[at]nnrp.linuxfan.it... - Citazione - > era solo un frainteso.
Non c'è problema! :-))> non un "travisamento". > scusami ancora. -- Solvejg |
| | |||
| |||
| |
|
#35
| |||
| |||
| "Solvejg" <solvejg85NOSPAM[at]libero.it> ha scritto nel messaggio news:33dAl.293716$FR.593498[at]twister1.libero.it... - Citazione - > Appunto, vedi allora che il problema è reale?!
ma certo che il problema e' reale.e poiche' parliamo della *vita* delle persone... sarebbe importantissimo riuscire a trovare una soluzione. ma la soluzione "istituzionale" puo' tardare ad arrivare ... cosi' come tardano tutte le altre soluzioni istituzionali. e alla fine, purtroppo, non rimane altro da fare che cercare di "non affogare". visione cinica e deprimente, ma tant'e' ... - Citazione - > Sì potrebbe controllare passando dalle storie dei pazienti e con un
bisognerebbe passare l'idea all'Ordine ... :-)) ... e stare a vedere se (e> supervisore. Se uno non risce a curare allora basta, fine, cassato. > Rendo l'idea? ![]() quanto) potrebbero interessarsi all'idea. per come vanno le cose nella Societa' Umana pero' ... dubito fortemente che ne verra'/verrebbe una soluzione concreta. - Citazione - > Non è come dirlo, però la gente così pensa che la psicologia non valga
gia'. e' un vero peccato.> nulla ed è un peccato. - Citazione - > > hai travisato cio' che ho scritto:
scusami tu.> > parlavo di fiducia fideistica *in me* ... che avrei trovato una strada > > per tirarmi fuori dal fosso. > Scusa, avevo frainteso proprio. ieri sera, mentre tornavo a casa, mi sono resa conto di avere usato *con te* un termine "a sproposito" ... ossia il verbo "travisare". a mia scusante, e' che avevo lottato un giorno intero contro "travisamenti verbali" ... e m'era rimasto, in punta di ditina, il verbo sbagliato. era solo un frainteso. non un "travisamento". scusami ancora. Amelia |
|
#34
| |||
| |||
| "Amelia" <amloret[at]tin.it> ha scritto nel messaggio news:gqqj17$l44$1[at]nnrp.linuxfan.it... - Citazione - > che non sia "facile" e' sicuro.
Sono molto curiosa di sapere *come*...> che non si abbiano spesso gli strumenti per farlo, imho, invece anche. > che invece non sia "compito" ... mi sembra un modo come un altro per > attribuire ad altri responsabilita' proprie. - Citazione - > e chi dovrebbe giudicare se uno psic. e' dotato oppure no di queste doti
La sua formazione... forse con un maggior controllo sulle scuole di> umane particolari? psicoterapia... però non saprei. - Citazione - > il mio vicino di casa, con tanto di attestazioni e iscrizioni, e' talmente
Appunto, vedi allora che il problema è reale?!> fuori di testa ... e' evidente che non e' in grado di fare il mestiere > che fa. > eppure lo fa. - Citazione - > e tanti auguri a chi si rivolge a lui....
Serve molto di più!- Citazione - > proprio cosi'.
Data questa premessa credo che chi non è capace non dovrebbe farlo.> esistono soggetti che non sono in grado di curare. > altri invece si. Sì potrebbe controllare passando dalle storie dei pazienti e con un supervisore. Se uno non risce a curare allora basta, fine, cassato. Rendo l'idea? ![]() Non è come dirlo, però la gente così pensa che la psicologia non valga nulla ed è un peccato. - Citazione - > hai travisato cio' che ho scritto:
Scusa, avevo frainteso proprio.> parlavo di fiducia fideistica *in me* ... che avrei trovato una strada per > tirarmi fuori dal fosso. - Citazione - > e' la premessa imho irrinunciabile. se ci si fissa che non si riuscira'
D'accordissimo. > ... e' sicuro che non ci si riuscira'. ![]() -- Solvejg |
|
#33
| |||
| |||
| "Amelia" <amloret[at]tin.it> ha scritto nel messaggio news:gqqj17$l44$1[at]nnrp.linuxfan.it... - Citazione - > se ci si fissa che non si riuscira' ...
.... benedetta sia sempre la capacità di sintesi.> e' sicuro che non ci si riuscira'. Saluti invidiosi & ammirati! :-) -- Vincenzo |
|
#32
| |||
| |||
| "Solvejg" <solvejg85NOSPAM[at]libero.it> ha scritto nel messaggio news:x3Qyl.201672$Ca.32092[at]twister2.libero.it... - Citazione - > E io sono d'accordo con te, come ho già detto.
che non sia "facile" e' sicuro.> Non capisco solo in che senso dici "l'accortezza"... non dipende dai > pazienti questo! Non è mica facile trovare quello giusto se non sai nulla > di lui! che non si abbiano spesso gli strumenti per farlo, imho, invece anche. che invece non sia "compito" ... mi sembra un modo come un altro per attribuire ad altri responsabilita' proprie. nel mondo teorico e degli auspici, imho, si dovrebbe avere *sempre* l'accortezza di scegliere bene con chi e' che si ha a che fare: che sia un medico, un marito, una moglie, uno psic., o anche un idraulico. - Citazione - > Per curare con la parola, compito difficile e delicato, sono richieste
e chi dovrebbe giudicare se uno psic. e' dotato oppure no di queste doti> doti umane particolari secondo me. > Non basta imparare una serie di cose e poi applicarle. > Certo è che per tutti i mestieri l'eccellenza è rara... ma - io credo- per > lo psicoterpeuta non lo puù essere! umane particolari? lo psic. stesso? cioe' ... tutti gli "sbarellati" dovrebbero auto-dirsi <<io no! io non sono in grado di ....> > ? il mio vicino di casa, con tanto di attestazioni e iscrizioni, e' talmente fuori di testa che spesso, soprattutto nelle sere d'estate, litiga in modo furioso con il proprio **cane**, rivolgendogli le peggio frasi e discutendo animatamente con lui/lei come se fosse "un cristiano". per me ... e' evidente che non e' in grado di fare il mestiere che fa. eppure lo fa. e tanti auguri a chi si rivolge a lui.... - Citazione - > Tutto questo per dire che se lo psicologo non è davvero bravo non riscirà
proprio cosi'.> davvero a curare nessuno, solo a migliore delle situazioni e a spillare > soldi. esistono soggetti che non sono in grado di curare. altri invece si. come nella medicina (ed in tutto il resto) e' *l'uomo* che fa la differenza. - Citazione - > > no, credo di non aver mai messo in discussione il fatto che *io sarei
hai travisato cio' che ho scritto:> > stata bene*. > > ho accettato fideisticamente questa premessa? > > si. > > l'ho accettata, fideisticamente. > > ho creduto (e non me ne sono mai pentita). > > per questo penso che Vincenzo abbia assolutamente ragione: se non si ha > > fiducia, se non si crede, e' tutto tempo perso. > Non sono d'accordo su questo attegiamento fideistico. E' la fiducia quella > che serve, non la fede! parlavo di fiducia fideistica *in me* ... che avrei trovato una strada per tirarmi fuori dal fosso. e' la premessa imho irrinunciabile. se ci si fissa che non si riuscira' ... e' sicuro che non ci si riuscira'. Amelia |
|
#31
| |||
| |||
| - Citazione - > Nella tradizione falsificazionista (che, nonostante le critiche sembra > essere ancora il paradigma dominante nelle comunità scientifiche), > l'unica distinzione rilevante è tra teorie falsificabili e non. Le prime > sono scienze empiriche, le altre metafisica. La questione, quindi, è che > la psicoanalisi freudiana (ad esempio) è certamente non falsificabile e > perciò non è, secondo questo criterio, scienza. Non è perciò rilevante > l'oggetto di studio della singola disciplina ma il modo in cui la teoria > è formulata. Popper ha fatto il suo tempo... è sufficiente un Khun, senza avventurarsi troppo in là, per superare questo discorso. Per non parlare di tutta l'epistemologia successiva. - Citazione - > > Il problema è paragonare discipline scientifiche con oggetti e scopi
Sì, ho capito il tuo punto di vista...> > totalmente differenti. > > Adattare il metodo all'oggetto di studio è scienza, non metafisica. > > Forse è metafisica il contrario. > Spero di aver chiarito il contesto in cui parlo e perciò il significato > relativo dei termini. senza scomodare la filosofia della scienza successiva, capire il mio forse non dev'essere semplice. - Citazione - > > esiste la psicoterapia comportamentale, che nega il concetto di mente
Applicando quel criterio, il tuo discorso non fa una piega.> > e rinuncia a *comprendere* l'uomo accontentandosi di *spiegarlo* con > > un modello che soddisfa i criteri di un epistemologia adatta a > > studiare i minerali. > Peggio ancora Il criterio di falsificabilità nasce da una profonda> avversione all'induttivismo su cui (anche) il comportamentismo è basato. |
|
#30
| |||
| |||
| "Nick Raider" <nick.raider[at]bonelli.it> ha scritto nel messaggio news:49cc11bf$0$1111$4fafbaef[at]reader3.news.tin.it... - Citazione - > Quindi SE "il paziente vuole davvero" (e SE lo psicoteraputa opera
Mi sa che mi sfugge qualcosa del tuo metodo popperiano.> correttamente), la psicoterapia funzionerà. Perfetto, più chiaramente di > così non poteva essere esemplificata la non falsificabilità della > psicoterapia: prevede ogni possibile risultato [funziona+non funziona] > e non c'è quindi spazio per dimostrarla errata. Veramente basterebbe uno psicoterapeuta bravo, un paziente motivato e zero risultati per dimostrarla errata. Il problema è che è molto complicato sottoporre LA psicoterapia a queste condizioni, controllare tutte le variabili in un disegno sperimentale o scientifico...no? Ma non possiamo invece provare a sottoporre la MIA psicoterapia a un criterio scientifico? Se i suddetti ingredienti ci sono tutti e di buona qualità (ne servirebbero anche altri a mio avviso, come la qualità della relazione, ad esempio) e dopo un ragionevole lasso di tempo non sono apprezzabili (né da me -soprattutto- ma manco dal mio terapeuta) risultati di sorta (scomparsa o attenuazione dei sintomi, soddisfazione personale in termini emotivi, di autostima, di massimizzazione di capacità predittiva ecc. ecc., raggiungimento di obiettivi concreti e specifici) abbiamo spazio eccome per dire che quella psicoterapia non ha funzionato. Punto. Poi...mia convinzione è che succeda raramente. E' pur vero, nei casi in cui i risultati non ci sono, che molti psicoterapeuti "se la cavano" troppo spesso con la storia della resistenza, che a volte c'è e a volte manco per niente...ci sono dei dubbi leggittimi. In questo lunga discussione si è parlato molto di resistenze e di scientificità della psicoterapia, ma forse non si è dato sufficente ascolto ai dubbi dello specifico paziente (alla faccia dell'induttivismo). I DUBBI SONO SEMPRE LECITI, resistenza o non resistenza, e credo che a un certo punto andrebbero perlomeno affrontati con il terapeuta, prima di decidere di mollare. E, IMHO, non si può chiedere al paziente di crederci, senno non si può aiutarlo. Credere o non credere. O crederci un po'...ma quanto poi? Ginepraio dal quale, come avete visto dai post, è difficile uscire. Mia convinzione è che sia necessario (e quindi si debba chiedere al paziente) almeno <non non-crederci> . Ovvero essere DISPOSTI a cambiare idea...per fare della propria psicoterapia una microteoria falsificabile. Altrimenti davvero ci si va solo per darsi ragione...e cui prodest? Nel breve termine al portafoglio del terapeuta forse, ma poi serve a peggiorare la già non buona reputazione della psicoterapia. Saluti possibilisti e fiduciosi. Jacky p.s. La risposta a questo lungo thread è: 42. ;-) |
|
#29
| |||
| |||
| Solvejg ha scritto: - Citazione - > "Nick Raider" <nick.raider[at]bonelli.it> ha scritto nel messaggio:
Certo che no > Ma tu, come essere umano, ti fidi e vivi solo di cose che possono essere > misurate scientificamente? > I rapporti umani li misuri così? ![]() Vorrei però motivare la mia polemica. La discussione è partita da un utente la cui fiducia nella terapeuta *e* nella terapia vacillano per mancanza di apprezzabili risultati. Gli è stato risposto che, a prescindere dalla terapia applicata, un atteggiamento di sfiducia inficia l'efficacia della terapia. Viene ipotizzato, inoltre, che tale inefficacia deriverebbe proprio dalla volontà del paziente di darsi ragione. Questo è un ragionamento circolare: il paziente mette in dubbio terapia e terapista perchè non vede risultati e gli si risponde che non ottiene risultati perché nutre dei dubbi(in realtà -si aggiunge- sta boicottando la terapia perché "vuol darsi ragione"). Da qui, poi, si è sviluppato il discorso epistemogico. Non mi sembra si tratti di questioni di secondaria importanza e nemmeno mi sembra di fare una polemica fine a sè stessa. Ora, il rapporto tra terapista e paziente è comunque di natura professionale e fiduciaria; se la fiducia non c'è o viene a mancare non si può farne una "colpa" al paziente (notare che VdP ha affermato che SE il paziente collabora, allora la terapia funzionerà) - Citazione - > Ok. Quello che Vincenzo sta cercando di dirti, dall'altro della sua
Ho capito benissimo quello che dice ed è per questo che ho voluto> esperienza di terapeuta che avrà visto tantissimi casi, è che un classico > atteggiamento di resistenza al cambiamento e alla guarigione è proprio > questo! Rifiutarsi di vedere il terapia come valida proprio aggrapparsi > meglio al proprio sintomo. mettere in luce la non scientificità dell'approccio psicoanalitico . "Non è che la terapia non funzioni, è che il paziente la sta boicottando": ergo, la teoria alla base della terapia non è falsificabile (se ti interessa l'argomento, v. Popper). - Citazione - > Magari non è il tuo caso e il problema di sfiducia non dipende da te ma
Io non mi sto sottoponendo ad alcuna terapia. Sarebbe poco coerente da> dalla terapia che ti stanno applicando! parte mia, visto quello che scrivo, no? ![]() - Citazione - > Su questo Vincenzo a ragione. Tu confondi i piani.
Ripeto: non sono un paziente. E se anche lo fossi, le mie osservazioni> Tutto questo tuo attacco alla validità scientifica della terapia è > controptoducente e danneggia te! > E' secondario soprattutto perché il tuo intento epistemologico è fuori luogo > essendo tu paziente. sarebbero comunque legittime e mi porterebbero (probabilmente) ad abbandonare la terapia. Non ci si può imporre di credere o avere fiducia in alcunché. Soprattutto se si dispone di solidi argomenti che vanno in senso contrario. - Citazione - > Se tu invece provi a fidarti almeno potresti anche scoprire magari che
Innanzi tutto, i rapporti con> qualche beneficio lo riesci a trarre da questa terapia. > Scusa come spieghi che alcuni rapporti umani possono essere di grande aiuto > e far superare dei grossi ostacoli alle persone? fidanzata/moglie/fratelli/sorelle/amici/ecc. non prevedono il pagamento di un corrispettivo in denaro in quanto non si tratta, se non secondariamente, di rapporti professionali. In secondo luogo, io mica nego il fatto che la psicoterapia possa portare benefici a qualcuno, ci mancherebbe! Quel che contesto è la sua validità erga omnes e io personalmente rifiuto argomenti circolari come quello all'origine della discussione. - Citazione - > Il fatto che questo non accade sempre e per forza fa si che non sia
C'è pure gente che giura di essere guarita miracolosamente dopo un> scientificamente misurabile però non per questo vuol dire che non funziona. pellegrinaggio a Lourdes, se è per questo. Questo per dire che il fatto che a volte funzioni, non vuol dire che funzioni punto. E certamente non ne garantisce la validità scientifica. - Citazione - > Io ti suggerirei, in tutta umiltà, un atteggiamento più pratico e meno
Il fatto è che il mio *è* un atteggiamento pratico. Detto questo, io non> teorico... magari anche nella tua vita in generale. Chissà che non ti possa > giovare anche in altri ambiti! ![]() nutro per nulla disprezzo nei confronti della psicoanalisi e della metafisica (in senso popperiano: meglio specificarlo altrimenti non ci si capisce più) in generale. |
|
#28
| |||
| |||
| "Nick Raider" <nick.raider[at]bonelli.it> ha scritto nel messaggio: - Citazione - > Quindi SE "il paziente vuole davvero" (e SE lo psicoteraputa opera
Ma tu, come essere umano, ti fidi e vivi solo di cose che possono essere> correttamente), la psicoterapia funzionerà. Perfetto, più chiaramente di > così non poteva essere esemplificata la non falsificabilità della > psicoterapia: prevede ogni possibile risultato [funziona+non funziona] > e non c'è quindi spazio per dimostrarla errata. misurate scientificamente? I rapporti umani li misuri così? - Citazione - > > ... e se "non ci crede(sse)" ... PERCHE' MAI ci andrebbe?
Ok. Quello che Vincenzo sta cercando di dirti, dall'altro della sua> Ripeto da altri posto: perché non è detto che la sua sfiducia sia > totale; perché *spera* comunque di trarne un beneficio o perché, non > individuando alternative percorribili, decide in favore di un'"apertura > di credito" nei confronti della terapia. esperienza di terapeuta che avrà visto tantissimi casi, è che un classico atteggiamento di resistenza al cambiamento e alla guarigione è proprio questo! Rifiutarsi di vedere il terapia come valida proprio aggrapparsi meglio al proprio sintomo. Il sintomo è la risposta migliore che tu hai trovato al tuo problema e *ragionevolmente* hai la tendenza a mantenerlo. Detto tutto molto semplicisticamente! ![]() Magari non è il tuo caso e il problema di sfiducia non dipende da te ma dalla terapia che ti stanno applicando! - Citazione - > > ... non è vero: la Medicna NON E' una Scienza.
Sono d'accordo, anche se è meglio dire che non è una Scienza esatta! > > Puoi chiedere in giro ... > No, lo chiedo a te, visto che sei tu ad affermare questa tesi. ![]() - Citazione - > > > L'insistere sul "dover credere"
Credo che il punto fondamentale è differenziare bene fidicia e fede...> > > t'imprigiona alla metafisica. Non c'è nulla di male in questo ma è bene > > > esserne consci. per la psicoterapia come per la medicina ci vuole *fiducia* e collaborazione. Può sempre sbagliare! Per la psicoterapia però questa fiducia è indispensabile essendo l'oggetto di studio la mente stessa. E' inevitabile Nick. Non sei d'accordo su questo? Come secondo te sarebbe possibile aiutare le persone che soffrono psicologicamente (e non somaticamente) altrimenti? Hai altre idee su come far guarire uno che è convinto che non è possibile farlo guarire? - Citazione - > > Se "invece" ciò che gli preme è soprattutto e sostanzialmente > > dimostrar(si) > > che non funziona ... non funzionerà: il Pazienta avrà avuto ragione ... e > > si > > presume che sarà contento ugualmente per aver ottenuto ciò che gli > > premeva. Su questo Vincenzo a ragione. Tu confondi i piani. Tutto questo tuo attacco alla validità scientifica della terapia è controptoducente e danneggia te! E' secondario soprattutto perché il tuo intento epistemologico è fuori luogo essendo tu paziente. Se tu invece provi a fidarti almeno potresti anche scoprire magari che qualche beneficio lo riesci a trarre da questa terapia. Scusa come spieghi che alcuni rapporti umani possono essere di grande aiuto e far superare dei grossi ostacoli alle persone? Il fatto che questo non accade sempre e per forza fa si che non sia scientificamente misurabile però non per questo vuol dire che non funziona. Io ti suggerirei, in tutta umiltà, un atteggiamento più pratico e meno teorico... magari anche nella tua vita in generale. Chissà che non ti possa giovare anche in altri ambiti! ![]() Ciao -- Solvejg |
|
#27
| |||
| |||
| Marco ha scritto: - Citazione - > Ti sbagli.
Nella tradizione falsificazionista (che, nonostante le critiche sembra> Credere di poter cambiare utilizzando lo strumento della terapia fa > parte di un discorso scientifico che attiene alla psicologia, una > scienza che riguarda il soggettivo. > E' questa la sua specificità. > Ignorarlo e cercare di uniformarla a una qualunque scienza naturale è un > errore, perchè l'oggetto è di tutt'altra qualità. essere ancora il paradigma dominante nelle comunità scientifiche), l'unica distinzione rilevante è tra teorie falsificabili e non. Le prime sono scienze empiriche, le altre metafisica. La questione, quindi, è che la psicoanalisi freudiana (ad esempio) è certamente non falsificabile e perciò non è, secondo questo criterio, scienza. Non è perciò rilevante l'oggetto di studio della singola disciplina ma il modo in cui la teoria è formulata. - Citazione - > Il problema è paragonare discipline scientifiche con oggetti e scopi
Spero di aver chiarito il contesto in cui parlo e perciò il significato> totalmente differenti. > Adattare il metodo all'oggetto di studio è scienza, non metafisica. > Forse è metafisica il contrario. relativo dei termini. - Citazione - > esiste la psicoterapia comportamentale, che nega il concetto
Peggio ancora > di mente e rinuncia a *comprendere* l'uomo accontentandosi di > *spiegarlo* con un modello che soddisfa i criteri di un epistemologia > adatta a studiare i minerali. Il criterio di falsificabilità nasce da una profondaavversione all'induttivismo su cui (anche) il comportamentismo è basato. |
| Tags |
| massimo, psicoterapia, trarre, vantaggio |
Discussioni simili | ||||
| Discussione | Forum | Risposte | Ultimo messaggio | |
| girovita massimo xgold: Secondo dei nuovi criteri proposti dalla International Diabetes Federation, un girovita maggiore di 94 cm per gli uomini e di 80 cm per le donne, insieme ad altri fattori di rischio, è associato... | Alimentazione | 10 | 13-12-2006 09.06.05 | |
| Dr. Massimo Montinari Kunga: Queste parole fanno parte del giuramento di Ippocrate al quale tutti i medici dovrebbero attenersi scrupolosamente, solo per il fatto di avere scelto quella professione. Il Dr. Massimo Montinari,... | Salute | 131 | 09-10-2005 18.21.16 | |
| C'e' un massimo di lavoro aerobico... DarkBlue©: ....oltre il quale è sempre deleterio andare. Che so 2 ore di cyclette al giorno. Grazie | Palestra | 4 | 27-01-2004 23.47.40 | |
| Psicoterapia nelle strutture pubbliche... (ERA : Psicoterapia: roba da ricchi o aperta a tutti ? i) Sert: Scusate se apro un nuovo 3ad ma vorrei dare rilievo alla cosa che potrebbe interessare anche qualcun altro. Questa sera sono andato dal medico di famiglia.... ho esposto i miei problemi di... | Psicologia | 4 | 01-08-2003 12.51.26 | |
| Spingere al massimo La Tempesta di Ossa: Vedo spesso sul NG parlare di arrivare alla fine di una serie talmente sfinito da non riuscire poi alla seconda serie a fare lo stesso peso x lo stesso numero di ripetizioni. Io ho provato diverse... | Palestra | 7 | 28-07-2003 14.19.46 | |
| Strumenti discussione | |
| Modalità visualizzazione | |
| |