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  #11  
Vecchio 21-10-2009, 21.58.02
Enrico C
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Predefinito Re: Il mito del "naturale"

On 21 Ott, 11:34, "Nico Valerio" <nico_vale...[at]tiscali.it> wrote:

- Citazione -

> La mia nota era su esempi marginali, perché la tesi principale ritenevodi
> averla già indicata col link all'articolo esplicativo di "che cosa si deve
> intendere per cibo "naturale" oggi" (v. colonnino


Abbi pazienza, il tempo è limitato, anzitutto leggo e rispondo a ciò
che viene scritto qui, poi i link li leggo se ho tempo.

[...]
- Citazione -

> Per opporsi ai soliti produttori e pseudo-nutrizionisti furbi per cui tutto
> è "naturale", oppure solo le modalità più bislacche, non resta che
> specificare una volta per tutte che cosa è davvero, oggi, una "alimentazione
> naturale".


Vediamo.

- Citazione -

> Non vuol dire assolutamente "che viene dalla Natura". Perché tutto viene
> dalla Natura.


Vero.

- Citazione -

> "Naturale" in italiano ha diversi significati. Vuole anche dire tipico,
> normale, adatto, elettivo ecc. Esempi: il ladro ruba, naturale! Cioè, non è
> nella Natura di boschi e valli, ma è nella "sua" natura. Qual è la
> "naturale" conseguenza d'un arresto? Il carcere. E così via.


Appunto, il termine si presta a moltissimi significati.

- Citazione -

> L'alimentazione naturale dell'Uomo è una accezione antropologico-culturale,
> cioè legata alla civiltà e alla storia.


Storia che, tra parentesi, ha attraversato diverse fasi e diverse
evoluzioni, dagli ominidi nostri antenati alla preistoria, dal
Neolitico ai tempi moderni: quale periodo adottare a modello, quale
civiltà alimentare fra le varie, e perché?

- Citazione -

> E' quel regime alimentare di lungo
> periodo che, pur tra le migliaia di veleni naturali presenti nei cibi, con
> variazioni tra popolo e popolo, stagione e stagione, delinea una linea di
> tendenza "scelta" per prove ed errori dall'Uomo stesso. Di qui l'espressione
> cibo "elettivo", cioè scelto. Insomma il cibo più adatto alla specie Uomo. O
> meglio il meno inadatto, il meno tossico, il meno rischioso. E dunque, sela
> logica è logica, il più sano. Come infatti confermano i vari scienziati di
> oggi (epidemiologi, tossicologi, oncologi, cardiologi, nutrizionisti ecc)..
> (cfr, le variazioni su dieta povera, dieta mediterranea antica ecc).


Beh, sì, ma ci sono diverse teorie sotto il cielo, anche tra gli
addetti ai lavori, afaik.

- Citazione -

> Che dire, invece, quando qualcuno attribuisce ad un singolo alimento il
> termine "naturale"? E' qui che si celano le peggiori mistificazioni
> commerciali e ideologiche.


Esatto.

- Citazione -

> Si deve rispondere che il broccolo, p.es, è
> "naturale" non per la sua asserita origine agricola (bio o non-bio), ma
> perché si inserisce storicamente e oggi epidemiologicamente, clinicamente,
> oncologicamente e anche farmacologicamente (glucosinolati che diventano
> tiocianati anti-cancro capaci anche della Fase 2) nella alimentazione
> naturale dell'Uomo, quindi scelta da millenni, quindi provata a lungo,
> quindi provata e confermata oggi anche dalla scienza e dalla medicina,
> quindi meno tossica, quindi protettiva, quindi sana. Questo il sillogismo..
> Ecco il motivo delle 5-6 porzioni di verdure e frutta da mangiare ogni
> giorno. Che si inserisce nella antica prassi naturale dell'Uomo. (cfr. la
> satira di Plauto sull'eccesso di verdure tipico della tavola romana: verdure
> di contorno ad altre verdure!).


Mi sta bene il ragionamento prammatico dell'esempio dei broccoli.
Però io direi semplicemente che il broccolo è un buon alimento con
interessanti proprietà, quindi da includere nelle giuste quantità
nella nostra alimentazione, senza dover scomodare la categoria quasi
mitologica del "naturale" che ognuno può intendere a proprio
piacimento e a volte nascondere "le peggiori mistificazioni
commerciali e ideologiche", per dirla con la tua sacrosanta
espressione. Inoltre, ricordiamo che anche ciò che fa bene nelle
giuste dosi può far male se si esagera: anche degli ottimi cavoli e
broccoli non si deve eccedere oltremisura, perché (riprendo da un post
di Campli su ISM) "una dieta a base di brassicacee nuocerebbe
gravemente alla funzionalita' tiroidea, tanto per dirne un'altra...".
http://groups.google.it/group/it.sci...0691d0e63ee863

In sostanza, spero che siamo d'accordo nel dire che "buono", "sano", o
"naturale" (se proprio si vuol usare questo termine) non è il singolo
alimento in assoluto, ma l'insieme ben equilibrato della dieta,
considerando quantità degli alimenti, menu complessivo, stile di vita
e diverse esigenze di ciascun individuo.


- Citazione -

> Mentre, per dire, la pasta di semola, magari biologica, però raffinata e
> quindi privata di quasi tutte le sue sostanze protettive (germe con grassi
> polinsaturi e vit. E, fibre, polifenoli antiossidanti, saponine, lectine,
> fitati ecc), che nessun popolo ha mai mangiato nell'Antichità,


Sei sicuro che gli antichi Romani non usassero già farine raffinate?

- Citazione -

> e che oggi
> anche la scienza vieta (Consensus cardio-diabeto-oncologici, piramide di
> Harvard-Willett ecc),


La piramide di Harvard (anch'essa "mediterranea", a ben vedere) è
sicuramente interessante e degna di rispetto, ma non è mica il verbo
indiscusso.
Harvard, tra parentesi, consiglia le margarine di nuova generazione
rispetto al burro, dunque un prodotto frutto della tecnologia più
recente rispetto a un prodotto che appartiene da millenni alla nostra
storia. Come la mettiamo?

Poi, "vieta" a proposito della pasta mi pare una parola grossa.
Semmai, dice di dare la preferenza al cereale più integro, e limitare
quello raffinato. Il problema, anche qui, non è tanto quello di
"vietare" il piatto di pasta, ma avere nell'insieme dell'alimentazione
tutti i nutrienti nel giusto equilibrio, IMHO.


- Citazione -

> scienza purtroppo ignorata da nutrizionisti, Governi e
> produttori, non potrà mai essere definita "naturale". Perché, viste le
> premesse logico-storico-terminologiche di cui sopra, non è né storica, né
> protettiva, né "sana".


Credo di capire quel che vuoi dire, cerchi di recuperare un senso più
logico e concreto per il termine "naturale", però io suggerirei invece
di abbandonare al suo destino un termine che ognuno continuerà a usare
a modo suo e per propri fini, dal marketing dei biscotti del Mulino
Bianco alle tisane delle signore new-age fino alle vere e proprie
fandonie di certi ciarlatani della che circolano anche sui gruppi e
sul web (del tipo: come curare il cancro con rimedi "naturali"...).
Insomma, mi pare un termine ormai spu##anato, scusate la volgarità,
così come "dieta mediterranea" che, seppur con alcuni concetti
potenzialmente validi, è ormai sfruttata per vendere tutto e il
contrario di tutto, perché di fondo può avere vari significati.
Piuttosto che prestare il fianco agli equivoci, dunque, parliamo di
cose concrete, di broccoli e di cavoli, della loro storia e delle loro
proprietà, non del mitico e fumoso "naturale".

- Citazione -

> Mentre il "nuovo alimento" pomodoro, sconosciuto agli Etruschi e Romani, e
> osteggiato dai tradizionalisti fino all'800 come "non naturale", è per la
> nostra Cultura non storico, è vero, ma altamente protettivo purché maturo.
> Ed ha perfettamente allignato in Italia, meglio che in America Centrale,
> dove era piccolo, giallo ("pomo d'oro") e aspro.


D'accordo, ma vedi allora che anche il criterio storico non vale
sempre.


- Citazione -

> In quanto al frigorifero, la neve e il ghiaccio erano in uso già a Roma
> antica per conservare i cibi deperibili (cantine speciali impermeabilizzate
> piene di neve pressata fatta venire coperta di paglia e lana per mezzo di
> carri veloci speciali con diritto di precedenza a tutti gli incroci e in
> tutte le stazioni di posta, dal nevaio del Monte Pellecchia. Dunque il
> freddo è il più naturale e sano dei mezzi di conservazione. Salatura e
> affumicatura, ancorché antichi, sono i peggiori per la scienza (collegati a
> vari tipi di cancro).


Concordo anche qui, ma vedi -ancora una volta- che il fatto di essere
*storico* e antico vuol dire ben poco, se poi la scienza moderna
scopre che un certo sistema è associato all'insorgere di certi tipi di
tumore.


- Citazione -

> Insomma, per il concetto di naturale, e quindi sano, la prima parola ce l'ha
> la Tradizione, ma l'ultima e definitiva, la Scienza moderna.


La Tradizione è senza dubbio un buon punto di partenza, salvo
verificare con la Scienza. Insomma, concordo con la linea di fondo del
tuo ragionamento, però, come dicevo, credo dal punto di vista
terminologico che continuare a usare il termine "naturale" come
sinonimo di "sano", "nutriente", "adatto", sia solo fonte di altri
equivoci perché è un termine facilmente abusato, ognuno ci mette
dentro il significato che preferisce!

Alt 21-10-2009, 21.58.02
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  #10  
Vecchio 21-10-2009, 18.40.56
romyr
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Predefinito Re: Il mito del "naturale"

On 21 Ott, 11:34, "Nico Valerio" <nico_vale...[at]tiscali.it> wrote:
- Citazione -

> "Enrico C" <use_replyto_addr...[at]devils.com> ha scritto nel messaggionews:37dc43d2-193a-4ad1-a551-00dd2301040c[at]m20g2000vbp.googlegroups.com...

> Mentre, per dire, la pasta di semola, magari biologica, però raffinata e
> quindi privata di quasi tutte le sue sostanze protettive (germe con grassi


Dubito che la pasta di semola raffinata, se pur fosse venduta come
biologica, incontrerebbe molto le simpatie dei naturalisti.
Per loro e per me, ha senso solo l' integrale.

Infine, indubbiamente il post è interessante, soprattutto perche
parlando di alimentazione naturale,"...gli allor ne sfronda..."

Tuttavia, a me sembra che ci facciamo problemi che tutto sommato non
esistono.
E' chiaro che questa alimentazione, in senso rigoroso, non ha più
significato il giorno d' oggi, ma è pur vero che, come in tutti gli
altri campi, ognuno può fare scelte in base a ciò che ha a
disposizione, compreso l' orticello di casa.

Nessuno ad esempio è costretto a scegliere alimenti con coloranti ( a
proposito, una celebre catena di supermercati dichiara che i prodotti
a suo marchio ne sono esenti, giusto parlando di indirizzare l'
industria ) o con eccessivi conservanti, o eccessivamente artefatti o
conservati troppo a lungo, e così via.

Tutto questo senza affermare categoricamente che tutte queste pratiche
sono dannose all' organismo. Essendo consentite dalla legge dovrebbero
essere giustappunto innoque.
Per il resto, entro certi limiti basta informarsi e ragionare con un
minimo di logica.
In quanto ad intestardirsi verso il naturale assoluto, credo non sia
il caso di nessuno che abbia un minimo di razionalità
Il tuo post comunque è molto interessante e fa pensare.
  #9  
Vecchio 21-10-2009, 10.34.26
Nico Valerio
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Predefinito Re: Il mito del "naturale"


"Enrico C" <use_replyto_address[at]devils.com> ha scritto nel messaggio
news:37dc43d2-193a-4ad1-a551-00dd2301040c[at]m20g2000vbp.googlegroups.com...
rispondendo a
"Nico Valerio" <nico_vale...[at]tiscali.it> 18 Ott, 17:01:

- Citazione -

> Ah beh, io non parlavo mica di un gruppo o una tradizione particolare,
> ma del mito del naturale rincorso dalla nostra società moderna,
> spaventata da tecnologie che spesso non capisce, a torto o a ragione...



La mia nota era su esempi marginali, perché la tesi principale ritenevo di
averla già indicata col link all'articolo esplicativo di "che cosa si deve
intendere per cibo "naturale" oggi" (v. colonnino
http://alimentazione-naturale.blogspot.com )
Lo ripeto in sintesi, per i tanti su internet che non vanno mai a leggersi i
link indicati.
Per opporsi ai soliti produttori e pseudo-nutrizionisti furbi per cui tutto
è "naturale", oppure solo le modalità più bislacche, non resta che
specificare una volta per tutte che cosa è davvero, oggi, una "alimentazione
naturale".
Non vuol dire assolutamente "che viene dalla Natura". Perché tutto viene
dalla Natura.
"Naturale" in italiano ha diversi significati. Vuole anche dire tipico,
normale, adatto, elettivo ecc. Esempi: il ladro ruba, naturale! Cioè, non è
nella Natura di boschi e valli, ma è nella "sua" natura. Qual è la
"naturale" conseguenza d'un arresto? Il carcere. E così via.
L'alimentazione naturale dell'Uomo è una accezione antropologico-culturale,
cioè legata alla civiltà e alla storia. E' quel regime alimentare di lungo
periodo che, pur tra le migliaia di veleni naturali presenti nei cibi, con
variazioni tra popolo e popolo, stagione e stagione, delinea una linea di
tendenza "scelta" per prove ed errori dall'Uomo stesso. Di qui l'espressione
cibo "elettivo", cioè scelto. Insomma il cibo più adatto alla specie Uomo. O
meglio il meno inadatto, il meno tossico, il meno rischioso. E dunque, se la
logica è logica, il più sano. Come infatti confermano i vari scienziati di
oggi (epidemiologi, tossicologi, oncologi, cardiologi, nutrizionisti ecc).
(cfr, le variazioni su dieta povera, dieta mediterranea antica ecc).
Che dire, invece, quando qualcuno attribuisce ad un singolo alimento il
termine "naturale"? E' qui che si celano le peggiori mistificazioni
commerciali e ideologiche. Si deve rispondere che il broccolo, p.es, è
"naturale" non per la sua asserita origine agricola (bio o non-bio), ma
perché si inserisce storicamente e oggi epidemiologicamente, clinicamente,
oncologicamente e anche farmacologicamente (glucosinolati che diventano
tiocianati anti-cancro capaci anche della Fase 2) nella alimentazione
naturale dell'Uomo, quindi scelta da millenni, quindi provata a lungo,
quindi provata e confermata oggi anche dalla scienza e dalla medicina,
quindi meno tossica, quindi protettiva, quindi sana. Questo il sillogismo.
Ecco il motivo delle 5-6 porzioni di verdure e frutta da mangiare ogni
giorno. Che si inserisce nella antica prassi naturale dell'Uomo. (cfr. la
satira di Plauto sull'eccesso di verdure tipico della tavola romana: verdure
di contorno ad altre verdure!).
Mentre, per dire, la pasta di semola, magari biologica, però raffinata e
quindi privata di quasi tutte le sue sostanze protettive (germe con grassi
polinsaturi e vit. E, fibre, polifenoli antiossidanti, saponine, lectine,
fitati ecc), che nessun popolo ha mai mangiato nell'Antichità, e che oggi
anche la scienza vieta (Consensus cardio-diabeto-oncologici, piramide di
Harvard-Willett ecc), scienza purtroppo ignorata da nutrizionisti, Governi e
produttori, non potrà mai essere definita "naturale". Perché, viste le
premesse logico-storico-terminologiche di cui sopra, non è né storica, né
protettiva, né "sana".
Mentre il "nuovo alimento" pomodoro, sconosciuto agli Etruschi e Romani, e
osteggiato dai tradizionalisti fino all'800 come "non naturale", è per la
nostra Cultura non storico, è vero, ma altamente protettivo purché maturo.
Ed ha perfettamente allignato in Italia, meglio che in America Centrale,
dove era piccolo, giallo ("pomo d'oro") e aspro.
In quanto al frigorifero, la neve e il ghiaccio erano in uso già a Roma
antica per conservare i cibi deperibili (cantine speciali impermeabilizzate
piene di neve pressata fatta venire coperta di paglia e lana per mezzo di
carri veloci speciali con diritto di precedenza a tutti gli incroci e in
tutte le stazioni di posta, dal nevaio del Monte Pellecchia. Dunque il
freddo è il più naturale e sano dei mezzi di conservazione. Salatura e
affumicatura, ancorché antichi, sono i peggiori per la scienza (collegati a
vari tipi di cancro).
Insomma, per il concetto di naturale, e quindi sano, la prima parola ce l'ha
la Tradizione, ma l'ultima e definitiva, la Scienza moderna.
Invito però a leggere l'articolo-manifesto nel link: è più rilassante.

  #8  
Vecchio 20-10-2009, 19.08.50
Enrico C
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Il mito del "naturale"

On 18 Ott, 17:01, "Nico Valerio" <nico_vale...[at]tiscali.it> wrote:

- Citazione -

> I naturisti (sinonimi: salutisti, igienisti, ippocratici)
[...]

Ah beh, io non parlavo mica di un gruppo o una tradizione particolare,
ma del mito del naturale rincorso dalla nostra società moderna,
spaventata da tecnologie che spesso non capisce, a torto o a ragione.
Non ci sono solo i naturisti-salutisti con la loro tradizione, ma
anche chi in nome del naturale crede a qualsiasi teoria, a qualsiasi
claim del marketing o magari al primo ciarlatano venditore di fumo.
Facevo solo qualche esempio per mostrare come non sia sempre vero che
la forma più "vicina alla natura" (qualisasi cosa ciò voglia dire) sia
necessariamente migliore e più sana, perché in diversi casi le
tecnologie possono migliorare il nostro cibo, la sua produzione e la
conservazione, dunque ogni caso va valutato singolarmente e non con
l'astratta formuletta del "più naturale". Di fatto, come hai notato
anche tu, molti alimenti presentati come "naturali" sono in realtà
frutto di millenni di antropizzazione, di selezioni, lavorazioni,
insomma di know-how tecnologico, anche se spesso lo si dà per scontato
o si mostra di non saperlo. Persino il "biologico", a cui io stesso
faccio spesso le pulci, corrisponde però a procedimenti e impegni
abbastanza precisi, non a un generico "naturale" che non si sa cosa
voglia dire.
Lo stesso olio di oliva extravergine, per fare ancora un altro esempio
tra i tanti che sarebbe possibile fare, è oggi estratto con macchinari
moderni che permettono una qualità finale del prodotto un po' migliore
delle mole "di una volta", AFAIK.
Con la tecnologia puoi fare la bomba atomica o puoi far sta bene la
gente, può essere "buona" o "cattiva". La stessa tecnica della
cottura, può essere utile per certi cibi e inutile e dannosa per
altri. Meglio, bisogna vedere *quale* cottura, per quanto protratta...
La "natura", d'altra parte, può aiutarti o ucciderti, secondo i casi.
Io dico: parliamo di cose concrete, non di principi astratti che
vogliono dir poco.

Poi, punto per punto, non sono sicuro di capire bene alcune cose che
dici. Per esempio, certo che la frutta conservata anche in frigorifero
può perdere nutrienti, ma -non avendo sempre l'albero sotto casa- le
alternative di conservarla nella dispensa per mesi come si faceva un
tempo, o di farne marmellata, non mi entusiasmano.
Idem per il latte: io lo metto in frigorifero, apparecchio tecnologico
nato solo da pochi decenni, non mi affido alla "natura".
Per le solanacee, mi riferivo alle forme selvatiche originarie, non
alla fissazione dei macrobiotici che temono qualsiasi solanacea, anche
a basso tenore di solanina.
Per gli OGM, certo che occorre procedere con prudenza per varie
ragioni, anche ambientali,sociali, economica, ma la tecnica di per sé
non "fa male". Semmai, come per ogni tecnica, va valutato cosa ci si
fa, quindi ogni singolo OGM.
Per il decaffeinato, credo che esistano ormai diverse tecniche per
decaffeinare, e comunque non intendevo riferirmi negativamente al
contenuto in caffeina del caffè in generale, ma a "alcune situazioni"
in cui la caffeina è sconsigliata o va limitata anche per evitare
eccessi, come può capitare in certi casi.
Per quanto riguarda carne e pesci crudi, ti dico che c'è anche chi
predica il crudismo assoluto e integrale, e comunque anche questi
erano esempi per mostrare come sarebbe paradossale rincorrere il
"naturale" assoluto!
Per quanto riguarda lo zucchero, non credo che gli Antichi fossero
immuni dal suo uso: AFAIK usavano il miele, che... se non è zuppa è
pan bagnato ;-)
  #7  
Vecchio 19-10-2009, 10.25.35
Il Conte Rucasso
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Messaggi: n/a
Predefinito Re: Il mito del "naturale"

Il 17/10/2009, *romyr* ha detto :

- Citazione -

> > L'industria risponde spesso con specchietti per le allodole.
> > "Naturale" diventa un claim del marketing per attirare clienti verso
> > prodotti che non hanno niente di speciale.

> Certamente. Però sarebbe come dire che dobbiamo rifiutare Internet in
> blocco perchè ad essa si accodano truffatori e delinquenti.
> Ad ogni occasione possibile c' è qualcuno che cerca di abusare,
> tuttavia la crescente cultura (come ad esempio il tuo ottimo post) ,
> le leggi e spesso i consorzi fanno sì la tendenza sia verso la giusta
> meta.
> > > 3) I sostenitori sono più felici, appagati, nel sapere che si
> > > alimentano in modo naturale. La convinzione è la base del placebo.
> > > Giusto ?
> > > Giusto, ma forse sono troppo angosciati da minacce "artificiali" che

> > non esistono o comunque andrebbero viste per quel che sono,
> > cogliendone il buono ed evitando il cattivo.

> Il mondo è bello perchè è vario. C' è sicuramente chi si angoscia per
> una meta irraggiungibile, ma si angoscia anche per l' aria che
> respira, per lo stress , per il rumore, per le radioemissioni; c' è
> chi invece si limita a scegliere tra quello che ha a disposizione, con
> animo più sereno.
> Non dimentichiamo che se ora siamo qui a parlarne è perchè nei
> millenni, quando della chimica non esisteva neanche la parola, l'
> uomo, tramite la selezione naturale, ha convissuto con sostanze
> assolutamente naturali. Certo, talune cancerogene, altre addirittura
> letali, ma, per la maggior parte adatte a lui.
> E' chiaro che, come giustamente hai asserito, il giorno d' oggi quella
> natura che cito è un' illusione, ma è altrettanto chiaro che nessuno
> può impedirci di orientarci, e sottolineo orientarci, non pretendere,
> verso questa cultura, sia in senso alimentare che in senso
> psicologico..


Ci ho ragionato sù: naturale o artificiale?
Anche se mi costa ammetterlo, pendo per un certo tipo di naturale, non
globalizzato.

in effetti l'uomo di scienza di solito consuma tutte le energie assorto
a contemplare il "particolare", perdendo di vista tutto il grosso che
c'è intorno.

Le variabili in ballo sono infinite. Vedi grandi disastri della storia.
Allorché non si vorrebbe tenerlo sotto una campana di vetro (a vegetare)
a clima costante + nutrizione per via ematica con elementi essenziali
sintetizzati: Che senso avrebbe controllare la nutrizione di un
organismo così "complesso" , quando poi non è possibile controllare
l'ambiente che lo contiene?

In balia delle nostre pulsioni,
vogliamo tutto e subito - vogliamo consumare tutto e in questo momento.
Non una briciola va lasciata nelle mani dei posteri, il nostro ego lo
reclama vorace.

Noi siamo *concepiti diversificati* per adattarci alle variazioni
dell'ambiente, ergo naturale. Ma non col cronometro al polso. Non per
adattare utopicamente l'ambiente a noi. Solo che oggi da quando si nasce
non si entra in sintonia con l'ambiente, poiché siamo troppo occupati a
correre verso l'eldorado, vivendo l'illusione di un progetto temporaneo
Riempiendo il mondo con il moltiplicatore di organismi.
Anche Alien della fantascienza respirava metano puro a casa sua... )

Alla fine, quale vantaggio ha fare tanta fatica nel fare una determinata
cosa, quando chi non ha fatto niente - non si è nemmeno mosso, ci beffa,
poiché in questo modo atipico sta molto più avanti di noi...
Aveva ragione lui...

--
l'abito fa l'uomo. Meno c'è l'uomo più cresce il bisogno dell'abito


  #6  
Vecchio 18-10-2009, 16.01.29
Nico Valerio
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Messaggi: n/a
Predefinito Re: Il mito del "naturale"


"Enrico C" <use_replyto_address[at]devils.com> ha scritto nel messaggio
news:hbf5vu$755$1[at]news.newsland.it...
- Citazione -

> Nico Valerio ha scritto:
> > tranne piccole inesattezze, le dò pienamente ragione!

> A questo punto sono curioso, quali sono le inesattezze? E perché mi dai
> del lei? :-)




- Citazione -

> la refrigerazione dei frigoriferi è infatti artificiale, per non parlare
delle altre tecniche di
> conservazione


I naturisti (sinonimi: salutisti, igienisti, ippocratici) usano e
prescrivono da millenni per lo più il cibo fresco, non conservato, senza
fanatismo ma come tendenza. Qui invece la cosa viene presentata in modo
caricaturale. Invece è giusta, anzi up-to-date: la scienza di oggi dice la
stessa cosa quando trova che la vit. C si dimezza in media nelle verdure
comservate al freddo e (2008) ricercatori dell'INRAN, tra cui l'amico
Serafini, rivelano che nelle "insalate pronte" dei supermercati, pulite e
conservate in frigo in buste piene di azoto, c'è una ecatombe di vitamine e
antiossidanti.

- Citazione -

> Legumi. in nome del "naturale", andrebbero consumati tal quali, In realtà,
> l'ammollo in acqua e in certi casi la fermentazione aiutano a ridurre la
> componente di tossine di certi legumi.


Chi è il matto, dal 12000 a.C ad oggi, fosse pure un ultra del naturismo,
che ha mai detto che i legumi vanno mangiati crudi? Lo sanno tutti, specie
chi segue l'alimentazione sana e i vegetariani, grandi consumatori di
legumi, che questi semi hanno polisaccaridi indigesti e vogliono una lunga e
accurata cottura. Niente cottura al dente, ma devono potersi schiacciare con
un grissino obliquo. E vanno sempre lungamente ammollati. Si discute se,
dopo averli sciacquati, l'acqua dell'ammollo debba essere riutilizzata in
cottura o no. Io suggerisco di sì, per la presenza di fitati, potenti
anti-cancro antiproliferativi, anche se anti-minerali.
Diverso il caso dei legumi piccoli che possono essere germogliati tali e
quali dopo una sola notte di ammollo e mangiati crudi in insalata e come
contorno (consiglio lenticchie e fagioli mung, ma anche i chicchi di grano):
diventano teneri, digeribilissimi, acquistano anche vitamine e perdono gran
parte dei fitati antinutritivi, secondo un importante studio scientifico.

- Citazione -

> Cereali. Il tipo di grano più diffuso per la pastasciutta e non solo, il
> grano Creso, è frutto di una mutazione genetica casuale indotta in
> laboratori nucleari. Tuttavia gli amanti dell'"alimentazione naturale" se
> ne cibano senza problemi, diffidando invece dei "pericolosi OGM", nei
> quali tuttavia le mutazioni genetiche sono ottenute attraverso
> procedimenti molto più precisi e controllabili.


Qui siamo OT. La gente oggi non crede - non solo i salutisti, ma tutti - che
i cibi attuali siano tutti creati dall'Uomo stesso. Immagina che in boschi
reconditi spunti da qualche parte la piantina archetipo del... broccolo o
del... pomodorino di Pachino... Figuriamoci! Sono tutte manipolazioni
genetiche. Invenzioni geniali... Iniziate dagli Etruschi. E meno male.
Il problema OGM, poi, non è tossicologico, epidemiologico o nutrizionale,
come dicono i fanatici anti-OGM, ma più sensatamente economico, agricolo e
sociale. Da liberale e razionalista sono per la libertà totale di ricerca
scientifica, ma... I contadini poveri che abboccano sarebbero costretti a
comperare semi nuovi ogni anno, anziché ripiantare quelli autoprodotti. In
India ci sono stati migliaia di suicidi tra i contadini poveri circuiti
dalle aziende OGM. Inoltre, da appassionato delle colture e varietà antiche,
sono preoccupato: finirebbero per sparire del tutto certe varietà antiche di
spelta o di limoncella, di arancio amaro o giuggolo, dico per dire.

- Citazione -

> Carne. in nome del "naturale", la carne andrebbe consumata cruda e subito
> dopo la macellazione, facendo a meno della frollatura


Nessun salutista al mondo ha mai detto questo. E' caricaturale. Anzi, si
mette in rilievo il fatto di per sé eloquente che la carne tale e quale,
cioè cruda e fresca, è quasi immangiabile, se non dopo frollatura, oltre a
non avere di per sé alcun sapore, senza cottura e spezie.


- Citazione -

> Pesce. Quello crudo sarà anche buono ma può contenere pericolosi
> parassiti, l'Anisakis.


Anche qui, nessun naturista contesta. Anzi, proprio io, per correttezza e
coerenza logica imposi addirittura in copertina il pesce marinato in limone
o aceto, nel mio antico manuale Oscar Mondadori "Tutto Crudo" (oggi
esaurito), dopo aver avvertito dei rischi parassitologici gravi, proprio da
Anisakis (e non solo).

- Citazione -

> Pomodori, patate, peperoni. in nome del "naturale", andrebbero utilizzate
> le varianti selvatiche, non quelle coltivate dopo secoli di selezioni
> agricole. Peccato che le varianti selvatiche siano più ricche di solanina,
> alcaloide tossico.


Questa fissazione sulla solanina è tipica dei soli macrobiotici, corrente
che però si pone fuori del salutismo e si riallaccia ai tempi delle
superstizioni prescientifiche, quando si riteneva - anche in Italia,
600-700 - che i frutti di melanzane (dal lat. malum insana = mela dei
pazzi), peperoni e pomodori, e i tuberi della patata, appartenendo a piante
velenose fossero anch'essi velenosi. Infatti l'assurda macrobiotca va
scrivendo nei suoi libri che il pomodoro è cancerogeno! Cosa non vera: anzi,
peperoni e pomodori sono tra i più potenti anti-cancro esistenti, e la
melanzana ha nella buccia - che perciò va sempre mangiata - potenti
antiossidanti come acidi caffeico, ferulico e clorogenico. La solanina,
infine, ridotta dall'ingentilimento causato dalle coltivazioni, è pur sempre
un antispasmodico intestinale e un antimicotico. Proprio come in farmacia, i
"veleni" della natura sono anche utili.


- Citazione -

> Caffè. in nome del "naturale" bisognerebbe bere solo caffè con caffeina ed
> evitare quello decaffeinato. In realtà, almeno in certe situazioni, un
> buon decaffeinato può essere preferibile.


No. I naturisti semmai boicotta(va)no il caffé come eccitante pericoloso.
Aizzati dai preti, per i quali era la bevanda dei piaceri, della borghesia
cittadina, dell'intelligenza, insomma del diavolo. Anzi, io mi sto
adoperando per riabilitarlo, cercando di convincere i tradizionalisti -
studi alla mano - che è una bevanda abbastanza sana e utile (per i non
cardiopatici o insonni). In fin dei conti tutti i cibi contengono sostanze
farmacologiche extra-nutrizionali e "veleni", e la caffeina in particolare è
anche anti-cancro. A differenza del caffè d'orzo dei naturisti, che essendo
tostato e non avendo caffeina, allora sarà cancerogeno.
Pollice verso invece, da parte di tutti, per il caffè decaffeinato: provoca
ugualmente ulcera nei casi limite (ho letto vari studi), ed è ottenuto con
solventi idrocarburici, tipo esano, ecc. E tutto per avere un inutile infuso
imitativo di color nero... Vale la pena? Lo stesso vale per il caffè
surrogato )orzo, cicoria ecc). Basta un normale infuso di erbe, almeno male
non fa.

- Citazione -

> Zucchero. In questo caso il tipo integrale è effettivamente più ricco di
> sali minerali e vitamine rispetto a quello raffinato, ma si tratta pur
> sempre di briciole. Quei nutrienti si trovano in abbondanza in frutta e
> verdura, mentre usare un cucchiaino di zucchero raffinato o integrale fa
> ben poca differenza.


No, si tratta di polifenoli coloranti (nello squisito e saporitissimo
zucchero nero brasiliano moscovado). Ma tanto, di zucchero (miele compreso)
non se può mangiare che pochissimo, meglio nulla. "Purtroppo" l'Uomo non ha
alcun bisogno di zucchero. Beati gli Antichi che non lo conoscevano.

- Citazione -

> Latte. in nome del "naturale" bisognerebbe bere solo latte crudo non
> pastorizzato. In realtà, questo espone a qualche rischio sanitario, specie
> per i bambini. E se si deve bollire il latte crudo, paradossalmente, tra
> pastorizzazione industriale a temperatura controllat per pochi istanti, e
> bollitura casalinga del latte crudo, la seconda è quella che usa un
> trattamento termico più violento, quindi viene da chiedersi quale sia alla
> fine il latte più "naturale".


Qui la parola "naturale" riferita al latte va letta in due significati, dei
4 o 5 che ha: la minore trasformazione possibile e l'essere adatto o no alla
nutrizione dell'Uomo. Ma poiché nell'alimentazione naturale c'è anche la
clausola della salute e dell'igiene, il semplice rischio di colibatteri in
quantità elevata fa del latte crudo un cibo oggi potenzialmente non sano.
Come scrivo nei miei blog in America ci sono stati casi di gente condannata
alla dialisi per aver bevuto latte crudo. Peccato, quello di malga era così
buono...

  #5  
Vecchio 18-10-2009, 14.42.22
Enrico C
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Messaggi: n/a
Predefinito Re: Il mito del "naturale"

Nico Valerio ha scritto:

- Citazione -

> tranne piccole inesattezze, le dò pienamente ragione!

A questo punto sono curioso, quali sono le inesattezze? E perché mi dai
del lei? :-)



--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse[at]newsland.it


  #4  
Vecchio 17-10-2009, 18.37.47
romyr
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Predefinito Re: Il mito del "naturale"

On 16 Ott, 12:33, Enrico C <use_replyto_addr...[at]devils.com> wrote:

- Citazione -

> L'industria risponde spesso con specchietti per le allodole.
> "Naturale" diventa un claim del marketing per attirare clienti verso
> prodotti che non hanno niente di speciale.


Certamente. Però sarebbe come dire che dobbiamo rifiutare Internet in
blocco perchè ad essa si accodano truffatori e delinquenti.
Ad ogni occasione possibile c' è qualcuno che cerca di abusare,
tuttavia la crescente cultura (come ad esempio il tuo ottimo post) ,
le leggi e spesso i consorzi fanno sì la tendenza sia verso la giusta
meta.

- Citazione -

> > 3) I sostenitori sono più felici, appagati, nel sapere che si
> > alimentano in modo naturale. La convinzione è la base del placebo.
> > Giusto ?

> Giusto, ma forse sono troppo angosciati da minacce "artificiali" che
> non esistono o comunque andrebbero viste per quel che sono,
> cogliendone il buono ed evitando il cattivo.


Il mondo è bello perchè è vario. C' è sicuramente chi si angoscia per
una meta irraggiungibile, ma si angoscia anche per l' aria che
respira, per lo stress , per il rumore, per le radioemissioni; c' è
chi invece si limita a scegliere tra quello che ha a disposizione, con
animo più sereno.

Non dimentichiamo che se ora siamo qui a parlarne è perchè nei
millenni, quando della chimica non esisteva neanche la parola, l'
uomo, tramite la selezione naturale, ha convissuto con sostanze
assolutamente naturali. Certo, talune cancerogene, altre addirittura
letali, ma, per la maggior parte adatte a lui.

E' chiaro che, come giustamente hai asserito, il giorno d' oggi quella
natura che cito è un' illusione, ma è altrettanto chiaro che nessuno
può impedirci di orientarci, e sottolineo orientarci, non pretendere,
verso questa cultura, sia in senso alimentare che in senso
psicologico..


  #3  
Vecchio 17-10-2009, 09.43.42
Nico Valerio
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Il mito del "naturale"

Ma certo! Da "inventore" o se vuole "teorico" dell'alimentazione naturale in
Italia, tranne piccole inesattezze, le dò pienamente ragione!
Lo scrissi già nella prima edizione della, appunto, "Alimentazione
Naturale", Oscar Mondadori del giugno del 1980, che aprì tutta un'epoca
(volume esaurito, non è pubblicità). Era la prima volta che l'espressione -
come dire - pensata per essere simbolica e pregnante, cioè per dare la
sintesi di più significati, appariva, e per di più come titolo di un libro.
Libro che ebbe molto successo, divenne con mio imbarazzo un
simbolo-manifesto per tutti gli alternativi (da Dacia Maraini ai detenuti
politici di Rebibbia) e gli anti-scienza, e crebbe, fino a diventare un
grosso manuale enciclopedico di 760 pagine da consultare, alimento per
alimento (ed. del 2001).
Io, invece, sono uno scientista, pensi un po', per me la Scienza è l'unico
modo di conoscere la realtà, la Natura. Tradizioni antiche, certo, ma solo
se suffragate dalla modernissima Scienza sperimentale.
Feci male a non registrare quell'espressione quando avrei potuto? Sì, avrei
evitato migliaia di strumentalizzazioni furbe. Ormai è diventata d'uso
corrente. Ma per fortuna la Scienza mi sta dando una mano dimostrando la non
utilità o peggio la dannosità degli integratori "alimentari" nei quali -
assurdo - ormai si sostanza gran parte del concetto di "naturale" secondo
erboristi e autori interessati di siti e blog. Per non parlare del "bio",
utilissimo per l'ambiente, sia chiaro, ma ininfluente rispetto al nutrimento
e alla prevenzione delle malattie nell'Uomo.

Solo che il pubblico e i giornalisti non lo vollero-vogliono capire. Il
dannoso mito rousseauiano (J.J.Rousseau) continua a far danni:
l'idealizzazione di una Natura distinta e distante dall'Uomo, anzi
contrapposta. Mentre è chiaro (evoluzione ecc) che per l'Uomo la Natura è...
dentro se stesso. E' la "natura umana" il nostro punto di riferimento. Del
resto, siamo noi i grandi artefici del nostro cibo: nessuna delle centinaia
di specie botaniche - per limitarci ai vegetali - di cui ci nutriamo, per la
verità un po' arbitrariamente (perché quelle non furono certo "destinate"
all'Uomo: lo provano le migliaia di sostanze antinutritive, tossiche e
perfino cancerogene che sintetizzano per difendersi dai predatori, Uomo
compreso, e difendersi dai raggi ultravioletti), è uguale a quella
originaria. Il cibo "naturale per l'Uomo", cioè il più adatto, anzi, il meno
dannoso, è composto di tutti cibi artificiali. Tranne le fragoline di bosco
e le more.
Lo spiego con chiarezza anticonformista: il cibo "naturale" è solo quello
antropologico, cioè scelto, inventato, creato dall'Uomo per dolorose,
drammatiche prove ed errori. Quindi i miei lettori distratti o non lettori
sono avvertiti.
Perciò, vincendo la mia pigrizia, mi sono costretto ad aprire due blog
didascalici e di approfondimento, per... tentare di gli occhi della gente su
questo e altri punti (ce l'ho a morte con le tante leggende metropolitane,
di gente comune, erboristi, ma anche nutrizionisti e medici).

A ulteriore riprova si legga sul colonnino a destra del blog Alimentazione
Naturale, in blu, l'articolo-manifesto. Che le dà un'idea del mio approccio
corretto, molto scientifico ed evoluzionistico, insomma
antropologico-culturale:

http://alimentazione-naturale.blogspot.com/

che però poi si nutre delle scienze biologiche (tossicologia, biochimica,
biologia sperimentale, clinica medica, epidemiologia, nutrizione, perfino
storia dell'alimentazione ecc).

E guardi anche su LactoOvoVegetarian la seconda parte dell'articolo
sull'acquisizione genetica da parte dei nostri progenitori dell'enzima
lattasi che digerisce il lattosio:
http://love-lacto-ovo-vegetarian.blo...-fa-dette.html

Le invio i miei saluti e i miei complimenti
Nico Valerio

-----Messaggio Originale-----
Da: "Enrico C" <use_replyto_address[at]devils.comNewsgroup: it.salute.alimentazione
Data invio: lunedì 12 ottobre 2009 14.46
Oggetto: Il mito del "naturale"


- Citazione -

> La morte è naturale. Molti veleni sono naturali. Molti cibi non sono
> commestibili nella forma in cui si trovano in natura e richiedono
> selezioni, lavorazioni, trattamenti, come *condicio sine qua non* per
> essere commestibili. I processi di irrancidimento, contaminazione con
> tossine o parassiti, in generale l'"andare a male" dei cibi, sono tutti
> processi naturali. Lasciando fare alla natura il suo corso, dovremmo
> rinunciare ad alimenti freschi (la refrigerazione dei frigoriferi è
> infatti artificiale, per non parlare delle altre tecniche di
> conservazione), oppure rinunciarvi per problemi di costi, mancanza di
> confezionamento e trasporto (tecniche "innaturali"), ecc.
> Ecco una serie di esempi pratici di come -sebbene sia anche giusto in
> molti casi evitare cibi troppo raffinati o troppo trattati - l'equazione
> "più vicino allo stato naturale" uguale "più sano" non sia sempre vera!:
> Legumi. in nome del "naturale", andrebbero consumati tal quali, In realtà,
> l'ammollo in acqua e in certi casi la fermentazione aiutano a ridurre la
> componente di tossine di certi legumi.
> Cereali. Il tipo di grano più diffuso per la pastasciutta e non solo, il
> grano Creso, è frutto di una mutazione genetica casuale indotta in
> laboratori nucleari. Tuttavia gli amanti dell'"alimentazione naturale" se
> ne cibano senza problemi, diffidando invece dei "pericolosi OGM", nei
> quali tuttavia le mutazioni genetiche sono ottenute attraverso
> procedimenti molto più precisi e controllabili.
> Carne. in nome del "naturale", la carne andrebbe consumata cruda e subito
> dopo la macellazione, facendo a meno della frollatura
> (per chi non la conosce, vedi per es.
> http://www.cibo360.it/alimentazione/...frollatura.htm
> Peccato che esista il rigor mortis!
> Pesce. Quello crudo sarà anche buono ma può contenere pericolosi
> parassiti, l'Anisakis. Per evitare il problema si usa o la cottura, oppure
> (tra i giapponesi) si congela il pesce per far morire il parassita. Anche
> in questo caso, meglio evitare di prendere troppo alla lettera il "come
> natura crea" e prendere alcune precauzioni "artificiali".
> Pomodori, patate, peperoni. in nome del "naturale", andrebbero utilizzate
> le varianti selvatiche, non quelle coltivate dopo secoli di selezioni
> agricole. Peccato che le varianti selvatiche siano più ricche di solanina,
> alcaloide tossico.
> Caffè. in nome del "naturale" bisognerebbe bere solo caffè con caffeina ed
> evitare quello decaffeinato. In realtà, almeno in certe situazioni, un
> buon decaffeinato può essere preferibile.
> Zucchero. In questo caso il tipo integrale è effettivamente più ricco di
> sali minerali e vitamine rispetto a quello raffinato, ma si tratta pur
> sempre di briciole. Quei nutrienti si trovano in abbondanza in frutta e
> verdura, mentre usare un cucchiaino di zucchero raffinato o integrale fa
> ben poca differenza.
> Latte. in nome del "naturale" bisognerebbe bere solo latte crudo non
> pastorizzato. In realtà, questo espone a qualche rischio sanitario, specie
> per i bambini. E se si deve bollire il latte crudo, paradossalmente, tra
> pastorizzazione industriale a temperatura controllat per pochi istanti, e
> bollitura casalinga del latte crudo, la seconda è quella che usa un
> trattamento termico più violento, quindi viene da chiedersi quale sia alla
> fine il latte più "naturale".
> Latte "bio" e aflatossine.
> In questo caso, c'è qualche preoccupazione in più proprio verso la
> variante "bio", quella più "naturale", almeno a quanto leggo in un
> articolo del Corriere della Sera sul rischio di tossine fungine derivanti
> dal mais usato nell'alimentazione delle vacche. Secondo l'articolo, le
> contaminazioni sarebbero maggiori proprio nel mais da agricoltura
> "biologica". Però su questo aspetto lascerei un punto interrogativo e
> sarei curioso di sapere se l'articolo è confermato da altre fonti oppure
> no.

http://www.corriere.it/sportello-can...atossine.shtml
> [...]
> La prima strada per eliminare le tossine cancerogene dal mais è
> rappresentata dai controlli: gli Istituti Zooprofilattici effettuano le
> analisi di campioni di latte e provvedono affinché il latte contaminato
> venga distrutto. Purtroppo però non tutto il latte consumato nel nostro
> Paese viene sottoposto ai controlli, e grossi interrogativi riguardano
> anche il latte in polvere.
> Nel mais tradizionale l'infezione è controllata, anche se solo
> parzialmente, con insetticidi. Ma i dati scientifici dicono che ciò non
> elimina del tutto il rischio aflatossine: una recente ricerca condotta
> presso l'Università Cattolica di Piacenza, per esempio, ha evidenziato
> concentrazioni di aflatossine preoccupanti in oltre il 18% dei campioni di
> mais analizzati. La situazione si fa ancor più critica nelle coltivazioni
> "biologiche", dove è vietato l'uso di insetticidi di sintesi. Questi
> vengono sostituiti con un batterio che produce una proteina insetticida,
> la quale non è tuttavia altrettanto efficace nel controllo della piralide.
> I dati di analisi rivelano infatti in queste coltivazioni il record della
> presenza di micotossine cancerogene.
> Lo stesso discorso vale anche per il latte: recenti ricerche pubblicate
> dall'Istituto Zooprofilattico di Brescia hanno evidenziato che molti dei
> campioni di latte di stalla analizzati presentano alte contaminazioni da
> aflatossine, e questo è vero soprattutto per il "latte biologico". E ciò è
> ancor più preoccupante se si considera che il problema aflatossine non è
> limitato a polenta e latte, ma è allargato a tutte quelle colture che non
> siano sufficientemente protette dalle infezioni fungine, come, ad esempio,
> la vite e l'olivo.
> [...]
> --
> questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
> http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse[at]newsland.it


"Enrico C" <use_replyto_address[at]devils.com> ha scritto nel messaggio
news:hav8fo$3vh$1[at]news.newsland.it...
- Citazione -

> La morte è naturale. Molti veleni sono naturali. Molti cibi non sono
> commestibili nella forma in cui si trovano in natura e richiedono
> selezioni, lavorazioni, trattamenti, come *condicio sine qua non* per
> essere commestibili. I processi di irrancidimento, contaminazione con
> tossine o parassiti, in generale l'"andare a male" dei cibi, sono tutti
> processi naturali. Lasciando fare alla natura il suo corso, dovremmo
> rinunciare ad alimenti freschi (la refrigerazione dei frigoriferi è
> infatti artificiale, per non parlare delle altre tecniche di
> conservazione), oppure rinunciarvi per problemi di costi, mancanza di
> confezionamento e trasporto (tecniche "innaturali"), ecc.
> Ecco una serie di esempi pratici di come -sebbene sia anche giusto in
> molti casi evitare cibi troppo raffinati o troppo trattati - l'equazione
> "più vicino allo stato naturale" uguale "più sano" non sia sempre vera!:
> Legumi. in nome del "naturale", andrebbero consumati tal quali, In realtà,
> l'ammollo in acqua e in certi casi la fermentazione aiutano a ridurre la
> componente di tossine di certi legumi.
> Cereali. Il tipo di grano più diffuso per la pastasciutta e non solo, il
> grano Creso, è frutto di una mutazione genetica casuale indotta in
> laboratori nucleari. Tuttavia gli amanti dell'"alimentazione naturale" se
> ne cibano senza problemi, diffidando invece dei "pericolosi OGM", nei
> quali tuttavia le mutazioni genetiche sono ottenute attraverso
> procedimenti molto più precisi e controllabili.
> Carne. in nome del "naturale", la carne andrebbe consumata cruda e subito
> dopo la macellazione, facendo a meno della frollatura
> (per chi non la conosce, vedi per es.
> http://www.cibo360.it/alimentazione/...frollatura.htm
> Peccato che esista il rigor mortis!
> Pesce. Quello crudo sarà anche buono ma può contenere pericolosi
> parassiti, l'Anisakis. Per evitare il problema si usa o la cottura, oppure
> (tra i giapponesi) si congela il pesce per far morire il parassita. Anche
> in questo caso, meglio evitare di prendere troppo alla lettera il "come
> natura crea" e prendere alcune precauzioni "artificiali".
> Pomodori, patate, peperoni. in nome del "naturale", andrebbero utilizzate
> le varianti selvatiche, non quelle coltivate dopo secoli di selezioni
> agricole. Peccato che le varianti selvatiche siano più ricche di solanina,
> alcaloide tossico.
> Caffè. in nome del "naturale" bisognerebbe bere solo caffè con caffeina ed
> evitare quello decaffeinato. In realtà, almeno in certe situazioni, un
> buon decaffeinato può essere preferibile.
> Zucchero. In questo caso il tipo integrale è effettivamente più ricco di
> sali minerali e vitamine rispetto a quello raffinato, ma si tratta pur
> sempre di briciole. Quei nutrienti si trovano in abbondanza in frutta e
> verdura, mentre usare un cucchiaino di zucchero raffinato o integrale fa
> ben poca differenza.
> Latte. in nome del "naturale" bisognerebbe bere solo latte crudo non
> pastorizzato. In realtà, questo espone a qualche rischio sanitario, specie
> per i bambini. E se si deve bollire il latte crudo, paradossalmente, tra
> pastorizzazione industriale a temperatura controllat per pochi istanti, e
> bollitura casalinga del latte crudo, la seconda è quella che usa un
> trattamento termico più violento, quindi viene da chiedersi quale sia alla
> fine il latte più "naturale".
> Latte "bio" e aflatossine.
> In questo caso, c'è qualche preoccupazione in più proprio verso la
> variante "bio", quella più "naturale", almeno a quanto leggo in un
> articolo del Corriere della Sera sul rischio di tossine fungine derivanti
> dal mais usato nell'alimentazione delle vacche. Secondo l'articolo, le
> contaminazioni sarebbero maggiori proprio nel mais da agricoltura
> "biologica". Però su questo aspetto lascerei un punto interrogativo e
> sarei curioso di sapere se l'articolo è confermato da altre fonti oppure
> no.

http://www.corriere.it/sportello-can...atossine.shtml
> [...]
> La prima strada per eliminare le tossine cancerogene dal mais è
> rappresentata dai controlli: gli Istituti Zooprofilattici effettuano le
> analisi di campioni di latte e provvedono affinché il latte contaminato
> venga distrutto. Purtroppo però non tutto il latte consumato nel nostro
> Paese viene sottoposto ai controlli, e grossi interrogativi riguardano
> anche il latte in polvere.
> Nel mais tradizionale l'infezione è controllata, anche se solo
> parzialmente, con insetticidi. Ma i dati scientifici dicono che ciò non
> elimina del tutto il rischio aflatossine: una recente ricerca condotta
> presso l'Università Cattolica di Piacenza, per esempio, ha evidenziato
> concentrazioni di aflatossine preoccupanti in oltre il 18% dei campioni di
> mais analizzati. La situazione si fa ancor più critica nelle coltivazioni
> "biologiche", dove è vietato l'uso di insetticidi di sintesi. Questi
> vengono sostituiti con un batterio che produce una proteina insetticida,
> la quale non è tuttavia altrettanto efficace nel controllo della piralide.
> I dati di analisi rivelano infatti in queste coltivazioni il record della
> presenza di micotossine cancerogene.
> Lo stesso discorso vale anche per il latte: recenti ricerche pubblicate
> dall'Istituto Zooprofilattico di Brescia hanno evidenziato che molti dei
> campioni di latte di stalla analizzati presentano alte contaminazioni da
> aflatossine, e questo è vero soprattutto per il "latte biologico". E ciò è
> ancor più preoccupante se si considera che il problema aflatossine non è
> limitato a polenta e latte, ma è allargato a tutte quelle colture che non
> siano sufficientemente protette dalle infezioni fungine, come, ad esempio,
> la vite e l'olivo.
> [...]
> --
> questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
> http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse[at]newsland.it


  #2  
Vecchio 16-10-2009, 11.50.32
=?ISO-8859-15?Q?Frankie_NiBBle_=AE?=
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Il mito del "naturale"

lunedì 12/10/2009 alle 14.46.48, Enrico C scrisse su
it.salute.alimentazione la seguente novella:

(quote integrale)

Un gran Bel post (maiuscola voluta)

Saved.

Grazie

--
Frankie NiBBle
"Altra cosa di primaria importanza da non fare durante un infarto è
quella di non fare le flebo al paziente perchè altrimenti l'acqua che
entra nel corpo va a riempire l'edema cerebrale causando in questo modo
un allungamento dei tempi del reset" - Mister X su it.salute -


 

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mito, naturale
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