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| "Enrico C" <use_replyto_address[at]devils.com> ha scritto nel messaggio news:37dc43d2-193a-4ad1-a551-00dd2301040c[at]m20g2000vbp.googlegroups.com... rispondendo a "Nico Valerio" <nico_vale...[at]tiscali.it> 18 Ott, 17:01: - Citazione - > Ah beh, io non parlavo mica di un gruppo o una tradizione particolare, > ma del mito del naturale rincorso dalla nostra società moderna, > spaventata da tecnologie che spesso non capisce, a torto o a ragione... La mia nota era su esempi marginali, perché la tesi principale ritenevo di averla già indicata col link all'articolo esplicativo di "che cosa si deve intendere per cibo "naturale" oggi" (v. colonnino http://alimentazione-naturale.blogspot.com ) Lo ripeto in sintesi, per i tanti su internet che non vanno mai a leggersi i link indicati. Per opporsi ai soliti produttori e pseudo-nutrizionisti furbi per cui tutto è "naturale", oppure solo le modalità più bislacche, non resta che specificare una volta per tutte che cosa è davvero, oggi, una "alimentazione naturale". Non vuol dire assolutamente "che viene dalla Natura". Perché tutto viene dalla Natura. "Naturale" in italiano ha diversi significati. Vuole anche dire tipico, normale, adatto, elettivo ecc. Esempi: il ladro ruba, naturale! Cioè, non è nella Natura di boschi e valli, ma è nella "sua" natura. Qual è la "naturale" conseguenza d'un arresto? Il carcere. E così via. L'alimentazione naturale dell'Uomo è una accezione antropologico-culturale, cioè legata alla civiltà e alla storia. E' quel regime alimentare di lungo periodo che, pur tra le migliaia di veleni naturali presenti nei cibi, con variazioni tra popolo e popolo, stagione e stagione, delinea una linea di tendenza "scelta" per prove ed errori dall'Uomo stesso. Di qui l'espressione cibo "elettivo", cioè scelto. Insomma il cibo più adatto alla specie Uomo. O meglio il meno inadatto, il meno tossico, il meno rischioso. E dunque, se la logica è logica, il più sano. Come infatti confermano i vari scienziati di oggi (epidemiologi, tossicologi, oncologi, cardiologi, nutrizionisti ecc). (cfr, le variazioni su dieta povera, dieta mediterranea antica ecc). Che dire, invece, quando qualcuno attribuisce ad un singolo alimento il termine "naturale"? E' qui che si celano le peggiori mistificazioni commerciali e ideologiche. Si deve rispondere che il broccolo, p.es, è "naturale" non per la sua asserita origine agricola (bio o non-bio), ma perché si inserisce storicamente e oggi epidemiologicamente, clinicamente, oncologicamente e anche farmacologicamente (glucosinolati che diventano tiocianati anti-cancro capaci anche della Fase 2) nella alimentazione naturale dell'Uomo, quindi scelta da millenni, quindi provata a lungo, quindi provata e confermata oggi anche dalla scienza e dalla medicina, quindi meno tossica, quindi protettiva, quindi sana. Questo il sillogismo. Ecco il motivo delle 5-6 porzioni di verdure e frutta da mangiare ogni giorno. Che si inserisce nella antica prassi naturale dell'Uomo. (cfr. la satira di Plauto sull'eccesso di verdure tipico della tavola romana: verdure di contorno ad altre verdure!). Mentre, per dire, la pasta di semola, magari biologica, però raffinata e quindi privata di quasi tutte le sue sostanze protettive (germe con grassi polinsaturi e vit. E, fibre, polifenoli antiossidanti, saponine, lectine, fitati ecc), che nessun popolo ha mai mangiato nell'Antichità, e che oggi anche la scienza vieta (Consensus cardio-diabeto-oncologici, piramide di Harvard-Willett ecc), scienza purtroppo ignorata da nutrizionisti, Governi e produttori, non potrà mai essere definita "naturale". Perché, viste le premesse logico-storico-terminologiche di cui sopra, non è né storica, né protettiva, né "sana". Mentre il "nuovo alimento" pomodoro, sconosciuto agli Etruschi e Romani, e osteggiato dai tradizionalisti fino all'800 come "non naturale", è per la nostra Cultura non storico, è vero, ma altamente protettivo purché maturo. Ed ha perfettamente allignato in Italia, meglio che in America Centrale, dove era piccolo, giallo ("pomo d'oro") e aspro. In quanto al frigorifero, la neve e il ghiaccio erano in uso già a Roma antica per conservare i cibi deperibili (cantine speciali impermeabilizzate piene di neve pressata fatta venire coperta di paglia e lana per mezzo di carri veloci speciali con diritto di precedenza a tutti gli incroci e in tutte le stazioni di posta, dal nevaio del Monte Pellecchia. Dunque il freddo è il più naturale e sano dei mezzi di conservazione. Salatura e affumicatura, ancorché antichi, sono i peggiori per la scienza (collegati a vari tipi di cancro). Insomma, per il concetto di naturale, e quindi sano, la prima parola ce l'ha la Tradizione, ma l'ultima e definitiva, la Scienza moderna. Invito però a leggere l'articolo-manifesto nel link: è più rilassante. |
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#28
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| On 18 Ott, 17:01, "Nico Valerio" <nico_vale...[at]tiscali.it> wrote: - Citazione - > I naturisti (sinonimi: salutisti, igienisti, ippocratici) [...] Ah beh, io non parlavo mica di un gruppo o una tradizione particolare, ma del mito del naturale rincorso dalla nostra società moderna, spaventata da tecnologie che spesso non capisce, a torto o a ragione. Non ci sono solo i naturisti-salutisti con la loro tradizione, ma anche chi in nome del naturale crede a qualsiasi teoria, a qualsiasi claim del marketing o magari al primo ciarlatano venditore di fumo. Facevo solo qualche esempio per mostrare come non sia sempre vero che la forma più "vicina alla natura" (qualisasi cosa ciò voglia dire) sia necessariamente migliore e più sana, perché in diversi casi le tecnologie possono migliorare il nostro cibo, la sua produzione e la conservazione, dunque ogni caso va valutato singolarmente e non con l'astratta formuletta del "più naturale". Di fatto, come hai notato anche tu, molti alimenti presentati come "naturali" sono in realtà frutto di millenni di antropizzazione, di selezioni, lavorazioni, insomma di know-how tecnologico, anche se spesso lo si dà per scontato o si mostra di non saperlo. Persino il "biologico", a cui io stesso faccio spesso le pulci, corrisponde però a procedimenti e impegni abbastanza precisi, non a un generico "naturale" che non si sa cosa voglia dire. Lo stesso olio di oliva extravergine, per fare ancora un altro esempio tra i tanti che sarebbe possibile fare, è oggi estratto con macchinari moderni che permettono una qualità finale del prodotto un po' migliore delle mole "di una volta", AFAIK. Con la tecnologia puoi fare la bomba atomica o puoi far sta bene la gente, può essere "buona" o "cattiva". La stessa tecnica della cottura, può essere utile per certi cibi e inutile e dannosa per altri. Meglio, bisogna vedere *quale* cottura, per quanto protratta... La "natura", d'altra parte, può aiutarti o ucciderti, secondo i casi. Io dico: parliamo di cose concrete, non di principi astratti che vogliono dir poco. Poi, punto per punto, non sono sicuro di capire bene alcune cose che dici. Per esempio, certo che la frutta conservata anche in frigorifero può perdere nutrienti, ma -non avendo sempre l'albero sotto casa- le alternative di conservarla nella dispensa per mesi come si faceva un tempo, o di farne marmellata, non mi entusiasmano. Idem per il latte: io lo metto in frigorifero, apparecchio tecnologico nato solo da pochi decenni, non mi affido alla "natura". Per le solanacee, mi riferivo alle forme selvatiche originarie, non alla fissazione dei macrobiotici che temono qualsiasi solanacea, anche a basso tenore di solanina. Per gli OGM, certo che occorre procedere con prudenza per varie ragioni, anche ambientali,sociali, economica, ma la tecnica di per sé non "fa male". Semmai, come per ogni tecnica, va valutato cosa ci si fa, quindi ogni singolo OGM. Per il decaffeinato, credo che esistano ormai diverse tecniche per decaffeinare, e comunque non intendevo riferirmi negativamente al contenuto in caffeina del caffè in generale, ma a "alcune situazioni" in cui la caffeina è sconsigliata o va limitata anche per evitare eccessi, come può capitare in certi casi. Per quanto riguarda carne e pesci crudi, ti dico che c'è anche chi predica il crudismo assoluto e integrale, e comunque anche questi erano esempi per mostrare come sarebbe paradossale rincorrere il "naturale" assoluto! Per quanto riguarda lo zucchero, non credo che gli Antichi fossero immuni dal suo uso: AFAIK usavano il miele, che... se non è zuppa è pan bagnato ;-) |
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#27
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| Il 17/10/2009, *romyr* ha detto : - Citazione - > > L'industria risponde spesso con specchietti per le allodole.
Ci ho ragionato sù: naturale o artificiale?> > "Naturale" diventa un claim del marketing per attirare clienti verso > > prodotti che non hanno niente di speciale. > Certamente. Però sarebbe come dire che dobbiamo rifiutare Internet in > blocco perchè ad essa si accodano truffatori e delinquenti. > Ad ogni occasione possibile c' è qualcuno che cerca di abusare, > tuttavia la crescente cultura (come ad esempio il tuo ottimo post) , > le leggi e spesso i consorzi fanno sì la tendenza sia verso la giusta > meta. > > > 3) I sostenitori sono più felici, appagati, nel sapere che si > > > alimentano in modo naturale. La convinzione è la base del placebo. > > > Giusto ? > > > Giusto, ma forse sono troppo angosciati da minacce "artificiali" che > > non esistono o comunque andrebbero viste per quel che sono, > > cogliendone il buono ed evitando il cattivo. > Il mondo è bello perchè è vario. C' è sicuramente chi si angoscia per > una meta irraggiungibile, ma si angoscia anche per l' aria che > respira, per lo stress , per il rumore, per le radioemissioni; c' è > chi invece si limita a scegliere tra quello che ha a disposizione, con > animo più sereno. > Non dimentichiamo che se ora siamo qui a parlarne è perchè nei > millenni, quando della chimica non esisteva neanche la parola, l' > uomo, tramite la selezione naturale, ha convissuto con sostanze > assolutamente naturali. Certo, talune cancerogene, altre addirittura > letali, ma, per la maggior parte adatte a lui. > E' chiaro che, come giustamente hai asserito, il giorno d' oggi quella > natura che cito è un' illusione, ma è altrettanto chiaro che nessuno > può impedirci di orientarci, e sottolineo orientarci, non pretendere, > verso questa cultura, sia in senso alimentare che in senso > psicologico.. Anche se mi costa ammetterlo, pendo per un certo tipo di naturale, non globalizzato. in effetti l'uomo di scienza di solito consuma tutte le energie assorto a contemplare il "particolare", perdendo di vista tutto il grosso che c'è intorno. Le variabili in ballo sono infinite. Vedi grandi disastri della storia. Allorché non si vorrebbe tenerlo sotto una campana di vetro (a vegetare) a clima costante + nutrizione per via ematica con elementi essenziali sintetizzati: Che senso avrebbe controllare la nutrizione di un organismo così "complesso" , quando poi non è possibile controllare l'ambiente che lo contiene? In balia delle nostre pulsioni, vogliamo tutto e subito - vogliamo consumare tutto e in questo momento. Non una briciola va lasciata nelle mani dei posteri, il nostro ego lo reclama vorace. Noi siamo *concepiti diversificati* per adattarci alle variazioni dell'ambiente, ergo naturale. Ma non col cronometro al polso. Non per adattare utopicamente l'ambiente a noi. Solo che oggi da quando si nasce non si entra in sintonia con l'ambiente, poiché siamo troppo occupati a correre verso l'eldorado, vivendo l'illusione di un progetto temporaneo Riempiendo il mondo con il moltiplicatore di organismi. Anche Alien della fantascienza respirava metano puro a casa sua... )Alla fine, quale vantaggio ha fare tanta fatica nel fare una determinata cosa, quando chi non ha fatto niente - non si è nemmeno mosso, ci beffa, poiché in questo modo atipico sta molto più avanti di noi... Aveva ragione lui... -- l'abito fa l'uomo. Meno c'è l'uomo più cresce il bisogno dell'abito |
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#26
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| "Enrico C" <use_replyto_address[at]devils.com> ha scritto nel messaggio news:hbf5vu$755$1[at]news.newsland.it... - Citazione - > Nico Valerio ha scritto: > > tranne piccole inesattezze, le dò pienamente ragione! > A questo punto sono curioso, quali sono le inesattezze? E perché mi dai > del lei? :-) - Citazione - > la refrigerazione dei frigoriferi è infatti artificiale, per non parlare
I naturisti (sinonimi: salutisti, igienisti, ippocratici) usano edelle altre tecniche di > conservazione prescrivono da millenni per lo più il cibo fresco, non conservato, senza fanatismo ma come tendenza. Qui invece la cosa viene presentata in modo caricaturale. Invece è giusta, anzi up-to-date: la scienza di oggi dice la stessa cosa quando trova che la vit. C si dimezza in media nelle verdure comservate al freddo e (2008) ricercatori dell'INRAN, tra cui l'amico Serafini, rivelano che nelle "insalate pronte" dei supermercati, pulite e conservate in frigo in buste piene di azoto, c'è una ecatombe di vitamine e antiossidanti. - Citazione - > Legumi. in nome del "naturale", andrebbero consumati tal quali, In realtà,
Chi è il matto, dal 12000 a.C ad oggi, fosse pure un ultra del naturismo,> l'ammollo in acqua e in certi casi la fermentazione aiutano a ridurre la > componente di tossine di certi legumi. che ha mai detto che i legumi vanno mangiati crudi? Lo sanno tutti, specie chi segue l'alimentazione sana e i vegetariani, grandi consumatori di legumi, che questi semi hanno polisaccaridi indigesti e vogliono una lunga e accurata cottura. Niente cottura al dente, ma devono potersi schiacciare con un grissino obliquo. E vanno sempre lungamente ammollati. Si discute se, dopo averli sciacquati, l'acqua dell'ammollo debba essere riutilizzata in cottura o no. Io suggerisco di sì, per la presenza di fitati, potenti anti-cancro antiproliferativi, anche se anti-minerali. Diverso il caso dei legumi piccoli che possono essere germogliati tali e quali dopo una sola notte di ammollo e mangiati crudi in insalata e come contorno (consiglio lenticchie e fagioli mung, ma anche i chicchi di grano): diventano teneri, digeribilissimi, acquistano anche vitamine e perdono gran parte dei fitati antinutritivi, secondo un importante studio scientifico. - Citazione - > Cereali. Il tipo di grano più diffuso per la pastasciutta e non solo, il
Qui siamo OT. La gente oggi non crede - non solo i salutisti, ma tutti - che> grano Creso, è frutto di una mutazione genetica casuale indotta in > laboratori nucleari. Tuttavia gli amanti dell'"alimentazione naturale" se > ne cibano senza problemi, diffidando invece dei "pericolosi OGM", nei > quali tuttavia le mutazioni genetiche sono ottenute attraverso > procedimenti molto più precisi e controllabili. i cibi attuali siano tutti creati dall'Uomo stesso. Immagina che in boschi reconditi spunti da qualche parte la piantina archetipo del... broccolo o del... pomodorino di Pachino... Figuriamoci! Sono tutte manipolazioni genetiche. Invenzioni geniali... Iniziate dagli Etruschi. E meno male. Il problema OGM, poi, non è tossicologico, epidemiologico o nutrizionale, come dicono i fanatici anti-OGM, ma più sensatamente economico, agricolo e sociale. Da liberale e razionalista sono per la libertà totale di ricerca scientifica, ma... I contadini poveri che abboccano sarebbero costretti a comperare semi nuovi ogni anno, anziché ripiantare quelli autoprodotti. In India ci sono stati migliaia di suicidi tra i contadini poveri circuiti dalle aziende OGM. Inoltre, da appassionato delle colture e varietà antiche, sono preoccupato: finirebbero per sparire del tutto certe varietà antiche di spelta o di limoncella, di arancio amaro o giuggolo, dico per dire. - Citazione - > Carne. in nome del "naturale", la carne andrebbe consumata cruda e subito
Nessun salutista al mondo ha mai detto questo. E' caricaturale. Anzi, si> dopo la macellazione, facendo a meno della frollatura mette in rilievo il fatto di per sé eloquente che la carne tale e quale, cioè cruda e fresca, è quasi immangiabile, se non dopo frollatura, oltre a non avere di per sé alcun sapore, senza cottura e spezie. - Citazione - > Pesce. Quello crudo sarà anche buono ma può contenere pericolosi
Anche qui, nessun naturista contesta. Anzi, proprio io, per correttezza e> parassiti, l'Anisakis. coerenza logica imposi addirittura in copertina il pesce marinato in limone o aceto, nel mio antico manuale Oscar Mondadori "Tutto Crudo" (oggi esaurito), dopo aver avvertito dei rischi parassitologici gravi, proprio da Anisakis (e non solo). - Citazione - > Pomodori, patate, peperoni. in nome del "naturale", andrebbero utilizzate
Questa fissazione sulla solanina è tipica dei soli macrobiotici, corrente> le varianti selvatiche, non quelle coltivate dopo secoli di selezioni > agricole. Peccato che le varianti selvatiche siano più ricche di solanina, > alcaloide tossico. che però si pone fuori del salutismo e si riallaccia ai tempi delle superstizioni prescientifiche, quando si riteneva - anche in Italia, 600-700 - che i frutti di melanzane (dal lat. malum insana = mela dei pazzi), peperoni e pomodori, e i tuberi della patata, appartenendo a piante velenose fossero anch'essi velenosi. Infatti l'assurda macrobiotca va scrivendo nei suoi libri che il pomodoro è cancerogeno! Cosa non vera: anzi, peperoni e pomodori sono tra i più potenti anti-cancro esistenti, e la melanzana ha nella buccia - che perciò va sempre mangiata - potenti antiossidanti come acidi caffeico, ferulico e clorogenico. La solanina, infine, ridotta dall'ingentilimento causato dalle coltivazioni, è pur sempre un antispasmodico intestinale e un antimicotico. Proprio come in farmacia, i "veleni" della natura sono anche utili. - Citazione - > Caffè. in nome del "naturale" bisognerebbe bere solo caffè con caffeina ed
No. I naturisti semmai boicotta(va)no il caffé come eccitante pericoloso.> evitare quello decaffeinato. In realtà, almeno in certe situazioni, un > buon decaffeinato può essere preferibile. Aizzati dai preti, per i quali era la bevanda dei piaceri, della borghesia cittadina, dell'intelligenza, insomma del diavolo. Anzi, io mi sto adoperando per riabilitarlo, cercando di convincere i tradizionalisti - studi alla mano - che è una bevanda abbastanza sana e utile (per i non cardiopatici o insonni). In fin dei conti tutti i cibi contengono sostanze farmacologiche extra-nutrizionali e "veleni", e la caffeina in particolare è anche anti-cancro. A differenza del caffè d'orzo dei naturisti, che essendo tostato e non avendo caffeina, allora sarà cancerogeno. Pollice verso invece, da parte di tutti, per il caffè decaffeinato: provoca ugualmente ulcera nei casi limite (ho letto vari studi), ed è ottenuto con solventi idrocarburici, tipo esano, ecc. E tutto per avere un inutile infuso imitativo di color nero... Vale la pena? Lo stesso vale per il caffè surrogato )orzo, cicoria ecc). Basta un normale infuso di erbe, almeno male non fa. - Citazione - > Zucchero. In questo caso il tipo integrale è effettivamente più ricco di
No, si tratta di polifenoli coloranti (nello squisito e saporitissimo> sali minerali e vitamine rispetto a quello raffinato, ma si tratta pur > sempre di briciole. Quei nutrienti si trovano in abbondanza in frutta e > verdura, mentre usare un cucchiaino di zucchero raffinato o integrale fa > ben poca differenza. zucchero nero brasiliano moscovado). Ma tanto, di zucchero (miele compreso) non se può mangiare che pochissimo, meglio nulla. "Purtroppo" l'Uomo non ha alcun bisogno di zucchero. Beati gli Antichi che non lo conoscevano. - Citazione - > Latte. in nome del "naturale" bisognerebbe bere solo latte crudo non
Qui la parola "naturale" riferita al latte va letta in due significati, dei> pastorizzato. In realtà, questo espone a qualche rischio sanitario, specie > per i bambini. E se si deve bollire il latte crudo, paradossalmente, tra > pastorizzazione industriale a temperatura controllat per pochi istanti, e > bollitura casalinga del latte crudo, la seconda è quella che usa un > trattamento termico più violento, quindi viene da chiedersi quale sia alla > fine il latte più "naturale". 4 o 5 che ha: la minore trasformazione possibile e l'essere adatto o no alla nutrizione dell'Uomo. Ma poiché nell'alimentazione naturale c'è anche la clausola della salute e dell'igiene, il semplice rischio di colibatteri in quantità elevata fa del latte crudo un cibo oggi potenzialmente non sano. Come scrivo nei miei blog in America ci sono stati casi di gente condannata alla dialisi per aver bevuto latte crudo. Peccato, quello di malga era così buono... |
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| Nico Valerio ha scritto: - Citazione - > tranne piccole inesattezze, le dò pienamente ragione!
A questo punto sono curioso, quali sono le inesattezze? E perché mi daidel lei? :-) -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse[at]newsland.it |
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| On 16 Ott, 12:33, Enrico C <use_replyto_addr...[at]devils.com> wrote: - Citazione - > L'industria risponde spesso con specchietti per le allodole.
Certamente. Però sarebbe come dire che dobbiamo rifiutare Internet in> "Naturale" diventa un claim del marketing per attirare clienti verso > prodotti che non hanno niente di speciale. blocco perchè ad essa si accodano truffatori e delinquenti. Ad ogni occasione possibile c' è qualcuno che cerca di abusare, tuttavia la crescente cultura (come ad esempio il tuo ottimo post) , le leggi e spesso i consorzi fanno sì la tendenza sia verso la giusta meta. - Citazione - > > 3) I sostenitori sono più felici, appagati, nel sapere che si
Il mondo è bello perchè è vario. C' è sicuramente chi si angoscia per> > alimentano in modo naturale. La convinzione è la base del placebo. > > Giusto ? > Giusto, ma forse sono troppo angosciati da minacce "artificiali" che > non esistono o comunque andrebbero viste per quel che sono, > cogliendone il buono ed evitando il cattivo. una meta irraggiungibile, ma si angoscia anche per l' aria che respira, per lo stress , per il rumore, per le radioemissioni; c' è chi invece si limita a scegliere tra quello che ha a disposizione, con animo più sereno. Non dimentichiamo che se ora siamo qui a parlarne è perchè nei millenni, quando della chimica non esisteva neanche la parola, l' uomo, tramite la selezione naturale, ha convissuto con sostanze assolutamente naturali. Certo, talune cancerogene, altre addirittura letali, ma, per la maggior parte adatte a lui. E' chiaro che, come giustamente hai asserito, il giorno d' oggi quella natura che cito è un' illusione, ma è altrettanto chiaro che nessuno può impedirci di orientarci, e sottolineo orientarci, non pretendere, verso questa cultura, sia in senso alimentare che in senso psicologico.. |
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#23
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| Ma certo! Da "inventore" o se vuole "teorico" dell'alimentazione naturale in Italia, tranne piccole inesattezze, le dò pienamente ragione! Lo scrissi già nella prima edizione della, appunto, "Alimentazione Naturale", Oscar Mondadori del giugno del 1980, che aprì tutta un'epoca (volume esaurito, non è pubblicità). Era la prima volta che l'espressione - come dire - pensata per essere simbolica e pregnante, cioè per dare la sintesi di più significati, appariva, e per di più come titolo di un libro. Libro che ebbe molto successo, divenne con mio imbarazzo un simbolo-manifesto per tutti gli alternativi (da Dacia Maraini ai detenuti politici di Rebibbia) e gli anti-scienza, e crebbe, fino a diventare un grosso manuale enciclopedico di 760 pagine da consultare, alimento per alimento (ed. del 2001). Io, invece, sono uno scientista, pensi un po', per me la Scienza è l'unico modo di conoscere la realtà, la Natura. Tradizioni antiche, certo, ma solo se suffragate dalla modernissima Scienza sperimentale. Feci male a non registrare quell'espressione quando avrei potuto? Sì, avrei evitato migliaia di strumentalizzazioni furbe. Ormai è diventata d'uso corrente. Ma per fortuna la Scienza mi sta dando una mano dimostrando la non utilità o peggio la dannosità degli integratori "alimentari" nei quali - assurdo - ormai si sostanza gran parte del concetto di "naturale" secondo erboristi e autori interessati di siti e blog. Per non parlare del "bio", utilissimo per l'ambiente, sia chiaro, ma ininfluente rispetto al nutrimento e alla prevenzione delle malattie nell'Uomo. Solo che il pubblico e i giornalisti non lo vollero-vogliono capire. Il dannoso mito rousseauiano (J.J.Rousseau) continua a far danni: l'idealizzazione di una Natura distinta e distante dall'Uomo, anzi contrapposta. Mentre è chiaro (evoluzione ecc) che per l'Uomo la Natura è... dentro se stesso. E' la "natura umana" il nostro punto di riferimento. Del resto, siamo noi i grandi artefici del nostro cibo: nessuna delle centinaia di specie botaniche - per limitarci ai vegetali - di cui ci nutriamo, per la verità un po' arbitrariamente (perché quelle non furono certo "destinate" all'Uomo: lo provano le migliaia di sostanze antinutritive, tossiche e perfino cancerogene che sintetizzano per difendersi dai predatori, Uomo compreso, e difendersi dai raggi ultravioletti), è uguale a quella originaria. Il cibo "naturale per l'Uomo", cioè il più adatto, anzi, il meno dannoso, è composto di tutti cibi artificiali. Tranne le fragoline di bosco e le more. Lo spiego con chiarezza anticonformista: il cibo "naturale" è solo quello antropologico, cioè scelto, inventato, creato dall'Uomo per dolorose, drammatiche prove ed errori. Quindi i miei lettori distratti o non lettori sono avvertiti. Perciò, vincendo la mia pigrizia, mi sono costretto ad aprire due blog didascalici e di approfondimento, per... tentare di gli occhi della gente su questo e altri punti (ce l'ho a morte con le tante leggende metropolitane, di gente comune, erboristi, ma anche nutrizionisti e medici). A ulteriore riprova si legga sul colonnino a destra del blog Alimentazione Naturale, in blu, l'articolo-manifesto. Che le dà un'idea del mio approccio corretto, molto scientifico ed evoluzionistico, insomma antropologico-culturale: http://alimentazione-naturale.blogspot.com/ che però poi si nutre delle scienze biologiche (tossicologia, biochimica, biologia sperimentale, clinica medica, epidemiologia, nutrizione, perfino storia dell'alimentazione ecc). E guardi anche su LactoOvoVegetarian la seconda parte dell'articolo sull'acquisizione genetica da parte dei nostri progenitori dell'enzima lattasi che digerisce il lattosio: http://love-lacto-ovo-vegetarian.blo...-fa-dette.html Le invio i miei saluti e i miei complimenti Nico Valerio -----Messaggio Originale----- Da: "Enrico C" <use_replyto_address[at]devils.comNewsgroup: it.salute.alimentazione Data invio: lunedì 12 ottobre 2009 14.46 Oggetto: Il mito del "naturale" - Citazione - > La morte è naturale. Molti veleni sono naturali. Molti cibi non sono
"Enrico C" <use_replyto_address[at]devils.com> ha scritto nel messaggio> commestibili nella forma in cui si trovano in natura e richiedono > selezioni, lavorazioni, trattamenti, come *condicio sine qua non* per > essere commestibili. I processi di irrancidimento, contaminazione con > tossine o parassiti, in generale l'"andare a male" dei cibi, sono tutti > processi naturali. Lasciando fare alla natura il suo corso, dovremmo > rinunciare ad alimenti freschi (la refrigerazione dei frigoriferi è > infatti artificiale, per non parlare delle altre tecniche di > conservazione), oppure rinunciarvi per problemi di costi, mancanza di > confezionamento e trasporto (tecniche "innaturali"), ecc. > Ecco una serie di esempi pratici di come -sebbene sia anche giusto in > molti casi evitare cibi troppo raffinati o troppo trattati - l'equazione > "più vicino allo stato naturale" uguale "più sano" non sia sempre vera!: > Legumi. in nome del "naturale", andrebbero consumati tal quali, In realtà, > l'ammollo in acqua e in certi casi la fermentazione aiutano a ridurre la > componente di tossine di certi legumi. > Cereali. Il tipo di grano più diffuso per la pastasciutta e non solo, il > grano Creso, è frutto di una mutazione genetica casuale indotta in > laboratori nucleari. Tuttavia gli amanti dell'"alimentazione naturale" se > ne cibano senza problemi, diffidando invece dei "pericolosi OGM", nei > quali tuttavia le mutazioni genetiche sono ottenute attraverso > procedimenti molto più precisi e controllabili. > Carne. in nome del "naturale", la carne andrebbe consumata cruda e subito > dopo la macellazione, facendo a meno della frollatura > (per chi non la conosce, vedi per es. > http://www.cibo360.it/alimentazione/...frollatura.htm > Peccato che esista il rigor mortis! > Pesce. Quello crudo sarà anche buono ma può contenere pericolosi > parassiti, l'Anisakis. Per evitare il problema si usa o la cottura, oppure > (tra i giapponesi) si congela il pesce per far morire il parassita. Anche > in questo caso, meglio evitare di prendere troppo alla lettera il "come > natura crea" e prendere alcune precauzioni "artificiali". > Pomodori, patate, peperoni. in nome del "naturale", andrebbero utilizzate > le varianti selvatiche, non quelle coltivate dopo secoli di selezioni > agricole. Peccato che le varianti selvatiche siano più ricche di solanina, > alcaloide tossico. > Caffè. in nome del "naturale" bisognerebbe bere solo caffè con caffeina ed > evitare quello decaffeinato. In realtà, almeno in certe situazioni, un > buon decaffeinato può essere preferibile. > Zucchero. In questo caso il tipo integrale è effettivamente più ricco di > sali minerali e vitamine rispetto a quello raffinato, ma si tratta pur > sempre di briciole. Quei nutrienti si trovano in abbondanza in frutta e > verdura, mentre usare un cucchiaino di zucchero raffinato o integrale fa > ben poca differenza. > Latte. in nome del "naturale" bisognerebbe bere solo latte crudo non > pastorizzato. In realtà, questo espone a qualche rischio sanitario, specie > per i bambini. E se si deve bollire il latte crudo, paradossalmente, tra > pastorizzazione industriale a temperatura controllat per pochi istanti, e > bollitura casalinga del latte crudo, la seconda è quella che usa un > trattamento termico più violento, quindi viene da chiedersi quale sia alla > fine il latte più "naturale". > Latte "bio" e aflatossine. > In questo caso, c'è qualche preoccupazione in più proprio verso la > variante "bio", quella più "naturale", almeno a quanto leggo in un > articolo del Corriere della Sera sul rischio di tossine fungine derivanti > dal mais usato nell'alimentazione delle vacche. Secondo l'articolo, le > contaminazioni sarebbero maggiori proprio nel mais da agricoltura > "biologica". Però su questo aspetto lascerei un punto interrogativo e > sarei curioso di sapere se l'articolo è confermato da altre fonti oppure > no. http://www.corriere.it/sportello-can...atossine.shtml > [...] > La prima strada per eliminare le tossine cancerogene dal mais è > rappresentata dai controlli: gli Istituti Zooprofilattici effettuano le > analisi di campioni di latte e provvedono affinché il latte contaminato > venga distrutto. Purtroppo però non tutto il latte consumato nel nostro > Paese viene sottoposto ai controlli, e grossi interrogativi riguardano > anche il latte in polvere. > Nel mais tradizionale l'infezione è controllata, anche se solo > parzialmente, con insetticidi. Ma i dati scientifici dicono che ciò non > elimina del tutto il rischio aflatossine: una recente ricerca condotta > presso l'Università Cattolica di Piacenza, per esempio, ha evidenziato > concentrazioni di aflatossine preoccupanti in oltre il 18% dei campioni di > mais analizzati. La situazione si fa ancor più critica nelle coltivazioni > "biologiche", dove è vietato l'uso di insetticidi di sintesi. Questi > vengono sostituiti con un batterio che produce una proteina insetticida, > la quale non è tuttavia altrettanto efficace nel controllo della piralide. > I dati di analisi rivelano infatti in queste coltivazioni il record della > presenza di micotossine cancerogene. > Lo stesso discorso vale anche per il latte: recenti ricerche pubblicate > dall'Istituto Zooprofilattico di Brescia hanno evidenziato che molti dei > campioni di latte di stalla analizzati presentano alte contaminazioni da > aflatossine, e questo è vero soprattutto per il "latte biologico". E ciò è > ancor più preoccupante se si considera che il problema aflatossine non è > limitato a polenta e latte, ma è allargato a tutte quelle colture che non > siano sufficientemente protette dalle infezioni fungine, come, ad esempio, > la vite e l'olivo. > [...] > -- > questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito > http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse[at]newsland.it news:hav8fo$3vh$1[at]news.newsland.it... - Citazione - > La morte è naturale. Molti veleni sono naturali. Molti cibi non sono > commestibili nella forma in cui si trovano in natura e richiedono > selezioni, lavorazioni, trattamenti, come *condicio sine qua non* per > essere commestibili. I processi di irrancidimento, contaminazione con > tossine o parassiti, in generale l'"andare a male" dei cibi, sono tutti > processi naturali. Lasciando fare alla natura il suo corso, dovremmo > rinunciare ad alimenti freschi (la refrigerazione dei frigoriferi è > infatti artificiale, per non parlare delle altre tecniche di > conservazione), oppure rinunciarvi per problemi di costi, mancanza di > confezionamento e trasporto (tecniche "innaturali"), ecc. > Ecco una serie di esempi pratici di come -sebbene sia anche giusto in > molti casi evitare cibi troppo raffinati o troppo trattati - l'equazione > "più vicino allo stato naturale" uguale "più sano" non sia sempre vera!: > Legumi. in nome del "naturale", andrebbero consumati tal quali, In realtà, > l'ammollo in acqua e in certi casi la fermentazione aiutano a ridurre la > componente di tossine di certi legumi. > Cereali. Il tipo di grano più diffuso per la pastasciutta e non solo, il > grano Creso, è frutto di una mutazione genetica casuale indotta in > laboratori nucleari. Tuttavia gli amanti dell'"alimentazione naturale" se > ne cibano senza problemi, diffidando invece dei "pericolosi OGM", nei > quali tuttavia le mutazioni genetiche sono ottenute attraverso > procedimenti molto più precisi e controllabili. > Carne. in nome del "naturale", la carne andrebbe consumata cruda e subito > dopo la macellazione, facendo a meno della frollatura > (per chi non la conosce, vedi per es. > http://www.cibo360.it/alimentazione/...frollatura.htm > Peccato che esista il rigor mortis! > Pesce. Quello crudo sarà anche buono ma può contenere pericolosi > parassiti, l'Anisakis. Per evitare il problema si usa o la cottura, oppure > (tra i giapponesi) si congela il pesce per far morire il parassita. Anche > in questo caso, meglio evitare di prendere troppo alla lettera il "come > natura crea" e prendere alcune precauzioni "artificiali". > Pomodori, patate, peperoni. in nome del "naturale", andrebbero utilizzate > le varianti selvatiche, non quelle coltivate dopo secoli di selezioni > agricole. Peccato che le varianti selvatiche siano più ricche di solanina, > alcaloide tossico. > Caffè. in nome del "naturale" bisognerebbe bere solo caffè con caffeina ed > evitare quello decaffeinato. In realtà, almeno in certe situazioni, un > buon decaffeinato può essere preferibile. > Zucchero. In questo caso il tipo integrale è effettivamente più ricco di > sali minerali e vitamine rispetto a quello raffinato, ma si tratta pur > sempre di briciole. Quei nutrienti si trovano in abbondanza in frutta e > verdura, mentre usare un cucchiaino di zucchero raffinato o integrale fa > ben poca differenza. > Latte. in nome del "naturale" bisognerebbe bere solo latte crudo non > pastorizzato. In realtà, questo espone a qualche rischio sanitario, specie > per i bambini. E se si deve bollire il latte crudo, paradossalmente, tra > pastorizzazione industriale a temperatura controllat per pochi istanti, e > bollitura casalinga del latte crudo, la seconda è quella che usa un > trattamento termico più violento, quindi viene da chiedersi quale sia alla > fine il latte più "naturale". > Latte "bio" e aflatossine. > In questo caso, c'è qualche preoccupazione in più proprio verso la > variante "bio", quella più "naturale", almeno a quanto leggo in un > articolo del Corriere della Sera sul rischio di tossine fungine derivanti > dal mais usato nell'alimentazione delle vacche. Secondo l'articolo, le > contaminazioni sarebbero maggiori proprio nel mais da agricoltura > "biologica". Però su questo aspetto lascerei un punto interrogativo e > sarei curioso di sapere se l'articolo è confermato da altre fonti oppure > no. http://www.corriere.it/sportello-can...atossine.shtml > [...] > La prima strada per eliminare le tossine cancerogene dal mais è > rappresentata dai controlli: gli Istituti Zooprofilattici effettuano le > analisi di campioni di latte e provvedono affinché il latte contaminato > venga distrutto. Purtroppo però non tutto il latte consumato nel nostro > Paese viene sottoposto ai controlli, e grossi interrogativi riguardano > anche il latte in polvere. > Nel mais tradizionale l'infezione è controllata, anche se solo > parzialmente, con insetticidi. Ma i dati scientifici dicono che ciò non > elimina del tutto il rischio aflatossine: una recente ricerca condotta > presso l'Università Cattolica di Piacenza, per esempio, ha evidenziato > concentrazioni di aflatossine preoccupanti in oltre il 18% dei campioni di > mais analizzati. La situazione si fa ancor più critica nelle coltivazioni > "biologiche", dove è vietato l'uso di insetticidi di sintesi. Questi > vengono sostituiti con un batterio che produce una proteina insetticida, > la quale non è tuttavia altrettanto efficace nel controllo della piralide. > I dati di analisi rivelano infatti in queste coltivazioni il record della > presenza di micotossine cancerogene. > Lo stesso discorso vale anche per il latte: recenti ricerche pubblicate > dall'Istituto Zooprofilattico di Brescia hanno evidenziato che molti dei > campioni di latte di stalla analizzati presentano alte contaminazioni da > aflatossine, e questo è vero soprattutto per il "latte biologico". E ciò è > ancor più preoccupante se si considera che il problema aflatossine non è > limitato a polenta e latte, ma è allargato a tutte quelle colture che non > siano sufficientemente protette dalle infezioni fungine, come, ad esempio, > la vite e l'olivo. > [...] > -- > questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito > http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse[at]newsland.it |
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#22
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| lunedì 12/10/2009 alle 14.46.48, Enrico C scrisse su it.salute.alimentazione la seguente novella: (quote integrale) Un gran Bel post (maiuscola voluta) Saved. Grazie -- Frankie NiBBle "Altra cosa di primaria importanza da non fare durante un infarto è quella di non fare le flebo al paziente perchè altrimenti l'acqua che entra nel corpo va a riempire l'edema cerebrale causando in questo modo un allungamento dei tempi del reset" - Mister X su it.salute - |
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#21
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| On 16 Ott, 08:51, romyr <tizian...[at]gmail.com> wrote: - Citazione - > 1) Si invia un messaggio all' industria. Non per niente sono spuntati
L'industria risponde spesso con specchietti per le allodole.> come funghi agriturismi, negozi biologici e naturalisti, cultura, in > generale, volta in questo senso. L' industria risponde, entro limiti > "umani" a questi desideri. "Naturale" diventa un claim del marketing per attirare clienti verso prodotti che non hanno niente di speciale. - Citazione - > 2) Sebbene artefatti, nella maniera che hai indicato così
La margarina tradizionale "accompagna" l'uomo dai tempi di Napoleone,> diffusamente, gli alimenti naturali hanno accompagnato l' uomo per > periodi più o meno lunghi; ad essi o, per lo meno, alla loro base l' > uomo si è assuefatto, adattato temperato. Un po' come gli infermieri a > contatto con i malati. ma è una compagnia di cui faccio volentieri a meno. Invece le margarine di nuovo tipo grazie alla tecnologia fanno *un po'* meno schifo nutrizionalmente ;-) (io comunque uso l'olio di oliva extravergine a crudo) - Citazione - > 3) I sostenitori sono più felici, appagati, nel sapere che si
Giusto, ma forse sono troppo angosciati da minacce "artificiali" che> alimentano in modo naturale. La convinzione è la base del placebo. > Giusto ? non esistono o comunque andrebbero viste per quel che sono, cogliendone il buono ed evitando il cattivo. IMHO |
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#20
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| On 12 Ott, 14:46, use_replyto_addr...[at]devils.com (Enrico C) wrote: - Citazione - > La morte è naturale. Molti veleni sono naturali. Molti cibi non sono
Sì, tutte queste affermazioni fanno pensare.> commestibili nella forma in cui si trovano in natura e richiedono > selezioni, lavorazioni, trattamenti, come *condicio sine qua non* per > essere commestibili. *I processi di irrancidimento, contaminazione con > tossine o parassiti, in generale l'"andare a male" dei cibi, sono tutti > processi naturali. Lasciando fare alla natura il suo corso, dovremmo > rinunciare ad alimenti freschi (la refrigerazione dei frigoriferi è > infatti artificiale, per non parlare delle altre tecniche di > conservazione), oppure rinunciarvi per problemi di costi, mancanza di > confezionamento e trasporto (tecniche "innaturali"), ecc. > Ecco una serie di esempi pratici di come -sebbene sia anche giusto in > molti casi evitare cibi troppo raffinati o troppo trattati - l'equazione > "più vicino allo stato naturale" uguale "più sano" non sia sempre vera!: > Legumi. in nome del "naturale", andrebbero consumati tal quali, In realtà, > l'ammollo in acqua e in certi casi la fermentazione aiutano a ridurre la > componente di tossine di certi legumi. > Cereali. Il tipo di grano più diffuso per la pastasciutta e non solo, il > grano Creso, è frutto di una mutazione genetica casuale indotta in > laboratori nucleari. Tuttavia gli amanti dell'"alimentazione naturale" se > ne cibano senza problemi, diffidando invece dei "pericolosi OGM", nei > quali tuttavia le mutazioni genetiche sono ottenute attraverso > procedimenti molto più precisi e controllabili. > Carne. in nome del "naturale", la carne andrebbe consumata cruda e subito > dopo la macellazione, facendo a meno della frollatura > (per chi non la conosce, vedi per es.http://www.cibo360.it/alimentazione/...frollatura.htm > Peccato che esista il rigor mortis! > Pesce. Quello crudo sarà anche buono ma può contenere pericolosi > parassiti, l'Anisakis. Per evitare il problema si usa o la cottura, oppure > (tra i giapponesi) si congela il pesce per far morire il parassita. Anche > in questo caso, meglio evitare di prendere troppo alla lettera il "come > natura crea" e prendere alcune precauzioni "artificiali". * > Pomodori, patate, peperoni. in nome del "naturale", andrebbero utilizzate > le varianti selvatiche, non quelle coltivate dopo secoli di selezioni > agricole. Peccato che le varianti selvatiche siano più ricche di solanina, > alcaloide tossico. > Caffè. in nome del "naturale" bisognerebbe bere solo caffè con caffeina ed > evitare quello decaffeinato. In realtà, almeno in certe situazioni, un > buon decaffeinato può essere preferibile. > Zucchero. In questo caso il tipo integrale è effettivamente più riccodi > sali minerali e vitamine rispetto a quello raffinato, ma si tratta pur > sempre di briciole. *Quei nutrienti si trovano in abbondanza in frutta e > verdura, mentre usare un cucchiaino di zucchero raffinato o integrale fa > ben poca differenza. > Latte. in nome del "naturale" bisognerebbe bere solo latte crudo non > pastorizzato. In realtà, questo espone a qualche rischio sanitario, specie > per i bambini. E se si deve bollire il latte crudo, paradossalmente, tra > pastorizzazione industriale a temperatura controllat per pochi istanti, e > bollitura casalinga del latte crudo, la seconda è quella che usa un > trattamento termico più violento, quindi viene da chiedersi quale sia alla > fine il latte più "naturale". > Latte "bio" e aflatossine. > In questo caso, c'è qualche preoccupazione in più proprio verso la > variante "bio", quella più "naturale", almeno a quanto leggo in un > articolo del Corriere della Sera sul rischio di tossine fungine derivanti > dal mais usato nell'alimentazione delle vacche. Secondo l'articolo, le > contaminazioni sarebbero maggiori proprio nel mais da agricoltura > "biologica". Però su questo aspetto lascerei un punto interrogativo e > sarei curioso di sapere se l'articolo è confermato da altre fonti oppure > no. > http://www.corriere.it/sportello-can...1_Novembre/09/... > [...] > La prima strada per eliminare le tossine cancerogene dal mais è > rappresentata dai controlli: gli Istituti Zooprofilattici effettuano le > analisi di campioni di latte e provvedono affinché il latte contaminato > venga distrutto. Purtroppo però non tutto il latte consumato nel nostro > Paese viene sottoposto ai controlli, e grossi interrogativi riguardano > anche il latte in polvere. > Nel mais tradizionale l'infezione è controllata, anche se solo > parzialmente, con insetticidi. Ma i dati scientifici dicono che ciò non > elimina del tutto il rischio aflatossine: una recente ricerca condotta > presso l'Università Cattolica di Piacenza, per esempio, ha evidenziato > concentrazioni di aflatossine preoccupanti in oltre il 18% dei campioni di > mais analizzati. La situazione si fa ancor più critica nelle coltivazioni > "biologiche", dove è vietato l'uso di insetticidi di sintesi. Questi > vengono sostituiti con un batterio che produce una proteina insetticida, > la quale non è tuttavia altrettanto efficace nel controllo della piralide. > I dati di analisi rivelano infatti in queste coltivazioni il record della > presenza di micotossine cancerogene. > Lo stesso discorso vale anche per il latte: recenti ricerche pubblicate > dall'Istituto Zooprofilattico di Brescia hanno evidenziato che molti dei > campioni di latte di stalla analizzati presentano alte contaminazioni da > aflatossine, e questo è vero soprattutto per il "latte biologico". E ciò è > ancor più preoccupante se si considera che il problema aflatossine non è > limitato a polenta e latte, ma è allargato a tutte quelle colture che non > siano sufficientemente protette dalle infezioni fungine, come, ad esempio, > la vite e l'olivo. > [...] > -- > questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuitohttp://www.newsland.it/newssegnala gli abusi ad ab...[at]newsland.it Però non dimentichiamo che viviamo su questa terra. Nessuno, ovviamente può pretendere di alimentarsi in maniera assolutamente naturale. La scelta, però è tra il scegliere alimenti artificiali, prodotti e "costruiti" in laboratorio, oppure optare per qualcos' altro che, pur non essendo rigorosamente naturale, un po' più vi si avvicina. Gli effetti, a mio parere, sono positivi per questo motivi: 1) Si invia un messaggio all' industria. Non per niente sono spuntati come funghi agriturismi, negozi biologici e naturalisti, cultura, in generale, volta in questo senso. L' industria risponde, entro limiti "umani" a questi desideri. 2) Sebbene artefatti, nella maniera che hai indicato così diffusamente, gli alimenti naturali hanno accompagnato l' uomo per periodi più o meno lunghi; ad essi o, per lo meno, alla loro base l' uomo si è assuefatto, adattato temperato. Un po' come gli infermieri a contatto con i malati. 3) I sostenitori sono più felici, appagati, nel sapere che si alimentano in modo naturale. La convinzione è la base del placebo. Giusto ? |
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