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#33
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| Enrico C <use_replyto_address[at]devils.com> ha scritto: - Citazione - > in certi casi se ne fa a meno, ma che si usava e usa tranquillamente
Confermo; i miei nonni ammazzavano il maiale e aggiungevano un qualcosa> anche nelle lavorazioni artigianali, AFAIK (che penso fosse quel salnitro di cui stai parlando (PS: è assimiliabile ai nitriti/ati dei salami comperi?)). Riguardo al salame del mio collega, non so'... ma potrei informarmi. -- Neomamma o neopapà? http://spaziomamma.altervista.org/ Per rispondermi via email rimuovi _removethis_ e .invalid dall'indirizzo |
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#32
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| Ataru - Omologazione Fashion 2009® wrote on 28/6/2009 16:44 in it.salute.alimentazione: - Citazione - > anche un macellaro qualsiasi che trovi sotto casa. Sono le basi del > manuale... http://www.michelemarziani.org/appun...p?articolo=196 .... il laboratorio norcino... ....Negli insaccati ci finiscono la carne, il sale, il pepe, la cannella, quel pizzico di salnitro che è conservante usato da sempre e il tempo, tanto tempo, quello che serve ad asciugarli, a rendere i profumi irresistibili, quasi un marchio di fabbrica. Più di tre mesi ci vogliono per un salame di stampo bresciano, a grana grossa, che è un capolavoro di norcineria lombarda, ... http://www.comune.berzo-demo.bs.it/P...arne/carne.htm sui salumi tipici del bresciano - Citazione - > io ricordo che alcuni anni fa, quando li faceva mio padre in casa. La
Che "sale" era? Ad ogni modo, non dico che sia impossibile farne a meno,> dose era allincirca come quelle delle salsiccia: se non erro, erano 20g > di sale per ogni kilo di carne + pepe/aromi Qb. Mai sentito di nitrati > et simìlia... in certi casi se ne fa a meno, ma che si usava e usa tranquillamente anche nelle lavorazioni artigianali, AFAIK. Poi, una cosa sono le salsicce fresche, un'altra cosa salumi, salami e salsicciotti che si conservano più a lungo. Vedi per es. http://www.sossai.net/salumi/salumicasalinghi.htm Le meraviglie della salumificazione casalinga http://www.sossai.net/salumi/additivi.htm Nella Salumificazione Casalinga l'utilizzo degli additivi, normalmente impiegati nelle produzioni commerciali anche artigianali, dovrebbe essere evitato o limitato al massimo. L'unico utilizzato spesso, e comunque di origine naturale (per quanto questo possa significare qualcosa) è il nitrato di potassio o SALNITRO. Considerato che si tratta comunque di un additivo che nell'organismo può dare luogo all'accumulo di nitriti, sarà bene essere molto parchi nel suo uso, non superando in alcun caso le dosi consigliate. L'unica eccezione è rappresentata dai cosiddetti alimenti "salmistrati", la cui caratteristica è proprio la marinatura con soluzioni ricche di salnitro. Sono preparazioni ottime da un punto di vista organolettico, ma è comunque meglio moderarne il consumo. [...] |
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#31
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| Il 28/06/2009, *Enrico C* ha detto : - Citazione - > Fabio C. wrote on 28/6/2009 15:12 in it.salute.alimentazione:
ma guarda, pittosto che trovare un leggendario contadino, può bastare> > Capisco quello che dici sui DOP&co, ma attenzione: per "salame del > > nonno" intendo proprio un prodotto realizzato dal contadino di fianco a > > casa o dal nonno o dallo zio, cioè con metodi 100% artigianali, e > > quindi praticamente senza addittivi. anche un macellaro qualsiasi che trovi sotto casa. Sono le basi del manuale... - Citazione - > Che non usasse additivi te lo ha detto di persona?
io ricordo che alcuni anni fa, quando li faceva mio padre in casa. Ladose era allincirca come quelle delle salsiccia: se non erro, erano 20g di sale per ogni kilo di carne + pepe/aromi Qb. Mai sentito di nitrati et simìlia... -- Ho letto cose su questo gruppo, che Roy Batty il cyborg non si sarebbe sognato nemmeno su Plutone |
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#30
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| Enrico C <use_replyto_address[at]devils.com> ha scritto: - Citazione - > guardarsi, è un po' da rivedere. Non nego che l'epoca d'oggi ci propini
Concordo anche su questo, e lancio una provocazione: la vita media dei> alcune "schifezze", ma ho l'impressione che i nostri nonni e bisnonni > mangiassero anche più "schifezze" di noi ![]() nostri nonni è di circa 76 anni (la butto li', non conosco i dati aggiornati). I nostri figli (nati oggi) vivranno di più o di meno? -- Neomamma o neopapà? http://spaziomamma.altervista.org/ Per rispondermi via email rimuovi _removethis_ e .invalid dall'indirizzo |
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#29
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| Fabio C. wrote on 28/6/2009 15:12 in it.salute.alimentazione: - Citazione - > Capisco quello che dici sui DOP&co, ma attenzione: per "salame del
Che non usasse additivi te lo ha detto di persona?> nonno" intendo proprio un prodotto realizzato dal contadino di fianco a > casa o dal nonno o dallo zio, cioè con metodi 100% artigianali, e quindi > praticamente senza addittivi. Non conosco tuo nonno e il suo vicino ma, per quel che posso capire, credo che metodi tradizionali = sale + salnitro et similia, mentre metodi moderni = ridurli, almeno nei prodotti migliori. Anzi, leggevo che nelle lavorazioni moderne si riesce a ridurre anche il sale usato come conservante, grazie a una maggiore igiene del processo. Allargando un attimo il discorso, la salatura o salagione, e l'aggiunta di altri conservanti come appunto i nitrati, erano il metodo tradizionale per conservare carni e pesci nel passato, quando non esistavano frigoriferi e surgelatori che oggi abbiamo la *fortuna* di avere. L'idea che "tradizionale" o "artigianale" voglia dire sempre salutare e pulito, mentre "industriale" e "moderno" sia il male da cui guardarsi, è un po' da rivedere. Non nego che l'epoca d'oggi ci propini alcune "schifezze", ma ho l'impressione che i nostri nonni e bisnonni mangiassero anche più "schifezze" di noi ![]() |
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#28
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| Enrico C <use_replyto_address[at]devils.com> ha scritto: - Citazione - > Facile a dirsi, ma trovare bresaole, cotechini, ecc. completamente senza
Capisco quello che dici sui DOP&co, ma attenzione: per "salame del> nitr* non è per niente facile. Neanche se addenti il "salame del nonno"! nonno" intendo proprio un prodotto realizzato dal contadino di fianco a casa o dal nonno o dallo zio, cioè con metodi 100% artigianali, e quindi praticamente senza addittivi. Per il resto, d'accordo su tutto. -- Neomamma o neopapà? http://spaziomamma.altervista.org/ Per rispondermi via email rimuovi _removethis_ e .invalid dall'indirizzo |
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#27
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| Enrico C wrote on 27/6/2009 12:42 in it.salute.alimentazione: - Citazione - > Tuttavia, anche la conservazione sotto sale non è proprio "salutista", > sia per la relazione con alcuni tipi di tumore sia per l'eccesso > generale di sale nella nostra alimentazione. La giÃ* citata review > WCRF/AICR conclude che > "L’assunzione di grandi quantitÃ* di sale e di alimenti conservati con il > sale aumenta il rischio di tumore allo stomaco" > come viene riportato in italiano in > http://www.eufic.org/article/it/mala...udi-esistenti/ Anzi, a ben vedere, la sintesi nella pagina dell'EUFIC non è del tutto corretta, perché il rapporto originale raccomanda di limitare al minimo o addirittura evitare del tutto le "processed meat", definite come quelle con nitriti e nitrati ma anche quelle sotto sale, affumicate, ecc., sottolineando come non si possa individuare un livello minimo di consumo al di sotto del quale si possa escludere un incremento del rischio di alcuni tumori. *Personalmente* mi chiedo se non sia una raccomandazione un filino troppo severa, ma questo dicono WCRF e AICR. |
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#26
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| Fabio C. wrote on 26/6/2009 22:23 in it.salute.alimentazione: - Citazione - > D'accordo su tutto... ma senza nitrati è comunque meglio che con.
Facile a dirsi, ma trovare bresaole, cotechini, ecc. completamente senzanitr* non è per niente facile. Neanche se addenti il "salame del nonno"! Infatti, persino nella maggior parte dei salumi tipici DOP e IGP è consentito l'uso di questi additivi, che del resto appartengono alla tradizione, non sono mica un'invenzione recente. Anzi, credo che alcune restrizioni alla quanitÃ* massima di nitr* sono state introdotte di recente per venire incontro alle preoccupazioni salutiste. Vedi i disciplinari di produzione, cioè le regole per i produttori con certificazione DOP o IGP. Al massimo trovi una limitazione alle quantitÃ* max, in alcun casi, mentre in altre non c'è alcun limite se non quelli di legge. Solo pochissime eccezioni vietano del tutto i nitr* (vedi in fondo). Riporto testualmente da alcuni disciplinari dei consorzi di tuela DOP e IGP: Tutela della Denominazione di origine del "Salame Varzi" Art. 3 Prescrizioni produttive [...] 6. La miscela di salagione deve essere costituita da: sale marino, sodio, nitrato e/o sodio nitrato per quanto consentito, pepe nero solo in grani, infuso di aglio e vino rosso filtrato. http://www.coldiretti.it/aree/ambien...me%20Varzi.htm Disciplinare di produzione della Denominazione di Origine Protetta "Pancetta di Calabria" Art. 3 Materie prime [...] Per la confezione della Pancetta di Calabria è ammesso l’uso di soli ingredienti naturali quali sale (cloruro di sodio), pepe nero in grani ed in polvere, pepe rosso piccante, pepe rosso dolce, crema di peperoni, aceto di vino. Possono inoltre essere impiegati: caseinato, acido ascorbico e/o sale sodico, lattato di sodio, nitrato di sodio e/o di potassio, nitrito di sodio e/o di potassio. Il loro utilizzo è limitato a quanto consentito e fintanto che sia previsto dalle vigenti disposizioni di legge. [...] http://www.coldiretti.it/aree/ambien...20Calabria.htm I disciplinari DOP (Salsiccia di Calabria) ….. .Art. 3 - Materie prime La salsiccia di Calabria deve essere ottenuta dalla lavorazione di carni di suini nati nel territorio delle regioni Calabria, Basilicata, Sicilia, Puglia e Campania e allevati nel territorio della regione Calabria dall’etÃ* massima di quattro mesi. Le fasi di macellazione e lavorazione devono aver luogo nel territorio calabrese. I suini, al momento della macellazione, debbono essere di peso non inferiore a kg 140, di etÃ* non inferiore ad otto mesi, aventi le caratteristiche proprie del suino pesante italiano, ottenuto impiegando razze tradizionali di taglia grande quali (omissis …) …… Nella preparazione dell’impasto per la salsiccia di Calabria è ammesso l’uso di soli ingredienti naturali quali sale (cloruro di sodio), pepe nero in grani ed in polvere, pepe rosso piccante, pepe rosso dolce, crema di peperoni, vino, semi di finocchio. Possono inoltre essere impiegati: caseinato, acido ascorbico e/o sale sodico, lattato di sodio, nitrato di sodio e/o di potassio, nitrito di sodio e/o di potassio. [...] http://www.unisgjournal.it/download/pub/riva/salumi.pdf Disciplinare di produzione della Denominazione di Origine Protetta "Capocollo di Calabria" [...] Per la confezione del Capocollo di Calabria è ammesso l’uso di soli ingredienti naturali quali sale (cloruro di sodio), pepe nero in grani ed in polvere, pepe rosso piccante, pepe rosso dolce, aceto di vino. Possono inoltre essere impiegati: caseinato, acido ascorbico e/o sale sodico, lattato di sodio, nitrato di sodio e/o di potassio, nitrito di sodio e/o di potassio. Il loro utilizzo è limitato a quanto consentito e fintanto che sia previsto dalle vigenti disposizioni di legge. http://www.coldiretti.it/aree/ambien...20Calabria.htm Disciplinare di produzione della Indicazione Geografica Protetta "Bresaola della Valtellina" Art. 4 Metodo di elaborazione [...] La salagione è effettuata con metodo detto "a secco". Alla carne bovina vengono aggiunti cloruro di sodio e aromi naturali. Possono essere inoltre impiegati vino, zucchero e/o destrosio e/o fruttosio e/o lattosio, nitrato di sodio e/o potassio, nitrito di sodio e/o potassio, nella dose max di 195 p.p.m., acido ascorbico e/o suo sale sodico. La soluzione salina si forma con il succo della carne. [...] http://www.coldiretti.it/aree/ambien...Valtellina.htm Disciplinare di produzione della Indicazione Geografica Protetta "Speck dell’Alto Adige" Lo "Speck dell’Alto Adige" all'atto della immissione al consumo presenta le seguenti caratteristiche organolettiche, chimiche e chimico-fisiche e microbiologiche: [...] - cloruro di sodio: max. 5% - potassio nitrato: < 150 mg/kg - sodio nitrato: < 50 mg/kg [...] http://www.coldiretti.it/aree/ambien...to%20Adige.htm Disciplinare di produzione della Denominazione di Origine Protetta "Coppa Piacentina" Art. 4 Metodo di elaborazione Il processo di elaborazione inizia con la salagione a secco che consiste nel mettere a contatto le carni, con la seguente miscela di sali ed aromi naturali: dosi per 100 kg di carne fresca cloruro di sodio min. 1,5 kg - max 3,5 kg; nitrato di sodio e/o potassio max gr 15; pepe nero e/o bianco intero e/o spezzato min. 15 gr max 30 gr. Spezie composte: cannella max 15 gr; chiodi di garofano max 25 gr; alloro max 10 gr; noce moscata max 10 gr. [...] http://www.coldiretti.it/aree/ambien...Piacentina.htm I disciplinari IGP (Cotechino di Modena) …. Art. 2 - Zona di produzione Il "Cotechino Modena" viene ottenuto nella zona tradizionale di elaborazione geograficamente individuata nell’intero territorio delle seguenti province italiane: Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo. Art. 3 - Materie prime Il "Cotechino Modena" è costituito da una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale, pepe intero e/o a pezzi. Possono inoltre essere impiegati: vino, acqua secondo buona tecnica industriale, aromi ad esclusione di quelli di affumicatura e delle sostanze aromatizzanti ottenute per sintesi chimica, ma non identiche chimicamente ad una sostanza naturalmente presente in un prodotto di origine vegetale o animale, spezie e piante aromatiche, zucchero e/o destrosio e/o fruttosio e/o lattosio, nitrito di sodio e/o potassio alla dose massima di 140 parti per milione, acido ascorbico e suo sale sodico, glutammato monosodico. La miscela ottenuta viene insaccata in involucri naturali o artificiali... [...] http://www.unisgjournal.it/download/pub/riva/salumi.pdf Disciplinare di produzione della Denominazione di Origine Protetta "Prosciutto Toscano" [...] La salatura avviene con il metodo "a secco" con l'impiego di cloruro di sodio, pepe e aromi naturali di origine vegetale. È consentito l'impiego di nitrati di sodio e/o di potassio nelle dosi non superiori a 95 p.p.m.. http://www.coldiretti.it/aree/ambien...%20Toscano.htm Persino per i salumi cosiddetti "bio" la normativa ammette l'uso di questi additivi, sia pure con limitazioni sulle quantitÃ* Salumi biologici [...] • Conservanti: è accettato un uso minimo di nitrati (8 gr/100 kg max) Nella pagina giÃ* indicata di Albanesi ci sono indicazioni su alcuni salumi senza nitr* o con quantitÃ* ridotte. Se la trovi, dovrebbe essere completamente "senza" la linea Bio della Citterio. Oppure scegli prosciutto crudo di Parma o San Daniele, che AFAIK non usano nitr* ma solo il sale. Anche nel prosciutto DOP Jambon de bosses della Val D'Aosta sono vietati i nitr* Disciplinare di produzione della Denominazione di Origine Protetta "Valle d'Aosta Jambon de Bosses" [...] "È assolutamente vietato usare nella miscela ogni tipo di colorante e conservante artificiale ivi compreso il salnitro." http://www.coldiretti.it/aree/ambien...0d%27Aosta.htm Tuttavia, anche la conservazione sotto sale non è proprio "salutista", sia per la relazione con alcuni tipi di tumore sia per l'eccesso generale di sale nella nostra alimentazione. La giÃ* citata review WCRF/AICR conclude che "L’assunzione di grandi quantitÃ* di sale e di alimenti conservati con il sale aumenta il rischio di tumore allo stomaco" come viene riportato in italiano in http://www.eufic.org/article/it/mala...udi-esistenti/ Dopodiché mi dirai, giustamente, che non di solo salutismo si campa :-) |
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#25
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| Il 26/06/2009, *Fabio C.* ha detto : - Citazione - > Enrico C <use_replyto_address[at]devils.com> ha scritto:
Li useranno per ciclicizzare meglio l'azienda, ed elasticizzare tempi e> > di conservazione è stata messa sotto accusa dal rapporto WCRF/AICR > > World Cancer Research Fund / American Institute for Cancer Research, > > che -tra... > D'accordo su tutto... ma senza nitrati è comunque meglio che con. > Ed in ogni caso quegli studi, se hanno fatto rilievi sperimentali, li > avranno fatti con carne con nitrati, visto che poch persone hanno il > contadino sotto casa. modi di commercializzazione. Qualcuno li userà per mantenere il prodotto umido (e pesante) il più a lungo possibile, lascinado al cliente l'incombenza della stagionatura. Altri li useranno anche in quelli che verranno stagionati in sede e poi confezionati.Con sbalzi di temperatura nel trasporto (KM), passaggi etc. Un prodotto qualunque... Il contadino invece deve cercare di rispettare il più possibile un certo percorso obbligatorio, dalla produzione al consumo finale.Dal produttore al consumatore. -- Ho letto cose su questo gruppo, che Roy Batty il cyborg non si sarebbe sognato nemmeno su Plutone |
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#24
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| "Oliver_Kahn" <2524invalid[at]mynewsgate.net> ha scritto: - Citazione - > cancerogene) ma il sale in sé, e a maggior ragione una dieta ricca di
C'e' un recente e interessante thread su questo argomento su ISM.> conserve salate, sono ad alto rischio cancerogenico. In particolare verso > bocca, naso, faringe, esofago, stomaco Quello che dici è tendenzialmente vero, tuttavia quando si cerca di quantificare questo effetto e di andare più nel dettaglio (es. cfr. le morti tra chi assume carne e chi no), i numeri che si trovano non sono sempre univoci, si fa fatica in realtà a dire "quanto facciano male" - Citazione - > ad essere utile in questo caso) e frutta. Ecco perché i Consensus hanno
Ok... praticamente diventiamo vegetariani e facciamo prima.> stabilito le 5 (al minimo!) porzioni giornaliere, aggiungendo però > che "più sono, meglio è". I pasti principali sono 3: colazione, pranzo, cena. Se ci aggiungiamo le 2 merende, sono 5. Quindi in pasti dovremmo mangiare 5 porzioni... ma dai... come si fa?! Eppoi, dopo essere diventati vegetariani, scopriamo che in realtà la percentuali di tumori non è troppo diversa dagli onnivori... (vedi sempre thread su ISM "Tumori nei vegetariani") Ciao! -- Neomamma o neopapà? http://spaziomamma.altervista.org/ Per rispondermi via email rimuovi _removethis_ e .invalid dall'indirizzo |
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| nonno, salame |
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