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| "MrAlfa - Fernando Bellizzi" <azteca_t0gli_[at]alice.it> ha scritto nel messaggio: - Citazione - > Perchè questo fa parte di quel meccanismo chiamato Transfert e
Lo so, lo so ... cosa è il transfert! L'ho anche provato sulla mia pelle! > controtransfert, per cui è la situazione stessa a determinare un > possibile innamoramento ed è simile come situazione dato che > l'analista rappresenta il potere, colui che fornisce aiuto. ![]() Ma infatti il mio era proprio un esempio far vedere che ci sono delle realzioni complesse in cui è l'idea della persona e quello che rappresenta e non la persona in sé a provocare certe reazioni. E il transfert terapeutico è esattamente questo! Però non l'unica relazioni ad avere queste caratteristiche no?? capisci perché ho fatto questo esempio? - Citazione - > Però, qualcuno una teoria diversa la elaborò, e disse che la terapia
Ahhh > doveva essere finalizzata al rapporto sessuale e che la terapia > andava fatta nudi... certo, poi è stato radiato dall'ordine... ma chi è!? lo voglio conoscere questo!- Citazione - > > io voglio sapere perché non lo faresti, non che c'è una legge che te lo
Perfetto, allora buon per te, perché sei un galantuomo! :-)> > vieta, sennò non ci siamo capiti. > Se ho un altro rapporto in corso non lo farei per onorare quel > rapporto esistente. > Non lo farei se mi rendessi conto che il tentativo di seduzione è > legato ad un tratto patologico della persona. > Non lo farei se mi rendessi conto del possibile esito negativo per > quella persona. > Per ora questo rispondo. Solvejg |
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#30
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| Il Mon, 29 Dec 2008 16:09:02 GMT, "Solvejg" <solvejg85NOSPAM[at]libero.it> hai scritto: - Citazione - > Appunto, è solo una parte. In questo caso quella smagliante e di successo.
Senti, sarà una parte, m non ritengo sia una parte non determinante> E' solo uno stereotipo di quella persona, niente a che fare con una > conoscenza vera e propria. nella struttura della persona. - Citazione - > significa che una persona non abbia poi una sua personalità, delle
D'accordo, ma non è elemento da poco questo, imho, nella struttura> caratteristiche e delle attitudini personali che stanno alla base e sono il > fondamento di quella cosa chiamata personalità. No? della personalità. Cioè, non stiamo parlando di un elemento da poco: c'è chi si suicida se perde il posto di lavoro. - Citazione - > > Domanda cattiva: quanto c'è d'invidia nel definire deplorevole un capo
Si, ho letto dopo, e la trovo pertinente e corretta come analisi.> > che si "aprofitta" della situazione? > Non è affatto cattiva. O almeno, non per me. > Se infatti vai a leggerti la mia prima risposta a sanchioni troverai che gli > dicevo proprio questo. ![]() - Citazione - > Anche perché se una cosa tocca così tanto negativamente di solito c'è
Si> qualcosa sotto, altrimenti il sentimento principale sarebbe l'indifferenza > oppure un giudizio più distaccato. - Citazione - > Piuttosto te la faccio io una domanda cattiva.
Perchè questo fa parte di quel meccanismo chiamato Transfert e> Visto che affermi nel pieno delle tue facoltà: > "Non ci vedo niente di male a sfruttare le proprie capacità e le > proprie abilità a proprio vantaggio. > Nè ad avere un desiderio di migliorarsi e di ottenere il meglio." > Perché questa cosa sarebbe sbagliata nel caso del fascino che eventualmente > potresti esercitare mettiamo nei confronti delle tue ex pazienti (che sono > un po' come delle tue sottoposte sul lavoro ... in un certo senso)? controtransfert, per cui è la situazione stessa a determinare un possibile innamoramento ed è simile come situazione dato che l'analista rappresenta il potere, colui che fornisce aiuto. Non sarebbe a mio vantaggio un coinvolgimento sessuale con le pazienti, poichè il mio vantaggio sta nel realizzare un obiettivo di lavoro psicologico, non un obiettivo sessuale. Il coinvolgimento sessuale, sarebbe dannoso, secondo un ottica psicodinamica e psicanalitica. Ciò non toglie che è successo che lo psicologo sposi una sua ex paziente... Però, qualcuno una teoria diversa la elaborò, e disse che la terapia doveva essere finalizzata al rapporto sessuale e che la terapia andava fatta nudi... certo, poi è stato radiato dall'ordine... - Citazione - > Porto consapevolmente la situazione all'estremo, ma in linea teorica tu in
Ed è proprio questo che aiuta anche nella cura...> quel momento ha davanti una persona che magari rimane affascinata da te e > dal tuo carisma terapeutico ... - Citazione - > tu sai che quella persona vede in te un qualcosa ... che non sei tu
La risposta è che una volta finita la relazione terapeutica il divieto> realmente: se lei ti butta le braccia al collo a relazione terapeutica > conclusa, tu perché dovresti rifiutarla, se ti piace? a questa situazione nasce da altre implicazioni non legate alla relazione terapeutica stessa. E se la cosa avviene con una, è lecito e possibile, se la cosa avviene con tutte, all'insaputa una dell'altra, la cosa potrebbe essere discutibile, ma qui entriamo nell'etica personale e sociale vigente e nella morale. - Citazione - > Facciamo finta che le condizioni siano queste:
Sai, qui entri in un ambito molto più ampio.> lei sta benissimo ora e la terapia era finita da un bel po'. Dipende da molti fattori. Comunque diverse coppie nate nel lettino sono poi finite nel lettone... Ma c'entra anche quel qualcosa legato al conoscere profondamente una persona. - Citazione - > Ovviamente non mi rispondere "perché non è deontologicamente corretto" ...
Posso pure provare a rispondere.- Citazione - > io voglio sapere perché non lo faresti, non che c'è una legge che te lo
Se ho un altro rapporto in corso non lo farei per onorare quel> vieta, sennò non ci siamo capiti. rapporto esistente. Non lo farei se mi rendessi conto che il tentativo di seduzione è legato ad un tratto patologico della persona. Non lo farei se mi rendessi conto del possibile esito negativo per quella persona. Per ora questo rispondo. -- Fernando Bellizzi "Nulla è vero o falso, ma è il pensarlo che lo rende tale" [Sheakespeare] "L'uomo dice che il tempo passa; il tempo dice che l'uomo passa" "Difficile non è sapere, ma saper far uso di quello che si sa" [Han Fei Tzu] |
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#29
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| "MrAlfa - Fernando Bellizzi" <azteca_t0gli_[at]alice.it> ha scritto nel messaggio: - Citazione - > > In fondo chi fa così sa benissimo
Appunto, è solo una parte. In questo caso quella smagliante e di successo.> > che le donne non lo scelgo perché è *lui* con i suoi pregi e con i suoi > > difetti, ma per quello che rappresenta nella sua posizione. > Ma quello che rappresenta non è parte di lui? E' solo uno stereotipo di quella persona, niente a che fare con una conoscenza vera e propria. - Citazione - > Io sinceramente ho più una visione di personalità legata all'ambiente,
Ma sono d'accordo anche io su questo. Stimoli diversi (di tipo ambientale)> cioè agisco e penso in un determinato modo in base all'ambiente dove > mi trovo, per cui posso essere gentile e premuroso a casa e arrogante > e scostante in ufficio, proprio perchè agisco in modo diverso in base > all'ambiente ed agli elemnti presenti nell'ambiente. tirano fuori reazioni diverse ... e comportamenti diversi, ma questo significa che una persona non abbia poi una sua personalità, delle caratteristiche e delle attitudini personali che stanno alla base e sono il fondamento di quella cosa chiamata personalità. No? - Citazione - > Guarda che io non ho questa visione della <bimbetta innocente> della
Non volevo esprimere questa visione e attribuirla all'intero genere> donna; qualcuna i suoi conti riesce a farseli e calcola bene. femminile. Era solo un esempio delle incomprensioni e dei fraintendimenti che possono verificarsi se si basa un rapporto d'amore/personale solo sulla rappresentazione che si ha o che si vuole avere di una persona. Secondo me è un peccato se ci si basa *solo su questo*. - Citazione - > Io sinceramente l'approfittarsi lo vedo in una situazione del genere
Questo non è approfittarsi, è ricatto. Ed è pure reato penale. C'è un po' di> se il capo va dalla donna (o comunque dal subalterno\a) e dice "sesso > in cambio di..." allora sono d'accordo nel definire la situazione di > approfittarsi, differenza! - Citazione - > ma se è la donna o comunque il sublaterno che si mette
Infatti ho scritto che è perfettamente legittimo tutto ciò!> in mostra e propone, allora non c'è approfittarsi, ma c'è un > utilizzare le risorse a disposizione. Dico solo l'uomo che si serve di queste sue risorse a disposizione per stringere delle relazioni, IMHO (e ripeto, nella mia personalissima e privata visione della realtà, che è diversa dalla tua evidentemente), ha una visone opportunistica e ristretta delle relazioni e dei sentimenti umani. Io preferisco i sentimenti più disinteressati! e bada che ho scritto *piùdisinteressati*, non completamente disinteressati. Infatti sono perfettamente consapevole che ogni relazione è uno scambio di qualcosa e ha alla base sempre una proiezione di desideri reciproci, ma c'è modo e modo, e proiezioni e proiezione. Ci sono proiezioni che possono essere completamente arbitrarie e frutto totale della fantasia di chi le proietta, altri invece possono essere più vicine alla realtà delle cose. - Citazione - > Domanda cattiva: quanto c'è d'invidia nel definire deplorevole un capo
Non è affatto cattiva. O almeno, non per me.> che si "aprofitta" della situazione? Se infatti vai a leggerti la mia prima risposta a sanchioni troverai che gli dicevo proprio questo. ![]() E possibilissimo e anzi probabile che dietro a questo tipo di biasimo-rabbioso ci sia l'invidia! Anche perché se una cosa tocca così tanto negativamente di solito c'è qualcosa sotto, altrimenti il sentimento principale sarebbe l'indifferenza oppure un giudizio più distaccato. Nel mio caso si tratta di una semplice considerazione, non essendo in quella situazione fisicamente è difficile che ci possa essere dell'invidia da parte mia, non credi? Piuttosto te la faccio io una domanda cattiva. Visto che affermi nel pieno delle tue facoltà: "Non ci vedo niente di male a sfruttare le proprie capacità e le proprie abilità a proprio vantaggio. Nè ad avere un desiderio di migliorarsi e di ottenere il meglio." Perché questa cosa sarebbe sbagliata nel caso del fascino che eventualmente potresti esercitare mettiamo nei confronti delle tue ex pazienti (che sono un po' come delle tue sottoposte sul lavoro ... in un certo senso)? Porto consapevolmente la situazione all'estremo, ma in linea teorica tu in quel momento ha davanti una persona che magari rimane affascinata da te e dal tuo carisma terapeutico ... tu sai che quella persona vede in te un qualcosa ... che non sei tu realmente: se lei ti butta le braccia al collo a relazione terapeutica conclusa, tu perché dovresti rifiutarla, se ti piace? Facciamo finta che le condizioni siano queste: lei sta benissimo ora e la terapia era finita da un bel po'. Ovviamente non mi rispondere "perché non è deontologicamente corretto" ... io voglio sapere perché non lo faresti, non che c'è una legge che te lo vieta, sennò non ci siamo capiti. Solvejg |
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#28
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| "sanchioni" <dariolampa[at]fastmail.in> ha scritto nel messaggio news:uLv5l.234436$FR.517697[at]twister1.libero.it... - Citazione - > [cut] quello che chiedo se è vero che essere "potenti" in un determinato
Il "potere" ha sempre fatto attrazione; sia sulle donne, sia sugli uomini:> ambiente renda irresistibilmente attraenti e crei una sorta di riverenza > intorno a se e quale puo' essere la difesa le prime sono attratte per i motivi etologici/istintivi esposti da Mr.Alpha; per i secondi ... si tratta del fatto che si subisce il carisma di chi - ... in un modo qualunque, ma *comunque*- ha dimostrato di saperci fare, e -nè più nè meno che come accadeva agli ingenui marinai di Ulisse trascinati da lui in avventure che, se fosse stato per loro, si sarebbero risparmiate volentieri!- si stabilisce una subalternità/dipendenza che comporta la disponibilità all'obbedienza, e a farsi guidare/indirizzare nell'azione. In entrambi i casi, si tratta di determinanti inconscie che sono (state) utili ai fini adattivi, evoluzionisticamente parlando, perchè hanno permesso ai "non-potenti" di avvantaggiarsi del "potere" (concreto o potenziale) della persona dalla quale si lascia(va)no condizionare. Difendersi da determinanti inconscie "non è facile", e comunque significa porre al vaglio della coscienza (che opera a livello superiore e/o successivo) ciò che emerge da esse; e ... non è affatto detto che la coscienza dissenta! Infatti, e per es. ... i marinai di Ulisse non dissentirono nemmeno di fronte alle Colonne d'Ercole! :-) Ora ... a parte il carisma di "un capo" quale Ulisse, IMHO quando ci si trova in contesti fortemente competitivi (e quindi "pericolosi" per chi non abbia protezione da qualcuno che comanda), si aggiungono "anche" valutazioni opportunistiche di origini ... che si devono definire per forza <<culturali> > . Tutto ciò opinabilmente premesso ... <<difendersi> > IMHO non appare immediatamente facile. - Citazione - > nel mio caso la difesa è chiudermi in uno stato di apatia: non
Se uno vuole "difendersi" dalla *istintiva* subalternità/dipendenza da "un> potendo mandarlo a cagare perlomeno non dò segni di > accondiscendenza con il linguaggio del corpo capo", IMHO potrebbe innanzitutto chiedersi <<se e perchè> > gli è eventualmente necessario *ostentare* la non subalternità/dipendenza , non facendosi bastare di sapere che non ci casca. Infatti ... basta decidere di non volerci cascare, e non ci si casca. - Citazione - > le donne quando non c'è ne dicono peste e corna ma quando
.... che effetto ti fa? Nel senso ... *che te ne importa*?> entra in stanza le vedi eccitatissime) - Citazione - > Considerazioni?
.... non saprei.Peraltro ... ognuno fa come si sente. :-)) -- Vincenzo |
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#27
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| On 27 Dic, 20:56, "sanchioni" <dariola...[at]fastmail.in> wrote: - Citazione - > Ma quello che chiedo a voi se è vero che essere "potenti" in un determinato
non capisco perché tanto rancore ed invidia verso un "capo",> ambiente renda irresistibilmente attraenti e crei una sorta di riverenza > intorno a se e quale puo' essere la difesa (nel mio caso la difesa è > chiudermi in uno stato di apatia: non potendo mandarlo *a cagare perlomeno > non dò segni di accondiscendenza con il linguaggio del corpo, mentre le > donne quando non c'è ne dicono peste e corna ma quando entra in stanza le > vedi eccitatissime) > Considerazioni? sinceramente. dal mio punto di vista di donna non mi eccito sicuramente quando vedo il mio capo (eppure ne ho tre, uno meglio dell'altro) ma ho sicuramente un comportamento di tutto rispetto verso una persona che ha saputo arrivare dove sta. Quando passa il mio collega si scherza e si ride, se passa il capo sorrido gentilmente e saluto con il Lei. Inoltre é la persona che mi permette di lavorare, di farlo bene, di portare a casa bei soldini ed é grazie a lei e non al mio collega che posso permettermi tutto quello che ho. Rispetto e gratitudine, ti bastano come spiegazione? Ovviamente se fosse "una capa" in egual misura, ovvio. |
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#26
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| Il Sun, 28 Dec 2008 15:32:11 GMT, "Solvejg" <solvejg85NOSPAM[at]libero.it> hai scritto: - Citazione - > > E quali sono i metodi leciti che il capo ha per ottenere favori
Ma quello che rappresenta non è parte di lui?> > sessuali? > > E non potrebbe essere, che le suddette femmine, preferiscano elargire > > favori sessuali (ed ottenerne) ad (da) un tale maschio? > E' legittimo infatti. Si tratta di scegliere cosa e chi si preferisce, però > anche io lo trovo sinonimo di mediocrità. In fondo chi fa così sa benissimo > che le donne non lo scelgo perché è *lui* con i suoi pregi e con i suoi > difetti, ma per quello che rappresenta nella sua posizione. Io non sono d'accordo su questa divisione a settori, dato che si da per scontato che la posizione che ricopre non influisca in alcun modo nella sua persona e nel suo modo di essere. Io sinceramente ho più una visione di personalità legata all'ambiente, cioè agisco e penso in un determinato modo in base all'ambiente dove mi trovo, per cui posso essere gentile e premuroso a casa e arrogante e scostante in ufficio, proprio perchè agisco in modo diverso in base all'ambiente ed agli elemnti presenti nell'ambiente. - Citazione - > E' do ut des ... però non sempre è visto così dalle donne. Alcune non lo
Guarda che io non ho questa visione della <bimbetta innocente> della> capiscono e credono davvero alla favoletta della relazione spontanea e > disinteressata ... e poi ci sbattono il muso! donna; qualcuna i suoi conti riesce a farseli e calcola bene. - Citazione - > Però converai con me che non è da gentiluomini
Io sinceramente l'approfittarsi lo vedo in una situazione del genere> approfittarsene. ![]() se il capo va dalla donna (o comunque dal subalterno\a) e dice "sesso in cambio di..." allora sono d'accordo nel definire la situazione di approfittarsi, ma se è la donna o comunque il sublaterno che si mette in mostra e propone, allora non c'è approfittarsi, ma c'è un utilizzare le risorse a disposizione. Domanda cattiva: quanto c'è d'invidia nel definire deplorevole un capo che si "aprofitta" della situazione? -- Fernando Bellizzi "Nulla è vero o falso, ma è il pensarlo che lo rende tale" [Sheakespeare] "L'uomo dice che il tempo passa; il tempo dice che l'uomo passa" "Difficile non è sapere, ma saper far uso di quello che si sa" [Han Fei Tzu] |
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#25
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| Il Sun, 28 Dec 2008 11:00:37 GMT, "sanchioni" <dariolampa[at]fastmail.inhai scritto: - Citazione - > > Anche <fare la bella statuina> rientra tra le difese naturali: ci si
Quindi eviti l'attivazione di quel sistema, che equivale alla sua> > pietrifica per evitare che il movimento venga percepito e quindi per > > non diventare bersaglio! > Invece il mio stato di apatia è una sorta di lobotomia volontaria > provvisoria per non dare alcun segno di assecondaggio. pietrificazione\congelamento. - Citazione - > > ...in determinato modo, i maschi in altro.
Ma anche verso maschi potenti.> Le donne sono servili verso gli uomini potenti, i maschi verso le belle > donne (così almeno mi è parso di vedere) Tu scegli l'apatia come strategia. - Citazione - > Tempo fa c'era su un altro newsgroup un utente non vedente che raccontava
Io non la vedo così.> come in una comunità di non vedenti in Toscana, i volontati normodotati che > lavoravano laggiu' avevano un successo strepitoso con le ragazze della > comunità. > Insomma, è concorrenza sleale. Non ci vedo niente di male a sfruttare le proprie capacità e le proprie abilità a proprio vantaggio. Nè ad avere un desiderio di migliorarsi e di ottenere il meglio. - Citazione - > Semplicemente dare segni fi accondiscendenza mi farebbe sentire ipocrita con
Sai, al di là delle belle parole, se io penso che una persona sia un> me stesso visto che considero il boss un gran pezzo di m...a. pezzo di m..a, sicuramente non mi fa essere leale ed onesto con quella persona, ma mi fa essere intelligente e diplomatico e mi permette di mantenere un clima disteso ed aumeta le probabilità di sopravvivenza in quell'ambiente. - Citazione - > non potendolo mandare a cagare, per ovvi motivi, perlomeno evito di
Sai, non sei comunque sincero.> sorridergli e assecondarlo. - Citazione - > Le altre invece, le ragazze, lo odiano ugualmente, ma quando passa di lì
Amore e odio vanno di pari passo.... o forse lo odiano per assecondare> sono tutte arrapate. chi lo odia, ma poi nella realtà, eccita. E forse l'odio serve anche per crearsi un alibi per non essere state scelte... -- Fernando Bellizzi "Nulla è vero o falso, ma è il pensarlo che lo rende tale" [Sheakespeare] "L'uomo dice che il tempo passa; il tempo dice che l'uomo passa" "Difficile non è sapere, ma saper far uso di quello che si sa" [Han Fei Tzu] |
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#24
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| sanchioni ha scritto: - Citazione - > Ho notato che le impiegate donne si sciolgono come neve al sole quando passa
molte donne sono insofferenti all'idea che il mondo possa essere> dal nostro ufficio l'amministratore delegato.... sull'attenti, petto in > fuori, sorriso sulle labbra e risatine alle battute idiote del boss, che se > le avessi fatte io quelle battute mi avrebbero mandato a quel paese. organizzato efficientemente solo con la gerarchia. Tuttavia nelle aziende il potere è fondato su strutture di tipo gerarchico, sull'esempio dei corpi militari o delle squadre di calcio e allora come fare per mantenere *l'utile* al *dilettevole*? Creare un ambiente anch'esso gerarchico, ma in maniera diversa : )Questo non significa che ci sia del sesso per forza ma solamente un clima un po' piu' sereno creato dal sorriso. Poi, il rimanere *indifferente* al carisma del capo mi sa tanto di auto difesa. Per esempio: cosa fa il timido che ha paura? Diventa aggressivo. Cosa fa chi si sente dominato? Cercherà di dominare oltre che con la professionalità anche con l'indifferenza nei confronti del capo( o dalle colleghe che hanno i sorrisi risevati). L'indifferenza è reale se si trova la pienezza in se stessi. Non si ha bisogno dell'ammirazione degli altri per credere in se stessi (sicuramente il tuo caso). Oppure si puo' aver bisogno di sembrare ...perfetti... e ...staccarsi da tutte quelle sciocchezze di cui si riconosce lo scarso valore...(vedi l'atteggiamento delle segretarie verso il capo). Così gli altri ci ammirano ancor di piu' per la nostra ...modestia... ammirazione della quale si ha bisogno per sentirsi sicuri. Ciao |
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| "MrAlfa - Fernando Bellizzi" <azteca_t0gli_[at]alice.it> ha scritto nel messaggio: - Citazione - > > Personalmente non ho molta stima del capo che
E' legittimo infatti. Si tratta di scegliere cosa e chi si preferisce, però> > si scopa le sottoposte perché ritengo che sia sinonimo di bassezza e > > mediocrità utilizzare il proprio potere carismatico dovuto alla gerarchia > > per ottenere favori sessuali.... > E quali sono i metodi leciti che il capo ha per ottenere favori > sessuali? > E non potrebbe essere, che le suddette femmine, preferiscano elargire > favori sessuali (ed ottenerne) ad (da) un tale maschio? anche io lo trovo sinonimo di mediocrità. In fondo chi fa così sa benissimo che le donne non lo scelgo perché è *lui* con i suoi pregi e con i suoi difetti, ma per quello che rappresenta nella sua posizione. E' do ut des ... però non sempre è visto così dalle donne. Alcune non lo capiscono e credono davvero alla favoletta della relazione spontanea e disinteressata ... e poi ci sbattono il muso! Colpa loro, dirai. Però converai con me che non è da gentiluomini approfittarsene. ![]() Solvejg |
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#22
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| "sanchioni" <dariolampa[at]fastmail.in> ha scritto nel messaggio: - Citazione - > Ma quello che chiedo a voi se è vero che essere "potenti" in un > determinato ambiente renda irresistibilmente attraenti e crei una sorta di > riverenza intorno a se Certo che sì! è quello che vedi giornalmente no? Ed è una cosa comunissima appunto. Io credo che le ragioni possano essere molteplici a seconda dei casi: 1) si venera il potente per paura che possa rivolegere il suo potere contro di noi. 2) si venera il potente perché ha qualcosa che vorremmo anche noi. E' l'invidia che si maschera da ammirazione quando sentiamo che la cosa che il potente in questione rappresenta o possiede è troppo fuori dalla nostra portata e un atteggiamento di sfida o di rivalità ci vedrebbe perdenti. 3) si venera il potente/superiore perché fa davvero qualcosa che lo rende ammirevole hai nostri occhi e pensiamo che la sua vicinanza ci possa rendere più ricchi in qualcosa. Secondo me è il caso (il terzo) delle donne che cercano, come diceve Fernando, un compagno potente istintivamente per la prole... e per converso anche quello dell'uomo che cerca la ragazza giovane e bella per lo stesso motivo (cheché ne dicano gli uomini!), cioè perché forme fisiche belle (seni, fianchi, bocca e capelli in particolare) richiamano istintivamente l'idea di fertilità. E' anche il caso del rapporto maestro e allievo. L'uno venera l'altro perché vuole apprenderne il segreto e l'arte. - Citazione - > e quale puo' essere la difesa (nel mio caso la difesa è chiudermi in uno
Il tuo risentimento verso di lui (IMHO) è comunque una risposta al> stato di apatia: non potendo mandarlo a cagare perlomeno non dò segni di > accondiscendenza con il linguaggio del corpo, mentre le donne quando non > c'è ne dicono peste e corna ma quando entra in stanza le vedi > eccitatissime) suo stato di superiorità o potere. Se la tua intenzione è quella di trattarlo come se non avesse nulla in più rispetto a te allora il sentimento corretto sarebbe l'indifferenza totale. Dovreisti cioè non provare esattamente nulla nei suoi confronto, a parte un po' di compassione per un povero imbecille che comanda e si crede chi sa chi ... ![]() Una malcelata indifferenza che nasconde invece del rancore può, sempre IMHO, essere sintomo di invidia per qualcosa che lui ha (l'attenzione delle altre donne ad esempio ...visto che è appunto quello che mi sembra ti infastidisca di più!) nonostante sia, come tu dici, un idiota. Non sto dicendo che questo è il tuo caso bada bene. Non mi permetto di giudicare una cosa che comunque non conosco, ma può essere un'ipotesi. Cosa ne pensi? Ciao, Solvejg |
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| comportamento, donne, fronte, potenti, specie |
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