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  #6  
Vecchio 26-06-2009, 01.13.03
Pharma796
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Alt 26-06-2009, 01.13.03
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  #5  
Vecchio 26-06-2009, 01.12.52
Pharmf952
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  #4  
Vecchio 26-06-2009, 01.11.35
Pharmd611
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  #3  
Vecchio 20-04-2009, 22.41.26
Roy
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Predefinito Re: FARMACOVIGILANZA: PILLOLE COLORATE PERICOLOSE IN ITALIA / psicofarmaci & medicinali


- Citazione -

> Si ringrazia anche a coloro che diffondono le nostre notizie:
> http://wwwblogdicristian.blogspot.co...a-farmaco.html


digli a sto cristian di imparare prima di tutto a tradurre.....

  #2  
Vecchio 20-04-2009, 12.28.26
fulmo
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Predefinito Re: FARMACOVIGILANZA: PILLOLE COLORATE PERICOLOSE IN ITALIA / psicofarmaci& medicinali

Danny Costa ha scritto:

- Citazione -

> Si ringrazia anche a coloro che diffondono le nostre notizie:
> http://wwwblogdicristian.blogspot


Insomma il solito spam per scientology e le sue truffe!
  #1  
Vecchio 20-04-2009, 12.22.49
fulmo
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Predefinito Re: FARMACOVIGILANZA: PILLOLE COLORATE PERICOLOSE IN ITALIA / psicofarmaci& medicinali

Danny Costa ha scritto:


Sei OT e stai spammando le fesserie di scientology
 
Vecchio 20-04-2009, 11.50.38
Danny Costa
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Predefinito Re: FARMACOVIGILANZA: PILLOLE COLORATE PERICOLOSE IN ITALIA / psicofarmaci& medicinali

Danny Costa ha scritto:
- Citazione -


Si ringrazia anche a coloro che diffondono le nostre notizie:
http://wwwblogdicristian.blogspot.co...a-farmaco.html
  #-1  
Vecchio 20-04-2009, 11.45.20
Danny Costa
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Predefinito FARMACOVIGILANZA: PILLOLE COLORATE PERICOLOSE IN ITALIA / psicofarmaci& medicinali

TROVATO TRAMITE
http://www.google.ch/search?hl=it&q=...nG=Cerca&meta=
ORIGINALE
http://www.disinformazione.it/farmaci.htm

psicofarmaci psico-pillole medicinali medicine

STRATTERA (ATOMOXETINA)

Possibili danni epatici con Strattera, un farmaco per il trattamento del
disturbo da deficit di attenzione e di iperattivitÃ*
Eli Lilly ha comunicato che i pazienti che stanno assumendo Strattera (
Atomoxetina ) dovrebbero dismettere il farmaco qualora compaiano segni
di danno epatico, tra cui ittero.
Lilly è a conoscenza di due casi di gravi danni epatici dopo assunzione
di Strattera.
Questa reazione avversa è tuttavia considerata rara.
Strattera trova indicazioni nel trattamento del disturbo da deficit di
attenzione e di iperattivitÃ* ( ADHD ).
XagenaHeadlines2004

MHRA: rari ma gravi disturbi epatici con Atomoxetina, un farmaco per il
trattamento dell’ADHD
L’inglese MHRA (Medicines and Healthcare products Regulatory Agency ) ha
emesso un warning ( avvertenza ) riguardo al rischio di rari ma gravi
disturbi epatici con Atomoxetina ( Strattera ), un farmaco per il
trattamento del disordine da deficit di attenzione ed iperattivitÃ* ( ADHD ).
Il rischio è stimato essere al di sotto di 1:50.000 pazienti trattati.
Strattera è stata commercializzata in Gran Bretagna dal luglio 2004, ed
è stata autorizzata nel novembre 2002 negli Stati Uniti.
Il farmaco viene impiegato nei bambini di 6 anni e più, e negli
adolescenti come parte di un programma di trattamento dell’ADHD.
A livello internazionale sono stati segnalati 41 casi di disturbi
epatici, tra cui 2 casi di grave epatite, forma acuta, con significativo
aumento dei livelli degli enzimi epatici ( fino a 40 volte il limite
normale superiore ) e di bilirubina ( fino a 12 volte ).
In alcuni casi si osserva un peggioramento della funzionalitÃ* epatica,
anche dopo sospensione del farmaco.
Non sembra che alla base della tossicitÃ* del farmaco ci sia una
relazione dose-effetto.
Non è stata neppure osservata una relazione temporale.
La grave reazione avversa si può anche presentare dopo alcuni mesi di
trattamento.
In Gran Bretagna sono stati segnalati 67 casi di reazioni avverse dovute
all’Atomoxetina, comprendenti 3 casi epatici ( 1 caso di epatite,
ittero, ed elevati livelli di bilirubina ). L’MHRA raccomanda di:
- monitorare la funzionalitÃ* epatica nei soggetti trattati con
il farmaco;<br- sospendere il farmaco in presenza di ittero o di dati di
laboratorio indicanti danno epatico.
Fonte: MHRA, 2005
www.xagena.it

TERAPIA ORMONALE SOSTITUTIVA

La terapia ormonale sostitutiva è associata ad insorgenza di ictus
Una meta-analisi ha valutato il rischio di ictus, susseguente alla
terapia di sostituzione ormonale.
Sono stati individuati 28 studi clinici che hanno coinvolto 39.769 soggetti.
La terapia ormonale sostitutiva è risultata associata ad un
significativo aumento del rischio di ictus totale ( odds ratio, OR: 1,29
), ictus non fatale ( OR = 1,23 ), ictus fatale o ictus associato a
disabilitÃ* ( OR = 1,56 ), ictus ischemico ( OR = 1,29 ).
Non è stata invece osservata una correlazione tra terapia ormonale
sostitutiva ed ictus emorragico o TIA ( attacco ischemico transitorio ).
Gli Autori della meta-analisi hanno concluso che la terapia di
sostituzione ormonale è associata ad un aumentato rischio di ictus,
particolarmente di tipo ischemico.
Nelle donne giÃ* colpite da ictus, l’assunzione della terapia sostitutiva
sembra peggiorare l’outcome ( prognosi ).
la terapia di sostituzione ormonale non può essere raccomandata nella
prevenzione primaria o secondaria dell’ictus.
Fonte: British Medical Journal, 2005
XagenaHeadlines2005

CELEBREX
(INIBITORE COX-2)

Aumento del rischio di infarto miocardico con Celebrex
Uno studio clinico, sponsorizzato dal National Cancer Institute, è stato
interrotto dopo che i pazienti che stavano assumendo Celecoxib
(Celebrex) hanno presentato un rischio 2 volte maggiore di infarto
miocardico, rispetto a coloro che assumevano placebo.
Il Celebrex è un inibitore COX-2, che presenta un meccanismo d’azione
simile a quello del Vioxx ( Rofecoxib ).
Lo studio clinico stava valutando il Celecoxib nella prevenzione degli
adenomi del colon-retto.
L’antinfiammatorio era somministrato ai dosaggi di 400-800 mg.
Questi risultati sembrano confermare l’ipotesi che il rischio
cardiovascolare sia un effetto di classe, cioè sia dovuto al meccanismo
d’azione di questi farmaci.
Sarebbero, pertanto, coinvolti tutti gli inibitori COX-2: Etoricoxib
(Arcoxia), Valdecoxib (Bextra), Celecoxib (Celebrex), Rofecoxib (Vioxx).
Il 30 settembre Merck & Co ha ritirato dal commercio il Vioxx, a causa
dei gravi effetti indesiderati cardiovascolari.
Recentemente Pfizer ha comunicato che il proprio antinfiammatorio
Valdecoxib ( Bextra ) è associato ad un aumento del rischio di coaguli
ematici, infarto miocardico, ed ictus, nei pazienti sottoposti ad
intervento di bypass coronarico.
www.xagena.it

VIRAMUNE
(anti-AIDS)

NIH ha nascosto la tossicitÃ* del farmaco anti-AIDS
I Responsabili del National Institute of Allergy and Infectious Diseases
( NIAID ) erano a conoscenza della tossicitÃ* del Viramune ( Nevirapina )
ma avrebbero nascosto i dati al Governo USA.
Il Viramune è un farmaco impiegato nel trattamento dell'AIDS,
commercializzato dalla societÃ* tedesca Boehringer Ingelheim.
Negli studi eseguiti in Uganda 14 donne a cui era stato dato il farmaco
sarebbero morte, e sarebbero stati osservati in gran numero effetti
indesiderati.
Ma questi dati sarebbero stati tenuti nascosti.
Il Responsabile del Senate Finance Committee ha chiesto al Dipartimento
della Giustizia americano di indagare sul comportamento dei National
Institutes of Health.
www.xagena.it

ERITROPOIETINA
(anti-anemico)
Ortho BIotech societÃ* del Gruppo Johnson & Johnson ha dovuto
interrompere diversi studi clinici che vedevano l'impiego
dell'Eritropoietina (Epoetina alfa) nel trattamento dell'anemia nei
pazienti con tumore. Ci sono state diverse reazioni collaterali gravi a
tal punto che la societÃ* farmaceutica ha deciso di interrompere gli studi.

ALERT - Sospesi gli studi clinici che valutavano l’Eritropoietina nel
trattamento dell’anemia nei pazienti con tumore , sottoposti a
chemioterapia o a radioterapia. Johnson & Johnson ha sospeso gli studi
clinici che stavano valutando l’impiego dell’Eritropietina (Procrit) nel
trattamento dell’anemia dei pazienti con tumore , sottoposti a
chemioterapia o a radioterapia.
E’ stato osservato nei pazienti trattati con Eritropoietina un’alta
incidenza di formazione di trombi. (Xagena 2003)
Fonte: "The New York Times", November 27 2003 - Link : www.xagena.it

NEVIRAPINA
(anti-virale)

La Nevirapina ( Viramune ) è un NNRTI ( non-nucleoside reverse
transcriptase inhibitor ) , che trova impiego nel ridurre il carico
virale nell'infezione da HIV. I principali effetti indesiderati prodotti
dalla Nevirapina sono : epatotossicitÃ* , sintomi gastrointestinali e
reazioni dermatologiche.
Ricercatori dell'Hammersmith Hospital e del Paterson Centre for Mental
Health di Londra hanno riferito di 3 casi di pazienti con infezione da
HIV, senza storia di malattia mentale, che dopo aver assunto Nevirapina
hanno manifestato complicanze neuropsichiatriche.
Un uomo di 35 anni, dopo una terapia di 2 settimane con Nevirapina, ha
manifestato uno stato depressivo ed ha interrotto l'attivitÃ* lavorativa
a causa di disturbi cognitivi e perdita di coscienza. Ricoverato in
ospedale per un'overdose di Nevirapina , il trattamento con l'antivirale
è stato sospeso. Cinque giorni più tardi l'uomo ha tentato il suicidio.
Poiché ciò, in un primo tempo, non è stato correlato all'impiego della
Nevirapina , il trattamento farmacologico è stato ripristinato. Dopo un
periodo di 2 settimane in cui il paziente risultava lucido , sono
comparse allucinazioni visive ed altri disturbi neuropsichiatrici. La
Nevirapina è stata sospesa e nell'arco di 3 settimane il paziente è
diventato asintomatico.
Una donna di 36 anni, dopo aver assunto per 2 settimane la Nevirapina ,
ha manifestato idee persecutorie e ideazioni suicidarie.
Una donna di 42 anni ha sviluppato anch'essa idee persecutorie e
depressione dopo 10 giorni di terapia con Nevirapina. ( Xagena )
Wise MEJ et al , BMJ 2002 ; 324: 879

Aggiornamento sulla Neviparina:
IDS : l’MCC ha messo in discussione l’efficacia della Nevirapina nel
ridurre la trasmissione verticale (da madre a figlio) dell’infezione da
HIV-1
Il South African Medicines Control Council ( MCC ) ha messo in dubbio le
conclusioni dello studio HIVNET 012.
Questo studio clinico (Lancet 1999) aveva confrontato la sicurezza e
l’efficacia di un breve ciclo di trattamento con Nevirapina (Viramune) e
con Zidovudina (Retrovir) durante il parto e nelle prime settimane di
vita del neonato.
La Nevirapina aveva mostrato di ridurre il rischio di trasmissione
dell’infezione da HIV-1 di circa il 50%. L’MCC ha invitato la societÃ*
produttrice del Viramune, Boehringer Ingelheim a fornire entro 90 giorni
altri dati di efficacia e sicurezza, pena il ritiro dell’autorizzazione
alla vendita del prodotto.
Il provvedimento del South African Medicines Control Council ha preso
avvio dal riesame dello studio HIVNET 012, promosso negli Stati Uniti
dai National Institutes of Health, dopo che l’FDA aveva respinto la
nuova indicazione per la Nevirapina: “trasmissione verticale
dell’infezione da HIV-1. ( Xagena 2003 )
Fonte : Lancet , 9 August 2003
www.xagena.it

VERAPAMIL
(calcioantagonista)

Il dibattito riguardo alla possibile relazione tra assunzione di farmaci
calcioantagonisti ed insorgenza di cancro, è ancora aperto.
I Ricercatori del Department of Pharmacoepidemiology & Pharmacotherapy
dell’Utrecht Institute for Pharmaceutical Sciences in Olanda hanno
analizzato i dati dello Studio Rotterdam , uno studio prospettico di coorte.
Allo studio avevano preso parte 3.204 persone anziane ,di 71 anni ed oltre.
Il rischio relativo di insorgenza di tumore nei pazienti che facevano
uso di calcioantagonisti è stato di 1,4 ( 1,2 dopo aggiustamento ).
Il Verapamil è risultato significativamente associato allo sviluppo di
cancro con un rischio relativo di 2,1 ( 2,0 dopo aggiustamento ) ,
mentre nessuna associazione è stata trovata con altri calcioantagonisti
( Diltiazem , Nifedipina ).
Altri farmaci antipertensivi ( beta-bloccanti , diuretici , ACE
inibitori ) non sono risultati associati a neoplasie.
Sulla base di questi dati , il Verapamil sembra associato ad un aumento
del rischio di tumore. ( Xagena 2003 )
Beiderbeck-Noll AB et al , Eur J Cancer 2003; 39: 98-105
www.cardiologia.net

ISOTRETINOINA

L'Isotretinoina ( Accutane, Roaccutan ) può causare depressione, psicosi
e raramente ideazione suicidaria, tentativi di suicidio e suicidio.
Nessun meccanismo è stato finora individuato per spiegare l'insorgenza
di disturbi psichiatrici con l'Isotretinoina. Inoltre l'Isotretinoina
può essere associata alla comparsa di pseudotumor cerebri (ipertensione
intracranica benigna). In alcuni casi la comparsa di psudotumor cerebri
è stata osservata quando l'Isotretinoina era associata alla tetracicline.
I segni ed i sintomi precoci di insorgenza di pseudotumor cerebri
comprendono: papilledema, cefalea, nausea, vomito e disturbi visivi.
La somministrazione di Isotretinoina al comparire di questi effetti
indesiderati dovrebbe essere sospesa immediatamente. ( Xagena )
Fonte FDA 2002 www.xagena.it


LIPOBAY
(anti-colesterolo)

Complotto internazionale
Il caso Lipobay, il farmaco della Bayer contro il colesterolo ritirato
dal commercio perché sospettato di aver causato la morte di più di 50
persone in tutto il mondo (ma il bilancio potrebbe essere ancora più
drammatico) ha innescato una vera e propria psicosi, condita dalla
comprensibile apprensione di chi ne ha fatto uso (almeno 400mila persone
in Italia e da una informazione ancora molto insufficiente e
frammentaria tanto da suscitare un allarmismo che le autoritÃ* sanitarie
invano si affannano a definire eccessivo.
Le statine
Le statine, sul mercato da dieci anni, sono commercializzate dall’inizio
degli anni ’90 e la cerivastatina, in particolare, dal 1997.
Quest’ultima è venduta con i nomi commerciali di Lipobay, Cervasta e
Stativa.
Qual è il loro meccanismo di azione?
Inibiscono la produzione di colesterolo da parte del fegato. Sono
farmaci utili per la prevenzione delle malattie vascolari (riducono del
30% la mortalitÃ* fra i cardiopatici). Le affezioni vascolari sono la
causa del 43% dei decessi nei paesi industrializzati. Il loro
trattamento non va sospeso se non provoca disturbi.
Quali sono questi sintomi?
In media entro 15-30 giorni dall’inizio della terapia (ma l’intervallo
di tempo è assai variabile) possono provocare danni al fegato e al
sistema muscolare. Nel primo caso sono in grado di mimare i sintomi di
una influenza e di alterare gli enzimi epatici (SGOT, SGPT, Gamma GT).
Nel secondo caso provocano dolore e debolezze muscolare con incremento
dei valori del CPK, l'enzina dell'attivitÃ* muscolare.
Le associazioni da evitare
Controlli ancora più severi vanno effettuati in caso di eventuale
associazione delle statine con i fibrati (gemfibrozil). Si tratta di
farmaci usati contro le dislipidemie (alterazione di tutti i grassi del
sangue), di cui le alterazioni del colesterolo fanno parte. Si basano su
un diverso meccanismo d’azione e controllano la produzione delle
apoproteine A1 e C, costituenti del colesterolo “buono†e dei
trigliceridi. L'associazione con le statine è quella sospettata di aver
causato i danni più gravi.
Quali i controlli?
Per le statine è bene valutare i livelli nel sangue delle SGOT, SGPT,
Gamma GT e CPK ogni quindici giorni per i primi tre mesi e poi ogni sei
mesi.
Tratto da http://www.kwsalute.kataweb.it/Notiz...4,2559,00.html

LONDRA (CNN) -- Sono 52, nel mondo, le persone morte dopo aver preso il
farmaco anti-colestereolo Lipobay. Il bilancio è stato fornito dalla
casa farmaceutica produttrice, il colosso tedesco Bayer, che nei giorni
scorsi aveva ordinato il ritiro dal mercato del preparato.
Finora il conto delle persone decedute in seguito all'assunzione del
Lipobay sembrava essere più basso: secondo quanto denunciato da fonti
sanitarie i morti erano 31 negli Stati Uniti, tre in Spagna, sei in
Germania e uno in Francia. In tutto 41.
Nonostante le gravi difficoltÃ* legate al ritiro del medicinale,
commercializzato anche con il nome di Baycol, l'amministratore delegato
Manfred Schneider ha negato che la casa farmaceutica abbia bisogno "di
un salvataggio".
Schneider ha detto che due grandi gruppi hanno giÃ* mostrato interessa
nell'acquisto della divisione farmaceutica. La vendita, ha aggiunto, è
un'opzione possibile, ma non quella preferita dall'azienda.
Il farmaco anti-colesterolo a base di cerivastatin era stato ritirato
dal mercato mercoledì scorso quando erano emerse prove che il medicinale
provocava il deterioramento dei tessuti muscolari, una condizione nota
come rabdomiolisi, che causa forti dolori e può provocare blocchi renali
e che aveva giÃ* provocato la morte di 40 persone.
La decisione aveva provocato un crollo delle azioni della Bayer che, in
un solo giorno, avevano perso il 18 per cento del loro valore.
"Il responsabile della divisione farmaci della Bayer, David Ebsworth, ha
però sottolineato che è difficile, in questo momento, avere certezze sul
rapporto di causalitÃ* tra l'assunzione del farmaco e i decessi. "Non è
facile - ha detto - trovare un legame causa-effetto certo".
In seguito al ritiro Lipobay, la casa farmaceutica tedesca prevede una
riduzione dell'utile di esercizio a tre miliardi di euro, l'equivalente
di poco meno di 6.000 miliardi di lire (inizialmente la previsione per
il 2001 era di 3,4 miliardi di euro).
L'amministratore delegato ha comunque precisato che in qualsiasi caso
"l'esistenza della Bayer" non è in discussione".
"Le nostre vendite di quest'anno aumenteranno anche senza il Baycol" ha
aggiunto, avvertendo comunque gli azionisti che la societÃ* quest'anno
sarÃ* costretta a ridurre i dividendi.
C'è una forte pressione sulla societÃ* perché separi le attivitÃ* nel
settore chimico da quelle nel settore farmaceutico, o perché trovi un
partner per quest'ultimo, in modo da riuscire a competere con colossi
del calibro della britannica GlaxoSmithKline o della statunitense Pfizer.
Tratto da http://www.cnnitalia.it/2001/ECONOMI...yer/index.html
Accusa dalla Gemania: è un complotto internazionale

Lo scandalo del farmaco anticolesterolo della Bayer, il Lipobay,
imputato della morte di 52 persone in tutto il mondo, sembra assumere
anche i contorni di un giallo finanziario internazionale con tanto di
complotto da parte delle multinazionali concorrenti ai danni del colosso
tedesco di Leverkusen, con l'obiettivo segreto di acquistarlo a poco
prezzo. Questa la tesi sostenuta ieri dal quotidiano tedesco Frankfurter
Allgemeine Zeitung. L'inchiesta, redatta dal giornalista Udo Ulfkotte,
suggerisce un intrigo industriale con al centro la Pfizer americana (uno
dei tre potenziali acquirenti della Bayer, insieme alla britannica
GlaxoSmithKline e all'anglo-svedese Astra-Zeneca) che produce il farmaco
leader al mondo nella cura del colesterolo, il Lipitor che fattura 5
miliardi di dollari contro i 570 milioni di Lipobay. Sempre la Pfizer è
produttrice del Viagra, la famosa pillola contro l'impotenza dalle molte
controindicazioni. Ebbene, proprio la Bayer contava di lanciare a breve
sul mercato una pillola concorrente del Viagra, la Vardenafil, che
promette di avere molti meno effetti collaterali della rivale Usa. Il
giornale tedesco richiama l'attenzione sul fatto che la Pfizer sia
riuscita finora, nonostante le centinaia di morti (sarebbero 983), a
impedire il ritiro dal mercato del Viagra e che nessun avvocato di fama
internazionale le abbia intentato cause collettive per risarcimenti.
Contro la Bayer, a seguito dello scandalo Lipobay ritirato dal mercato
dalla casa l'8 agosto, è in arrivo invece una pioggia di denunce. E i
legali che seguiranno le cause sono il top del mercato: l'americano
Edward Fagan e il tedesco Michael Witti, che si sono guadagnati fama e
onore seguendo le cause collettive degli ex lavoratori forzati durante
il nazismo.
Tratto da http://www.quibrescia.it/cronaca.htm



TAMOXIFEN
(anti-cancro)
Nei primi anni '70, si chiuse un vergognoso capitolo riguardante
l'esteso impiego di un medicinale conosciuto come cancerogeno e
distruttivo per il sistema endocrino, chiamato DES
(Dietilstilbesterolo), il primo medicinale estrogeno sintetico,
non-steroideo. Contro i consigli del suo inventore, Sir Charles Dodd, da
quattro a sei milioni di donne in Europa e USA usarono inconsapevolmente
il DES per prevenire problemi di aborto e complicazioni durante la
gravidanza. Inoltre tale medicinale venne usato per la soppressione
della lattazione, per il trattamento dell'acne, di certi tipi di cancro
al seno e di quelli prostatici, come inibitore della crescita nelle
adolescenti, come sostituto di estrogeni durante la menopausa e come
"pillola del mattino dopo".
Saranno necessari 30 anni per accettare quello che i test di laboratorio
avevano indicato fin dal 1938 - che il DES era un medicinale altamente
pericoloso e nocivo.
Comparve all'orizzonte un nuovo farmaco che sarebbe presto stato
proclamato una stella splendente nella guerra contro la dilagante
epidemia di cancro al seno. Alla fine degli anni '60 l'industria
farmaceutica sviluppò un farmaco chiamato Tamoxifen. Come complesso
steroideo, non-steroidale con effetti ormonali, il Tamoxifen ha una
struttura simile al DES. Infatti provoca gli stessi anormali cambiamenti
osservati nelle cellule delle donne che assumevano estradiolo e DES. Il
Tamoxifen venne dapprima approvato dalla FDA per essere usato come
pillola per il controllo delle nascite; comunque, si dimostrò di indurre
l'ovulazione piuttosto che inibirla. Nonostante non funzionasse come
contraccettivo, si scoprì che diminuiva il tasso di cancro alle mammelle
negli animali. Gli studi sugli animali mostravano che il neo-farmaco
impediva agli estrogeni di saldarsi ai siti recettori sulle cellule dei
tessuti mammari. Inoltre riduceva anche l'incidenza di cancro alla
mammella nei roditori.
L'estrogeno è il legame comune tra molti fattori di rischio del cancro
al seno, cioè genetico, riproduttivo, alimentare, ambientale e stile di
vita. Stimola le divisioni delle cellule mammarie. Così si pensava che
farmaci come il Tamoxifen, che bloccano gli effetti degli estrogeni nel
seno, potessero ridurre il rischio della ricorrenza di cancro al seno
nelle donne in trattamento per quest'ultimo.
Il Tamoxifen agisce come un debole estrogeno mettendosi in competizione
per i recettori di estrogeni più come fanno i fitoestrogeni. Come
quest'ultimi, il Tamoxifen ha proprietÃ* estrogeniche medie, ma viene
considerato un anti-estrogeno dato che inibisce l'attivitÃ* degli
estrogeni regolari. Più precisamente è un bloccante di estrogeni. Esso
combatte il cancro al seno mettendosi in competizione con l'estrogeno
per lo spazio sui recettori del tessuto tumorale. Ogni molecola di
Tamoxifen che si aggancia ad un recettore impedisce ad una molecola di
estrogeno di agganciarsi allo stesso posto. Senza un continuo
rifornimento di estrogeno, le cellule tumorali non si sviluppano e la
capacitÃ* del tumore di estendersi viene ridotta.
Comunque il Tamoxifen mostrava due caratteristiche contraddittorie. Esso
poteva agire come un anti-estrogeno che come estrogeno. Pertanto, mentre
è un anti-estrogeno per il seno, allo stesso tempo agisce come estrogeno
nell'utero e, in misura minore, in cuore, vasi sanguigni e ossa. Così,
nonostante inizialmente mostrasse la tendenza a combattere la ricorrenza
di cancro al seno, si sarebbe presto rivelato come promotore di cancri
particolarmente aggressivi all'utero e al fegato. Come poi per il DES, i
benefici del Tamoxifen vennero estesi al suo utilizzo come preventivo
contro l'osteoporosi e i problemi cardiaci. Ora viene raccomandato a
tutte le donne in pre-menopausa con ormoni tumorali positivi, così come
a molte donne in pre-menopausa con cancro al seno e/o un numero sempre
maggiore di donne con ormoni tumorali negativi. Il Tamoxifen (nome
commerciale Nolvadex) è attualmente il più prescritto farmaco per il
cancro al mondo. Venne sviluppato dall'azienda britannica Imperial
Chemical Industries (ICI), una delle maggiori aziende chimiche
multinazionali al mondo. La Zeneca, una sussidiaria della ICI, è
responsabile della produzione e commercializzazione dell'ormone ed è
attualmente la maggior azienda al mondo di farmaci per il cancro. La
divisione agrochimica dell'ICI, che include la Zeneca, produce clorurati
e altri componenti chimici industriali compresi erbicidi. Sono tutti
velenosi, e molti sono conosciuti come distruttori endocrini che sono
stati accusati di provocare il cancro al seno.
Controindicazioni del Tamoxifen:
- Sintomi della Menopausa: il Tamoxifen induce spesso sintomi di
menopausa in donne nel periodo mestruale. Circa la metÃ* delle donne
provano caldane. Ritenzioni di liquidi e aumento di peso in circa il 25
per cento. Secrezioni e atrofie vaginali.
- Danni alla vista: secondo uno studio del 1978 su Cancer Treatment
Reports e un'altro pubblicato su Cancer nel 1992, circa il 6 per cento
delle donne soffrono di danni alla retina, opacitÃ* della cornea e
diminuzione della acutezza visiva.
- Coaguli di sangue: irrita le pareti delle vene, e ne conseguono
infiammazioni. Questo indebolisce le vene, causando perdite, coaguli,
tromboflebiti, e nei casi peggiori ostruzioni.
-Sintomi psicologici: la depressione è stata rivelata come importante
effetto collaterale del Tamoxifen nel 30 per cento delle donne.
-Altri effetti: può innescare attacchi d'asma e indebolimento delle
corde vocali.
- Effetti cancerogeni: si è trovato che il Tamoxifen, si fissa
saldamente e irreversibilmente al DNA provocando una mutazione
cancerosa. E' tossico per il fegato, e l'ultimo studio mostra un aumento
di sei volte del cancro al fegato in donne che assumono Tamoxifen per
più di due anni. Non solo ma si rilevò la crescita di polipi, tumori,
ispessimenti endometriali e cancri all'utero.
- Osteoporosi: Diverse sperimentazioni non riuscirono a dimostrare alcun
effetto sulla densitÃ* delle ossa e pertanto sulla prevenzione
dell'osteoporosi.

-Alternative al Tamoxifen: L'estriolo, uno degli estrogeni prodotti
dalle ovaie, è considerato un estrogeno sicuro. Vi è anche una
convincente evidenza che il progesterone naturale abbia un importante
ruolo nel trattamento e nella prevenzione del cancro al seno. Nel 1995,
in uno studio pubblicato sul Journal of Fertility and Sterility, i
ricercatori scoprirono che le donne che usavano localmente crema al
progesterone avevano drammaticamente ridotto il tasso di moltiplicazione
delle cellule del seno. Anche lo stile di vita gioca un ruolo
significativo. Si scoprì che le donne che si allenavano almeno quattro
ore la settimana durante il tempo libero, avevano una riduzione di
rischio di cancro al seno del 37 per cento, se comparate con donne dalla
vita sedentaria.

Oltre al fallimento del DES, i disastri del Talidomide, degli impianti
al silicone per il seno, della terapia di sostituzione degli estrogeni e
ora del Tamoxifen continuano a dimostrare quanto prontamente sia stata
sacrificata la vita delle donne per il conseguimento dei profitti.
Comunque si potranno trovare soluzioni ricorrendo a cambiamenti nello
stile di vita, nella dieta e nello stress, e riducendo o eliminando
l'esposizione ai molti composti chimici conosciuti, tossici e
cancerogeni, che inquinano l'ambiente, piuttosto che con la scoperta di
alcuni miracolosi farmaci.
Articolo tratto da NEXUS NEW TIMES edizione italiana n°19 1999



PROZAC
(anti-depressivo)
La FDA americana, ha ricevuto più rapporti di reazioni avverse per il
Prozac, che per qualsiasi altro prodotto negli ultimi 24 anni. Sino al
Settembre 1993 erano pervenuti 28623 rapporti di reazioni serie al
medicinale; cioè dieci volte il numero di quelli per Halcion. Tali
reazioni includono: convulsioni, allucinazioni, aggressioni, deliri,
ostilitÃ* violenta e psicosi. Aggiungete a questo i rapporti di 1885
tentati suicidi e 1734 morti, e la vera storia del Prozac salta fuori.
Fonte: Perceptions, 1994

Il Prozac, il Paxil, il Luvox e lo Zoloft sono farmaci etichettati come
SSRI (inibitori selettivi risollevamento della serotonina) e che cercano
di alleviare la depressione modificando i livelli cerebrali di una
sostanza naturale, la serotonina. Il Prozac è l'arcinoto depressivo
della Eli Lilly che è stato messo in relazione ad azioni di suicidio e
omicidio.
Il Dott. Joseph Tarantolo, psichiatra che esercita nel settore privato a
Washington DC, e presidente della sezione della American Society of
Psychoanalytic Psysicians di quella cittÃ*, afferma: "... tutti gli SSRI
inibiscono le sensazioni del paziente. Costui viene meno empatico, del
tipo "non m'importa granché", il che significa "per me è più facile
farti del male"..
Il Dott. Peter Breggin, eminente psichiatra e divulgatore, nella
rubrica del giornale di Arianna Huffington del 9 luglio 1998, afferma:
"non ho dubbi che il Prozac possa causare o contribuire a violenza e
suicidi, casi di cui sono stato testimone più volte; in una recente
sperimentazione clinica, il 6% dei bambini sono diventati psicotici a
causa del Prozac, e la psicosi maniacale può condurre a comportamenti
maniacali".
Dal libro Prozac and Other Psychiatric Drugs di Lewis A. Opler: Quelli
che seguono sono elencati come effetti collaterali del Prozac: apatia,
allucinazioni, ostilitÃ*, idee irrazionali, reazioni paranoiche,
comportamento antisociale, isteria e pensieri suicidi.
L'effetto di questi farmaci - che alterano l'afflusso del
neurotrasmettitore del cervello, la serotonina - viene spacciato da
alcuni come una potenziale cura per comportamenti violenti. L'unico
problema è che non esiste alcuna prova riconosciuta che la serotonina
sia un fattore che scatena la violenza.
Il Prozac ebbe vita dura sulla stampa; il 7 febbraio 1991, un articolo
di Amy Marcus apparso sul Wall Street Journal aveva come titolo
"processi per omicidio introducono la difesa del Prozac". Marcus ha
scritto: "una valanga di processi per omicidio in cui gli imputati
affermano di esseri diventati violenti quando assumevano
l'antidepressivo Prozac stanno ora presentando una serie di problemi
alla casa produttrice, la Eli Lilly & Co".
Nel libro Toxic Psychiatry, pietra miliare del genere, il Dott. Breggin
menziona che The Donahue Show (28 febbraio 1991) "riunì un gruppo di
persone le quali erano diventate incontrollabilmente autolesioniste e
omicide dopo aver assunto il Prozac, e la clamorosa risposta di audience
e di telefonate confermò il problema".
Non solo ma Breggin cita un inquietante studio di Teicher tratto dal
American Journal of Psychiatry (147:207-210), che riferisce di "..sei
pazienti depressi, precedentemente liberi da qualsiasi recente progetto
suicida, i quali hanno sviluppato ossessioni suicide intense e violente
dopo 2-7 settimane di trattamento con fluoxetina (Prozac). Le ossessioni
suicide sono durate da tre settimane a tre mesi dopo il termine del
trattamento.
Tratto da Nexus New Times ed. italiana n°26 anno 2000

Il Prozac viene accusato di trasformare gente sana e tranquilla in
persone violente. Nella prima sperimentazione il dr. David Healy
Direttore del Dipartimento di Medicina Psicologica del Galles del Nord
ha somministrato il Prozac ad un gruppo di volontari adulti e
mentalmente sani, trovando che persino il loro comportamento è stato
influenzato. "Possiamo trasformare dei volontari sani in persone
bellicose, paurose, tendenti al suicidio e persino pericolose per gli
altri", ha detto.
Negli Stati Uniti le sparatorie nelle scuole sono state collegate al
numero di bambini cui è stato somministrato il Prozac ed altri
antidepressivi. I medici qui stanno prescrivendo Prozac e Ritalin ad un
numero sempre maggiore di bambini. Nel 1995, oltre 150.000 bambini -
proprio nella fascia d'etÃ* tra i due e i quattro anni - sono stati
trattati con farmaci simili al Prozac.
Tratto da Guardian Weekly 2-8 MARZO 2000, e The Observer 12 marzo 2000

PROZAC NELL'ACQUA DI RUBINETTO A LONDRA
La notizia ha veramente dell’incredibile: a Londra, dai rubinetti scende
acqua al Prozac!».
Questa denuncia, pubblicata dal giornale «The Observer», parte
dall’agenzia che si occupa della protezione ambientale: nel corso di
normali ispezioni, il «Drinking Water Inspectorate» (Dwi) ha infatti
inaspettatamente trovato tracce di Prozac® nell’acqua potabile.



INFLIXIMAB
(artrite e morbo di Crohn)
Infliximab è un nuovo farmaco indicato per il trattamento dell'artrite
reumatoide e della malattia di Crohn, che non rispondono alla terapia
tradizionale.
In alcuni pazienti trattati con Infliximab è insorta tubercolosi, in una
forma grave, minacciante la vita.
In molti casi questi report sono pervenuti da Paesi che hanno un'alta
incidenza di tubercolosi ed anche nei pazienti che sono stati
precedentemente trattati con immunosoppressori e/0 corticosteroidi.
In un numero significativo di casi, l'inizio della tubercolosi in forma
attiva è avvenuto dopo 3 infusioni o anche meno.
Tuttavia l'impiego di Infliximab è ancora agli inizi e non si può ancora
delineare l'esatto profilo di sicurezza del farmaco.
È però opportuno segnalare la comparsa dei primi segni di infezione.
Nel caso in cui sia sospettato l'inizio della infezione (tosse
persistente, variazione di peso, febbre lieve) è necessario sospendere
il trattamento con Infliximab, finchè l'infezione non sia stata controllata.
Infliximab rimane un utile farmaco per il trattamento della malattia di
Crohn e dell'artrite reumatoide nei pazienti che non hanno risposto ad
altre terapie.
(Fonte EMEA, 2000)
(Xagena 2001)
Consultare: www.farmacovigilanza.net
Tratto da Yahoo! notizie www.yahoo.it sabato 20 Gennaio 2001



SIBUTRAMINA
(perdita di peso)

La Sibutramina, nota anche con i nomi commerciali di Meridia e Reductil,
è un inibitore del reuptake della serotonina e della norepinefrina.
Trova indicazione nel trattamento dei pazienti con iniziali indici di
massa corporea superiore o uguale a 30 kg/m2 e superiore o uguale a 27
kg/m2 in presenza di altri fattori di rischio, come il diabete,
dislipidemia.
La Sibutramina permette di ridurre il peso corporeo del 5-10% dopo 1
anno di terapia.
Tuttavia il farmaco non è privo di effetti indesiderati. Dopo impiego
della Sibutramina sono stati segnalati: disturbi ansiosi, costipazione,
vertigini, secchezza delle fauci, insonnia , irritabilitÃ*, rinite, cefalea.
Lo studio multicentrico STROM ( Sibutramine Trial of Obesity Reduction
and Maintanance) ha dimostrato che il mantenimento della riduzione di
peso ( superiore al 5%) dopo somministrazione di Sibutramina si ha in
circa il 43% dei pazienti trattati.
Nello studio STROM , pubblicato su The Lancet ( James WP et al, Lancet
2000; 356: 2119-2125), 605 pazienti con indice di peso corporeo ( BMI)
compreso tra i 30 ed i 45 kg/m2 sono stati trattati con Sibutramina (10
mg/die) e dieta ipocalorica per un periodo di 6 mesi. I pazienti obesi
che riuscivano a perdere il 5% o più del loro peso venivano randomizzati
a ricevere per 18 mesi Sibutramina ( 10 mg/die, aumentabile fino a 20
mg/die) o placebo.
Il principale effetto indesiderato, che ha provocato la maggior parte
delle interruzioni dello studio, nei pazienti con Sibutramina è stato
l’ipertensione.
La Sibutramina non deve essere somministrata nelle donne in gravidanza o
che allattano.
Il farmaco non deve essere usato nei soggetti con anoressia nervosa,
aritmie cardiache, insufficienza cardiaca congestizia, storia di
coronaropatia, storia di ipertensione polmonare, storia di ictus.
Le controindicazioni sono estese anche storia di malattia della
colecisti, ipertensione. disfunzione epatica, glaucoma ad angolo
stretto, storia di convulsioni.
La Sibutramina non può inoltre essere somministrata contemporaneamente
al Litio, agli Inibitori della MAO, agli Inibitori del reuptake della
serotonina ( SSRI), al Triptofano.
La Sibutramina può scatenare la sindrome della serotonina, che può
risultare anche fatale.
I sintomi della sindrome della serotonina sono: eccitamento, ipomania,
perdita della coscienza, confusione, disorientamento, ansietÃ*,
disartria, ipertermia, dilatazione pupilare, diaforesi.
Tratto da: www.farmaci.net aggiornamento 2002



ROFECOXIB
(anti-infiammatorio)

Rofecoxib ( Vioxx) è un farmaco anti-infiammatorio non-steroideo che
agisce selettivamente sull’enzima Cox-2.
Fino a luglio 2000 l’Agenzia di Controllo sui Farmaci inglese ha
ricevuto un totale di 1120 report di effetti indesiderati attribuiti al
Rofecoxib.
Gli effetti a livello gastroenterico rappresentano circa la metÃ* di
questi ( 554), dei quali la maggioranza ( 84%) era nausea, dispepsia,
diarrea, e dolori addominali.
Inoltre ci sono stati 68 report ( 12%) di perforazioni, ulcerazioni,
emorragie del tratto gastrointestinale superiore e si sono avuti 5 morti.
La maggioranza dei pazienti che hanno presentato gravi effetti
gastroenterici avevano un’etÃ* uguale o superiore a 65 anni.
Il Rofecoxib è controindicato nei pazienti con ulcera peptica attiva a
sanguinamento gastroenterico.
Sono giunti 177 report di sospette reazioni avverse a livello
cardiovascolare.
I principali effetti sono stati: edema ( 101 report), ipertensione ( 31
report) e palpitazione ( 19 report).Ci sono stati 15 report di
insufficienza cardiaca, o insufficienza cardiaca aggravata, 3 di quali
hanno avuto esito fatale.
L’infarto miocardico si è presentato in 9 pazienti, di cui 3 mortali.
Nella maggioranza dei casi segnalati, il paziente presentava fattori di
rischio per malattia cardiovascolare.
Il Rofecoxib è controindicato nei pazienti con insufficienza cardiaca
congestizia grave e particolare attenzione deve essere posta ai pazienti
con storia di insufficienza cardiaca, disfunzione ventricolare sinistra,
o ipertensione ed in pre-esistenza di edema.
Sono state riportate anche reazioni psichiatriche: depressione ( 28
report), confusione ( 14 report) ed allucinazioni ( 11 report).
Altri report riguardano: angioedemi ( 35 report), broncospamo o
esacebazione d’asma ( 25 report), insufficienza renale ( 16 report),
alterata funzionalitÃ* epatica ( 12 report) e rash.
Committee on Safety Medicines / Medicines Control Agency ( MCA), UK
Tratto da : www.farmaci.net

L’FDA ha ricevuto la segnalazione di 7 casi di meningite asettica dopo
trattamento con Rofecoxib ( Vioxx ).
In 5 casi l’infezione si è sviluppata dopo pochi giorni dall’assunzione
del farmaco e si è presentata con: febbre, cefalea, stato confusionale,
rigiditÃ* nucale, fotosensibilitÃ*.
I sintomi sono cessati all’interruzione del trattamento.
I pazienti d’etÃ* compresa tra i 16 ed i 67 anni, stavano assumendo
dosaggi di Rofecoxib che variavano da 12,5 mg a 50 mg.
Il Rofecoxib ( Vioxx , Arofexx , Coxx ) è un farmaco anti-infiammatorio,
inibitore selettivo della cicloossigenasi 2 ( Cox-2), indicato
nell’osteoartrite, ed ora approvato in Usa anche per l’artrite reumatoide.
La meningite asettica dopo Rofecoxib sarebbe da ascrivere ad
un’ipersensibilitÃ* nei confronti del prodotto.
Bonnel RA et al, Arch Intern Med 2002; 162: 713-715
Tratto da www.farmaci.net



PAROXETINA
(antidepressivo SSRI)

Gli inibitori del reuptake delal serotonina ( SSRI) sono un gruppo di
farmaci antidepressivi.
Al Committee on Safety of Medicines ( CSM) inglese sono giunti 1625
report attraverso la Yellow Card i report di effetti indesiderati da
sospensione degli SSRI.
GiÃ* dal 1993 l’AutoritÃ* Sanitaria inglese aveva messo in guardia dagli
effetti indesiderati provocati dalla sospensione della Paroxetina, un SSRI.
La Paroxetina è stata associata al più ampio numero di report spontanei
di reazioni avverse.
Nella maggioranza dei casi i sintomi si presentano entro 3 giorni
dall’interruzione della terapia.
I più comuni sintomi: vertigini, cefalea, nausea, e parestesia.
Inoltre il CSM inglese ha ripreso in considerazione la possibile
associazione tra SSRI e comportamento suicida, anche se finora non
risultano studi che hanno dimostrato questa correlazione.
Committee on Safety Medicines / Medicines Control Agency ( MCA), UK
Keywords: SSRI, inibitori selettivi del reuptake della serotonina,
Paroxetina
Tratto da : www.farmaci.net

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PAROXETINA VIETATA AI MINORI DI 18 ANNI

Gran Bretagna: l’MHRA ha raccomandato ai medici di non prescrivere
l’antidepressivo Paroxetina ai pazienti pediatrici di etÃ* inferiore ai
18 anni
L’MHRA (Medicines and Healthcare products Regulatory Agency) ha
raccomandato ai medici di non prescrivere l’antidepressivo Paroxetina
(Paxil, Seroxat) ai pazienti con depressione maggiore e con etÃ*
inferiore ai 18 anni.
La decisione è stata presa dopo le segnalazioni di un aumento del
comportamento suicidarlo dopo assunzione della Paroxetina.
Attualmente in Gran Bretagna circa 7.000 pazienti in etÃ* pediatrica
stanno assumendo la Paroxetina.
Erano diversi mesi che la GlaxoSmithKline, societÃ* farmaceutica che ha
sviluppato la Paroxetina, ha cercato di difendere il proprio farmaco
dalle accuse lanciate da alcuni gruppi di pazienti, che avevano chiesto
il ritiro dal commercio della Paroxetina a causa dei gravi effetti
indesiderati.
La GlaxoSmithKline ha comunicato che negli studi clinici eseguiti su più
di 1.000 pazienti pediatrici , e trattati con la Paroxetina , nessun
caso di suicidio è stato riscontrato. E’ stata invece osservata nei
pazienti trattati con Paroxetina una maggiore ideazione suicidaria, e
tentativi di suicidio tra gli adolescenti.
La GlaxoSmithKline ha anche fatto osservare che in Gran Bretagna nessun
farmaco antidepressivo è stato autorizzato nel trattamento della
depressione maggiore nei pazienti in etÃ* pediatrica , e la stessa
azienda non ha mai raccomandato l’uso di Seroxat nei bambini e negli
adolescenti.
Fonte : MHRA / GSK.com
(Xagena 2003)



CLOPIDOGREL
(antiaggregante piastrinico)

Il Clopidogrel, un antiaggregante piastrinico, meglio conosciuto con il
nome commerciale di Plavix, è un derivato della Ticlopidina.
Il meccanismo d’azione delle due tienopiridine ( Clopidogrel e
Ticlopidina) è lo stesso. Agiscono bloccando i recettori ADP,
prevenendo il legame del fibrinogeno al sito recettoriale. Il
Clopidogrel era stato presentato come un superamento della Ticlopidina,
soprattutto sotto l’aspetto della sicurezza e della tollerabilitÃ*.
In realtÃ* ben presto sono comparsi gravi effetti indesiderati con
questo nuovo farmaco.
Sulla prestigiosa rivista ,The New England Journal Medicine ( Bennet CL
et al, N Engl J Med 2000; 342: 1773-1777), è comparso un allarmante
report su un grave , anche se raro , effetto indesiderato causato dal
Clopidogrel : insorgenza di porpora trombotica trombocitopenica dopo
solo 14 giorni dall’assunzione del farmaco.
Gli 11 soggetti che hanno manifestato questa grave reazione avverse sono
stati sottoposti a plasmaferesi, ma un paziente è morto.
Negli studi di fase III, preliminari all’entrata in commercio del
Clopidogrel , non erano mai stati segnalati effetti indesiderati gravi
con questo antiaggregante piastrinico.
Dopo il report del New England Journal Medicine sono emersi altri casi
di porpora trombotica trombocitopenica.
Inoltre sono stati segnalati casi di anemia aplastica ( Meyer B et al,
Lancet 2001: 357: 1446-1447) e di anemia aplastica con esito fatale (
Trivier JM et al, Lancet 2001; 357: 446) e di pancitopenia ( Andres E et
al, Arch Intern Med 2001; 161: 125).
Questi report contrastano anche con le conclusioni dello studio CAPRIE (
Clopidogrel versus Aspirin in Patients at Risk of Ischaemic Events), che
hanno mostrato un buon profilo di sicurezza del Clopidogrel.
Lo studio CAPRIE ha confrontato il Clopidogrel ( 75 m/die) con
l’Aspirina ( 325 mg/die) in 19.185 pazienti con aterosclerosi sintomatica.
La trombocitopenia è risultata identica nei due gruppi di trattamento. (
Hearker LA et al, Drug Saf 1999; 21: 325-335).
E’ stato recentemente segnalato un caso di emorragia alveolare in un
paziente di 56 anni, che assumeva il Clopidogrel, nel corso di un
intervento di sostituzione di uno stent coronarico ( J Invasive Cardiol
2001 ;13 : 535-537).
Sulla base di queste segnalazioni si potrebbe ipotizzare che alcuni
pazienti , che assumono il Clopidogrel, potrebbero essere a maggior
rischio di gravi eventi avversi rispetto ad altri, ma ad oggi non è
possibile identificare questi pazienti.
Carlo Franzini
Medicina-Online.net www.medicina-online.net
Farmacologia.net www.farmacologia.net
Tratto da : www.farmaci.net

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Maggiore incidenza di mortalitÃ* con il Clopidogrel rispetto alla
Ticlopidina nei pazienti sottoposti ad impianto di stent coronarico

I Ricercatori dell’ Herz-Zentrum di Bad Krozingen in Germania e
dell’University Hospital di Basilea in Svizzera hanno confrontato il
trattamento con Clopidogrel ( Iscover , Plavix ) rispetto al trattamento
con Ticlopidina dopo un impianto di stent, relativamente all’incidenza
di mortalitÃ* cardiovascolare.
Dopo un impianto di stent coronarico, eseguito con successo, 700
pazienti con 899 lesioni, sono stati assegnati in modo random a ricevere
un ciclo di 4 settimane di Ticlopidina 500mg ( n=345 ) o di Clopidogrel
75mg ( n=355 ), oltre all’Aspirina ( 100mg ).
Il periodo di osservazione ( follow-up ) è stato di 28 mesi.
L’end point primario era rappresentato dalla morte cardiovascolare.
Otto pazienti trattati con Ticlopidina e 26 con Clopidogrel sono morti
per cause cardiache ( hazard ratio 0,30; p=0.003 ).
La Ticlopidina ha ridotto il rischio di morte cardiovascolare del 63%
rispetto al Clopidogrel.
L’end point combinato ( morte cardiovascolare o infarto miocardico non
fatale ) è stato raggiunto in 19 pazienti trattati con la Ticlopidina
contro i 40 pazienti trattati con Clopidogrel ( hazard radio: 0,45;
p=0.005 ).
I pazienti sottoposti ad impianto di stent coronarico, e trattati con il
Clopidogrel hanno presentato una maggiore mortalitÃ* rispetto a quelli
trattati con la Ticlopidina.
Secondo gli Autori, i dati di questo studio dovrebbero far riflettere
sull’attuale pratica di sostituire la Ticlopidina con il Clopidogrel. (
Xagena 2003 )
Mueller C et al, J Am Coll Cardiol 2003; 41:969-973
Tratto da : www.cardiologia.net www.cuore.net



CICLOFOSFAMIDE
(chemioterapia)

La Ciclofosfamide è un farmaco alchilante utilizzato nella chemioteapia
antitumorale.
Uno studio pubblicato su Cancer ha dimostrato che la Ciclofosfamide,
soprattutto ad alto dosaggio, produce infertilitÃ* tra i pazienti a cui è
stata somministrata. InfertilitÃ* che si protrae nel tempo.
Nello studio sono stati analizzati 17 uomini di etÃ* compresa tra i 16 ed
i 34 anni che da bambini erano stati affetti da diversi tipi di sarcoma
ed erano stati trattati con farmaci alchilanti.
Il 60% di queste persone presentava a distanza una mancata produzione di
spermatozoi; il 29% presentava una produzione ridotta. ( Xagena 2001)
Keywords: Ciclofosfamide, chemioterapia antitumorale, farmaci
alchilanti, infertilitÃ*
Tratto da : www.farmaci.net



AMIODARONE

Studi clinici hanno dimostrato un’incidenza di tossicitÃ* polmonare del
5-10% con alti dosaggi di Amiodarone (superiori a 400 mg/die).
Un’incidenza minore ( 1,6%) è stata riportata in uno studio che ha
coinvolto 3.439 pazienti , che ricevevano dosi di Amiodarone di 400 mg o
meno.
Prima di iniziare ad assumere l’Amiodarone dovrebbe essere eseguito un
test di funzionalitÃ* polmonare ed una radiografia del torace.
Le anomalie radiografiche della tossicitÃ* polmonare può anche precedere
la tossicitÃ* clinica. ( Xagena 2001)
Sunderji R et al, Can J Cardiol 2000; 16: 1435-1440
Keywords: Amiodarone, tossicitÃ* polmonare, radiografia al torace, test
di funzionalitÃ* polmonare
Tratto da: www.farmaci.net

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AMIODARONE E TOSSICITA' POLMONARE

L’ADRAC, l’Agenzia di Farmacovigilanza australiana, ha ricevuto diversi
report di sospette reazioni avverse associate all’impiego dell’
Amiodarone ( in Italia : Cordarone , Amiodar ).
Nel 2000 sono pervenute all’Agenzia 61 segnalazioni, e nel 2001 74, con
5 eventi fatali.
A partire dal 1981 l’ADRAC ha ricevuto 31 report di eventi fatali
associati all’Amiodarone, 17 morti avevano una causa polmonare : 8
fibrosi polmonari, 5 infiltrazioni polmonari, 2 polmoniti , 1 effusione
pleurica ed 1 insufficienza respiratoria.
Un caso esemplificativo di tossicitÃ* polmonare da Amiodarone è quello
di un uomo di 84 anni con storia di cardiopatia ischemica, e stenosi
aortica e mitralica, a cui era stato impiantato un pacemaker, e che
assumeva da 6 mesi Amiodarone, per controllare una tachiaritmia.
L’uomo ha presentato una progressiva dispnea. L’analisi alla tomografia
computerizzata ha evidenziato una fibrosi polmonare.
L’Amiodarone è stato sospeso, ma nonostante il trattamento con
corticosteroidi il paziente è morto.
La tossicitÃ* polmonare con l’Amiodarone può presentarsi rapidamente.
Qualora si dovesse instaurare una terapia con Amiodarone, sarebbe utile
utilizzare i dosaggi minimi efficaci.
I pazienti dovrebbero comunicare al proprio medico la comparsa di
dispnea e di tosse non produttiva.
L’Amiodarone può inoltre causare altri effetti tossici, tra cui
l’epatossicitÃ* ( cirrosi, insufficienza epatica ), effetti a livello
cardiovascolari ( bradicardia ), reazioni cutanee ( fotosensibilitÃ* ),
neurotossicitÃ* ( atassia, neuropatia periferica ), così come depositi
corneali, ipertiroidismo ed ipotiroidismo.
L’Amiodarone non dovrebbe essere impiegato nei soggetti ad alto rischio
di sviluppare tossicitÃ* polmonare e la comparsa di dispnea e tosse
dovrebbe richiedere un attento esame.
Fonte : ADRAC – Australian Drug Reactions Bulletin , vol 21 , Number 1,
2002
Tratto da : www.farmaci.net



FENILPROPANOLAMINA
(perdita di peso e/o raffreddamento)

L’FDA , nel mese di novembre 2000, ha preso la decisione di non
autorizzare la vendita di prodotti contenenti Fenilpropanolamina.
La sostanza era presente nei prodotti contro il raffreddamento e per la
perdita di peso.
In uno studio condotto dal Yale University School of Medicine è emerso
che alcune donne, dopo 3 giorni si assunzione dei prodotti contenenti
Fenilpropanolamina, erano state colpite da ictus emorragico.
Anche gli uomini sono a rischio, ma l’incidenza è inferiore rispetto
alle donne.
Fonte: FDA www.fda.gov
Keywords: Fenilpropanolamina, ictus emorragico
Tratto da : www.farmaci.net



LEVORMELOXIFENE
(contro l'osteoporosi)

La Novo Nordisk nel 1998 ha bloccato lo sviluppo del proprio farmaco
Levormeloxifene, nell’osteoporosi.
Lo studio di fase III è stato interrotto prima del tempo.
Il 22,6% delle donne trattate con questo farmaco ha dovuto infatti
interrompere lo studio.
E’ stato osservato un aumento dello spessore dell’endometrio
Dodici persone hanno presentato prolasso utero-vaginale.
Fonte : Novo Nordisk
Keywords: Levormeloxifene, osteporosi, interruzione dello studio
Tratto da: www.farmaci.net



BUPROPIONE
(farmaco per smettere di fumare)

L'Agenzia di Farmacosorveglianza inglese ha ricevuto 18 report di morti
di persone che assumevano Bupropione, un farmaco per la cessazione del
fumo di sigaretta.
A livello cardiovascolare il Bupropione può causare tachicardia, aumento
pressorio talvolta grave. Non si deve superare la dose raccomandata di
Bupropione poiché l'uso del farmaco è associato ad un rischio di
convulsioni . A dosi fino alla dose massima giornaliera raccomandata
(300 mg di Bupropione al giorno), l'incidenza di convulsioni è di circa
lo 0,1% (1/1000).
Il rischio del verificarsi di convulsioni collegate all'impiego di
Bupropione è fortemente associato con la presenza di fattori
predisponenti. Pertanto il Bupropione deve essere somministrato con
estrema cautela a pazienti che presentino una o più condizioni
predisponenti all'abbassamento della soglia per la comparsa di
convulsioni. Esse includono:
1. precedente trauma cranico
2. tumore del sistema nervoso centrale (SNC)
3. somministrazione concomitante di altri farmaci noti per abbassare la
soglia della comparsa di convulsioni (ad esempio: antipsicotici,
antidepressivi, teofillina, corticosteroidi sistemici). Inoltre, deve
essere adottata cautela in quelle circostanze cliniche che sono
associate con un aumento del rischio di convulsioni. Esse includono
abuso di alcool, interruzione brusca dell'uso di alcool o
benzodiazepine, diabete trattato con ipoglicemizzanti o insulina e uso
di farmaci stimolanti o anoressizzanti.
(Fonte: Rai Tg1 del 19 febbraio 2001 ore 13.30, scheda tecnica di Zyban)
(Xagena 2001)
Tratto da: www.farmaci.net



MELOXICAM
(anti-infiammatorio)

Una donna di 49 anni è stata ricoverata in Ospedale per diarrea ematica
con dolore addominale.
La donna stava assumendo da due settimane Meloxicam, un
anti-infiammatorio, al dosaggio di 15 mg/die, a causa di una osteoartrite.
All’esame colonscopico si è osservata mucosa infiammata con
sanguinamento. Alla biopsia risultava necrosi a tutto spessore.
I sintomi sono regrediti dopo una settimana dalla sospensione del
Meloxicam.
Il Meloxicam a dosaggi inferiori ( 7,5 mg/die) presenta meno effetti
indesiderati.
Garcia Bet al, Lancet 2001; 357: 1690
Tratto da: www.farmaci.net



CELEBREX - VIOXX
(contro l'artrite)
Uno studio svolto da un gruppo di scienziati di Cleveland dimostra che
l'utilizzo dei farmaci Vioxx (Merck) e Celebrex (Pharmacia e Pfizer), le
cui previsioni di vendita si attestano per quest'anno intorno ai 3
miliardi di dollari, causerebbe un aumento di attacchi di cuore e di
problemi cardiovascolari.
Tratto da www.aboutpharma.it



RALOXIFENE
(anti-osteoporosi)
Secondo uno studio condotto in vitro da ricercatori americani, il
farmaco anti-osteoporosi raloxifene (Lilly) stimola la crescita delle
cellule di carcinoma ovarico. Il farmaco e' dotato di effetti favorevoli
anche sui marcatori del rischio cardiovascolare e non stimola la
proliferazione dell'endometrio delle donne in menopausa.
Tratto da www.aboutpharma.it



LOTRONEX
(intestino irritabile)

Il farmaco Lotronex (Alosetron) indicato nel trattamento della sindrome
dell'intestino irritabile è stato ritirato dal commercio negli Usa.
L'FDA ha ricevuto 49 report di colite ischemica e 21 report di grave
costipazione nelle donne che assumevano il farmaco. Cinque donne sono morte.
La sindrome dell'intestino (colon) irritabile colpisce maggiormente le
donne con un rapporto uomo/donna di 1:2
(Fonte: FDA www.fda.gov)
Tratto da: www.farmaci.net



ZANAMIVIR
(influenza tipo A e B)

Zanamivir (Relenza) è un farmaco indicato nel trattamento dell'influenza
prodotta dai virus di tipo A e B. Il Canadian Adverse Drug Center, cioè
il Centro di farmacosorveglianza canadese ha ricevuto nell'arco di 1
anno 16 segnalazioni di reazioni avverse dopo assunzione di Zanamivir.
Una segnalazione si riferisce ad un paziente che è successivamente
deceduto per insufficienza renale. Tuttavia non è certo il
coinvolgimento dello Zanamivir. Il paziente era affetto da insufficienza
cardiaca ed è stata accertata la presenza di un'infezione staflococcica.
I più comuni effetti indesiderati dello Zanamivir sono a livello
respiratorio: broncospasmo ed alterazione della funzione respiratoria.
(Fonte: Canadian Adverse Drug Reaction Newsletter 2000; 10)
(Xagena 2001)
Tratto da: www.farmaci.net



PROPAFENONE
(anti-aritmico)

I più frequenti effetti indesiderati del Propafenone ( Rytmonorm) sono a
livello gastrointestinale ( nausea, vomito, costipazione), e cerebrale (
cefalea, visione offuscata, vertigini), cardiologiche ( bradicardia,
palpitazioni, blocco atrio-ventricolare di primo grado, rallentamento
della conduzione intravenricolare).
Il Propafenone, come gli altri farmaci antiaritmici, può dar origine ad
effetti paradossi, chiamati pro-aritmici, di aggravamento di un’aritmia
giÃ* esistente, o di induzione di nuove aritmie.
In letteratura l’effetto proaritmico del Propefenone è dell’ordine del
4,7%, ma la sua incidenza e gravitÃ* dipendono dal tipo di aritmia e
dalla cardiopatia sottostante.
Ci sono state segnalazioni di rari effetti indesiderati dopo
somministrazione del Propafenone: agranulocitosi, anemia,
granulocitopenie, prolungamento del tempo di sanguinamento, leucopenia,
porpora, trombocitopenica.
Keywords: Propafenone, Rytmonorm, bradicardia, effetto proaritmico,
proaritmia
Tratto da : www.farmaci.net

Pochi studi clinici per Rytmonorm a rilascio prolungato

Il Propafenone ( Rytmonorm) è uno dei più impiegati farmaci
antiaritmici, particolarmente nel trattamento delle aritmie
sopraventricolari.
Il farmaco presenta una farmacocinetica complessa con rilevante effetto
di primo passaggio epatico, che rende difficile prevedere l’efficacia
terapeutica. Nel 2001 sono state introdotte in commercio in Italia due
formulazioni di Propafenone a rilascio prolungato . Tuttavia a
differenza di quanto atteso queste forme retard producono solo un
marginale miglioramento della compliance, poiché richiedono 2
somministrazioni al giorno anzichè 3.
Non esistono ad oggi studi clinici di comparazione tra Rytmonorm a
rilascio prolungato e gli altri farmaci antiaritmici ,soprattutto nella
prevenzione degli episodi di fibrillazione atriale.
Pertanto risulta difficile trarre conclusioni sulla reale efficacia
antiaritmica di queste formulazioni e sorprende non poco la decisione
dell’ AutoritÃ* Sanitaria di approvare il Rytmonorm retard in mancanza di
studi clinici di confronto con altri farmaci antiaritmici e per periodi
prolungati.
L’unico studio clinico presente nella banca dati Medline è un lavoro di
Mastropasqua F et al di alcuni anni fa ( Cardiologia 1998; 43: 617-623).
In questo studio sono stati valutati gli effetti di due formulazioni a
rilascio ritardato rispetto al Propafenone a rilascio immediato nel
trattamento delle extrasistoli ventricolari sintomatiche.
Lo studio, eseguito in diversi Centri aritmologici italiani, ha
coinvolto 83 pazienti, con un’etÃ* media di 57,9 +/- 12,2 anni.
Dallo studio è emerso che l’efficacia del Rytmonorm 325 a rilascio
prolungato x 2 /die, è paragonabile a quella del dosaggio più basso del
Rytmonorm a rilascio immediato , 150 mg x 3/die.Mentre la formulazione
225 mg x 2/die è scarsamente efficace.
Nel corso dello studio si sono verificate reazioni avverse non gravi in
30 pazienti ( 35%), tra cui in ordine di frequenza: stipsi,
palpitazioni, arrossamento del volto, disturbi di visione, dolori
addominali o pirosi gastrica, dispepsia, parestesie, insonnia, dolore
toracico, alterazione degli indici epatici.
In 10 pazienti il trattamento con il Propafenone è stato sospeso a causa
degli effetti indesiderati: 5 assumevano Rytmonorm 150 mg x 3 /die,
mentre 4 il Rytmonorm 225 mg x 2/die , ed 1 Rytmonorm 325 mg x 2 /die.
Non sono stati osservati effetti proaritmici gravi quali: aumento degli
episodi di tachicardia ventricolare non sostenuta ( TVNS) , o
insorgenza di tachicardia ventricolare sostenuta ( TVS).
Sotto l’aspetto farmacocinetico il Propafenone a rilascio prolungato
raggiunge il massimo della sua azione dopo 3-6 ore dall’assunzione e
l’effetto perdura per più di 12 ore.
La biodiponibilitÃ* di queste formulazioni ritardo è attorno al 32%,
inferiore rispetto alla biodisponibilitÃ* dei preparati a rilascio
istantaneo ( 49%).
www.aritmologia.it


www.disinformazione.it

Eli Lilly/ Luce verde dalla FDA a farmaco antidepressivo a spese delle
cavie suicide


La ditta distribuisce: Byetta , Zyprexa , Humalog , Cymbalta , Humalog
Mix , Fluctine , Huminsulin , Permax , Humatrope , Forsteo , Humapen ,
Alimta , Cialis , Gemzar , ReoPro , Xigris



I medicinali citati della lista dubbiosa non necessariamente si lasciano
classificare come psico-pillole ma anche comune medicine appena apparse
sul mercato o gia ritirate dal mercato come:Strattera , Zoloft, Prozac ,
Ritalin , Celebrex , Viramune , Isotretinoina , Zyprexa, Infliximab,
Meridia , Reductil , PAROXETINA , PAROXETINA , CLOPIDOGREL , Plavix, è
un derivato della Ticlopidina , Fluoxetina (Prozac), Sertralina
(Zoloft), Paroxetina (Paxil), Fluvoxamina (Luvox), Citalopram (Celexa),
Escitalopram (Lexapro), Bupropione (Wellbutrin), Venlafaxina (Effexor),
Nefazodone (Serzone), Mirtazapina (Remeron), giornalmente arrivano nuovi
nomi, prima di ingerire alla cieca qualsiasi medicinale si consiglia
vivamente di cercarlo in rete.

http://www.ecplanet.com/blog/eli-lil...e-suicide.html








 

Tags
colorate, farmacovigilanza, italia, medicinali, pericolose, pillole, psicofarmaciand
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